Usa

Oprah Winfrey, la regina americana dei talk show, si interroga se pensare o meno alla presidenza degli Stati Uniti. Una tale ipotesi non è mai stata presa in considerazione da lei, almeno fino alla vittoria di Donald Trump alle elezioni dello scorso otto novembre. Ma visto che nemmeno il miliardario di New York ha un’esperienza politica, è la tesi, tutto allora è possibile. Winfrey, che per altro è testimonial di Weight Watchers, ha parlato durante la trasmissione di Bloomberg TV “The David Rubenstein Show: Peer-to-Peer Conversations”. Il presentatore le ha chiesto se avesse mai pensato alla Casa Bianca vista la sua immensa popolarità e il fatto che ancora non c’è mai stata una presidentessa in Usa. Lei, un’afromaricana, ha risposto di non avere “mai preso in considerazione la domanda, nemmeno la possibilità” di arrivare a sendersi nello Studio Ovale. Tuttavia, quando Trump ha vinto forse qualcosa è cambiato. Al presentatore che ha insinuato che una esperienza politica non sembra necessaria per diventare leader Usa, Winfrey ha risposto: “E’ quello che ho pensato. Avevo pensato che non avevo l’esperienza, che non conoscevo abbastanza ma poi ho pensato…Oh”. Un’esclamazione interpretabile a piacimento, che forse suona più come una critica nei confronti di Trump ma che magari indica una discesa in campo.

L’ex presidente USA Jimmy Carter, Nobel per la Pace nel 2002, e tra i primi a sostenere negli Stati Uniti l’importanza delle energie rinnovabili, ha fatto presente al nuovo presidente Donald Trump, in un’intervista concessa ad Associated Press, che la scelta di promuovere lo sviluppo delle fonti rinnovabili puo’ generare la creazione di milioni di posti di lavoro. “A volte – ha detto Carter, con un esplicito riferimento alla destra repubblicana – vi puo’ essere da parte di taluni una obiezione filosofica a tale scelta, ma anche costoro dovrebbero comunque cedere di fronte alla priorita’ della creazione di posti di lavoro”. Carter, che fu il primo presidente degli Stati Uniti all’inizio degli anni Ottanta a installare pannelli solari alla Casa Bianca, a conclusione dell’intervista ha detto “di augurarsi che Trump voglia tenere quanto da lui suggerito in profonda considerazione”.

L’Alto rappresentante della politica estera Federica Mogherini torna in Europa dopo “incontri eccellenti” con l’amministrazione Trump e ottiene “l’impegno degli Stati Uniti al pieno rispetto dell’accordo” sul nucleare siglato dall’Iran e le principali potenze mondiali tra cui gli Usa nell’estate del 2015. Mogherini ha spiegato che con gli Usa ci sono questioni su cui si può lavorare su un terreno comune, come sul rispetto dell’accordo sul nucleare iraniano, ma non ha negato che ci sono temi su cui invece ci sono diverse vedute. Mogherini ha riconosciuto “l’intenzione forte di lavorare insieme” anche se ci sono diverse vedute con gli Usa sul processo di pace in Medio Oriente, la crisi migratoria globale, il libero scambio e il cambiamento climatico. “Non sta a me definire l’agenda Usa”, ha aggiunto. “Io mi limito a mettere sul tavolo, con chiarezza e in amicizia, l’agenda Ue per trarre il massimo dalla partnership tra Ue e Usa”.

Detto, fatto. Non pecca certo di coerenza il magnate presidente Usa. Donald Trump ha minacciato il presidente messicano Enrique Pena Nieto di inviare le truppe americane se il suo governo non fermerà quelli che ha definito i ‘bad hombres’. E’ quanto emerge da una trascrizione – ottenuta dalla Associated Press – della telefonata tra i due leader venerdi’ scorso, all’indomani del decreto della Casa Bianca per la costruzione del muro tra gli Usa e il Messico. “Avete un sacco di ‘bad hombres’ (persone cattive) laggiù”, avrebbe detto Trump, aggiungendo: “Non state facendo abbastanza per fermarli. Penso che i vostri soldati abbiano paura. I nostri no, potrei inviarli laggiu'”. Dalla Casa Bianca nessun commento. Il ministero degli Esteri messicano ha smentito il contenuto della telefonata: “Assoluta falsità”, Trump e Pena Nieto “sono giunti all’accordo di continuare a lavorare e che gli staff dei due paesi continueranno ad incontrarsi per giungere ad un’intesa positiva”.  Non solo il presidente messicano Enrique Pena Nieto. Donald Trump – secondo quanto il Washington Post – ha ‘strapazzato’ al telefono anche l’alleato australiano Malcolm Turnbull, accusandolo di voler esportare negli Stati Uniti terroristi, come gli attentatori della maratona di Boston. Secondo il racconto fatto al Post da una fonte dell’amministrazione, Trump ha reagito alla posizione di Turnbull che ha chiesto alla Casa Bianca di rispettare l’accordo secondo cui gli Usa dovrebbero accogliere 1.250 rifugiati al momento nelle carceri australiane. “E’ la peggiore intesa di sempre”, avrebbe tagliato corto Trump, definendo la telefonata col premier australiano “di gran lunga la peggiore della giornata”, e troncandola bruscamente dopo 25 minuti sui 60 previsti.

“Molti in casa nostra festeggiano il fatto che Trump abbia dato immediatamente il via alla politica protezionista che aveva promesso. Chi, in Italia, saluta come una conquista la fine del Tpp, a mio avviso, sbaglia tre volte”. Lo ha detto a Radio Radicale il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova. “Innanzitutto perche’ il mondo che si chiude alzando muri e barriere e’ un mondo piu’ negativo rispetto a quello dell’apertura che abbiamo conosciuto fin qui. Inoltre – ha aggiunto il senatore – e’ folle pensare che negli accordi bilaterali piccoli paesi possano guadagnarci qualcosa. Come Italia, potremmo negoziare un accordo commerciale con Usa e Cina migliore di quello che si potrebbe negoziare come Unione Europea? Direi proprio di no. Infine, a quelli che festeggiano per la fine del Tpp, e sono gli stessi che hanno festeggiato per il blocco del Ttip col timore che gli Usa ci avrebbero imposto i loro standard, rispondo che si sta rinunciando anche agli standard americani su, ad esempio, condizioni di lavoro e ambiente. Ed e’ evidente che l’area del Pacifico, Sudamerica inclusa, vedra’ l’egemonia della Cina. Sostituire i grandi accordi commerciali con quelli bilaterali – ha concluso Della Vedova – si rivelera’ un errore storico e strategico anche per gli Stati Uniti”.

Joaquin ‘El Chapo’ Guzman, ex signore della droga messicano, è stato estradato verso gli Usa dove deve rispondere di accuse legate al narcotraffico. Il boss della droga è arrivato a New York. L’aereo con a bordo El Chapo è atterrato in un aeroporto di periferia, dove lo aspettava una colonna di suv per portarlo via. Passerà la notte in una prigione di New York, prima della comparizione in un tribunale federale di Brooklyn. L’ex boss dei narcos si è reso protagonista di due arresti e altrettante fughe avventurose, fino a quando non è stato preso per la terza volta.

“In America hanno vinto gli americani che hanno potuto scegliere democraticamente il loro presidente. Chi vuole sconfiggere il popolo e’ sempre dalla parte sbagliata. Come sono dalla parte sbagliata quegli artisti che anziche’ pensare alle loro esibizioni vogliono fare a tutti i costi politica contro il popolo e contro la democrazia. Io ho sempre pensato che per un artista fosse motivo d’orgoglio esibirsi per il Presidente degli Stati Uniti e per gli americani. Per questo sul mio blog ho lanciato la campagna di adesione a #iocantoperTrump”. Lo scrive in una nota Daniela Santanche’ di Forza Italia.

L’Fbi ha lanciato l’allerta terrorismo su possibili attentati dell’Isis negli Stati Uniti durante le festività natalizie. L’allarme riguarda soprattutto le chiese e i luoghi di raccolta, riferiscono media Usa. L’avvertimento giunge dopo l’attacco al mercato di Natale di Berlino e dopo l’esortazione sul web, da parte di un gruppo terroristico, ad attacchi contro luoghi di culto americani. Al momento si sta indagando sul link pubblicato online e non ci sarebbero comunque minacce ‘specifiche o credibili”.

Tensione tra Cina e Stati Uniti dopo il sequestro da parte di Pechino di un drone americano utilizzato dalla marina Usa per monitorare le acque internazionali del Mar cinese meridionale. I nervi restano tesi per 24 ore, quando arriva la comunicazione da parte del Pentagono sul raggiungimento di un accordo per la restituzione, intesa trovata con il “coinvolgimento diretto delle autorità cinesi”. Il presidente eletto degli Usa, Donald Trump aveva definito su Twitter il sequestro del drone da parte della Cina un’azione “senza precedenti”. ll ministero della difesa cinese ha deciso la restituzione dell’apparecchio a Washington precisando che lo stesso era stato sequestrato “in modo consono alle regole”.

Anche Anna Wintour alla corte di Re Donald: la direttrice di Vogue, che per tutta la campagna Elettorale aveva appoggiato Hillary Clinton, ha incontrato il tycoon eletto alla Casa Bianca nello stesso giorno in cui Trump ha ricevuto alla Trump Tower il rapper Kanye West. L’incontro con la Wintour, sotto cui Vogue per la prima volta nella storia aveva dato l’endorsement a un candidato presidenziale, e’ stato confermato alla ABC. I due “hanno discusso una serie di temi”, ha detto una fonte della rete senza precisare se il miliardario abbia chiesto l’aiuto della deus ex machina della moda per trovare uno stilista disposto a vestire la moglie Melania per le feste dell’insediamento. Trump e la Wintour erano amici prima di essere divisi dalla politica. La direttrice di Vogue, che di recente ha accusato la Fondazione Trump di essere “buona a nulla” con un “board pieno di parenti” e il futuro presidente di “voler usare la Casa Bianca per vendere il brand e arricchirsi”, aveva partecipano nel 2005 alle nozze del tycoon con Melania.