Elezioni Usa, caos dopo riapertura indagini Fbi su Hillary

L’annuncio a sorpresa sulla riapertura delle indagini del Federal Bureau of Investigation (Fbi) a carico della candidata democratica alla presidenza Usa, Hillary Clinton, si e’ abbattuto venerdi’ sulla campagna elettorale a pochi dal voto, spingendo la diretta interessata e il suo partito a rivolgere durissime critiche all’agenzia investigativa e al suo direttore, James B. Comey. Questi ha reso noto che gli investigatori hanno rinvenuto 650 mila email in un portatile appartenuto all’ex repubblicano Anthony Weiner, ex marito di Huma Abedin, braccio destro della Clinton. Una prima analisi delle email dimostrerebbe che migliaia di queste sono state inviate dal server di posta privata su cui la Clinton dirotto’ l’intera corrispondenza del dipartimento di Stato Usa quando ne era a capo, tra il 2009 e il 2012, per poi cancellarla al termine del suo mandato. La decisione di Comey di annunciare la riapertura delle indagini al Congresso e poi al pubblico, pero’, ha sollevato critiche durissime da parte del dipartimento di Giustizia, secondo cui l’Fbi non era autorizzata ad avviare le indagini sulle e-mail senza l’ordinanza di una corte, dal momento che il materiale probatorio e’ stato rinvenuto nell’ambito di un altro processo a carico di Weiner. Prima ancora dell’annuncio – sottolinea il “Wall Street Journal” – l’apparato della giustizia statunitense, e persino i ranghi dell’Fbi, apparivano gia’ minati da profonde divisioni in merito alla gestione delle gravissime accuse alla Clinton, specie dopo le rivelazioni di Wikileaks che hanno ampliato le dimensioni dello scandalo e svelato possibili tentativi di insabbiamento da parte di diverse anime del governo federale. La scoperta delle 650 mila e-mail nel portatile di Weiner risalirebbe ai primi di ottobre: l’Fbi stava ispezionando il portatile alla ricerca di materiale pedopornografico, quando si e’ resa conto che migliaia di e-mail provenivano dal server privato che Clinton ha cancellato, sottraendone cosi’ il contenuto agli investigatori. A quel punto l’agenzia ha condotto una analisi preliminare delle e-mail su ordine del vice direttore dell’Fbi, Andrew McCabe, a sua volta al centro dello scandalo dopo le rivelazioni di WikiLeaks secondo cui la moglie avrebbe ricevuto 800 mila dollari di donazioni dal Partito democratico, proprio mentre questi supervisionava le indagini a carico di Clinton. Dettagli e indiscrezioni raccolte dal “Wall Street Journal” confermerebbero che diversi alti funzionari dell’agenzia hanno tentato di impedire la riapertura delle indagini, contestando la rilevanza del materiale probatorio rinvenuto sul portatile di Weiner. L’annuncio della riapertura delle indagini a carico della candidata democratica alla presidenza Usa, Hillary Clinton, e’ stato accolto da un’ondata di critiche e accuse al direttore dell’Fbi James Comey. Il leader dei Democratici al Senato, Harry Reid, ha rivolto a Comey l’accusa piu’ grave, sostenendo che annunciando pubblicamente la riapertura delle indagini a soli dieci giorni dal voto il funzionario potrebbe aver abusato del suo potere e violato l’Hatch Act, che proibisce all’agenzia di influenzare le elezioni. L’accusa e’ stata rilanciata dal “Washington Post” attraverso un editoriale di Richard W. Painter, a capo della commissione etica della Casa Bianca tra il 2005 e il 2007. Lo stesso quotidiano ospita un secondo editoriale durissimo nei confronti di Comey, firmato dall’ex procuratore generale Usa Eric Holder (2009-2015), che definisce la condotta dell’Fbi “un errore gravissimo”.

10notizie.it e’ disponibile a pubblicare i vostri commenti scrivendo a commenti@10notizie.it. Saranno presi in considerazione i testi che non superino i 140 caratteri e che siano corredati da nome e cognome, indirizzo mail e numero di cellulare telefonico. Non saranno oggetto della nostra attenzione i testi contenenti parti offensive, illegali o lesive della dignità personale.