“Tutta l’Italia vi deve solidarieta’ per il vostro dolore, rispetto per la vostra dignita’, riconoscenza per la vostra compostezza, sostegno per la vostra richiesta di verita’ e giustizia”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ai familiari delle vittime innocenti di mafia che ha incontrato a Locri per la giornata della Memoria di Libera. “Per questo – ha continuato – desidero dirvi che le vostre ferite sono inferte al corpo di tutta la nostra societa’, di tutta l’Italia”. Ed ha aggiunto: “Il ricordo dei vostri morti, martiri della mafia rappresenta la base sulla quale costruiamo, giorno dopo giorno, una societa’ piu’ giusta, solidale, integra, pacifica. Partecipando, oggi qui a Locri o altrove, in altre manifestazioni per la legalita’ e contro la mafia, date una testimonianza morale e civile di come la violenza, la sofferenza, la morte e la paura non possono piegare il desiderio di giustizia e di riscatto”. Il capo dello Stato ha citato Giovanni Falcone, magistrato ucciso dalla mafia. “Come diceva Giovanni Falcone, ha detto, “la lotta alla mafia non puo’ fermarsi a una sola stanza, la lotta alla mafia deve coinvolgere l’intero palazzo. All’opera del muratore deve affiancarsi quella dell’ingegnere'”. Ed ha aggiunto: “La repressione dell’illegalita’ – e’ inseparabile dalla resistenza civile. La lotta al fenomeno mafioso non avrebbe potuto raggiungere livelli cosi’ alti senza una profonda consapevolezza dei nostri concittadini, senza un forte cambio di mentalita’, senza la promozione di una nuova cultura della legalita’”.





