Benedetto Della Vedova

“Dei radicali ho condiviso e sostenuto più di una battaglia, sapendo di avere con me il sentire di tantissimi cittadini, certo non solo del Pd. Per questo spero e chiedo che si trovi soluzione a un’impasse che la gente non riesce a capire”. Lo afferma la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani. Per Serracchiani “questa è un’occasione storica per far scoccare la scintilla tra la carica rivoluzionaria, liberale e libertaria, che è nel Dna dei radicali, con il percorso sulla strada dei diritti compiuto dal Pd al governo del Paese. E in più abbiamo il collante di una comune e ragionevole fiducia nel destino europeo dell’Italia, mentre tutti gli altri predicano e praticano sfascismo, scetticismo e sciovinismo”. “Per i partiti che pure sono alle radici del Pd – ricorda Serracchiani – in passato non è stato semplice dialogare con i radicali e pochi singoli hanno tenuto aperto un canale prezioso di comunicazione tra i partiti di tradizione popolare e gli eredi dell’azionismo. Ora è venuto il momento che l’esperienza culturale, politica e di governo incarnata da personalità come Emma Bonino e Benedetto Della Vedova, smetta di essere un contributo occasionale o individuale e – ha concluso la presidente – trovi la sua piena agibilità politica nell’ambito del centrosinistra”.

“Se si dice che con lo ius soli si vuole modificare la composizione del corpo elettorale e la composizione della comunità nazionale, come ha fatto oggi Costa in un’intervista, è chiaro che non si vuole prendere atto che la composizione della comunità nazionale è già cambiata, anche se meno che altrove. E dato che è già cambiata, è bene farcene carico e approvare con urgenza lo ius soli, che non è uno ius soli ma solo una possibilità civile di chiedere la cittadinanza anche prima della maggiore età”. Così il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova. “Tenere fuori questi ragazzi non è un’opzione, perché rappresenterebbe una forma di apartheid politica e civile”, ha sottolineato il senatore e promotore di Forza Europa, intervenendo al comitato nazionale dei Radicali Italiani. “Quando leggo che si vuole rinviare alla prossima legislatura lo ius soli, io non ci sto. E voglio dire al ministro Costa che la posizione Ap, comprensibile sul piano della tattica e della strategia, è politicamente pericolosa perché mostra che ormai l’egemonia leghista, non solo sul centrodestra – ha concluso Della Vedova – è totale”.

L’ideologia della chiusura alla base della Brexit non regge alla prova della realta’. Questo il commento al voto nel Regno Unito da parte del senatore e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova. In un post sul suo profilo Twitter, Della Vedova ha scritto che i Tories sono la prima vittima politica dell’errore commesso con l’uscita dall’Ue: “Forza Europa”.

Sarebbe “singolare” se il Partito democratico lavorasse non per ma contro l’attuale governo: cosi’ alla DIRE il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, sulle prospettive per l’esecutivo di Paolo Gentiloni dopo l’elezione di Matteo Renzi a segretario del Pd. “Credo – sottolinea Della Vedova – che e’ nell’interesse del Paese e delle forze politiche che sostengono Gentiloni, a partire dal Pd, che il governo faccia bella figura e continui a lavorare, per altro sulla scia riformatrice dei tre anni precedenti, portando a casa il piu’ possible provvedimenti e riforme”. Secondo il sottosegretario, per conoscere le intenzioni di Renzi bisognerebbe “chiedere a lui”. Possibile, pero’, un giudizio di fondo: “Troverei singolare che la principale forza politica lavorasse non perche’ il governo faccia bella figura ma perche’ finisca”.

“L’apertura dei mercati e’ un determinante fattore competitivo dell’economia di un Paese e il merito dei governi Renzi e Gentiloni e’ di avere difeso, per quanto e’ stato possibile, la proposta di legge sulla concorrenza, nel suo lungo e faticoso iter parlamentare, dai veti di corporazioni interessate a proteggere rendite storiche e ingiustificabili a danni dei consumatori e della competitivita’ delle imprese. Quella che ora giunge al voto del Senato non e’ la migliore delle leggi possibili, ma per la prima volta da’ corso a una previsione legislativa – quella di una legge annuale sulla concorrenza, che recepisca le segnalazioni dell’Antitrust su norme o misure che riducono la competizione sul mercato dei beni e dei servizi – che dal 2009 non aveva mai trovato concreta attuazione”. Lo scrive su Facebook il senatore e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova. “La crescita e l’occupazione si giovano anche della concorrenza e dell’apertura dei mercati. Un ennesimo stop o un’ennesima marcia indietro imposti dai partiti di maggioranza sarebbero un errore, che smentirebbe l’impegno riformatore di questo e del precedente governo e – conclude Della Vedova – l’ottimo lavoro svolto finora, con apprezzabile sensibilita’ politica, dal Ministro Calenda”.

“Sono doppiamente dannose le polemiche che riguardano i temi politici generali e non il merito del referendum: innanzitutto perche’ non consentono un voto aderente all’oggetto della discussione, e cioe’ dire Si’ o No alla riforma della Costituzione, con il rischio che, in caso di vittoria del No, perderemmo altri 10 anni esattamente come accaduto nel 2006 con la bocciatura della riforma Calderoli; inoltre, l’uso strumentale di un appuntamento che riguarda le modifiche Costituzionali per colpire politicamente Renzi e il governo metterebbe il Paese su di un percorso complicato, dato che gli effetti inaspettati di questa scelta potrebbero anche non essere positivi per l’Italia, che verrebbe a trovarsi di nuovo in una fase di forte instabilita’ politica”. Lo ha detto il senatore e sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, ai microfoni di Radio Radicale. “Nel 2011 l’inadeguatezza e l’incapacita’ politica del governo Berlusconi nel rispondere a un’emergenza finanziaria fu scambiata per un complotto dei mercati. Evidentemente – ha sottolineato Della Vedova – non era cosi’: l’esecutivo si reggeva su pochissimi voti e non era ormai in grado di affrontare la piu’ grave crisi del debito che ci sia mai stata in Italia. Ovviamente i mercati erano preoccupati, cosi’ come lo sono oggi nel caso di una eventuale vittoria del fronte antieuropeista e antieuro di Salvini e Grillo. La tesi del complotto demo-pluto-giudaico-massonico, secondo cui questa riforma e’ legata alle richieste delle grandi banche e dei grandi gruppi d’interesse come sostengono alcuni esponenti del No, e’ puerile: chi non vuole affrontare la realta’ per quella che e’ – ha concluso Della Vedova – cerca sempre un nemico esterno”.

“Trovo grave che dal fondatore dell’Ucoii (Unione delle Comunita’ Islamiche d’Italia), Hamza Piccardo, sia arrivata la rivendicazione della poligamia come diritto civile. I diritti umani e civili presuppongono l’universalita’ e l’uguaglianza delle persone, senza distinzione di sesso. La poligamia, o piu’ correttamente la poliginia, presuppone la subordinazione personale, sociale e giuridica delle donne al potere degli uomini”. Lo scrive su Facebook il senatore e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova. “La poligamia e’ legata a una cultura e a una politica di supremazia maschile e di oppressione femminile e di diritti asimmetrici tra uomini e donne. È sbagliato legare, come ha fatto Piccardo, le unioni civili per le coppie omosessuali e la poligamia. La poligamia, oggi, sottrarrebbe diritti e imporrebbe uno stato giuridico penalizzante per le donne. Il riconoscimento delle coppie gay – prosegue il sottosegretario agli Esteri – senza togliere nulla a nessuno, ha esteso diritti personali e familiari a chi non ne poteva usufruire e ha cancellato una discriminazione giuridica a danno delle persone omosessuali. Su questo sono quindi in totale disaccordo con Francesco D’Agostino che, nel suo editoriale su Avvenire di ieri, ha denunciato il matrimonio paritario per gli omosessuali come la causa principale del ‘disprezzo’ e del ‘disgusto’ per l’Occidente del ‘resto del mondo’, che nel terrorismo islamico si esprimerebbe nella forma piu’ inaccettabile ed estrema. Io penso, all’opposto di D’Agostino, che i fanatici islamisti odiano le donne e i gay e il matrimonio di persone libere e uguali, sia esso omosessuale o eterosessuale, per le medesime ragioni, cioe’ non per disgusto, ma per terrore di un modello di liberta’ (giuridica, sociale e anche economica) che riconosce a tutti gli individui, a prescindere dal sesso o dalle preferenze sessuali, un uguale diritto e un’uguale dignita’. È esattamente il contrario di quanto prescrive l’ideologia arcaica in cui il sedicente califfo vorrebbe imprigionare in primo luogo l’Islam e poi tutto il mondo assoggettato ai deliri di un califfato mondiale”

“Nel 1994 una delle mie prime iniziative da militante radicale fu la raccolta delle firme per un referendum sulla privatizzazione della Rai, promosso anche dalla Lega Nord, che vide la vittoria del si’ l’anno successivo. Da allora non ho mai cambiato idea. Ritengo vuote le polemiche che si susseguono quando i vertici di Viale Mazzini fanno delle nomine, in particolare sui Tg: o si affronta il tema alla radice e si propone la privatizzazione, in tutto o in parte, della Rai come via per togliere l’influenza politica, oppure assisteremo alle stesse polemiche anche in occasione delle prossime nomine, chiunque le faccia e qualunque sara’ la maggioranza di governo”. Lo ha detto a Radio Radicale il senatore e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova. “Altre strade efficaci non ce ne sono: finche’ viale Mazzini rimane un’azienda pubblica qualsiasi tipo di governance non riuscira’ a schermarla dalla politica; e dunque – ha concluso Della Vedova – le nomine effettuate dai vertici verranno sempre imputate, a torto o a ragione, a chi quei vertici li ha nominati”.

“Oggi Maurizio Lupi, evidentemente a corto di argomenti, sceglie di attaccare sul piano personale ‘consigliandomi’ di concentrarmi sul delicato incarico di sottosegretario agli Esteri e di lasciare stare l’iniziativa  ‘Cannabis legale’ di cui sono promotore. Respingo l’attacco viziato da ipocrisia, e anche i consigli, al mittente: o Lupi, che e’ capogruppo di una forza di maggioranza, e’ in grado di avanzare qualche specifico rilievo sul mio operato nel governo, oppure non usi il governo per la sua battaglia proibizionista”. Lo scrive su Facebook il senatore e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova. “Come accaduto a lui stesso in passato e accade oggi nel suo partito, e come e’ sano che sia, funzioni di governo, anche molto delicate, non implicano la rinuncia alle proprie idee o alla liberta’ di iniziativa politica. Ho iniziato la mia battaglia antiproibizionista oltre vent’anni fa, come noto, ben prima di diventare parlamentare e non saranno i proibizionisti di AP a farmi recedere. Nel merito a Lupi dico una cosa: vediamo cosa sia, come dici, ‘dannoso per la vita dei giovani’: lasciare le cose come stanno oggi (nessun controllo e monopolio criminale nel mercato della cannabis) oppure legalizzazione, controlli e soldi alla Stato anziche’ alle mafie? Infine – conclude Della Vedova – il Ministro Lorenzin, sempre AP, sulla cannabis oggi dice che le dipendenze sono una piaga, anche alcool e tabacco. Va bene, ma, per capire: intende proibire birra e sigarette?”.