centrodestra

“In Sicilia, nel rispetto dell’autonomia territoriale che e’ un valore per noi importante, da sempre c”e’ un’area di grande maggioranza di Centro Centro- Destra che e’ formata da noi dell’Udc, da Forza Italia e da altre forze politiche presenti in Sicilia”. Lo dichiara il presidente nazionale dell’Udc Antonio De Poli, che aggiunge: “Quest’area politica, al di la’ delle bandiere partitiche, da sempre si riconosce negli stessi valori e nel simbolo unico della bandiera del Ppe. Questa e’ la premessa di un ragionamento che naturalmente verra’ vagliato dagli organi di partito che, come sempre, verranno convocati per i percorsi politici programmati da definirsi”. Continua De Poli: “A meta’ settembre verra’ convocato il Consiglio nazionale del partito. Nessuna incertezza, dunque, sulla propria identita’. L’Udc e’ ben consapevole dei propri punti di forza che stanno nello Scudo crociato e nell’appartenenza, in Europa, alla famiglia del Partito popolare europeo”.

“Noi abbiamo il vento della storia politica di questa fase che soffia a nostro favore. Nei sondaggi siamo 10 punti avanti al Pd e 8 punti davanti ai 5 Stelle. Ma se non avremo la maggioranza assoluta dei seggi a quel punto la Grosse Koalition non dovrebbe essere solo tra Forza Italia e Renzi (anche perché non avrebbe i voti necessarie non avrebbe senso), ma deve coinvolgere tutto il centrodestra”. Lo dice Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista al “Quotidiano Nazionale”, aggiungendo che “Non possiamo ripetere gli errori dei governi Monti e Letta quando lasciammo alla Lega l’egemonia dell’opposizione”.
Per il presidente dei forzisti a Montecitorio: “È giunta l’ora di mettere fine a una lunga transizione iniziata nel ’94 con l’avvento della seconda Repubblica. Serve un nuovo assetto, un nuovo modello: subito dopo la vittoria alle politiche dovremo creare un nuovo grande unico movimento, un rassemblement repubblicano”. Brunetta pensa ad “un soggetto politico con regole comuni scritte da una costituente e con una classe dirigente unitaria che ii riconosca negli stessi valori di Italia, Europa e Occidente. Un soggetto con tutte le anime presenti da sempre nel centrodestra, in cui ciascuno manterrà la propria sensibilità politica”.

Sia messo a verbale. La prima freccia é partita dall’arco della Lega di Matteo Salvini e ha colpito al fianco la rispettabilissima persona di Nello Musumeci, candidato alla presidenza della Regione Siciliana. E’ stato infatti il segretario nazionale di Noi con Salvini, Angelo Attaguile, senza mezzi termini, a invitare l’ex presidente della Provincia di Catania a ‘fare un passo indietro per il bene del centrodestra in quanto non ci sono più le condizioni per una sua candidatura unitaria. In ogni caso rimetteremo ogni decisione al nostro leader Matteo Salvini, che ci darà le indicazioni a cui attenerci’. Comincia cosi a sgretolarsi il fronte che ha sostenuto sin dal primo momento la corsa di Musumeci a palazzo d’Orleans. Ma sicuramente, a stretto giro di posta, seguiranno altre defezioni. Cosi accade in politica, solitamente.

“Musumeci ed Armao sono ottimi candidati alla presidenza della Regione, così come penso lo siano Lagalla e La Via. Chi di loro può interpretare al meglio la domanda di politica del fare, inclusiva e credibile lo possono decidere solo quei partiti o movimenti che, radicati storicamente nel territorio, ne conoscono i bisogni e le speranze”. Lo dice Saverio Romano, leader di Cantiere popolare, che aggiunge: “Nuocciono invece le incursioni di chi, fuori dallo Stretto, guarda alla competizione elettorale siciliana, come una occasione per raccogliere spiccioli di consenso in libera uscita. Cantiere Popolare vuole essere cerniera fra i diversi soggetti politici che intendono attrezzare un progetto di governo alternativo a Crocetta ed al PD”. Prosegue Romano: “Non c’è più tempo da perdere! Chi si ritrova dentro questo perimetro politico faccia uno sforzo in più e guardi esclusivamente alla Sicilia. Noi faremo così, presentando le nostre liste senza mimetica. Facciamo un appello serio a chi si riconosce nella storia e nella prospettiva del PPE in Italia, da Berlusconi ad Alfano, per fare un pezzo di strada insieme ed al contempo chiediamo al movimento civico che fa capo a Musumeci di farsi interprete della necessità del dialogo e della collaborazione. Lasciamo gli estremisti della parola alla sinistra e scoraggiamo coloro che con questi metodi finiscono per devastare il nostro campo. Ritroviamo le tante ragioni che ci uniscono: i siciliani non perdonerebbero le nostre divisioni’.

“Vedo con piacere che adesso in tanti prendono in considerazione anche l’ipotesi che alle elezioni, se come è possibile resterà questa legge elettorale, ci si presenti con una lista unica del centrodestra. Anche Berlusconi, con cui ho appena parlato, mi pare abbia aperto una riflessione sul tema: ne sono lieto, è la linea che ho sempre considerato come la migliore possibile”. Lo dichiara Giovanni Toti in una intervista al Corriere della Sera. Per quanto riguarda le elezioni in Sicilia e la possibile alleanza con Alfano, il governatore della Liguria afferma: “Ha avuto rapporti altalenanti con Renzi, ma adesso sia chiaro rispetto agli impegni futuri”. “Non credo sinceramente che con le sue posizioni sia portatore di un particolare consenso per il centrodestra, ma in ogni caso sarebbe inaccettabile che Fi, Lega, FdI non esprimessero nell’isola un proprio candidato. Anzi, è ora che Fi, se ritiene di avere l’uomo giusto per vincere, lo tiri fuori”.

“Io per la Sicilia ho un sogno: che si componga un centrodestra coerente e inclusivo”, che possa dar vita “non a una serie di slogan vuoti come fanno i grillini, ma a un progetto che in cinque anni trasformi il volto di questa terra bellissima e difficile”. Lo dice il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi in un’intervista al Mattino, lanciando un appello ad Angelino Alfano (Ap) e Giorgia Meloni (Fdi): “Pensiamo al bene della Sicilia e al futuro dei siciliani. Il teatrino della politica, le tattiche, le schermaglie vengono molto dopo. Le nostre probabilita’ di successo in Sicilia dipendono da questo”. E riguardo ai candidati alla presidenza della Regione siciliana: “Sono contento invece che il centro destra abbia la possibilità di scegliere fra più candidati di altissimo livello. Sceglieremo alla fine chi ha più possibilità non solo di vincere ma di ben governare per i prossimi cinque anni.”
Berlusconi interviene anche sulla legge elettorale di cui si discuterà in Parlamento dopo la pausa estiva. “Discutiamo pure dei diversi modelli, ma senza farci condizionare da quello che può sembrare un interesse immediato – dice il leader di Fi – Com’è noto, noi siamo favorevoli a un sistema proporzionale, l’unico che consenta davvero agli italiani, dopo quattro governi non scelti dagli elettori, di decidere da chi vogliono essere rappresentati e governati”. Per quanto riguarda la propensione di Matteo Renzi per il premio alla lista: “Sarebbe gravissimo, e non voglio neppure prendere in considerazione l’ipotesi, che gli appelli del Capo dello Stato a modificare la legge elettorale in vigore, una legge disomogenea e contraddittoria fra Camera e Senato, cadessero nel vuoto”, dichiara Berlusconi.

“I partiti del centrodestra siano generosi o dall’isola verra’ uno stop al ritorno del centrodestra al governo previsto da tutti i sondaggi”. Lo dichiara il segretario di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi.

I Cinque Stelle sono da giorni in campagna elettorale, il centrodestra è ancora fermo. Possibile che Berlusconi non capisca? Eppure, chi vince in Sicilia, prenota la vittoria alle politiche”. Lo dice all’Adnkronos il leader di Energie per l’Italia, Stefano Parisi, il primo a puntare su Nello Musumeci come candidato di tutto il centrodestra, fin dal febbraio scorso, alla presidenza della Regione Siciliana. “Musumeci -sottolinea- è una persona integra, stimata, e attorno a lui il centrodestra può ritrovare il credito in questi giorni di inutili e incomprensibili battaglie tra potentati locali. Berlusconi si decida: il candidato c’è. Musumeci ce la può fare e con lui il centrodestra può vincere”. Per Parisi, però, il centrodestra deve mollare le diatribe e “pensare ai cittadini, a un programma che volti pagina, con un’adeguata offerta politica, rispetto ai disastri dell’amministrazione Crocetta che lascia in eredità un bilancio fallimentare, alta disoccupazione, infrastrutture al collasso”.

“Nell’intervista a “Il Giornale” il Presidente Berlusconi ha usato parole bellissime per descrivere il nostro campo politico, dicendo che ‘il centrodestra e’ innanzitutto un popolo, un popolo unito da valori e ideali che vuole una alternativa rispetto ai governi della sinistra’. Sono affermazioni importanti e verissime che devono portare il centrodestra, a partire dalla Sicilia, a ritrovare le ragioni dello stare insieme per il bene innanzitutto dei siciliani che meritano un presidente e una giunta regionale che sappiano ben governare per risollevare l’isola dopo il fallimento di Crocetta e della sinistra. La divisione del centrodestra sarebbe davvero incomprensibile e farebbe precipitare la Sicilia nel baratro dei 5 stelle”. Lo afferma in una nota l’europarlamentare di Forza Italia Salvatore Cicu, eletto nella circoscrizione Sicilia e Sardegna.

”Ritengo che anche quando tutto sembra compromesso, non bisogna mai smettere di lavorare per trovare la sintesi, partendo da un’analisi comune: nessuno di coloro i quali oggi si sono confrontati per dar vita a una larga coalizione ha un giudizio positivo rispetto all’operato del governo Crocetta. Ciò significa che siamo tutti d’accordo sulla necessità di politiche che vanno nella direzione opposta a quelle fino ad oggi realizzate da Crocetta”. Saverio Romano, leader di ‘Cantiere Popolare’, e capogruppo di Ala alla Camera, è convinto che il centrodestra possa trovare un accordo su un candidato unitario alle regionali in Sicilia purchè metta da parte veti e divisioni interne. L’ex ministro crede in un’alleanza tra Fi e Ap e spiega all’Adnkronos che ”continuerà a lavora fino all’ultimo per la creazione di una coalizione ampia, dove i centristi non sono contorno, nè a traino, ma protagonisti”.”Partirei da questo presupposto -sottolinea Romano- per stabilire che in Sicilia occorre un governo di responsabilità che proprio per questo può e deve essere inclusivo. Nuocciono ad un’intesa sui contenuti prima che politica i personalismi, che antepongono un interesse di parte rispetto all’interesse generale, che non è quello della coalizione, ma quello dei siciliani”. “Detto ciò, ritengo utile stoppare le polemiche e sedersi tutti attorno a un tavolo senza pregiudizi e senza veti. Il candidato verrà naturalmente fuori”, assicura l’ex ministro.