Erdogan

Gli Stati uniti, dopo colloquio Obama-Erdogan, offrono sostegno alle indagini sul tentato colpo di stato in Turchia, ma si aspettano che il governo rispetti lo stato di diritto. Lo ha detto il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest. “Il principio della democrazia – ha affermato – va rispettato anche mentre vengono condotte indagini”, come quelle sui responsabili e sui partecipanti al fallito golpe. Il presidente degli Stati Uniti ed Erdogan, hanno discusso anche di Fethullah Gulen, religioso turco auto-esiliato negli Usa, che Erdogan ritiene essere la mente del tentato golpe e vuole estradato. Intanto sono già oltre 9mila le persone che hanno procedimenti legali in relazione al colpo di stato fallito il 15 luglio, come ha riferito Numan Kurtulmus.

Aleggia lo spettro della pena di morte per i ribelli che hanno osato opporsi al regime di Erdogan. Il Consiglio per sicurezza nazionale della Turchia si riunirà domani per fare il punto della situazione nel Paese dopo il fallito colpo di Stato. Lo ha annunciato il presidente Recep Tayyip Erdogan. ”Il nostro governo è impegnato in preparativi importanti e speriamo di poter riunire domani il Consiglio per la sicurezza nazionale”, ha annunciato il presidente ai sostenitori riuniti davanti alla sua residenza di Istanbul. Dopo gli incontri si riunirà il Consiglio dei ministri che ”annuncerà una decisione importante. Non vi dirò ora di cosa si tratta”. Erdogan intanto non esclude pena di morte, che formalmente viene decisa dal Parlamento. Nella sua prima intervista dopo il fallito golpe Erdogan ha dichiarato alla Cnn che ci “troviamo di fronte ad un evidente crimine di tradimento. Ma ovviamente spettera’ al parlamento assumere una decisione (sulla pena di morte) di valore costituzionale. Per cui i leader dei diversi partiti dovranno incontrarsi e discuterne. Se accetteranno di discuterne, come presidente approvero’ ogni decisione che verra’ presa in Parlamento”.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha promesso di eliminare “il virus” all’interno dello Stato turco dopo il mancato golpe di venerdì sera. Rivolgendosi alla folla nel corso di una cerimonia nella moschea Fatih in ricordo delle vittime del golpe, Erdogan ha detto: “Elimineremo il virus da tutte le istituzioni pubbliche” della Turchia. Non si ferma intanto il repulisti: 52 soldati detenuti, mandato d’arresto per 53 giudici. Non si ferma in Turchia la resa dei conti dopo il colpo di stato fallito nella notte tra venerdi’ e sabato contro il presidente Recep Tayyip Erdogan. Dopo che ieri erano gia’ stati arrestati quasi 3 mila militari golpisti, e altrettanti giudici erano stati rimossi, stamani l’agenzia statale Anadolu ha dato conferma della detenzione di altri 52 soldati e dell’emissione di mandati d’arresto per 53 magistrati. Ieri, anche decine di giudici erano finiti in manette, tra cui uno della Corte costituzionale.

E’ fallito il golpe militare in Turchia messo in atto da una parte dell’esercito e i lealisti hanno ripreso il controllo del Paese. Ieri sera notte di caos. Scontri a fuoco, esplosioni e almeno 60 i morti. Carri armati ad Ankara, Istanbul, jet che hanno aperto il fuoco sul Parlamento. Ponti chiusi. Blackout sui social e sui media. Dopo l’appello lanciato al popolo dal presidente Recep Tayyip Erdogan, attraverso un telefono cellulare, decine di migliaia di persone sono scese per le strade costringendo i soldati a ritirarsi. Arrestati oltre 700 militari. “Un golpe contro una volontà politica nazionale – ha detto Erdogan – gli autori pagheranno”. Dopo una fuga misteriosa del presidente, che avrebbe chiesto asilo alla Germania, secondo fonti locali, il suo rientro a Istanbul. Il golpe è stato stigmatizzato da gran parte dei governi occidentali e dalla Nato. Dalla Farnesina fanno sapere che è difficile ancora avere un quadro della situazione e che agli italiani è stato detto di restare a casa.