Forza Italia

“L’Opinione e’ un punto di riferimento per gli intellettuali, i giornalisti e i politici del pensiero liberale”. Lo ha affermato il senatore di Forza Italia Giovanni Mauro, direttore editoriale de L’Opinione, intervenendo nel pomeriggio, nel corso dell’incontro inaugurale della festa del giornale, in programma da oggi fino a domenica 10 settembre 2017, nel Parco della Versiliana, a Marina di Pietrasanta. “Il fine de L’Opinione – ha detto il senatore Mauro – e’ quello di accendere un nuovo dibattito per la costruzione di un’area liberale nel centrodestra italiano. Ma ritengo di fondamentale importanza l’assoluta attualita’ degli ideali del nostro giornale. Le nostre idee oggi si confrontano aspramente contro la tecnocrazia. Viviamo in una societa’ nella quale l’individuo e’ soffocato dai lacci e lacciuoli imposti dai burocrati di Stato. Dobbiamo riportare al centro della nostra politica il concetto di meritocrazia. Si tratta della corretta esaltazione delle capacita’ individuali, con un obiettivo: il miglioramento del bene comune”.

“La sinistra non la consideriamo un avversario in Sicilia, l’avversario sono i Cinque stelle”. Lo ha detto il coordinatore di Fi in Sicilia Gianfranco Micciche’ durante il dibattito organizzato da L’Opionione nel parco della Versiliana a Marina di Pietrasanta (Lucca). “La partita in Sicilia sara’ decisiva a livello nazionale? Credo di si’ – ha detto ancora Micciche’ -, se cosi non fosse probabilmente non avremmo chiuso cosi’ bene gli accordi di coalizione come abbiamo chiuso. La Lega in Sicilia non ha tanti voti, la Meloni comincia ora a costruire una struttura. Abbiamo fatto fatica anche a convincere il presidente Berlusconi, ma e’ chiaro che dovevamo stare tutti insieme. Abbiamo sei liste, tutte competitive. Abbiamo generato uno stato confusionale nei centristi di Casini e Alfano. Sembra che Alfano indichi una strada e i suoi vanno da un’altra. La sinistra in Sicilia non ha una testa pensante, con chi parli parli sembra di parlare con un muro. I migliori del Pd se ne sono andati con la sinistra di Fava e Articolo Uno. La sinistra non la consideriamo un avversario, consideriamo avversari i Cinque Stelle. Tre mesi fa sembrava non ci fosse partita per la Sicilia. Oggi la partita c’e’ ma credo alla fine la coppa la prenderemo noi”.

“Non sembrano bastare i numeri, a dir poco eclatanti, di una recente elaborazione ISTAT, per sensibilizzare il governo nazionale su quella che è divenuta nel corso degli anni una vera e propria emergenza, il progressivo abbandono del Sud da parte dei giovani. Uno spopolamento culturale e di energie, che i giornalisti chiamano ‘fuga di cervelli’, che è in primo luogo sinonimo di impoverimento. Napoli, Messina, Taranto, quindi Reggio-Calabria, Palermo, Bari, e non va meglio nei piccoli centri, se dal 2008 ad oggi oltre 20 mila under 30 hanno abbandonato la loro terra. Un risultato negativo devastante anche per la Puglia, con tredici città tra le prime cinquanta, regione nella quale le occasioni sono sempre di meno. Di fronte a tutto questo Palazzo Chigi si muove tiepidamente, quando addirittura non sta immobile. Il tanto acclamato decreto Sud è del tutto inefficace, non stimola, non sostiene, non riporta a casa nessuno. Renzi e Gentiloni? Nessuna svolta, nessuna rivoluzione, non equità sociale. Siamo ad un punto fermo. A crescere è solamente il numero dei tavoli di crisi presso il ministero dello Sviluppo economico, insieme ad un lavoro nero spesso legato alla malavita. Abbiamo atteso quattro anni per avere un ministro del Mezzogiorno, che ora sta con le mani in mano. Forza Italia è convinta che il Sud debba essere sostenuto con investimenti che creino Pil e occupazione, con infrastrutture che consentano all’impresa di produrre in loco, con sgravi importanti rivolti a chi produce. Il tutto nel segno di una legalità non garantita”, lo dice l’onorevole Vincenza Labriola di Forza Italia. “Bisogna ripartire contemporaneamente dal lavoro e dal welfare a sostegno delle popolazioni più disagiate – prosegue la parlamentare tarantina -, contrastando seriamente le mafie, rendendo decorose, attrattive e sicure le nostre città. Nel mezzogiorno c’è tanto da fare, con il presidente Berlusconi stiamo lavorando ad un percorso politico di riforme ad hoc, affinché l’Italia possa ripartire proprio dal suo anello più debole”.

“La prima rivalutazione” del lavoro svolto a L’Aquila “l’hanno fatta i cittadini, eleggendo un bravissimo sindaco di centrodestra, ma nel tempo tutti stanno riconoscendo l’enormita’ del lavoro fatto. Il problema e’ che nel frattempo e’ stata azzerata la genialita’ e la capacita’ di leadership di Bertolaso e si e’ lasciata una Protezione Civile distrutta e acefala. É stata smontata la catena di comando. Si e’ proceduto con il commissariamento da parte di Errani per fini politici con risultati pessimi, il tutto in un’ottica burocratica di interessi economici e di potere”. Cosi’ Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a ‘Il Giornale’. “Si e’ molto parlato di chi rideva al telefono nel 2009, atteggiamento giustamente criminalizzato. Ma nessuno ha mai parlato dello spaventoso conflitto di interessi tra il sistema delle cooperative rosse, il Pd, l’associazionismo di sinistra: forse non ridevano, ma sono penetrati in tutti i gangli delle commesse, tra terremoto ed emergenza migranti”. La gestione in deroga fu la grande accusa al modello de L’Aquila. “Il primo obiettivo deve essere rispondere ai bisogni delle persone e con le deroghe si fa questo. Inoltre negli esiti finali delle famose inchieste troviamo sorprese e pugni di mosche. Come il processo agli scienziati che non avevano previsto il terremoto che ci ha ridicolizzato in tutto il mondo. Di fronte al deserto burocratico e agli imbrogli lessicali di Renzi e Gentiloni mi viene da scappare via, mentre con Bertolaso mi sentivo sicuro. Il tempo, fortunatamente, e’ galantuomo”. Il modello L’Aquila avrebbe potuto funzionare ad Amatrice? “Nessuno ha la bacchetta magica, ma al confronto quella de L’Aquila fu una pagina di straordinaria etica politica e io dico: ridateci Berlusconi, ridateci Gianni Letta, ridateci Bertolaso e la sua Protezione Civile”.

“Figuccia è un pazzo che parla a vanvera. Sta facendo una battaglia contro di me, ha deciso che non mi deve più fare vivere. Vuole essere rieletto all’Assemblea regionale siciliana e per farlo ha bisogno di diventare famoso. Mi stupisco di come i giornali possano dedicargli intere pagine, Indro Montanelli non lo avrebbe neppure considerato e invece oggi… Almeno fatevi pagare per la pubblicità che gli fate”. Il leader azzurro in Sicilia, Gianfranco Micciché, dopo giorni di silenzio replica così a distanza al forzista Vincenzo Figuccia, che da settimane lo attacca criticando la sua leadership. Stamani durante una conferenza stampa a Palazzo dei Normanni il parlamentare siciliano è tornato a puntare il dito contro il commissario azzurro. “Dovrebbe fare un bagno di umiltà – ha detto -, altrimenti Berlusconi ci faccia un piacere: ‘Lo tolga dalle strade siciliane’. Lui non è interessato alla coalizione”. “Figuccia? Non lo considero neppure” aggiunge, precisando che la posizione del forzista è isolata. “Il gruppo parlamentare all’Ars è unitissimo e farà quello che dicono Berlusconi e Miccichè – assicura -. Parlare di lui? E’ come se in un festival della letteratura si parlasse di Gianfranco Micciché scrittore. Non esiste”. (Adnkronos)

“Io auspico che la legge elettorale venga modificata. Se invece Renzi si incaponira’ e fara’ prevalere le sue strategie sull’interesse del Paese, le regole che ci sono adesso impongono che il centrodestra faccia una lista unica”. Lo dice Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia e vicepresidente del Senato, in un’intervista al giornale online ‘L’Occidentale’. “In tal caso – prosegue – ci si dovrebbe ricollegare all’esperienza del PdL, allargarla anche alla Lega, ma soprattutto migliorare il funzionamento interno e renderla attrattiva dal punto di vista del programma. E’ questo aspetto che determina chi vi debba stare e chi no. I cittadini hanno due interessi: che il Paese sia governato e che chi verra’ chiamato a farlo abbia idee chiare sui nodi strutturali dell’agenda politica”.

“Siamo tutti consapevoli che nessun Paese, nessuna città in Europa è al sicuro dalle mire dell’Isis e che il pericolo è lungi dal potersi considerare lontano. Dopo le dichiarazioni rese dall’organizzazione USA Site – che monitora l’attività jihadista sul web – che danno l’Italia come prossimo obiettivo dopo Spagna e Russia, ci aspettiamo che il ministro dell’Interno Minniti e il ministro degli Esteri Alfano provvedano in primis a monitorare tutti coloro che sono passati dalle nostre carceri: la correlazione tra arruolamento jihadista e vita carceraria è ampiamente dimostrata nella maggior parte degli attentati”. Lo dichiara la deputata di Forza Italia Vincenza Labriola. “La politica del terrore non può tuttavia essere arginata senza la collaborazione dei nostri concittadini ai quali, pertanto, chiediamo di riferire alle forze dell’ordine qualsiasi situazione che reputino anomala, a partire dall’attività di moschee non autorizzate. Solo chi conosce il territorio, proprio come i cittadini che vi abitano, può monitorare ed aiutare ad identificare situazioni inconsuete. Inviterei inoltre i ministri Minniti e Alfano a monitorare, oltre ai noleggi di auto e furgoni che avvengono per vie ufficiali, anche quei sistemi sharing economy dove non è noto chi realmente utilizza i mezzi noleggiati”, aggiunge.

“A differenza del presidente Gentiloni non ritengo che sia il periodo storico giusto per approvare lo Ius soli. La legge in vigore e’ piu’ che sufficiente per riconoscere la cittadinanza a chi si e’ veramente integrato nella nostra societa’. Non esiste un motivo valido per accelerare i tempi”. Cosi’ Renato Schifani (Forza Italia ed ex presidente del Senato) in una nota. “L’emergenza terrorismo che stiamo vivendo- prosegue- consiglierebbe piuttosto prudenza prima di concedere il nostro passaporto agli stranieri: molti dei terroristi islamici che hanno colpito nelle varie citta’ europee hanno usato il paravento della cittadinanza per nascondersi meglio e organizzare attacchi contro le stesse societa’ che li avevano accolti. Il Governo concentri gli sforzi di fine legislatura su qualcosa di piu’ utile al Paese come la ripresa economica, ancora ferma a numeri da piu’ zero virgola e la lotta alla disoccupazione, in particolare quella dei giovani ancora a livelli troppo altri. Guardiamo alle emergenze occupazionali e sociali interne, prima di girare troppo il nostro sguardo altrove”.

“Forza Italia, quando si parla di missioni militari internazionali, ha sempre mostrato responsabilita’. E sara’ cosi’ anche stavolta. Fermo restando che il Senato e i colleghi della commissione Esteri e Difesa della Camera hanno gia’ lavorato in tal senso e comunque tutti seguiranno l’indicazione del presidente Silvio Berlusconi”. Lo ha detto Laura Ravetto, deputata di Forza Italia e presidente del Comitato Schengen.

“Forza Italia da tempo chiede un impegno anche militare del nostro Paese nella lotta al traffico di esseri umani che si sta svolgendo nel Mediterraneo. Questo traffico clandestino, compiuto da organizzazioni criminali senza scrupolo, non pone solo una questione umanitaria e di accoglienza senza precedenti (che non può essere sostenuta unicamente dall’Italia) ma pone soprattutto una enorme questione di sicurezza nazionale ed internazionale”. Lo dichiarano Renato Brunetta e Paolo Romani, Capigruppo di Forza Italia alla Camera ed al Senato, Maurizio Gasparri ed Elio Vito, responsabili della Consulta sicurezza di Forza Italia e Laura Ravetto, presidente del Comitato Schengen. “Alle nostre proposte ed alle nostre critiche – osservano – il governo ha risposto in maniera insufficiente tanto da produrre la insostenibile attuale situazione di crisi ed emergenza. Forza Italia in Parlamento e di fronte al Paese si assumerà comunque la responsabilità di rappresentare fino in fondo l’interesse dell’Italia con rigore e coerenza”. E concludono ”Se l’intervento di cui si parla in queste ore prevederà il blocco delle partenze di migranti dalla Libia l’immediato ritorno e sbarco sulle coste libiche dei barconi intercettati, regole di ingaggio degli assetti militari impiegati chiare ed efficaci noi saremo favorevoli. È infatti quello che chiediamo da tempo ed è quello che andava fatto da tempo”.