Francia

Aperti dalle 9 in tutta la Francia i seggi per il ballottaggio delle primarie della sinistra, con la sfida fra Benoit Hamon (36% dei voti al primo turno) e Manuel Valls (31%). Lo scontro dal quale uscirà il candidato socialista alle presidenziali di aprile-maggio si concluderà questa sera, con la chiusura delle urne verso le 19 e dati dopo le 20. Sono 7.530 i seggi, 2.000 di meno rispetto alle primarie del 2011 e 2.700 in meno rispetto alle primarie della destra a novembre. Fra le incognite di questo secondo turno, la partecipazione, le cui cifre confuse e mai comunicate definitivamente fino a due giorni dopo furono oggetto di polemiche una settimana fa. Aspro lo scontro fra i due contendenti, con Hamon – che raccoglie l’appoggio della maggioranza degli candidati eliminati – grande favorito. Valls ha annunciato che accetterà lealmente il verdetto delle urne ma che “sparirà”, non potendo – come altri esponenti socialisti – sostenere un progetto come il “reddito universale” propugnato da Hamon.

Benoit Hamon, ex ministro dell’Istruzione è arrivato in testa al primo turno alle primarie socialiste francesi che dovranno nominare il candidato alle prossime elezioni presidenziali. Hamon, rappresentante dell’ala più radicale del partito, ha raccolto il 36 per cento delle preferenze. Dietro l’ex premier Manuel Valls (31,19%), dato per favorito. In terza posizione si è piazzato Arnaud Montebourg, con il 17,6% dei voti, che ha annunciato il sostegno ad Hamon.

La procura di Nizza ha chiesto una pena di 8 mesi di reclusione con la condizionale per un agricoltore, Cedric Herrou, 37 anni, accusato di aver aiutato decine di migranti ad attraversare il confine con l’Italia sotto il naso della polizia d’Oltralpe. Herrou e’ assurto quasi a notorieta’ da eroe nella zona per tutti i disperati che aiuta nel tentativo di superare il confine. “Lo faccio perche’ si tratta di persone che hanno bisogno di aiuto…queste famiglie stanno soffrendo” ha rivendicato Herrou davanti ai giudici con spirito battagliero. Il procuratore Jean-Michel Pretre, che ha chiesto anche la confisca dell’auto di Herrou e che gli venga ritirata la patente, ha accusato l’uomo di usare il suo processo come cassa di risonanza per lanciare “la sua piattaforma politica” per giustificare le sue azioni “ma non e’ un’aula di giustizia il luogo dove si possono cambiare le leggi o si possono dare lezioni di diplomazia”. L’oliveto di Herrou si trova subito oltre la frontiera nei pressi di una rotta popolare tra i migranti per lasciare l’Italia e passare in Francia.

Manuel Valls si candida alle primarie socialiste di gennaio in vista delle presidenziali francesi che si terranno nella primavera del 2017. L’attuale primo ministro ha annunciato anche che lascerà l’incarico di capo del governo, per concentrarsi sulla candidatura per l’Eliseo. “Mi dicono che la sinistra non ha alcuna speranza – ha detto Valls annunciando la sua decisione nel suo feudo elettorale di Evry (Parigi) – ma nulla e’ scritto. Che non si unira’ mai, che l’estrema destra e’ qualificata automaticamente, ma nulla e’ scritto”. Valls, nato il 13 agosto 1962 a Barcellona, con nazionalità spagnola, è stato naturalizzato francese a 20 anni, nel 1982. E’ impegnato nel partito socialista da quando aveva 17 anni.

In Francia vittoria netta di Francois Fillon alle primarie del centrodestra per le elezioni presidenziali di primavera. L’ex primo ministro francese ha vinto con il 66,5 per cento dei voti nel ballottaggio di ieri sul rivale Alain Juppe’ che si è fermato al 33,5 per cento. Juppe’ ha augurato al suo sfidante la vittoria alle elezioni. Si stima che tra 4,2 e 4,6 milioni di persone hanno preso parte alla votazione, secondo un sondaggio commissionato dall’emittente francese Bfmtv. Le elezioni presidenziali si svolgeranno in due turni nel mese di aprile e maggio 2017. A gennaio il partito socialista, attualmente al governo, scegliera’ il suo candidato. E’ prevista la partecipazione alle presidenziali di Marine Le Pen, candidata di estrema destra del Fronte Nazionale.

In Francia Francois Fillon, 62 anni, vince a sorpresa il primo turno delle primarie aperte del centro-destra. Risultato che ottiene staccando di oltre dieci punti il secondo classificato, Alain Juppé e doppiando l’ex presidente Nicolas Sarkozy, di cui fu primo ministro. “Francois Fillon è colui che ha capito meglio di tutti le sfide che si presentano alla Francia – ha commentato Sarkozy dopo la sconfitta alle primarie – Voterò per lui al secondo turno”. L’ex presidente ha annunciato il ritiro dalla politica. “E’ tempo per me di cominciare una vita con più passioni private e meno passioni pubbliche”, ha aggiunto. Fillon è stato il primo ministro di Nicolas Sarkozy dal 2007 al 2012. Se, come molti danno per scontato, batterà Alain Juppè al ballottaggio di domenica prossima, sarà il candidato all’Eliseo del centrodestra per le presidenziali di primavera. Cattolico, pilota, è sposato con la gallese Penelope Kathryn ed ha cinque figli.

E’ scontro aperto nel governo in Francia intorno al progetto di mega-schedatura dei 60 milioni di cittadini francesi: ne da’ conto oggi martedi’ 8 novembre il quotidiano progressista “Le Monde”. Battezzato “Titoli elettronici sicuri” (Tes), il progetto ambisce a riunire in un unico database tutti i dati relativi ai detentori di carte d’identita’ e di passaporto, dunque potenzialmente quasi 60 milioni di cittadini francesi. Al centro dello scontro c’e’ il fatto che il Tes, come sottolinea il “Monde”, e’ stato varato per decreto il 30 ottobre scorso senza un previo dibattito parlamentare. E cosi’ ieri la sottosegretaria all’Informatica, Axelle Lemaire, ed il Consiglio nazionale per il Digitale (CnNum, un organo consultivo), hanno chiesto pubblicamente la sospensione del progetto, provocando la reazione del ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve. In una lettera di quattro pagine indirizzata al CnNum, il ministro ha assicurato che il varo della schedatura Tes e’ stato deciso dal governo “al termine di un dibattito svoltosi in piena trasparenza” e che la sua corretta applicazione sara’ seguita passo passo in collaborazione tra vari ministeri. Quanto all’opposizione espressa dalla sottosegretaria Lemaire, Cazeneuve a margine di una sua visita a Calais ha detto di “rispettarne le opinioni”, ma l’ha comunque richiamata alla “solidarieta’ di governo”. Il Tes dovrebbe partire oggi con la sperimentazione nel dipartimento “pilota” delle Yveline, nei dintorni di Parigi, per poi essere esteso alla totalita’ della popolazione della Francia agli inizi del 2017. A suscitare timori sono la dimensione eccezionale dello schedario Tes, il rischio che venga piratato e soprattutto, scrive il “Monde” citando il CnNum, il fatto che esso “lasci la porta aperta a probabili derive pericolose” e che si possa “prestare ad una massiccia distorsione delle sue finalita’”. La scorsa settimana anche la presidente della Commissione su informatica e liberta’ (Cnil, un altro organo consultivo; ndr), Isabelle Falque-Pierrotin, aveva sollevato dubbi sul modo quasi alla chetichella in cui e’ stato istituito un tale strumento di controllo di massa. Critici sul progetto Tes sono sia la formazione politica Europa ecologia – I verdi (EeLv), che ha definito il mega-schedario come “una pericolosa misura liberticida”, che il Partito comunista francese (Pcf), che ha chiesto al governo di abolire il decreto che ha istituito il Tes e di dare invece mandato agli organi consultivi CnNum e Cnil di proporre un progetto alternativo sotto controllo parlamentare.

La “politica errata” della Francia ha aggravato la crisi in Siria. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Bahram Ghassemi, in reazione alle recenti dichiarazioni del ministro degli Esteri di Parigi, Jean-Marc Ayrault. “Tutti sanno che la Francia è uno dei Paesi la cui politica errata ha provocato e aggravato l’inquietante situazione in Siria”, ha dichiarato Ghassemi. Le affermazioni del ministro degli Esteri francese, “che dovrebbe avere una buona conoscenza della situazione nella regione e nel mondo, sono irrealistiche e inattendibili”, ha aggiunto. “Prima di pronunciare affermazioni ingiuste, il capo della diplomazia francese dovrebbe esaminare la storia recente della regione, in particolare il ruolo di alcuni responsabili governativi francesi che hanno sostenuto criminali come Saddam (Hussein) e hanno armato il suo regime nella guerra contro l’Iran (…)”, ha affermato Ghassemi.

La leader del Fronte Nazionale (Fn) francese, e candidata alla presidenza, Marine Le Pen, ha detto che in caso di sua vittoria alle prossime elezioni riconoscera’ la Crimea come territorio della Russia. “Tenendo conto delle realta’ storiche e tenendo conto della scelta chiaramente espressa dal referendum sull’adesione alla Russia, riconoscero’ la Crimea come territorio della Russia se saro’ eletta”, ha detto Le Pen. Le sanzioni anti-russi, nonche’ il rifiuto francese di fornire due portaelicotteri Mistral a Mosca, non sono in linea con gli interessi nazionali di Parigi e con le sue tradizioni di conduzione politica indipendente. Le elezioni presidenziali francesi sono in programma nella primavera del 2017.

Triplica la domanda di spumante italiano in Francia e il merito è delle esportazioni che hanno fatto segnare un incremento record del 198% delle bottiglie spedite nel 2016. Emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat che riguardano i primi cinque mesi dell’anno. Le vendite complessive dello spumante italiano all’estero fanno segnare un record storico nel 2016 con un balzo del 25% delle bottiglie esportate. “I cugini francesi – sottolinea la Coldiretti – non hanno mai richiesto così tanto spumante italiano a fronte di una sostanziale stabilità negli arrivi di champagne francese in Italia tanto che per ogni bottiglia di champagne stappata in Italia ne vengono portate Oltralpe oltre sei di spumante italiano”. Precisa la Coldiretti: “La Francia ha addirittura sorpassato la Germania è si classifica al terzo posto tra i principali clienti di bollicine italiane dopo Gran Bretagna e Stati Uniti. A fare la differenza resta tuttavia il valore medio per bottiglia commercializzata attraverso le frontiere che per lo champagne è molto piu’ elevato rispetto allo spumante. Un gap pesante che va recuperato con adeguate politiche di valorizzazione del prodotto ma che non è sempre giustificato dal punto di vista qualitativo”. Nella classifica delle bollicine italiane preferite nel mondo “ci sono tra gli altri il Prosecco, l’Asti e il Franciacorta – prosegue Coldiretti – che infatti ormai sfidano alla pari il prestigioso Champagne francese.