Gentiloni

“Di Trump mi piace la moglie Melania per la bellezza, lo stile e il fascino. Ma non l’ho mai conosciuta”. Lo dice Silvio Berlusconi in una intervista a La7. L’ex Premier conferma il suo debole per le donne che tanti problemi gli ha creato e che lo hanno portato a commettere diverse gaffe istituzionali. Berlusconi ha infine dato un giudizio sul governo attuale e sul presidente del Consiglio in carica “A me Gentiloni piace, e’ una persona gentile, educata e cordiale. Credo che non si votera’ ottobre ma si arrivera’ a fine legislatura”.

“Non possiamo consolarci con la soddisfazione morale” della procedura d’infrazione aperta dalla Ue nei confronti di Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca. “Dobbiamo andare molto rapidamente verso una politica comune nei confronti dell’Africa. Fare di piu’ degli sforzi che l’Italia ha messo in campo nei rapporti con la Libia. Noi abbiamo aperto una strada e l’abbiamo aperta prendendoci le nostre responsabilita’ con il paese. Quello che vogliamo sapere dalla Ue e’ se su questa strada c’e’ l’Unione Euroea a livello politico e con le sue risorse, o se dobbiamo continuare a cavarcela da soli”. Lo dice il premier Paolo Gentiloni, nel corso della informativa al Senato, in vista del consiglio europeo. “L’Italia – aggiunge il presidente del consiglio- e’ in grado di farlo. Ma l’Europa se vuole recuperare la propria vitalita’, se vuole cambiare, oltre a politiche che aiutino la crescita deve avere una politica migratoria comune. Questo noi pretendiamo a Bruxelles e lo faremo nei prossimi giorni”.

“Italia e Spagna si appellano con forza al Governo venezuelano affinche’ riconsideri la sua decisione di indire un’Assemblea costituente. Anche perche’ la Costituzione del 1999 prevede gia’ i meccanismi utili a individuare una soluzione politica in grado di ricomporre i diversi interessi nel rispetto delle Istituzioni, delle leggi e della sovranita’ popolare”. Lo scrivono il presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni e il presidente del governo spagnolo Mario Rajoy in una lettera-appello congiunta al presidente del Venezuela Nicolas Maduro pubblicata dal Corriere della Sera. “Chiediamo che Maduro e il suo governo non reprimano il dissenso, rispettino la separazione dei poteri e la legittimita’ democratica dell’Assemblea nazionale cosi’ come i diritti umani, incluso il diritto a manifestare pacificamente”, scrivono Gentiloni e Rajoy, secondo cui “e’ tempo di definire una piattaforma negoziale che attivi una dinamica di riavvicinamento e di responsabilita’ comune tra le forze contrapposte”. “Nel farlo – evidenziano i due leader europei – non si potra’ prescindere da quattro condizioni fondamentali per raggiungere un risultato efficace: rispetto dello Stato di diritto, e in particolare dell’autonomia del Parlamento, rilascio dei detenuti politici, apertura di un canale umanitario a favore della popolazione venezuelana e adozione di un calendario elettorale chiaro e condiviso”. “L’Italia e la Spagna saranno al fianco del Venezuela in questo difficile percorso. Ma la responsabilita’ ultima sulla strada da intraprendere – scrivono Gentiloni e Rajoy – spetta naturalmente al Governo del Venezuela. Alle sue scelte politiche – che la Storia verra’ chiamata a giudicare – sono appesi il destino, i bisogni, le speranze e le paure di milioni di cittadini”.

“Il mio governo durerà fino a quando avrà la fiducia del Parlamento. Questo è il mio mantra. Penso sia possibile” ”. Lo dice dal palco della ‘Repubblica delle idee 2017’ a Bologna, il premier Paolo Gentiloni.
L’obiettivo del governo è quello di fare “di tutto” per ridurre “le tasse sul lavoro ed in particolar modo su quello giovanile”, aggiunge il presidente del Consiglio. “Si può dire che il mio governo sia nato fragile ma cerca di sviluppare un programma robusto e questo si può fare”, continua. E riguardo all’Europa Gentiloni dichiara: “Brexit ci ha dato una sveglia e dopo un anno la fiducia nell’Europa è aumentata”, per gestire le crisi internazionali serve “un’Europa protagonista”. Sugli Usa sotto la guida di Trump Gentiloni afferma: “L’America resta l’America ovvero il nostro principale alleato è così e resterà così”, spiega. Questo però non vuol dire che non gli si possano muovere degli appunti. “Tornare indietro nell’accordo con Cuba è un errore che non possiamo condividere”, dice Gentiloni, e lo stesso vale per “la separazione dagli accordi di Parigi”.

“Non sono certo che ci siano collegamenti tra i rigurgiti di violenza delle ultime settimane e degli ultimi mesi in questi territori, e questa grande opera. Non ne sono certo. E comunque non spetta al presidente del consiglio stabilire questi collegamenti”, dice il presidente del consiglio Paolo Gentiloni all’inaugurazione della stazione Av di Afragola. “Sono certo tuttavia come detto dal presidente De Luca e dal sindaco Tuccillo, che oltre alle promesse lo Stato deve lanciare da qui il messaggio che la sicurezza sara’ il nostro impegno prioritario in questa zona e in questo territorio. Non possiamo sprecare l’occasione che ci viene offerta da questa meravigliosa stazione architettonica. Come rappresentanti del governo e dello stato- conclude Gentiloni- dobbiamo dire molto chiaramente che lo Stato sara’ presente in forze e garantira’ la sicurezza di questo territorio. Se arriva sviluppo non deve necessariamente significare violenza e corruzione. Non possiamo sprecare questa occasione”.

‘Il recente esame positivo da parte della Commissione Europea dei contenuti della cosiddetta manovrina”, e la “raccomandazione a consolidare l’azione di risanamento finanziario e di sostegno alla crescita” e’ ulteriore motivo “per continuare nel sostegno leale verso l’azione del Governo Gentiloni”. Si legge su un documento sottoscritto da 31 senatori orlandiani e presentato durante una conferenza stampa in Senato. Il governo Gentiloni, sottolineano i parlamentari, “da qui a fine legislatura, deve procedere senza indugi sulla via delle riforme e garantire quella stabilita’ necessaria per poter affrontare anche i prossimi appuntamenti di bilancio”. “Legge elettorale, – spiegano – elezioni amministrative, risanamento di bilancio, impulso alla crescita e contrasto alle poverta’ e disuguaglianze, freno alle campagne populistiche contro istituzioni e politica, sostegno al Governo Gentiloni. Si tratta di prove decisive per disegnare l’Italia che verra’ nei prossimi anni e la stessa funzione riformista del Pd.

“Oltre a confermare gli eccellenti rapporti bilaterali con la Russia, questo incontro per me sara’ anche un’opportunita’, visto che ha l’Italia ha la presidenza di turno del G7, di uno scambio di opinioni con il presidente Putin in vista della riunione che si terra’ in Sicilia tra 10 giorni”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, a Sochi incontrando il presidente Russo, Vladimir Putin. “Abbiamo molti argomenti, sia bilaterali che internazionali, di cui parlare e grazie di questa opportunita’”.

“È chiaro che si parlerà di economia” per quello che sono i dossier bilaterali, mentre sulla politica internazionale ci si concentrerà su “Siria ovviamente, e senza dubbio sarà giusto sottolineare gli sforzi degli italiani sulla Libia, dal momento che per voi non è un territorio lontano”. Così da Mosca una fonte di alto profilo in un colloquio con Askanews sull’incontro di domani tra il presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni a Sochi con il leader del Cremlino Vladimir Putin. “Evidente che l’economia sarà al centro dei colloqui, poichè c’è stato un lungo calo degli scambi bilaterali, dal 2014 dopo il picco record del 2013 con oltre 53 miliardi di dollari. La cooperazione economico-commerciale da allora si è ridotta di due volte e mezzo. Nel 2016 si è giunti sotto i 20 miliardi”, continua la fonte. Parlare di economia con Gentiloni per i russi è “fondamentale” poichè “il trend nei primi due mesi di quest’anno è stato invertito” ma è necessario stabilizzare la tendenza positiva “e va capito come e quanto velocemente, tutto questo, può essere fatto”.

“L’Italia puo’ essere protagonista in questa grande operazione a cui la Cina tiene molto: per noi e’ una grande occasione e la mia presenza qui significa quanto la riteniamo importante”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni che si trova a Pechino per il Forum ‘Belt and Road’. Per il premier, il progetto che vede il collegamento del Mar Cinese con il Mediterraneo, come una nuova ‘Via della Seta’, può vedere l’Italia protagonista: “I cinesi hanno chiarissimo che bisogna arrivare nel Mediterraneo e che la maggior possibilità per arrivarci viene dai porti, della Grecia e dell’Italia, dove abbiamo Genova, Venezia e Trieste”, ha osservato. Gentiloni ha aggiunto che “ci sono infrastrutture da realizzare insieme e grandi opportunita’ per i nostri porti nella via della seta marittima”.

La vittoria di Emmanuel Macron alle presidenziali francesi è stata salutata con grande speranza da Gentiloni, Alfano e Renzi, tra i primi a commentare il voto francese sui social network. Salvini e Meloni hanno ringraziato Marine Le Pen. “Evviva Macron presidente. Una speranza si aggira per l’Europa”, ha scritto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni su Twitter. “Emmnuael Macron ha vinto. Brinda la Francia e chi crede nell’Europa, nel libero mercato, nella solidarietà. Lo aspettiamo a Taormina al #G7”, questo il commento del ministro degli esteri Angelino Alfano. “La vittoria di Macron scrive una straordinaria pagina di speranza per la Francia e per l’Europa”, ha scritto su Twitter il del segretario del Pd Matteo Renzi. “Grazie Marine Le Pen, chi lotta non perde mai”, così su Facebook il segretario della Lega, Matteo Salvini. Per Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, “ha vinto la paura” ma “il 36% di Marine Le Pen resta un dato straordinario, e sarà la base sulla quale nascerà il nuovo movimento sovranista francese”.