M5S

“Non c’e’ nessun patto con nessuno, tantomeno con la Lega, lo smentisco per la milionesima volta”. Lo ha detto Luigi Di Maio (M5S) a margine di un convegno sul debito pubblico. “Per come si sta mettendo lo scenario gli italiani avranno sotto i loro occhi questa situazione: il centrodestra e’ frammentato e spaccato e anche se si dovesse mettere insieme dopo le elezioni non sara’ in grado di governare il Paese, il centrosinistra e’ frammentato in mille pezzi e si sta spaccando sempre di piu’, noi siamo l’unica forza politica compatta che puo’ ambire a governare. Le attuali guerre interne di destra e sinistra favoriranno sicuramente il Movimento 5 Stelle”, ha aggiunto.

Matteo Richetti, portavoce del Partito democratico crede in un progetto di allenza con Giuliano Pisapia e Carlo Calenda. “Sì ci credo – spiega in una intervista a La Stampa -perché la possibilità di tornare a far vincere il centrosinistra nel Paese passa anche dal rompere un isolamento del Pd, che dopo la sconfitta al referendum del 4 dicembre è sistematicamente esasperato”. Secondo Richetti la freddezza di Pisapia nei confronti del dialogo con il Pd è riconducubile a “tutto il pregiudizio che c’è nei confronti di Matteo. Chi gli chiedeva di cambiare linea, al punto da andarsene dal Pd, si dichiara indisponibile a parlare con Renzi proprio nel momento in cui Matteo fa quanto richiesto: e se non è pretestuoso tutto questo…”. “Pisapia non dovrebbe rispondere sull’ingresso o meno nel listone – sottolinea – ma se vuole proseguire con noi un lavoro che ha ridotto la disoccupazione, ha rimesso il paese su binari di crescita e ridotto le disuguglianze. Oppure se vuole mettere insieme solo chi vuole rompere con tutto quanto fatto finora e affermare lo sport estremo che le buone riforme vanno buttate a mare. Insomma, Pisapia dica con chiarezza che vuole fare un soggetto per allearsi col Pd: e la notizia che gli diamo è che il segretario di quel partito si chiama Renzi. Qui ormai viene a nudo la pregiudiziale su Renzi. Gli chiedono di farsi da parte. E quando sento dirlo a D’Attorre è come se andassi io da Messi e gli dicessi di lasciarmi la maglia del Barcellona”.Sull’eventualità che Campo progressista porti via altri pezzi come Gianni Cuperlo, il deputato Dem sottolinea: “Più che quello, temiamo la divisione del centrosinistra. Spero che questi dirigenti che danno vita a un’esperienza di sinistra radicale aprano gli occhi: stanno resuscitando il centrodestra e mantenendo in vita i 5stelle. Quei grillini sui quali aspettiamo una parola di chiarezza da Bersani circa la loro collocazione: che siano dei sinceri francescani lo dimostra la pacatezza con cui si scagliano contro tutti i provvedimenti per i diritti, dallo ius soli alle unioni civili”.

“Non credete ai Renzi e ai Cinque Stelle” perche’ “sono gia’ cadaveri”. Questo l’invito rivolto da Andrea Camilleri a un gruppo di studenti del Liceo classico Empedocle di Agrigento, lo stesso frequentato da ragazzo dallo scrittore. Intervistato nella sua casa di Roma dai ragazzi, Camilleri ha parlato dei suoi romanzi, della lingua inventata per il Commissario Montalbano, di letteratura e di politica. Ne e’ venuto fuori un video proposto ieri ad Agrigento nel corso di una affollata “Serata Camilleri” organizzata nell’ambito del Festival della Strada degli Scrittori. Un video destinato a suscitare polemiche nel mondo politico. Camilleri dispensa infatti consigli affilati come lame, invitando i ragazzi “a non credere ai Renzi o ai CinqueStelle” perche’ “sono gia’ cadaveri, gia’ fuori dalla vostra storia e dal vostro avvenire. Teneteli lontani dal vostro avvenire. Fatevelo voi…”. Dichiarazioni anticipate in parte stamane dal Corriere della Sera. Alla prima domanda dei ragazzi Camilleri racconta il suo rapporto con i vecchi partiti: “Mai votata la Democrazia cristiana. Io ho sempre votato Partito comunista che, bene o male, aveva il rispetto delle istituzioni”. E oggi? “Oggi la politica e’ rappresentata da gente che ha degradato il lavoro. Nel lavoro consiste buona parte della dignita’ dell’uomo… E ci si domanda che valore abbia l’articolo 1 della Costituzione. La verita’ e’ che i primi a non considerarla sono i partiti della sinistra, del cosiddetto centrosinistra”. Prevale un certo pessimismo nelle parole consegnate agli studenti dell’Empedocle da Andrea Camilleri che, per la prima volta, parla della sua vista, sempre piu’ spenta. Ma a turbarlo e’ la condizione della politica: “Sono scoraggiato. Alle ultime elezioni romane non sono andato a votare. Sono invece andato al referendum. Anche se per andarci mi sono dovuto sottoporre a tre visite mediche per accertare la mia cecita’ e potere andare in cabina elettorale accompagnato”. Ed ancora: “Voglio darvi un consiglio: rifate la politica che e’ diventata quasi sinonimo di disonesta’. Ricordatevi Pericle, il discorso che fa sulla democrazia. Applicatelo. Voi giovani siete in condizioni di farlo”. Infine una riflessione sui vecchi e i giovani, sulle responsabilita’ degli adulti: “Anch’io mi sento responsabile… Ho vissuto l’entusiasmo del 1945, del 1947 per rifare l’Italia. E poi? Poi io consegno a mia pronipote e a voi un futuro incerto. Questo e’ un fallimento che mi porto nella tomba”. Ma non e’ un invito ad estraniarsi dalla vita pubblica, come conclude Camilleri: “E’ facile cadere nell’antipolitica, ma il populismo e’ la fiammata di un mattino. Appunto, non crediate ai Renzi o ai CinqueStelle…”. (ansa)

“Per uno Ius Europeum”. Lo scrive su twitter Beppe Grillo, che rimanda al suo blog dove pubblica un post firmato M5s. “La riforma dello ius soli e’ una so’la- scrivono i 5 stelle-. Concedere la cittadinanza italiana significa concedere anche la cittadinanza europea. Un tema cosi’ delicato – che coinvolge 28 Stati membri e oltre 500 milioni di cittadini – deve essere preceduto da una discussione e una concertazione a livello europeo. Bisogna trovare regole uniformi perche’ la cittadinanza di un Paese dell’Unione coincide con quella europea”. “Discutere di cittadinanza agli stranieri senza una concertazione a livello europeo e’ propaganda – aggiungono -, e’ fumo negli occhi dei cittadini, e’ avvelenare i pozzi di una matura discussione politica. L’Italia non merita tutto questo”. In tutta l’Unione Europea, osservano, “la cittadinanza si acquisisce principalmente attraverso il diritto di sangue, il cosiddetto ‘ius sanguinis’, lo stesso che si applica in Italia. In nessuno Stato europeo esiste, invece, lo ‘ius soli puro’, ossia il diritto alla cittadinanza per nascita. Vi sono diverse versioni che cambiano da Stato a Stato e che rendono temperato o piu’ o meno rigido il principio di base, che rimane ovunque quello dello ius sanguinis”.

“Quello dell’immigrazione è un problema serio e sentito da tutti gli italiani. Non parlarne e lasciare tutto come è, blaterando di xenofobia e populismo, conviene soltanto ai partiti che con le cooperative dell’immigrazione ci hanno lucrato per anni. La patina di buonismo sotto cui è nascosto questo business deve essere cancellata. L’immigrazione deve essere gestita, le leggi devono essere rispettate, chi sbaglia paga. E’ buon senso. Chi è contrario non è di sinistra, è uno stupido o ci guadagna”. Lo scrive Beppe Grillo sul Blog del Movimento 5 Stelle. E aggiunge: “Sullo ius soli il MoVimento 5 Stelle si è astenuto alla Camera e come annunciato altrettanto farà, con coerenza, al Senato. Trattasi non di legge, ma di pastrocchio invotabile. E’ vergognoso tenere il Parlamento in stallo per discutere di provvedimenti senza capo né coda, mentre non si fa nulla per dare una mano alle famiglie italiane che si trovano in grande difficoltà economica: secondo l’Istat sono l’11,9% del totale, ovvero 7 milioni e 209mila persone che nel 2016 si sono trovate nelle condizioni di “grave deprivazione materiale”.

“La confusione politico-mentale del Movimento 5 Stelle ogni giorno diventa sempre più abnorme. Prima si definiscono ‘francescani’ per poi attaccare i migranti che arrivano in Italia. Poi c’è la Sindaca Raggi che in un primo tweet parla di migranti ‘fratelli’ salvo poi decidere di cacciarli da Roma. Contestualmente – cosa ancora più imbarazzante – si profila anche un inciucio M5S-Lega Nord (ma non avevano detto che non si sarebbero mai alleati con gli altri partiti?). Anche in questo caso emerge il caos grillino: un mix di dilettantismo e incoerenza politica. Sì… perché mentre Casalleggio jr sembra incontrare il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, per una potenziale intesa Lega-M5S, Di Battista smentisce la possibile alleanza che invece Sibilia afferma essere possibile. Signori miei capirete bene che se l’Italia ha bisogna di stabilità, questa stabilità non può di certo darla il Movimento 5 Stelle. Ve li immaginate al Governo con la Lega? Se questo asse sovranista dovesse prendere forma non sarebbe certo una buona notizia per l’Italia ed è chiaro che così farebbero solo danno al nostro Paese”. Lo afferma Mariano Rabino, deputato e presidente di Scelta Civica.

“Oggi La Repubblica apre con una notizia falsa in prima pagina. Non ci sarebbe niente di nuovo se non fosse che questa volta riguarda me ed e’ stata creata ad arte per screditare il MoVimento 5 Stelle. Non ho mai incontrato Matteo Salvini. Non e’ mai avvenuto nessun incontro segreto ne’ con lui ne’ con altri rappresentanti della Lega. Primo perche’ non ci interessa, secondo perche’ il MoVimento 5 Stelle agisce sempre nella massima trasparenza: gli incontri segreti non fanno parte della nostra cultura”. Lo scrive Davide Casaleggio su facebook. Il leader del M5S nega in modo deciso qualsiasi forma di convergenza politica e tematica con la Lega di Salvini. Una ipotesi incoraggiata dalle recenti prese di posizione del Movimento su Europa e politiche di regolamentazione del fenomeno dei migranti.

“Il MoVimento 5 Stelle, con coerenza, si è presentato in tutte le città da solo e candidando le nostre persone, senza calcoli elettorali”. Lo scrive Beppe Grillo sul Blog. “In molte città, come a Palermo, siamo la prima lista, abbiamo confermato Roberto Castiglion sindaco di Sarego, facciamo gli auguri al neosindaco di Parzanica e ce la giochiamo al ballottaggio in una decina di comuni, tra cui Carrara. Rispetto al 2012 abbiamo triplicato i ballottaggi (furono solo tre all’epoca) e siamo cresciuti in tutte le città in cui ci siamo presentati. Risultati che sono indice di una crescita lenta, ma inesorabile”. Continua Grillo: “A luglio avremo il candidato presidente della regione siciliana, a settembre avremo il candidato premier. Il 5 novembre ci saranno le regionali siciliane e ci mobiliteremo per far sì che quella splendida isola diventi la prima regione a 5 Stelle. Dopo ci saranno le politiche e l’obiettivo è andare al governo. Successi e fallimenti fanno parte della nostra storia. L’importante è non mollare mai”.

“A parte Carrara registriamo che il Movimento 5 stelle, come in tutto il resto d’Italia, non ha raggiunto il ballottaggio: se fosse successo al Pd ci avrebbero crocifisso, noi invece siamo a tutti i ballottaggi, e ce la giochiamo in tutti e tre i capoluoghi di provincia toscani”. Lo ha detto Dario Nardella, sindaco di Firenze, parlando del risultato del primo turno delle elezioni amministrative, a margine dell’inaugurazione del parcheggio multimodale di Villa Costanza. “Si tratta quindi di lavorare pancia a terra queste due settimane anche tenendo conto dell’affluenza che non e’ stata delle piu’ alte”, ha aggiunto Nardella, secondo cui nel caso di Rignano sull’Arno, dove il sindaco uscente Daniele Lorenzini ha battuto la candidata del Pd, “ha pesato l’unico effetto del caso Consip per altro ancora tutto da chiarire, quindi c’e’ davvero poca politica nel risultato che comunque e’ netto”.

“Chi considera, dopo queste elezioni, morto il Movimento 5 stelle e finito in qualche modo il populismo – afferma il parlamentare europeo PD Daniele Viotti – commette un errore gravissimo”. “Due le ragioni. La prima è che anche se le proiezioni sono nazionali stiamo parlando comunque di elezioni locali che vanno analizzate da quel punto di vista. Non credo per niente in un ritorno al bipolarismo. Il Paese rimane tripolare con tre grandi forze: noi (il centro sinistra), il centro destra e il Movimento. Chi, come in Francia e nel Regno Unito, festeggia l’ipotetica morte del populismo in Italia dimentica una cosa. Chi è stato il primo populista italiano della nostra epoca se non proprio il redivivo Silvio Berlusconi che oggi torna ad essere presente e forte? Salvini e Meloni non sono anche loro dei campioni di populismo? Il populismo è ancora vivo e lotta contro di noi. Non si batte con una manciata di voti nelle elezioni locali, ma con una forte, chiara e radicale proposta politica per il Paese”.