M5S

“Il Legalicum è ufficialmente in vigore. L’Italicum non esiste più. Nelle motivazioni è spiegato che, indipendentemente dal mantenimento del Senato, quel sistema elettorale era antidemocratico, incompatibile con un sistema parlamentare, come il MoVimento 5 Stelle ha sempre sostenuto, nelle aule del Parlamento così come nelle piazze in difesa della Costituzione. Ma adesso guardiamo avanti”. Lo scrive il Movimento 5 Stelle sul Blog di Beppe Grillo. “La decisione della Corte costituzionale è arrivata ieri nella sua completezza, una settimana in anticipo rispetto a quanto annunciato: significa una settimana in più di lavori parlamentari per adattare la legge al Senato e renderla omogenea in entrambe le Camere e andare a votare. C’è una tabella di marcia pronta per far votare gli italiani al più presto: – entro fine febbraio votazione alla Camera della proposta del MoVimento 5 Stelle
– entro marzo votazione al Senato – entro aprile scioglimento delle camere. Giugno elezioni”. Continuano i pentastellati: “Tutto il resto sono scuse per arrivare alla pensione dei parlamentari che scatta a settembre dopo appena 4 anni e mezzo di lavoro: congressi, primarie, caminetti, correnti, sono tutte chiacchiere per negare l’impegno preso da tutti all’indomani del 4 dicembre davanti al Capo dello Stato. I partiti sono riusciti a partorire due leggi elettorali antidemocratiche consecutive, una del Centrodestra (il Porcellum) e una del Centrosinistra (l’Italicum). Ora vogliono il premio alla coalizione per ammucchiarsi tutti insieme e allungare i tempi per arrivare alla pensione”. Il Movimento 5 Stelle lancia una proposta che “va nella direzione indicata dal Presidente della Repubblica. Il partito di maggioranza in Parlamento è il Pd, se non si va al voto è per volontà sua e del segretario Renzi. Ci rivolgiamo a loro: elezioni o pensioni? #PdRispondi”.

La Raggi arrivera’ a fine mandato? “Secondo me non finisce la legislatura, non supera il 2017”. Lo dice Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, a Un Giorno da Pecora, il programma di Rai Radio1 condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari, dove spiega : “anche il M5S si e’ reso conto che lei non riesce a gestire questa situazione”. Alemanno afferma poi di aver votato “Raggi, ma dopo due mesi me ne sono pentito, ho dovuto constatare che non funziona proprio”. Si dice che intorno alla Raggi ci fosse tutto un mondo di destra: “Non e’ vero, semmai, le uniche cose di destra con cui potrebbe aver avuto a che fare sono gli studi legali Previti e Sammarco, due studi legati a Forza Italia. Ma per il resto con la destra non ha nulla a che fare”. Nel corso della trasmissione Rai, Alemanno ha dato il suo punto di vista sull’attuale giunta capitolina. E’ vero che Roma e’ ingovernabile? “Si, e’ vero, e’ tosto. E’ un assalto. Chi sta li’ deve fare cento cose al giorno, di quelle cento dieci le sbaglia e su quelle viene attaccato”. Lei potrebbe tornare a fare il sindaco? “No, ho gia’ dato, e’ un futuro politico impensabile”. La Raggi, gli viene fatto notare, e’ stata ‘beccata’ varie volte sul tetto del Campidoglio. Lei ci e’ mai andato? “No, solo una volta per vedere la neve. Andare a parlare li’ sopra, come ha fatto la Raggi, e’ una cosa un po’ da fricchettone”. La Raggi e’ un po’ fricchettona? “Si, assolutamente, e’ tutta una banda fricchettona la sua”. Infine sull’assoluzione per la vicenda Mafia Capitale commenta: “La magistratura doveva fare la sua inchiesta ma molti hanno scambiato l’avviso di garanzia per una condanna”.

“Siamo e restiamo garantisti fino all’ultimo grado di giudizio ma e’ francamente uno schiaffo all’etica politica che Claudia Mannino (nella foto), indagata dalla procura di Palermo nell’inchiesta sulle firme false, continui a ricoprire il ruolo di segretario di Presidenza della Camera”. Lo dice Alessia Morani del Pd. “Come fa una che e’ accusata di aver falsificato le liste elettorali e che si e’ rifiutata per giunta di sottoporsi alla perizia calligrafica, oltretutto avvalendosi della facolta’ di non rispondere davanti al magistrato, a continuare a occupare un posto che per sua stessa natura prevede la vigilanza sulle regolarita’ delle operazioni di voto in Aula?”, sostiene Morani. “Mannino faccia la cosa giusta e molli il malloppo, oltretutto la sospensione dell’onorevole siciliana dal Movimento e’ la solita presa in giro: perche’ resta al suo posto se non per continuare ad avvalersi dei moltissimi privilegi che sono dovuti a un segretario di Presidenza? E in nome di quale forza politica, visto che la sua appartenenza al M5S e’ congelata, continua a ricoprire quel ruolo? Pur di tenersi ben strette le poltrone e gli stipendi, la possibilita’ di mettersi in missione senza perdere la diaria e di avere un corposo staff, i grillini farebbero qualunque cosa.. .Sono la vera casta”, conclude Morani.

L’ultimo slogan coniato dalla dirigenza del M5S è ‘linciaggio mediatico contro di noi’. La stampa e i giornalisti, sono, per i pentastellati, dei veri e propri nemici. Non è una storia nuova. La vicenda dell’assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, Paolo Berdini, la dice lunga sul grado di trasparenza e di democrazia vigenti dentro il Movimento. L’assessore ha definito ‘impreparata’ la sindaca Virginia Raggi: su certe scelte sembra inadeguata al ruolo che ricopre. Ma impreparata strutturalmente, non per gli anni. Se lei si fidasse delle persone giuste… Ma lei si è messa in mezzo a una corte dei miracoli, s’è messa vicino una banda. Sono proprio sprovveduti….”. Una volta scoperto, dopo avere cercato di infangare il giornalista de La Stampa, l’assessore Berdini ha rassegnato le dimissioni, al momento respinte dalla Raggi. Tanto è bastato perché il tam tam grillino se la prendesse ancora una volta con il sistema dell’informazione, al punto che Luigi Di Maio ha stilato una lista di giornalisti ostili al M5S. Nessuno stupore. Da tempo sosteniamo che il M5S, piu’ che un movimento o un partito di nuova generazione, ha le dinamiche e la struttura di una setta. Nessuna trasparenza al suo interno, decisioni prese dall’alto con la parvenza di una partecipazione alle scelte da parte degli iscritti sul web, e infine l’intolleranza con tutto ciò che ha i connotati della libera critica – come avviene in tutte le vere democrazie – da parte della stampa. Per i pentastellati, o si sta con loro o si sta contro di loro. Stampa compresa. Se non è una setta questa….

Il consenso del Movimento 5 stelle non appare intaccato dalle vicende romane. Lo sostiene Renato Mannheimer in una intervista ad Italia Oggi. E spiega che M5S tiene perché “il voto 5 Stelle è un voto contro. Il caso di Roma è complicato perché c’è di mezzo la destra, ma, a livello nazionale, resta un voto contro di insoddisfazione molto diffuso ancora oggi, specie con la crisi economica che continua” e “finché gli altri partiti non fanno o danno l’impressione di non fare, M5s prende voti”. Ed aggiunge: “Bisogna tener conto di una cosa, e cioè che almeno una parte dell’elettorato grillino non si informa sui media tradizionali, ma solo sui siti di riferimento. Se si dà una occhiata a quei siti si legge tutta una altra realtà: c’è un complotto contro la Raggi, la Raggi ha riparato i buchi nelle strade di Roma… Vivono in una bolla di informazione autoreferenziale che dà loro una visione della realtà a senso unico”, “i grillini e parte dei loro elettori, si leggono e si commentano tra di loro, per esempio sui social. E questo spiega in parte perché non perdono voti. Se poi naturalmente ci fosse una reale alternativa politica, forse le preferenze diminuirebbero”.

“Non ho mai scritto niente sul voto di scambio, non sono scemo. Ho avuto 150 querele in vita mia ma non ne ho persa una, perche’ evito di scrivere puttanate. Potrei io stesso querelare Di Maio perche’ mi da’ del disonesto intellettuale, non lo faccio perche’ io non querelo mai nessuno. Di Maio dovrebbe querelare qualcun altro all’interno del M5S, perche’ la situazione a cui e’ arrivata Roma non certo e’ causa dei giornalisti”. Cosi’, a Un Giorno da Pecora Rai Radio1, Emiliano Fittipaldi risponde a Luigi Di Maio, che aveva detto a L’Aria che Tira, su La7, di voler querelare per diffamazione il giornalista dell’Espresso perche’ avrebbe peccato di disonesta’ intellettuale parlando del voto di scambio riguardo le polizze di Romeo.

“Se Beppe Grillo ipotizza l’ingresso del Movimento 5 Stelle nell’Alde, delle due l’una: i liberal-democratici europei non sono più il movimento che più di tutti crede nella massima integrazione politica degli Stati Uniti d’Europa e sono diventati euroscettici, oppure il Movimento 5 Stelle non crede più nei referendum per l’uscita dall’euro che nessun liberal-democratico europeo sosterrebbe mai”. Lo scrive Enrico Zanetti, segretario politico di Scelta Civica. “Entrambe le cose – prosegue – mi sembrano improbabili, anche se la seconda sarebbe indubbiamente un fatto molto positivo di totale discontinuità rispetto alla storia politica dei 5 Stelle”.

“Rimborso totale per gli azionisti di Veneto Banca e Banca popolare di Vicenza. Questo e’ cio’ che vogliamo ottenere attraverso l’importante iniziativa che abbiamo organizzato. Stiamo ricorrendo alla Corte Europea per tutelare i risparmiatori danneggiati dal dissesto di queste banche, ed evidenziare le omissioni dello Stato italiano in loro difesa”. E’ quanto si legge in un post sul blog o di Beppe Grillo a firma dell’europarlamentare David Borrelli e del M5S Veneto. “Riteniamo infatti che chi doveva controllare – come Bankitalia e Consob – non ha controllato e chi doveva tutelare il risparmio, cioe’ lo Stato, non lo ha fatto. Il sistema e’ marcio dalla testa ai piedi. Soprattutto la politica, ovviamente, che fa continue promesse senza muovere realmente un dito ed illudendo 219mila famiglie”, si legge nel post che attacca: “e’ stato dimostrato in modo palese, da quanto accaduto ai risparmiatori, l’assoluto disinteresse dello Stato con riferimento agli articoli 47 e 28 della Carta Costituzionale”.

“Nel 2017 Beppe Grillo sara’ uno dei personaggi piu’ influenti d’Europa. La profezia arriva da un articolo di ‘Politico.eu’ in cui Beppe e’ l’unico italiano presente”. Cosi’ sul blog di Beppe Grillo in un post firmato MoVimento 5 Stelle Europa dal titolo ‘Beppe Grillo uno dei 12 personaggi piu’ influenti d’Europa nel 2017′. Anche se il titolo dell’articolo citato e’ ’12 people who will (likely) ruin 2017′, ovvero ‘Le 12 persone che (probabilmente) rovineranno il 2017′ “Nella lista- proseguono i 5 stelle- ci sono anche il Commissario che ha fustigato Apple Margarethe Vestager, il leader dell’estrema destra olandese Geert Wilders, oltre a Carles Puigdemont, presidente della Catalogna che sogna l’indipendenza e il futuro Segretario di Stato americano al Commercio, Wilbur Ross, che dovra’ rinegoziare con l’Europa il TTIP. Per ‘Politico’ questi dodici personaggi vi faranno ‘venire voglia di stare a letto con le coperte tirate saldamente sopra la testa tremante’. Politico ha ragione: la festa e’ finita per affaristi, corrotti, politicanti e lobbisti. Hanno fatto troppi danni e tocchera’ adesso a noi ricostruire dalle macerie che hanno prodotto”. Segue la traduzione dell’articolo di ‘Politico.eu’ nella parte in cui presenta Beppe Grillo: “Il fondatore del Movimento 5 Stelle Grillo e’ diventato un innovatore politico degno di nota dall’organizzazione del Vaffa-Day nel 2007, in cui lui e i suoi compagni di viaggio indicarono e svergognarono tutti i politici che erano in carica nonostante le incriminazioni per corruzione. Anche se sono diventati un po’ ripetitivi, questi V-day sono stati una trovata politica di grande successo in una terra di disonesta’ endemica. Negli anni successivi, Grillo ha alzato il suo messaggio ribelle al massimo volume, ha riunito un fedele esercito di attivisti ed e’ riuscito a far eleggere due giovani donne a sindaco di Roma e Torino. Finora, si e’ crogiolato nel ruolo di Assoluta Opposizione al Potere, rivendicando per se’ una certa purezza incontaminata”. “Ma le invettive alla Robespierre di Grillo sono sempre meno divertenti e lasciano intendere che l’Europa ha ragione ad essere spaventata se dovesse raggiungere una posizione di potere. Come andra’ a finire in questa economia che crolla e dalla debole democrazia?”.

“Con il nuovo codice di comportamento il partito di Grillo passa ufficialmente dal partito degli onesti a quello degli indagati. Peccato che la scrupolosita’ messa da Grillo nel fissare le regole per gli amministratori del M5S coinvolti in vicende giudiziarie non sia stata adottata anche nei confronti dei pluricondannati per omicidio passati in giudicato”. Lo scrive in una nota il deputato di Ala-Sc Marco Marcolin. Il riferimento al neo codice etico varato e ufficializzato da Beppe Grillo e che sovverte di fatto uno dei principi cardine del movimento, che aveva sempre proclamato la necessità e l’opportunità per i politiche che avessero ricevuto anche un solo avviso di garanzia, di dimettersi.