M5S

“La ricezione, da parte del portavoce, di ‘informazioni di garanzia’ o di un ‘avviso di conclusione delle indagini’ non comporta alcuna automatica valutazione di gravita’ dei comportamenti potenzialmente tenuti dal portavoce stesso, sempre salvo quanto previsto al punto 5”. E’ uno dei passaggi del ‘Codice di comportamento del MoVimento 5 Stelle in caso di coinvolgimento in vicende giudiziarie’, pubblicato integralmente sul blog di Beppe Grillo in vista del voto on line di domani. “E’ sempre rimessa alla discrezionalita’ del Garante e del Collegio dei Probiviri o del Comitato d’appello (e non comporta alcuna automatica presunzione in tal senso) la valutazione della gravita’ di fatti che configurano i c.d. reati d’opinione ipotesi di reato concernenti l’espressione del proprio pensiero e delle proprie opinioni, ovvero di fatti commessi pubblicamente per motivi di particolare valore politico, morale o sociale”, si legge ancora.

“Siamo pronti al Vietnam parlamentare per contrastare la legge elettorale che il Pd vuole approvare contro il Movimento Cinque Stelle”. Lo scrivono in una nota i deputati M5S della commissione Affari costituzionali. “Renzi non solo non si è ritirato a vita privata, come aveva promesso se avesse vinto il No al referendum ma, dovo aver voluto una riforma costituzionale scritta con i piedi e bocciata dagli italiani, dopo aver bloccato il Parlamento con l’Italicum, definendola la legge più bella del mondo, legge che probabilmente sarà bocciata dalla Consulta, ora torna in campo e la butta via perché consapevole che potrebbe vincere il Movimento Cinque Stelle”, sostengono i deputati, che aggiungono: “In realtà a costoro non interessa una buona norma per rendere più governabile il Paese, ma solo un ‘Anticinquestellum’ per impedirci di vincere le elezioni politiche. Al di là del Mattarellum, al Pd non importa il tipo di legge: l’importante è che non vinca il M5S. Non trattiamo con costoro perché sono delegittimati anche dal voto di quasi 20 milioni di italiani e torniamo a chiedere di andare subito a nuove elezioni con il Legalicum, cioè con la legge che emergerà il 24 gennaio dalla decisione della Consulta sull’Italicum, estesa anche al Senato con i dovuti correttivi”. Continuano i pentastellati: “Ricordiamo che siamo noi che abbiamo firmato i ricorsi contro questa legge perché riteniamo che la sovranità appartenga al popolo e non alle segreterie dei partiti”.

“Renzi, ancora tu, non mi sorprende lo sai. Ancora tu, ma non dovevamo vederci piu’? Avevi detto il 12 gennaio ‘Con un gesto di coraggio e dignita’ ho detto che se si perde il referendum smetto di fare politica’ e poi il 15 ‘Ho gia’ preso il solenne impegno, se perderemo il referendum lascio la politica’. E poi invece ancora tu. E ci scappa da ridere”. Lo scrive sul suo blog Beppe Grillo in un post dal titolo ‘Ma non dovevamo vederci piu’? #RenziFattiDaParte’, citando una celebre canzone di Lucio Battisti.

“Marra, che il sindaco di Roma Raggi ha considerato insostituibile fino al momento del suo arresto, aveva incontrato l’esponente di punta dei grillini Luigi Di Maio. Lo si apprende dalla lettura di un articolo pubblicato oggi dal ‘Fatto quotidiano’. Il bello e’ che Marra, intervistato dal quotidiano, lo aveva detto ma, confessa il giornalista nell’articolo, la notizia era stata censurata. Insomma, il vertice dei grillini sapeva benissimo chi era Marra. Di Maio lo ha incontrato, tutti sapevano che ci si trovava di fronte a un personaggio da prendere con le pinze. Ma il Fatto quotidiano ha censurato la notizia e Di Maio gira ancora con il vestito affittato nella speranza di fare il Presidente del Consiglio. I suoi colleghi 5Stelle scappano davanti alle telecamere come conigli perche’ non sanno cosa dire, mentre Grillo si tiene la Raggi invocando l’illegale contratto che ha sottoscritto con la Casaleggio associati e che abbiamo denunciato alla Procura della Repubblica di Roma. Pignatone ha letto il nostro esposto? Ritiene legale questo contratto? La Procura si muova. Ha fatto fin troppo poco finora”. Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri (Forza Italia).

I candidati grillini sono soltanto figurine, utili a catturare il consenso o a sfruttare sul territorio la rabbia e la furia iconoclasta degli elettori, incazzati neri contro la politica tradizionale. La struttura di vertice muove i fili. La vicenda del sindaco di Roma, Virginia Raggi, ne e’ l’ennesima dimostrazione. Chi si oppone a questo schema viene sconfessato ed espulso perche’ il movimento-setta non puo’ accettare il dissenso e la liberta’ di pensiero del singolo. L’unica legge e’ l’ortodossia del pensiero unico. Cio’ che e’ piu’ intollerabile del M5S – fra le tante cose – e’ il suo doppiopesismo: giustizialismo nei confronti degli avversari politici, garantismo nei confronti dei propri adepti.

“Forse dovrebbe fare meno video impostati e rimanere molto piu’ umana, come abbiamo cercato di fare noi e penso che sia stata una chiave vincente”. Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, ormai ex M5s, torna cosi’ a commentare – ai microfoni del Tgr di Rai Emilia Romagna – le inchieste di Roma e la posizione del sindaco a 5 stelle Virginia Raggi. Una vicenda che conferma, ha aggiunto, “le cose che ho sempre detto: che l’onesta’ non te la da’ un logo, che se si parte solo con la demagogia si puo’ costruire solo delle fondamenta molto deboli, che poi fanno inevitabilmente crollare le cose”. Secondo Pizzarotti, a Roma “o si riparte da una situazione di questo tipo o definitivamente crollera’”. Anche perche’ nel direttorio M5s “si parla di scaricare l’ennesimo sindaco, com’e’ stato per me, com’e’ stato per Comacchio, per Gela, per Quarto, piuttosto che, invece, fare un’ammissione di colpa, rappresentare il fatto che amministrare e’ difficile. E che bisogna cambiare passo”, conclude.

L’assessore all’Ambiente del Campidoglio, Paola Muraro, si e’ dimessa dall’incarico, rimettendo le sue deleghe nella mani del sindaco, Virginia Raggi, dopo aver ricevuto un avviso di garanzia. Lo si apprende dal Campidoglio con un comunicato inviato in piena notte al termine della riunione tra il sindaco e la maggioranza a 5 Stelle. “Oggi, tramite il mio legale, la Procura di Roma mi ha notificato un avviso di garanzia in riferimento all’articolo 256 del Testo unico sull’ambiente. Contestualmente sono stata informata che verro’ ascoltata dalla Procura il prossimo 21 dicembre. Sono tranquilla e convinta di riuscire a dimostrare la mia totale estraneita’ ai fatti. Tuttavia, per senso di responsabilita’ istituzionale e per rispetto verso questa amministrazione, ho deciso di dimettermi in attesa di chiarire la mia posizione”, comunica l’assessore Muraro”. Il sindaco Virginia Raggi commenta: “In nome della trasparenza comunichiamo tempestivamente la notifica ricevuta da Paola Muraro, rispettando pienamente quanto abbiamo sempre assicurato ai cittadini. Attendiamo con fiducia che l’assessora chiarisca nel dettaglio la sua posizione e, nel frattempo, saro’ io ad assumere le sue deleghe”.

Il Movimento Cinque Stelle non partecipera’ alle consultazioni del presidente del Consiglio incaricato Paolo Gentiloni. Lo si apprende da fonti parlamentari del Movimento. L’incontro con i Cinquestelle era fissato per oggi alle ore 12 nella Sala del Cavaliere di Palazzo Montecitorio. Il Movimento sceglie cosi la linea dura nei confronti di un presidente incaricato che non riconosce come legittimo e di un governo in fieri che ritiene non conforme alla volonta’ popolare, alla luce del risultato del referendum costituzionale.

“Il reddito deve diventare un diritto. Un italiano su due al sud e’ a rischio poverta’. Negli ultimi mesi mi sono dedicato alla battaglia referendaria e, grazie al vostro contributo e alla vostra partecipazione, ce l’abbiamo fatta. Da ora in poi mi concentrero’ sul reddito di cittadinanza perche’ questi numeri drammatici non sono accettabili. Presto tornero’ in piazza”. Lo scrive in un post su Facebook il deputato M5S Alessandro Di Battista che attacca: “il 28,7% degli italiani e’ a rischio poverta’. Al sud si arriva al 46,4%. Eppure per i partiti politici il nemico da abbattere non e’ l’esclusione sociale ma il M5S. Nessuno di loro sta parlando di quale misura adottare per cancellare la poverta’ tuttavia tramano per scegliere la migliore legge elettorale per cancellare le possibilita’ di vedere il M5S al governo. Eccoli qui i “professionisti della politica”. Quelli che non possono permettersi di perdere la loro poltrona, il loro titolo da “onorevole””.

“Sono sempre il Riccardo Nuti che a Palermo ha lottato contro un intero sistema di potere, di mafia bianca e nera. Proprio quell’impegno, senza gloria e arricchimento, mi ha consentito di rappresentare una comunita’ e una speranza alla Camera dei Deputati. Da parlamentare ho proseguito la battaglia: senza risparmiarmi, esponendomi e facendomi nuovi nemici. Stessa battaglia che ho tentato di portare avanti per le prossime comunali”. Lo dice Riccardo Nuti del M5s su facebook. Il deputato M5s aggiunge: “Oggi questa storia delle firme e’ come un contrappeso. La mia difesa nel procedimento penale, mio diritto e dovere, provera’ che sono estraneo ai fatti. Per il momento accetto in silenzio (presto se ne capira’ il motivo) e con fatica quotidiana la gogna e gli insulti compiaciuti che mi piovono da settimane, convinto che le indagini della magistratura confermino la mia coerenza, il mio rigore morale e la mia affidabilita’ di uomo e politico. Allora saro’ lo stesso Riccardo Nuti di sempre, quello che non abbassa mai la testa”.