M5S

“Il programma di politica estera del M5S appare una sovrapposizione puntuale e precisa con le parole della candidata del Fronte Nazionale alla presidenza francese, Marine Le Pen. Il ‘Contrasto ai trattati internazionali come TTIP e CETA’ dei 5 stelle corrisponde ad esempio al punto 127 degli ‘Engagements Pre’sidentiels’ di Marine Le Pen che impone di ‘Rifiutare i trattati internazionali come il TAFTA e il CETA'”. Identica l’affinita’ politica e culturale che si registra intorno alla rivendicazione di ‘Sovranita’ e indipendenza’ (al secondo posto tra le priorita’ M5S) che apre gli ‘Impegni presidenziali’ di Marine Le Pen con la formulazione ‘Ritrovare la nostra liberta’ e il controllo del nostro destino, restituendo al popolo francese la propria sovranita’ monetaria, legislativa, territoriale ed economica’. Se la ‘riforma della Nato’ occupa solo l’ottava posizione nelle priorita’ M5S, essa viene declinata dalla Le Pen con l’impegno ad ‘abbandonare il comando integrato dell’Alleanza Atlantica’. La sostanza del programma internazionale Cinque Stelle e’ evidentemente ispirata a quella della principale forza politica che in Europa si candida a realizzare il disegno sovranista e nazionalista. Nessuna copiatura o plagio, ovviamente, ma qualcosa di molto piu’ serio: la condivisione di un orizzonte politico e culturale che punta a riportare il nostro continente (e l’Italia) alla stagione dell’isolamento e dei conflitti”. Lo scrive il deputato del Pd, Andrea Romano, nel suo blog

Mentre i partiti discutono di legge elettorale, i Cinque Stelle possono legittimamente arrivare al 40 per cento. Il costituzionalista Giovanni Guzzetta avverte sui rischi dell’eccessivo tatticismo nel dibattito sulla legge elettorale. Sul tema il parlamento e’ in una fase di stallo. “Bisogna vedere se vuole uscire dallo stallo- dice Guzzetta in un’intervista all’agenzia Dire- La legge che viene fuori dalla sentenza e’ autoapplicativa, e potrebbe essere conveniente per alcuni andare a votare con quella legge. Se si volesse cambiarla, poi, c’e’ il grande rischio che ci si esponga a una terza dichiarazione di incostituzionalita’. Io credo che o si andra’ a votare con la legge uscita dalla Corte, o si cambiera’ strategia di gioco. E a questo punto si puo’ pensare ad altri sistemi elettorali”. La verita’, spiega Guzzetta, “e’ che abbiamo un sistema politico in cerca d’autore. E’ finito il mito della competizione tra grandi forze. I partiti sembrano molto convinti del fatto che tutto sommato il 40 per cento sia difficile da raggiungere, e tutti si orientano a giocare in un contesto proporzionale. Penso che sia un errore perche’ il 40 per cento che ora sembra difficile da raggiungere tra un anno potrebbe essere appetibile per qualcuno. E sicuramente il M5s ha l’ambizione, la strategia di giocare il tutto per tutto sull’ipotesi del 40 per cento”. – Il costituzionalista Giovanni Guzzetta osserva che “gli altri partiti un giorno si dividono e giocano secondo la logica del proporzionale, e il giorno dopo fanno appello gli uni agli altri per creare grandi rassemblement. Bisogna vedere al dunque cosa decideranno. Io mi permetto di dire che non bisogna sottovalutare l’ipotesi che quel 40 per cento sia raggiungibile. E che l’impossibile si materializzi. Parliamo da mesi di vicende come Brexit e Trump. Nel Regno Unito e negli stati Uniti si e’ realizzato quello che a tutti sembrava impossibile”. Si parla molto di una grande coalizione in fieri tra Pd e Forza Italia. Non potrebbero metterla in gioco fin d’ora con un patto che consenta di salvare il maggioritario? “Bisogna capire se le convenienze politiche di oggi sono le stesse di ieri. Se ancora il maggioritario sia un’ambizione per Pd e Forza Italia”, risponde Guzzetta. “C’e’ poi il rischio rappresentato dal tentativo di un accordo sul mattarellum. Se quel tentativo fallisse rafforzerebbe il fronte del proporzionale. Il vero dramma del sistema politico e’ che nessuno si fida di nessuno e non si riesce a ragionare in termini strategici”. Ma un prolungato stallo sulla legge elettorale sarebbe un’involontaria campagna elettorale per i Cinque Stelle? “E’ la democrazia, possono e hanno diritto ci concorrere tutti quanti. Ma una cosa e’ vincere in una competizione, e una cosa e’ vincere perche’ gli avversari non sanno fare bene i propri conti”, conclude il costituzionalista.

“Da alcuni mesi, stiamo discutendo e votando in Rete il programma di governo. Abbiamo concluso le votazioni sul programma Energia e ora stiamo terminando la discussione sul programma Esteri. Il MoVimento 5 Stelle e’ attualmente l’unica forza politica italiana che si preoccupa di programmare l’attivita’ di governo che proporra’ agli elettori alle prossime politiche ed e’ l’unica forza politica al mondo a farlo in modo partecipato in Rete, consentendo a ogni singolo iscritto di contare e dire la sua”. Cosi’ Davide Casaleggio, in una lettera al Corriere della Sera, sottolineando come “molti commentatori si sorprendono del fatto che ormai, nei sondaggi, il MoVimento 5 Stelle goda della fiducia di un terzo degli elettori, in particolare dei giovani dove arriva circa al 50% e se anche i sedicenni avessero diritto di voto, come penso sarebbe giusto, la percentuale sarebbe ancora piu’ alta. Forse dovrebbero soffermarsi a capire come funziona il nostro sistema e come funziona quello dei partiti, che ormai non sta piu’ in piedi neppure economicamente. Garantiamo un servizio migliore e siamo piu’ efficienti nel portare le istanze dei cittadini dentro le istituzioni, sia dove siamo opposizione, ma soprattutto dove governiamo. Per rimanere in tema digitale: la vecchia partitocrazia e’ come Blockbuster, noi siamo come Netflix. Il futuro e’ nella Rete, nella partecipazione. E siamo coscienti degli oneri che derivano dall’avere questa prospettiva. Il MoVimento 5 Stelle, come gia’ detto da vari portavoce, presentera’ la sua squadra di governo prima del voto, che ci auguriamo sia fissato il prima possibile. Su Rousseau i nostri iscritti voteranno i candidati al Parlamento che finiranno nelle liste e anche il candidato premier, che contiamo di poter presentare ufficialmente, assieme al programma completo, alla prossima edizione di Italia 5 Stelle che si terra’ questo autunno”, conclude.

“Il Cinquestelle? Da quel che vedo non mi parrebbe siano ancora in grado di guidare il Paese. Soprattutto mi sembra che le posizioni su temi come l’Europa siano ballerine, dipendono non solo da chi si esprime ma dai giorni in cui si esprime…”. Così Emma Bonino oggi al programma di Rai Radio1 ‘Un Giorno da Pecora’. “Quello che mi pare si sta consolidando – ha proseguito la Bonino a Radio1 – sia la loro decisione di un referendum per uscire dall’Euro, che vorrebbe dire uscire dall’Europa”. Per fare questo referendum, però, bisognerebbe cambiare la costituzione, sottolineano i conduttori di ‘Un Giorno da Pecora’: “Ecco, esatto. Questo modo di spararle grosse non mi fa ben sperare…”, conclude la Bonino.

“Cerco di spiegare perché la democrazia diretta è lo strumento principe per contrastare la demagogia. La crisi che viviamo oggi è frutto di una crisi della democrazia. Il sistema democratico rappresentativo, che è stata una conquista meravigliosa, ha bisogno di evolversi”. Così il deputato M5S Riccardo Fraccaro alla stampa estera. “Se continuiamo con il sistema partitocratico, i cittadini si disaffezioneranno sempre più alla politica. Serve processualizzare il sistema democratico. Soltanto dopo un processo lungo di consultazione dei cittadini, si potranno fare delle leggi che allora non saranno nate dalla pancia”.

“Il Governo usa i fondi per l’agricoltura della Politica agricola comune per distribuire mancette a pioggia anziche’ destinare le risorse ai veri agricoltori, ovvero a coloro che vivono di agricoltura, come proposto oggi nella nostra risoluzione. Una scelta che accontenta un po’ di tutti ma che di fatto non risolleva i settori in crisi, rimandando di nuovo gli interventi strutturali per un vero cambiamento alle Calende greche”. Cosi’ i deputati del M5S della Commissione Agricoltura commentano il voto sulle risoluzioni sulla Politica Agricola Comune. “Depennata, dalla versione finale del testo la possibilita’ di eliminare l’attuale modalita’ di sostegno accoppiato che si e’ rivelato un mero strumento di spartizione delle risorse tra le Regioni senza portare migliorie al settore con la costituzione di un fondo per interventi specifici ne’ diversificare la Pac tra aree svantaggiate o modulando la componente greening”, dichiara il deputato 5stelle Filippo Gallinella, primo firmatario della risoluzione 5stelle sulla Pac. “Le proposte principali contenute nella nostra risoluzione sulla Pac erano chiare – continua Gallinella – ma il Governo invece non ha voluto avviare una riforma della gestione dei fondi del comparto. Anzi l’Esecutivo sta addirittura pensando di allargare il sostegno accoppiato praticamente a tutto. Giusto per non scontentare nessuno in vista delle elezioni”. “Accolti invece – conclude – altri punti della nostra risoluzione come il sostegno alla cooperazione; aggregazione; sostegni specifici alle aree di montagna, alle filiere corte e ai mercati locali; un impegno alla revisione del regolamento 1169/2011 per avere l’indicazione d’origine delle materie prime in etichetta. Un risultato insufficiente. Vorra’ dire che per rilanciare l’agricoltura in Italia occorrera’ aspettare un Governo 5stelle”.

“Il Senato della Repubblica sta per licenziare una riforma del processo penale che diminuisce del 50 per cento i fondi alle intercettazioni e vieta per i casi di corruzione le intercettazioni informatiche, il che significa sostanzialmente evitare che si verifichino inchieste come quelle della Consip o i 66 arresti di Napoli della scorsa settimana”. Cosi’ il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, rispondendo alle domande dei giornalisti a Casal di Principe, dove ha partecipato alla commemorazione di don Peppe Diana. “Lo sappiamo – continua – che le intercettazioni sono fondamentali per le inchieste di corruzione e quello che si sta facendo e’ uno dei tanti tentativi della politica che prova a difendere se stessa”. Secondo Di Maio, cosi’ “le istituzioni danno il pessimo esempio. Diminuire le risorse per fare le inchieste vuol dire che a 25 anni da Tangentopoli abbiamo di nuovo di fronte una casta che difende se stessa”.

Beppe Grillo é il blog a sua insaputa. E’ una bufala? O é vero il contrario, ossia che dei contenuti, della gestione e della proprietà del blog – vero e proprio strumento di comunicazione politica e partitica – ne risponde l’ex comico? Non é una questione di poco conto. Tutt’altro. Ne va della trasparenza dei messaggi politici del Movimento 5 Stelle. E serve anche a capire quale sia la testa pensante del Movimento, a chi attribuire gli slogan, i programmi, le invettive, i desiderata, gli insulti e tanto altro ancora.

“Ho dato mandato ai legali del Partito democratico di Palermo di sporgere una querela per diffamazione contro il ‘presunto’ simpatizzante del Movimento 5 Stelle che commentando il mio ultimo post su Facebook ha definito ripetutamente il Pd ‘mafia’ e ‘associazione a delinquere’. Desumo che con molta probabilita’ si tratti di un sostenitore di Grillo perche’, visitando la sua bacheca Facebook, sono numerosi i riferimenti ai contenuti di esponenti politici del M5S, ovvero nelle informazioni di base del profilo indica il Movimento 5 Stelle come suo orientamento politico”. Lo annuncia Carmelo Miceli, segretario provinciale del Pd di Palermo. “Il Pd – aggiunge l’esponente dem – non e’ un’associazione a delinquere, non siamo una ‘mafia’, e chi ha la protervia nel sostenere pubblicamente il contrario non puo’ che essere querelato. Nessuno ha alcuna immunita’ per definirci mafiosi. La mafia e’ qualcosa di opposto rispetto al Pd, lo testimoniano le nostre storie personali e professionali, lo testimonia il nostro impegno legalitario, lo testimonia la nostra azione politica volta, innanzitutto, a combattere ed estirpare il cancro mafioso dalla Sicilia. Non e’ tollerabile, ne’ accettabile che qualcuno vaneggi sulla nostra storia, azione sociale e politica”. “Siamo alla vigilia – continua Miceli – di una stagione elettorale molto impegnativa e combattuta, e sarebbe un bene se tutti abbassassimo i toni e ci impegnassimo a rispettare l’avversario politico. Ecco perche’ chiedo al Movimento 5 Stelle, e al candidato Ugo Forello in particolare, di prendere le distanze dalle ‘intemperanze verbali’ del militante che ha associato la mafia al Pd”.

“Il MoVimento 5 Stelle ha presentato una delibera per eliminare il trattamento pensionistico privilegiato dei parlamentari e renderlo uguale a quello dei comuni cittadini. Una pensione come tutti anche per gli onorevoli”. Lo scrive Luigi Di Maio sul blog di Beppe Grillo. “A partire da settembre – spiega il vicepresidente della Camera – se la nostra delibera non viene approvata, i parlamentari dopo 4 anni e sei mesi di contributi versati avranno diritto a una pensione di 900 euro al mese (aggiuntiva a quella che prenderebbero) al compimento di 65 anni di età. Alla fine del secondo mandato questa aumenterà a oltre 1.200 euro e la percepiranno al compimento dei 60 anni. Un cittadino normale invece deve maturare decenni di contributi per andare in pensione a quasi 70 anni”. Di Maio annuncia che “è stato convocato martedì l’ufficio di presidenza della Camera” e aggiunge: “ci auguriamo che la nostra delibera sia all’ordine del giorno”. E dichiara: “Abbiamo lanciato il countdown fino al 15 settembre, se per allora le pensioni dei parlamentari non saranno come quelle di tutti ci vedremo davanti al Parlamento con chiunque vorrà manifestare il suo desiderio di uguaglianza e giustizia sociale”.