Mattarella

Il premier Matteo Renzi non attraversa una buona congiuntura politica, soprattutto per quello che riguarda il suo consenso nel Paese. Si assesta al 32 per cento la fiducia in Matteo Renzi, secondo l’Istituto Ixe’ per Agora’ (RaiTre). Una settimana fa era al 33 per cento. Il presidente del Consiglio rimane al secondo posto tra i leader politici, mentre al comando c’e’ sempre Sergio Mattarella, con il 55 per cento. Scende al 30 per cento (-1 per cento) la fiducia nel governo. L’attuale fase politica é molto delicata: da una parte l’alea sul referendum, dall’altra i dati sull’economia del Paese e sul Pil che non sono incoraggianti.

“Non vi lasceremo soli, non vi preoccupate – dice il capo dello Stato ad alcuni dei quasi 100 ospiti del campo della Protezione civile -. Faremo tutto il possibile per starvi vicino”. Prima dei funerali delle vittime marchigiane ad Ascoli Piceno, Mattarella arriva in elicottero ad Amatrice e cammina per la citta’ martire del sisma, poi ad Accumoli, poco distante, epicentro del disastro. “l’Italia e’ con voi” e’ il messaggio. Il presidente del Senato Pietro Grasso. “Porto un messaggio di speranza e di fiducia: La ricostruzione dovra’ permettere a tutti di continuare a vivere qui, di riacquistare i propri beni e le proprie radici”. Grasso parla anche di “prevenzione”, della necessita’ di costruire edifici antisismici e di indagare su quelli che non avrebbero dovuto crollare e invece si sono sbriciolati. Per dare “un significato a queste vittime e fare in modo che non succeda mai piu'”.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 60° anniversario della tragedia di Marcinelle, ha inviato il seguente messaggio: “Sessanta anni fa, l’8 agosto del 1956, lavoratori di dodici diverse nazionalita’, tra cui 136 italiani, persero la vita nelle profondita’ della terra al Bois du Cazier. La tragedia costitui’ uno dei piu’ sanguinosi incidenti sul lavoro della storia italiana ed europea. Una tragedia assurta a simbolo delle sofferenze, del coraggio e dell’abnegazione dei nostri concittadini che lottavano – attraverso il duro lavoro – per risollevare se stessi e le loro famiglie dalla devastazione del secondo conflitto mondiale”. Il presidente della repubblica aggiunge: “Proprio in questi stessi anni, i popoli europei, nell’anelito verso un futuro migliore, fatto di pace e prosperita’, decisero di intraprendere un percorso comune, pienamente consapevoli di come le antiche divisioni avessero portato il continente a una lacerante devastazione, umana e materiale. È mio auspicio che la memoria dei martiri del lavoro italiano all’estero possa costituire un esempio di impegno e di dedizione, ma anche un continuo sprone a migliorare le condizioni della sicurezza sul lavoro, ovunque nel mondo. La tragedia di Marcinelle ci ricorda che un futuro di unita’, progresso e prosperita’ diffusa, di pace e condivisione dei valori alla base delle nostre Costituzioni democratiche, deve essere forgiato giorno per giorno, attraverso un impegno che sappia trascendere le difficolta’ contingenti. Con questi convincimenti, porgo ai familiari delle vittime e a tutti voi, a nome del popolo italiano e mio personale, sentimenti di profonda vicinanza e solidarieta’”.

“La strage di Bologna era iscritta in una strategia che mirava a destabilizzare le istituzioni e la sua matrice è stata accertata dalle conclusioni giudiziarie. Permangono ancora domande senza risposta e la memoria è anche sostegno a non dimettere gli sforzi per andare avanti e raggiungere quella piena verità, che è premessa di giustizia”. E’ quanto scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato a Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione familiari delle vittime. “Il terrorismo – che il nostro Paese ha conosciuto e sconfitto grazie alla sua unità e alla fedeltà, mai venuta meno, ai principi della democrazia e del diritto – oggi si manifesta nel mondo in forme nuove e con una ferocia non certo inferiore. Il senso di umanità che ci lega e i valori democratici che poggiano sul valore assoluto della persona ci daranno la forza per battere la follia distruttrice dei nuovi seminatori di morte”.

“L’ansia la paura vanno comprese”, ma “l’allarme richiede una risposta seria da parte dello Stato per la sicurezza dei cittadini”. Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella in una intervista al Tg1 nella quale, parlando del terrorismo fondamentalista, ha sottolineato come “l’attività preventiva non si vede ma è la più preziosa e importante anche per evitare che la paura prevalga”. Quella che sta portando avanti il terrorismo fondamentalista “è una guerra in un formato diverso, senza frontiere”. Ma basta vedere come la grande maggioranza delle vittime sia di religione islamica “per far comprendere che non si tratti di una guerra di religione”, ha detto Mattarella ricordando che questo “terrorismo, cinicamente cerca di usare la religione nella speranza impossibile di provocare un conflitto tra musulmani e cattolici, ma questo non avverrà”. E, rispondendo a chi gli chiede cosa possano fare i singoli Stati per combattere l’emergenza terrorismo: “Noi non possiamo e non dobbiamo stravolgere i principi della nostra civiltà, frutto della storia e inoltre non servirebbe. Occorre un’efficace azione anticipatrice, di prevenzione, di intelligence, di vigilanza e polizia, perfettamente compatibile con le libertà superando vecchie abitudini che ostacolano la condivisione di informazioni”. E “L’invito della comunità francese islamica, raccolto in Italia, perché i loro fedeli domani si rechino nelle chiese cristiane in segno di solidarietà è molto significativo”, ha detto il presidente della Repubblica.

Prima della celebrazione religiosa nel Palazzetto dello Sport il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha salutato i parenti delle vittime fermandosi vicino alle bare guardando, una per una, le foto delle vittime, alcuni parenti li aveva peraltro gia’ incontrati al Policlinco di Bari quando ha reso omaggio alle vittime. La cerimonia e’ stata concelebrata assieme al vescovo di Andria, Luigi Mansi e altri sacerdoti. Ai funerali erano presenti anche il capo della Polizia, Franco Gabrielli, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano,il viceministro Teresa Bellanova, i sottosegretari Massimo Cassano e Ivan Scalfarotto,il sindaco di Bari Antonio Decaro, i parlamentari pugliesi Francesco Boccia e Dario Ginefra.

Secondo la Procura di Trani sarebbero i due capistazione ad aver “cagionato l’incidente” tra i due treni in Puglia martedi’ scorso, tra Corato ed Andria, in cui sono morte 23 persone, ma per gli inquirenti “parlare solo di errore umano è riduttivo”. L’inchiesta si sta dirigendo anche con accertamenti all’Ustif, Ufficio trasporti a impianti fissi di Bari, struttura periferica del Ministero dei trasporti. Il presidente della Repubblica Mattarella ieri al policlinico di Bari ha incontrato i parenti delle vittime. “Ci ha promesso giustizia”, hanno dichiarato i familiari.

I familiari delle nove vittime italiane uccise a Dacca sono arrivati a Ciampino, dove intorno alle 19 atterrerà l’aereo militare con a bordo le salme. Atteso anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. Il capo dello Stato incontrerà i parenti in forma strettamente privata prima dell’arrivo del C130.

“Il voto dell’elettorato, nazionale o di un altro Paese, va sempre rispettato, anche quando provoca rammarico e lo si ritiene un errore. Non si puo’ tacere che quel voto cancella quasi mezzo secolo di storia britannica, quello della partecipazione alla Ue e ferisce la completezza dell’Unione. Sorprende che uno dei Paesi piu’ aperti al futuro in tanti aspetti, finanziari, scientifici, culturali, abbia fatto una scelta che sembra proporsi di ripristinare condizioni del passato; un passato che non c’e’ piu’. Il mondo e’ cambiato”. Cosi’ il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un’intervista a La Stampa, in merito al referendum in Gran Bretagna. Poi, aggiunge: “Si apre una stagione molto difficile: vengono meno alibi e abitudini consolidate nella vita dell’Unione. Dal punto di vista italiano dovra’ essere l’occasione per superare ritardi e resistenze ormai inaccettabili, recuperando appieno il senso storico dell’integrazione d’Europa e la coesione dell’Unione. L’Europa e’ un progetto ambizioso e coraggioso, sorretto dall’aspirazione alla pace e al progresso. Costituisce la maggior garanzia di liberta’ per i popoli che vi appartengono. Cio’ che e’ necessario, quindi, e’ una efficace iniziativa politica che rilanci l’Unione in conformita’ alle sue ragioni fondanti”.

Le carceri italiane sono affollate e costano allo Stato 2,7 miliardi di euro l’anno. Il 50% in più della Francia e il triplo della Spagna, con l’80% delle uscite impiegate per il personale e la sicurezza, mentre l’8% della spesa va per il mantenimento dei detenuti. Lo rilevano i dati dell’Associazione Antigone, pubblicati dal quotidiano online Lettera 43. In Italia il 34% dei detenuti è in attesa di giudizio e ogni persona costa 140 euro al giorno. Nei 193 istituti penitenziari, che hanno una capienza di 49.697 posti, ci sono 53.873 persone, di cui 2.236 donne. Il presidente della Repubblica Mattarella in occasione del 199esimo anniversario della Polizia Penitenziaria, celebrato nei giorni scorsi, ha inviato un messaggio di ringraziamento per il lavoro svolto a Santi Consolo, capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Ed ha ricordato la necessità di rinnovamento del modello di detenzione dal punto di vista organizzativo e gestionale per offrire ai detenuti la possibilità di recupero e integrazione in una società che si è evoluta culturalmente.