Mattarella

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sul caso della piccola Favour: “La bimba di nove mesi che è arrivata senza nessuno, ormai è necessariamente italiana”. Cosi il capo dello Stato nel suo intervento da Lampedusa, ha ricordato il caso della piccola Favour, la bimba di nove mesi arrivata nell’isola dopo aver perso la mamma nel viaggio in Mediterraneo. ” Dopo Aylan, il bambino trovato morto sulle rive di una spiaggia turca (e la cui foto ha fatto il giro del mondo, creando vera commozione) -quanti altri, dopo di lui, sono morti nel Mediterraneo? Quanti bimbi arrivano qui da soli? Da ultimo la piccola di 9 mesi, ormai necessariamente italiana. Quante persone sono morte del Mediterraneo, ma quante?”, si è chiesto Mattarella. “La stragrande maggioranza è stata salvata dall’abnegazione dei lampedusani, dei tanti servitori dello Stato”, ha infine concluso Mattarella.

Sono 70 anni che l’Italia ha scelto di essere una Repubblica. Settant’anni in cui il Paese si è evoluto e trasformato, passando dalle macerie postbelliche alle sfide dell’economia globale, attraverso una storia che ha avuto anche momenti critici ma che è stata segnata dal progresso sociale e civile . Settant’anni raccontati giorno per giorno dai reporter dell’Ansa, sempre presenti sui fatti in Italia e nel mondo.
La mostra è’ stata inaugurata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ad illustrare le immagini dell’ANSA al capo dello stato, il direttore Luigi Contu.
Gli scatti di quei giorni ci ricordano, che i protagonisti di quella scelta furono i cittadini italiani. Furono loro a decidere, nel referendum del 2 giugno del 1946, se il Paese dovesse avere al vertice la monarchia di casa Savoia o se dovesse invece diventare una democrazia matura, in cui il potere politico trae la sua legittimità dal popolo. Fu quello il primo atto di una democrazia che ritrovava se stessa, dopo la buia parentesi del fascismo .
Le fotografie in bianco e nero scattate in quella primavera di settanta anni fa restituiscono il clima di passione e di speranza che, al di là delle divisioni tra sostenitori della repubblica e della monarchia , animava tutto il popolo italiano. Tutti erano consapevoli che era in gioco la qualità della democrazia italiana. Ma la campagna elettorale e le votazioni si svolsero pacificamente (qualche incidente scoppiò solo nell’imminenza della partenza del re). Fu una festa della democrazia, arricchita dal voto delle donne, che per la prima volta in Italia venivano chiamate alle urne in una consultazione nazionale.
La mostra è suddivisa in quattro sezioni cronologiche: La campagna elettorale, Il voto del 2 giugno, La proclamazione del voto, La Costituente e de Nicola, Quei giorni in edicola.

Basta con il caporalato e con l’uso improprio dei voucher: il monito arriva dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che manda un messaggio all’apertura delle «Giornate del lavoro», organizzate a Lecce dalla Cgil.  Il ministro delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, intanto annuncia che il governo varerà alcuni correttivi alla legge delega introducendo la tracciabilità e la scadenza. Il Capo dello Stato ricorda che «il Paese avanza se offre valide opportunità di sbocco e di crescita ai giovani, se permette alle donne di dare serenamente il loro contributo; se non disperde le migliori energie e competenze; se stimola la ricerca e l’innovazione». Ma nel mondo del lavoro ci sono ancora molti problemi: «Lo sfruttamento, con l’odiosa pratica del caporalato, il lavoro sommerso, le elusioni e le illegalità, come l’utilizzo improprio dei voucher, le discriminazioni trovano ancora spazio nel nostro Paese. Interventi mirati combattono questi fenomeni, ma occorre continuare a vigilare per sconfiggere le disuguaglianze, l’emarginazione, le povertà». Le modifiche sui voucher previste dal governo vertono sulla tracciabilità: il datore di lavoro dovrà comunicare all’Inps per via telematica la data di inizio del rapporto di lavoro temporaneo e quindi l’uso effettivo del «tagliando» che così avrà una scadenza.