Mattarella

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, avvia al Quirinale le consultazioni politiche in seguito alle dimissioni del presidente del Consiglio Matteo Renzi dopo l’approvazione definitiva della legge di bilancio. I colloqui inizieranno con i presidenti del Senato, Pietro Grasso, e della Camera, Laura Boldrini, seguiti dal presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano. Venerdì toccherà ai gruppi parlamentari. Le consultazioni si chiuderanno sabato con il partito democratico.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, salito ieri al Colle per presentare le proprie dimissioni dopo la sconfitta incassata col referendum costituzionale, congelerà la decisione fino all’approvazione della Legge di bilancio che ora è al Senato. La decisione è maturata dopo l’invito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a rinviare le dimissioni per mettere in sicurezza la scadenza della manovra economica, unico modo per evitare l’esercizio provvisorio. Il capo dello Stato, riferisce una nota, “considerata la necessità di completare l’iter parlamentare di approvazione della legge di bilancio onde scongiurare i rischi di esercizio provvisorio, ha chiesto al Presidente del Consiglio di soprassedere alle dimissioni per presentarle al compimento di tale adempimento”. Renzi avrebbe detto ai suoi di avere accettato per “senso di responsabilita’ e per evitare l’esercizio provvisorio”.

“Questa riforma non è la riforma del governo Renzi o di Renzi”. Lo ha detto alla trasmissione ‘Agorà’ su Rai3 il ministro della Difesa Roberta Pinotti. La riforma, ha continuato il ministro, “tiene presente il lavoro fatto dai saggi di Letta o punti del programma dell’Ulivo”. E sulla idea di andare al voto, lanciata dai sostenitori del No al referendum costituzionale in caso di vittoria, Pinotti dichiara: “Se vince il No si va ed elezioni? Si va dal presidente Mattarella e decide lui”.

Il Cuamm, una tra le Ong piu’ antiche in Italia, “e’ una rete preziosa di impegno, di altruismo, di gratuita’. Un patrimonio umano e professionale dal valore inestimabile. Un fenomeno contagioso che sensibilizza politica e pubblica opinione, che attrae e moltiplica generosita’, che interroga e orienta le coscienze”. Cosi’ il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che e’ intervenuto, al Gran Teatro Geox di Padova, al convegno dei Medici con l’Africa – Cuamm che ha tracciato il bilancio dei risultati raggiunti dal programma ‘Prima le mamme e i bambini’ che i Medici con l’Africa portano avanti dal 2011 in quattro paesi dell’Africa sud-sahariana: Angola, Etiopia, Tanzania e Uganda. “Sono passati piu’ di sessant’anni- sottolinea il capo dello Stato- da quando, per felice intuizione del professore Francesco Canova e con l’appoggio del vescovo di Padova Girolamo Bortignon, nacque il Collegio Universitario Aspiranti Medici Missionari, con il proposito di formare medici desiderosi di prestare un periodo di volontariato nei Paesi Africani, periodo spesso diventato molto lungo. Sembrava, allora, una piccola cosa, il sogno impossibile di un pugno di volenterosi. Se guardiamo indietro, alla vostra storia, alle vostre realizzazioni, alle vite salvate, alle sofferenze lenite, abbiamo la percezione concreta di quanto grande sia stato il cammino compiuto. Con il vostro lavoro sul suolo africano non avete soltanto contribuito al miglioramento delle condizioni di vita e di sviluppo di quei popoli. Ma avete formato generazioni di medici e di cittadini capaci di portare con se’, nell’attivita’ quotidiana, in Italia o all’estero, quell’irripetibile bagaglio di umanita’, di solidarieta’, di competenza appreso sul campo”.

Lo strumento militare rivolge la sua attenzione alla salvaguardia della vita dei nostri concittadini e della stabilita’ internazionale, mettendo in evidenza qualita’ e capacita’ professionali e collaborando con paesi alleati ed amici “per realizzare un ambiente nel quale possano prosperare la pace e lo sviluppo dei principi democratici e dei diritti della persona, nel rispetto delle differenti culture e sensibilita’”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato in occasione del 4 novembre, Giorno dell’Unita’ nazionale e Giornata delle Forze armate. Lo riferisce un comunicato stampa del Quirinale. “Ricorre oggi una data ricca di significato, suggello dell’Unita’ Nazionale raggiunta ed espressione della riconoscenza del paese per il contributo alla sicurezza della comunita’ nazionale e internazionale offerto dalle Forze armate – scrive il capo dello Stato – Donne e uomini in uniforme che oggi, in un contesto che se pur lontano dalle guerre di annientamento del secolo scorso, servono il paese con gli stessi valori di lealta’, impegno e umanita’, propri alla nostra storia”. Mattarella, sul sisma che colpito il centro Italia ha sottolineato anche “il pronto e fondamentale contributo delle Forze Armate, in concorso e con il coordinamento della Protezione Civile, nell’assistenza della cittadinanza duramente colpita”. Nel suo messaggio il presidente della Repubblica ha ricordato inoltre l’impegno internazionale delle Forze armate italiane: “Con pari generosita’ ed altruismo i nostri militari continuano a salvare vite nel Mediterraneo in una crisi che ha assunto dimensioni epocali”, e ha ricordato e ringraziato “tutti i militari impegnati in missioni in Patria e all’estero, dai Balcani all’Afghanistan, dal Corno d’Africa alla Libia e al Mali, dal Mar Rosso al Mediterraneo, dal Kuwait all’Iraq, dal Libano alla Palestina”.

Sale di un punto, in una settimana, la fiducia in Matteo Renzi (32%), e nel governo (30%). Lo dice l’Istituto Ixe’, che ha fatto un sondaggio illustrato oggi ad Agora’ (Raitre). Tra i leader politici, al comando c’e’ sempre il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ottiene piena fiducia dal 53% degli italiani. – FIDUCIA NEI LEADER: MATTARELLA 53% (+3%) RENZI 32% (+1%) MELONI 22% (+1%) GRILLO 21% (+1%) DI MAIO 18% (+1%) SALVINI 17% PARISI 13%  (-1%) BERLUSCONI 13% ALFANO 10% (+1%) ZANETTI 10% (+1%). Per quanto riguarda i partiti, il Pd in testa. Guadagna il Pd e perde (lievemente) il M5S nelle intenzioni di voto dell’Istituto Ixe’. Il partito guidato da Matteo Renzi, in una settimana, passa dal 33,1% al 33,4% (+0,3%), mentre il M5S scende dello 0,2%, fermandosi al 29,1%. La Lega Nord cala di mezzo punto (13,4%). Scende anche Forza Italia, che passa dal 9,6% al 9,5%. INTENZIONI DI VOTO 4 novembre: PD 33,4%, M5S 29,1%, LEGA 13,4%, FI 9,5%  SIN.IT. 3,7% , FDI 3,2% , AP(NCD+UDC) 2,4% VERDI 0,9% 1,0% -0,1% PRC 0,6%, SC 0,3%. Referendum,affluenza al 58%.”No” in vantaggio. Sale al 58% (+2%) l’ipotesi di affluenza alle urne, in vista del referendum costituzionale del 4 dicembre, mentre si riduce a un punto la forbice tra “Si'” e “No”, a vantaggio di chi e’ contro la riforma voluta dal governo (39% a 38%. Una settimana fa la situazione era 40% a 37% per il “No”). Gli elettori del Pd rimangono fortemente propensi a votare “Si'” (73%), quelli M5S e Lega Nord a votare “No” (69% e 60%). – ANDRA’ A VOTARE AL REFERENDUM COSTITUZIONALE? SI’ 58%, NO 30%, NON SA 12% COME VOTERA’ AL REFERENDUM COSTITUZIONALE? (tra chi andra’ a votare) SI’ 38%, NO 39%, NON SA 23% 23%

Il capo dello Stato Sergio Mattarella potrebbe essere l’ospite d’onore della partita di rugby tra Italia e Nuova Zelanda in programma il prossimo 12 novembre allo Stadio Olimpico di Roma. Ad invitarlo e’ stato il presidente del Coni, Giovanni Malago’, che parlando con i giornalisti ha svelato: “Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto una lista di tutti gli eventi che si svolgono a Roma perche’ vorrebbe manifestare la sua vicinanza al mondo dello sport. Io ho messo al primo posto la partita dell’Italia con gli All Blacks o una degli Azzurri all’Olimpico in occasione del prossimo Sei Nazioni”. In occasione della presentazione della partita si e’ tenuta presso il salone d’onore del Coni, Malago’ ha aggiunto: “Speriamo che il presidente trovi il tempo per venire e che possa esserci vicino, sarebbe un bellissimo segnale per il mondo dello sport”.

L’intesa tra il governo ed i sindacati sulla previdenza “apre una nuova fase nel rapporto tra la politica ed i corpi intermedi dopo anni di ‘disintermediazione’ e di ostracismo sulla concertazione”. Lo scrive sul Gazzettino il segretario della Cisl Annamaria Furlan. La sindacalista ricorda che “era dal lontano 2007 che non concordavamo un intervento cosi’ dettagliato e corposo sulla previdenza (con uno stanziamento di ben 6 miliardi in tre anni) per un sostegno concreto ai piu’ deboli della societa’”. E’ importante aver fatto passare il concetto, rileva, “che sulle questioni pensionistiche e del lavoro, il dialogo con il sindacato e’ un valore aggiunto”. Per Furlan, “si tratta di una svolta politica, ma soprattutto culturale, un segnale in controtendenza rispetto al clima di divisioni e di rissa persistente nel Paese”. Finalmente si torna ad utilizzare un  metodo di confronto e un linguaggio “che favoriscono la coesione sociale e la partecipazione. Si coglie, in particolare, la necessita’ di una condivisone sulle scelte sociali ed economiche, piu’ volte sollecitata dal Presidente della Repubblica, Mattarella”. Il risultato, secondo il segretario della Cisl e’ che alla fine “siamo riusciti a ripristinare un criterio di equita’ ed un patto di solidarieta’, cancellando anche alcune iniquita’ assurde della riforma Fornero: in primis il concetto che non tutti i lavori sono uguali, cosi’ come non tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori sono uguali”. Restano, comunque, delle questioni aperte. “Dobbiamo continuare sulla strada del dialogo con il governo – conclude – fronteggiando nelle prossime settimane con lo stesso spirito di co-responsabilita’ le grandi questioni aperte: come favorire la crescita con interventi fiscali che sostengano la domanda aggregata e gli investimenti produttivi; aumentare l’occupazione stabile dei giovani; rinnovare subito tutti i contratti aperti ma cambiando anche il sistema e le relazioni industriali in modo da alzare sia la produttivita’ sia i salari; far partecipare i lavoratori ai processi di trasformazione, di innovazione e di qualita’ nelle aziende e nella pubblica amministrazione”.

Il Consiglio superiore della magistratura svolge un ruolo “difficile, spesso poco compreso”. Ma si tratta di una “funzione fondamentale della nostra democrazia costituzionale”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, presiedendo la seduta straordinaria di Plenum del Csm sulla riforma del Regolamento interno. “Nel vostro operato – ha continuato il capo dello Stato – quindi, e’ necessario sempre che gli obiettivi della funzionalita’ e della qualita’ della giurisdizione siano sempre al centro delle scelte di amministrazione. A questi obiettivi e’ finalizzato ogni strumento del Consiglio e tra questi il nuovo regolamento. Perche’ l’obiettivo, naturalmente, e’ sempre tutelare al meglio l’autonomia e l’indipendenza della magistratura”. La riforma del Regolamento interno è stata approvata a Palazzo dei Marescialli con 18 voti a favore, 7 astenuti e nessun contrario. “Desidero esprimere apprezzamento per il modo in cui il Consiglio superiore della magistratura ha inteso dare impulso al processo di riforma degli strumenti di normazione secondaria – ha detto il Presidente Mattarella – In questa direzione, la modifica del regolamento interno e’ un risultato particolarmente significativo di questa Consiliatura”. Il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, dopo l’approvazione da parte del plenum del Csm, in seduta straordinaria, del nuovo regolamento interno ha commentato: “Innanzitutto riscriviamo in modo sistematico, organico e completo la fonte delle regole di funzionamento del Consiglio Superiore della magistratura, le finalità sono quelle della trasparenza, leggibilità, conoscibilità degli atti del Consiglio, dell’efficienza e della collegialità”.

“Pertini aveva sempre in mente i giovani. Erano oggetto della sua cura costante. Non c’è sincero impegno politico, non c’è funzione istituzionale, non c’è interpretazione della storia che non ci porti a pensare il domani. Il nostro domani sono loro, i giovani. Il testimone che passa dalla nostre mani tende a portare alla costruzione di un domani migliore. Il Presidente Pertini si è servito del suo ruolo di presidente anche per svolgere una funzione educativa, maieutica. E’ sempre stata parte della sua idea nobile di politica”. Queste le parole con cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato la figura di Sandro Pertini, alla fortezza del Priamar di Savona, in occasione delle celebrazioni per il 120esimo anniversario dalla sua nascita. “Le istituzioni servono anche a questo: a trasmettere nel tempo i valori, le testimonianze, le conquiste delle generazioni che ci hanno lasciato il mondo in eredità. Anche per questo sentiamo di dire grazie al Presidente Pertini”, ha concluso Mattarella.