Mattarella

“Alla costruzione di Auschwitz non si arrivo’ per caso. Esso fu il frutto perverso ma del tutto coerente di teorie razziste e dell’antisemitismo”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella durante la cerimonia al Quirinale per la celebrazione del Giorno della Memoria. “Questi fenomeni erano gia’ tristemente presenti nella storia d’Europa – ha detto il capo dello Stato – ma mai, prima dell’avvento di Hitler al potere, avevano assunto dimensioni cosi’ vaste e drammatiche”. Ed ha continuato: “La giornata della Memoria, allora, non ci impone soltanto di ricordare, doverosamente, le tante vittime innocenti di una stagione lugubre e nefasta . Ma impegna a contrastare, oggi, ogni seme e ogni accenno di derive che ne provochino l’oblio o addirittura ne facciano temere la ripetizione. Auschwitz, oggi, e’ diventato un monumento contro l’orrore nazista. Ma e’, e deve essere, anche la testimonianza, presente e consapevole, di quali sciagure sia capace di compiere l’uomo quando abbandona la strada della convivenza e della solidarieta’ e imbocca la strada dell’odio”. Il presidente ha voluto ricordare anche i soldati italiani. “Nel Giorno della Memoria ricordiamo anche i 650.000 militari italiani deportati nei campi tedeschi, perche’ dopo l’8 settembre si rifiutarono di servire Hitler”.

“Italia e Grecia hanno una visione comune dei problemi della comunita’ internazionale e la vicinanza fa emergere comuni interessi strategici. Siamo legati dall’essere partner dell’Ue, ma abbiamo anche la stessa visione per il presente e il futuro. Siamo convinti che l’Ue debba dare primaria importanza alla crescita e all’occupazione e occuparsi delle prospettive dei giovani dei nostri paesi”. Cosi’ il presidente della repubblica Sergio Mattarella, parlando con il presidente della Repubblica Greca, Prokopis Pavlopoulos, nel corso di un incontro, trasmesso in diretta tv.

“Il numero dei ‘migranti minorenni, vulnerabili e senza voce’, giunti nelle nostre regioni, è in crescita, così come è in aumento il numero dei bambini che approda in Italia senza i genitori. Si tratta di una realtà che interroga le coscienze di ciascuno e l’intera società”. Lo ha scritto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in un messaggio rivolto al direttore generale della Fondazione Migrantes, monsignor Gian Carlo Perego, nella Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. “In discussione sono, infatti, valori fondanti della civiltà perché nei diritti e nelle opportunità dei più giovani si specchia il grado di umanità, di libertà, di coesione dell’intera comunità”, ha sottolineato il capo dello Stato. “L’integrazione degli immigrati, a partire proprio dai più giovani, che ci guardano con maggiore speranza – ha proseguito Mattarella – costituisce una opportunità per loro e per noi, e questa può produrre i risultati migliori se c’è rispetto della legalità e se l’Unione Europea diventa capace di corresponsabilità nel programmare le politiche e nel suddividere impegni e oneri”.

“La distruzione della targa commemorativa sul Lungotevere Arnaldo da Brescia a Roma in onore di Giacomo Matteotti e’ l’ultimo, in ordine cronologico, segnale inquietante sui rigurgiti fascisti in ripresa anche nel nostro Paese e dimostra ancora una volta quanto sia rischioso abbassare la guardia sul tema dell’antifascismo. La memoria di Giacomo Matteotti va tutelata, valorizzata e rinvigorita dalla politica con la “P” maiuscola con atti concreti”. E’ quanto afferma in una nota il professor Angelo Guido Sabatini, presidente della Fondazione Giacomo Matteotti Onlus. “Per questo – aggiunge – sulla scia dell’onda emotiva generata dal vile e vandalico atto compiuto a Roma, ci rivolgiamo direttamente al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale in una delle sue prime interviste pubbliche appena nominato Presidente di tutti gli italiani, rivolse proprio a Matteotti un suo autorevole pensiero. Ci rivolgiamo a lui affinche’ la Fondazione Matteotti, che tra le tante iniziative e intenti di commemorazione e’ l’unico e costante strumento di divulgazione esistente nel tramandare alle future generazioni la figura di Matteotti, ottenga il conforto e l’aiuto delle autorita’ istituzionali nel proseguire l’opera di diffusione del messaggio del martire antifascista. E tutto cio’ affinche’ il ricordo, l’esempio e il sacrificio del leader socialista, barbaramente assassinato il 10 giugno del 1924, continuino ad essere tenuti vivi, oggi e nel futuro”. “Del resto – conclude – la Fondazione Matteotti da anni ha indirizzato la propria attivita’ di formazione di una coscienza  civile e democratica verso le istituzioni scolastiche, luogo e fucina di promozione di virtu’ pubbliche”.

Le elezioni anticipate “in casi particolari” sono la “via maestra” anche se si tratta di “una scelta molto seria”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un passaggio del suo discorso tradizionale di fine anno. Il capo dello Stato, riferendosi anche a richieste ricevute dalla politica e dai cittadini sulle elezioni anticipate dopo l’esito del referendum, ha spiegato: “Occorrono prima regole chiare” perche’ “gli elettori possano esprimere, con efficacia, la loro volonta’”. Ha aggiunto Mattarella: “Oggi queste regole non ci sono. Senza leggi elettorali omogenee per Camera e Senato rimane troppo alto il “rischio di ingovernabilita’”. Il discorso di fine anno di Mattarella ha messo in luce i problemi da affrontare come la mancanza di lavoro, la disoccupazione e lo smarrimento dei giovani, la distanza tra Nord e Sud, l’odio “come strumento politico”. Bisogna “ascoltare” le persone, ha dichiarato più volte il presidente, “saper ascoltare le ansie della gente”, le “critiche” di chi la pensa diversamente. E sull’immigrazione e la sicurezza ha detto: “L’equazione immigrato uguale terrorista e’ ingiusta e inaccettabile, ma devono essere posti in essere tutti gli sforzi e le misure di sicurezza per impedire che, nel nostro Paese, si radichino presenze minacciose o predicatori di morte”.

Il presidente russo Vladimir Putin ha inviato gli auguri di Capodanno al Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e ha ribadito l’invito a visitare la Russia per discutere le questioni attuali delle relazioni bilaterali. Lo riferisce l’ufficio stampa del Cremlino. “Rivolgendosi al Presidente Mattarella, Putin ha sottolineato che la Russia e l’Italia nell’anno che sta finendo sono riusciti a mantenere un dialogo bilaterale costruttivo e hanno collaborato negli affari regionali e internazionali nonostante i tempi difficili per l’Europa e per il mondo”. Putin ha confermato l’invito per il presidente italiano a visitare la Russia “per una discussione approfondita sui temi bilaterali di attualita’ all’ordine del giorno e sulle questioni chiave della politica globale”.

La dialettica politica “rappresenta un ingrediente indispensabile nella vita sociale e nella democrazia” ma chi, “suscita e diffonde sentimenti di inimicizia o, addirittura, di odio agisce contro la comunità nazionale; e si illude di poterne orientare la direzione. L’odio che penetra in una società la pervade e si rivolge in tutte le direzioni, verso tutti e verso ciascuno”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento al Quirinale nel corso dello scambio di auguri con le alte cariche dello Stato. “Viviamo in un periodo di grandi cambiamenti del mondo, dei suoi equilibri, delle relazioni internazionali, dei rapporti politici ed economici. L’Italia, nel prossimo anno, ha l’occasione di svolgere, a questo riguardo, un ruolo incisivo e di rilievo”.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto alla Conferenza internazionale sulle sfide della legalita’ e sicurezza in America Latina. Nel suo intervento il capo dello Stato ha detto che “Il tema della sicurezza costituisce una delle condizioni essenziali per la coesione sociale di ogni comunita’ che voglia vivere in pace e libera da ogni oppressione”. Ai lavori hanno partecipato anche il ministro degli Esteri Angelino Alfano e il presidente della Repubblica di Colombia, Juan Manuel Santos Calderon.
“Le minacce alla legalita’ – tanto quelle tradizionali quanto quelle, persino piu’ insidiose, consentite dall’utilizzo spregiudicato delle nuove tecnologie – travalicano sistematicamente i confini nazionali, si aggrappano alle contraddizioni del sistema di cooperazione giudiziaria internazionale, proliferano tra fragilita’ legislative e giurisdizionali e sulle stesse irresolutezze delle autorita’, approfittano cinicamente della poverta’, dell’arretratezza, dell’esclusione sociale e dell’ignoranza – ha dichiarato Mattarella – Le convenzioni internazionali, le Corti internazionali, le diverse forme di cooperazione tra le autorita’ giudiziarie e di polizia, sono strumenti che si sono rivelati efficaci”. Mattarella ha poi espresso la sua “grande soddisfazione per la firma di tre importanti accordi di cooperazione giudiziaria con la Colombia”, accordi che si aggiungono “alla vasta rete di analoghi strumenti in vigore con molti dei Paesi qui rappresentati”, rete che “ci auguriamo – ha detto il presidente della Repubblica – potrà essere ulteriormente ampliata per affrontare le numerose e impegnative sfide alla legalità che presentano caratteri transnazionali”.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha convocato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni al Quirinale per le 12.30 per l’incarico per la formazione del nuovo governo. Ieri sera Mattarella ha concluso le consultazioni sulla crisi con i gruppi parlamentari. In tarda serata il premier dimissionario Matteo Renzi ha confermato la propria indisponibilità a restare dopo la vittoria del no al referendum costituzionale ed ha fatto ritorno nella propria abitazione a Pontassieve. “Torno semplice cittadino. Non ho paracadute. – ha scritto Renzi su Facebook – Non ho un seggio parlamentare, non ho uno stipendio, non ho un vitalizio, non ho l’immunita’. Riparto da capo, come e’ giusto che sia. La politica per me e’ servire il Paese, non servirsene”.

“La corruzione, male che inquina le fondamenta del vivere civile, va avversata senza equivoci o timidezze”. Lo ha dichiarato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarellla, in occasione della Giornata Internazionale Contro la Corruzione. “Combattere la corruzione e’ un impegno di sistema, di tutte le istituzioni pubbliche e, al contempo, e’ compito che appartiene a ciascun individuo, alle organizzazioni economiche e sociali. La legalita’ e la trasparenza propri dello stato democratico sono profondamente feriti da condotte di abuso e arricchimento indebito che inquinano i meccanismi di accesso alle opportunita’ e di distribuzione delle risorse dettati dalla legge, realizzando condizioni di opacita’ e di ineguaglianza che, in ultima analisi, provocano profonda sifiducia da parte dei cittadini nelle regole della comunita’ e nella politica. La diffusione della corruzione rappresenta un fattore di rallentamento dello sviluppo economico – vieppiu’ pericoloso in una fase di generale crisi sociale come quella attuale – e genera sfiducia negli investitori internazionali. Le istituzioni, la magistratura, le forze dell’ordine – ha aggiunto Mattarella – sono impegnate nella prevenzione e nel contrasto del crimine: il loro lavoro e i loro successi costituiscono un servizio prezioso al nostro Paese. Un’opera fruttuosa proprio perche’ si realizza con il contributo delle forze vive della societa’. Occorre una grande alleanza per sviluppare ulteriormente gli anticorpi necessari per sconfiggere la corruzione. Si tratta di un impegno che deve coinvolgere l’intera comunita’. Perche’ gli anticorpi – che in Italia esistono, e non dovunque e’ cosi’ – sono piu’ efficaci quando sono presenti in tutti gli strati della societa’, dalla scuola al mondo economico, dai corpi intermedi alle istituzioni locali. L’integrita’, la responsabilita’, e la professionalita’ di ciascun individuo, sono le qualita’ sulle quali si costruisce quotidianamente e silenziosamente una societa’ sana e coesa, che – pur se, talvolta, in contesti ambientali difficili – ha in se le risorse per sconfiggere la corruzione”.