Mattarella

La Tunisia ha intrapreso “un convinto e coraggioso cammino per portare a compimento la transizione democratica e porre a fondamento della sua vita istituzionale lo stato di diritto, la tutela delle liberta’ individuali e una costruttiva dialettica politica”. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio alla Fondazione Craxi, che ha organizzato a Roma un convegno sulla ‘Tunisia speranza nel Mediterraneo’. “Questo processo – prosegue Mattarella – caratterizzato da partecipazione popolare e dal netto rifiuto a ogni forma di violenza, costituisce un esempio virtuoso per tutta la regione. E’ importante, oggi piu’ che mai, che la comunita’ internazionale sia al fianco della Tunisia a cordiale sostegno del suo ruolo di baluardo della stabilita’ e pacificazione nel Mediterraneo. Si tratta di un ruolo che da sempre l’Italia apprezza e che valorizza un rapporto bilaterale fondato sulla sincera amicizia tra i due Paesi e la comune ambizione a costruire societa’ piu’ libere, piu’ prospere e piu’ ricche di opportunita’ per le giovani generazioni. L’attenzione al consolidamento delle istituzioni democratiche tunisine – continua Mattarella – non deve affievolirsi e va salutato positivamente l’appello firmato da diverse personalita’ internazionali a favore della transizione democratica”.

“Il nostro orizzonte non può essere quello della svalutazione del lavoro: su quel terreno saremmo perdenti”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso al Quirinale per la festa del Primo Maggio. “L’orizzonte è un lavoro di qualità, tecnologicamente evoluto – ha aggiunto – capace di offrire ricadute di benessere nella vita della società”.
Per il capo dello Stato “è indispensabile che le istituzioni riescano a governare i processi ed evitino conseguenze in termini di riduzione del lavoro, di compressione dei salari e, dunque, di ulteriori diseguaglianze”. Ha aggiunto Mattarella: “E’ opportuno che la costruzione di adeguate strategie pubbliche coinvolga forze politiche e sociali, rappresentanze dell’impresa e del lavoro”. Il presidente della Repubblica ha dedicato una parte dell’intervento al caporalato, osservando che il fenomeno “di cui sono vittime tanti lavoratori, italiani e immigrati, può essere sconfitto consolidando un meccanismo virtuoso nella filiera agroalimentare, in grado di evitare lo sfrenato ribasso dei prezzi dei prodotti”.

Ricordare la Resistenza con una partecipazione convinta, senza odio né rancore. È il messaggio che ha lanciato ieri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dal teatro comunale di Carpi, dove ha celebrato il 25 aprile e ricordato le storie di tante famiglie italiane che hanno combattuto per l’Italia libera. Un lungo applauso ha accolto anche il capo dello Stato quando ha ricordato la Brigata ebraica, che ha lottato per la Liberazione al fianco dei partigiani. “Vi furono uomini liberi che sbarcarono nell’Italia occupata e versarono il loro sangue anche per la nostra libertà – ha detto Mattarella – A questi caduti rivolgiamo un pensiero riconoscente. Tra questi non possiamo dimenticare i 5000 volontari della Brigata ebraica, italiani e non, giunti dalla Palestina per combattere con il loro vessillo in Toscana e in Emilia-Romagna”.
Le parole di Mattarella a molti sono sembrate anche un tentativo di sanare le divisioni tra l’Associazione nazionale partigiani e la Comunità ebraica che anche quest’anno a Roma sono state al centro delle celebrazioni. Nella Capitale, come era stato anticipato, Anpi e Comunità ebraica hanno celebrato la Festa di Liberazione in due manifestazioni separate. La Comunità ebraica, come accaduto lo scorso anno, non ha partecipato al corteo dell’Anpi e ha organizzato un suo evento perché contraria alla presenza di associazioni e militanti filo palestinesi alla manifestazione degli ex partigiani. “L’ausilio per il prossimo anno è di tornare a manifestare tutti assieme – ha detto la presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello – celebrando gli stessi valori che tengono unito il nostro Paese”.

“I vari livelli politici-amministrativi devono essere fedeli ai propri doveri e, impermeabili alle infiltrazioni e alle pressioni mafiose”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Locri, nel suo intervento in occasione dell’incontro con i familiari delle vittime delle mafie. Il Presidente ha sottolineato come sia necessario prosciugare anche l’humus che favorisce la crescita delle mafie, tra i quali la corruzione, favoritismi, la mancanza di lavoro.

“Tutta l’Italia vi deve solidarieta’ per il vostro dolore, rispetto per la vostra dignita’, riconoscenza per la vostra compostezza, sostegno per la vostra richiesta di verita’ e giustizia”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ai familiari delle vittime innocenti di mafia che ha incontrato a Locri per la giornata della Memoria di Libera. “Per questo – ha continuato – desidero dirvi che le vostre ferite sono inferte al corpo di tutta la nostra societa’, di tutta l’Italia”. Ed ha aggiunto: “Il ricordo dei vostri morti, martiri della mafia rappresenta la base sulla quale costruiamo, giorno dopo giorno, una societa’ piu’ giusta, solidale, integra, pacifica. Partecipando, oggi qui a Locri o altrove, in altre manifestazioni per la legalita’ e contro la mafia, date una testimonianza morale e civile di come la violenza, la sofferenza, la morte e la paura non possono piegare il desiderio di giustizia e di riscatto”. Il capo dello Stato ha citato Giovanni Falcone, magistrato ucciso dalla mafia. “Come diceva Giovanni Falcone, ha detto, “la lotta alla mafia non puo’ fermarsi a una sola stanza, la lotta alla mafia deve coinvolgere l’intero palazzo. All’opera del muratore deve affiancarsi quella dell’ingegnere'”. Ed ha aggiunto: “La repressione dell’illegalita’ – e’ inseparabile dalla resistenza civile. La lotta al fenomeno mafioso non avrebbe potuto raggiungere livelli cosi’ alti senza una profonda consapevolezza dei nostri concittadini, senza un forte cambio di mentalita’, senza la promozione di una nuova cultura della legalita’”.

“Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel 39° anniversario del rapimento di Aldo Moro, ha disposto la deposizione di una corona di fiori in via Mario Fani dove le Brigate rosse sequestrarono l’allora presidente della Democrazia cristiana uccidendo cinque agenti della sua scorta”. Lo rende noto il Quirinale. In via Fani il 16 marzo 1978 persero la vita 3 poliziotti e 2 carabinieri uccisi dal commando Br che sequestrò Aldo Moro. Il cadavere dello statista dopo 55 giorni verrà fatto ritrovare nel bagagliaio di un’auto.

#SiamoHandicappatiNoCretini. Con questo hashtag si firmano i disabili gravissimi siciliani che hanno postato su YouTube un video messaggio al presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiedendo un aiuto. I primi ad apparire in video sono i fratelli Gianluca e Alessio Pellegrino, tetraplegici, che partecipando alla trasmissione Le Iene hanno portato alle dimissioni dell’assessore regionale alla Famiglia Gianlcuca Micciche’ che non li aveva ricevuti nonostante loro avessero atteso un giorno intero in assessorato. Dopo i Pellegrino appaiono numerosi genitori di bimbi e giovani disabili che raccontano in pochi secondi le loro terribili esperienze di “solitudine e abbandono”. “Ci rifiutiamo di vivere in un Paese che non riesce a essere all’altezza delle leggi che ha creato” dicono due genitori e ancora “la nostra Sicilia ci sta tradendo” e “Se siamo una priorita’ ce lo dimostri scuota le coscienze”. L’appello si conclude con la richiesta di “aiuto” da parte di tutti i partecipanti al video.

“Promuovere e difendere le donne, i loro diritti, la loro tutela, il loro lavoro, il loro inserimento nei processi decisionali, significa aprire concretamente prospettive di pace”. Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella, parlando al Quirinale in occasione della Giornata internazionale della donna. Il capo dello Stato ha anche sottolineato quanto sia ancora bassa la partecipazione delle donne in politica e nelle organizzazioni internazionali. “Le donne costituiscono un serbatoio di saggezza, di generosita’, di attitudine a smussare conflitti e respingere la violenza. Anche per questo dobbiamo impegnarci di piu’ per promuovere il lavoro e la partecipazione femminile, in tutti i settori”. “Dobbiamo garantire alle donne- aggiunge il capo dello Stato- la piena compatibilita’ tra la cura della famiglia, che e’ una funzione essenziale per lo sviluppo ordinato di un Paese, e l’attivita’ professionale. Abbiamo l’obbligo, ma anche un reale interesse, a rimuovere tutti gli ostacoli di natura economica, sociale e, purtroppo, di abito mentale che ancora impediscono a tante donne di raggiungere livelli apicali e parita’ di retribuzioni”. Per Mattarella, “e’ ormai acquisito- ma e’ sempre stato evidente- che il lavoro femminile, la crescita democratica, l’educazione dei figli, sono fattori decisivi non solo per la tenuta sociale di una societa’ ma anche per il suo sviluppo economico”.

Da parte della Cina c’e’ “una forte e solida fiducia politica” nei confronti dell’Italia. Lo ha assicurato il primo ministro cinese Li Keqiang nel corso di un colloquio oggi a Pechino con il presidente Sergio Mattarella. Il premier ha anche sottolineato di avere apprezzato molto la visita di Mattarella, “politico di lunga esperienza e che dedica molta attenzione allo sviluppo delle relazioni con la Cina”. Il primo ministro si e’ detto convinto che questa visita di stato portera’ “nuove energie” ai rapporti bilaterali.

Da domani a domenica 26 febbraio Sergio Mattarella sarà in Cina. Il viaggio toccherà Pechino, Shanghai, Chongqing e Xi’an, queste ultime due città mai visitate da un presidente della Repubblica. Dal Quirinale spiegano che si tratta di una visita di Stato che metterà al centro dei colloqui gli scambi commerciali, le relazioni con la nuova presidenza Usa, il prossimo G7 di Taormina, gli effetti della Brexit e le difficoltà che affronta l’Unione europea. Mattarella sarà accompagnato in Cina dal ministro degli Affari esteri, Angelino Alfano, da quello delle Infrastrutture, Graziano Delrio, e dal sottosegretario allo Sviluppo economico, Ivan Scalfarotto. Mattarella arriverà a Pechino martedì e incontrerà i rappresentanti della collettività italiana. Da mercoledì inizieranno gli incontri con i vertici di Stato e le visite di relazione culturale.