Mattarella

“In occasione dei quattro anni dal rapimento di padre Paolo Dall’Oglio in Siria desidero far giungere la mia vicinanza e la solidarietà ai suoi familiari, così provati da una lunga e dolorosa attesa. Esprimo l’auspicio che il tempo non attenui la volontà di cercare la verità sulla sorte del padre gesuita, simbolo del dialogo tra religioni”. Lo ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dei quattro anni dal rapimento di padre Paolo Dall’Oglio in Siria. (Immagine:Corriereweb)

“Auspico un confronto elettorale svolto su programmi e proposte seriamente approfondite, un confronto politico caratterizzato da rissosita’ e slogan illusori allontana gli elettori e impoverirebbe il confronto politico. La politica non si esaurisca nella propaganda”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio al Presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron in occasione della Festa Nazionale. “La storica amicizia tra Francia e Italia costituisce uno dei pilastri indispensabili per costruire una rinnovata solidarieta’ europea di fronte alle gravi sfide poste dai fenomeni migratori e dalle attese di sicurezza dei nostri concittadini”, ha sottolineato. “Si tratta di un’esigenza che avvertiamo oggi, nel primo anniversario del terribile attentato di Nizza, in maniera particolarmente acuta e attuale”.
Ha proseguito il capo dello Stato: “I nostri due Paesi, uniti da una comune cultura fondata sul rispetto della dignita’ della persona e dei suoi inalienabili diritti, sapranno imprimere nuovo slancio al progetto comunitario, rendendo l’Unione Europea piu’ coesa, piu’ sicura e piu’ solidale. Solo cosi’ essa potra’ affermarsi pienamente con i suoi valori sullo scenario internazionale e offrire alle nuove generazioni le opportunita’ che meritano. Con questi sentimenti le rinnovo i miei piu’ fervidi auguri di benessere e prosperita’ per la sua persona e per l’amico popolo francese”.

La grande amicizia tra Italia e Canada, una visita alla numerosa comunita’ italiana nel paese nordamericano, nonche’ una vicinanza politica, sottolineata anche dal passaggio di presidenza del G7 da Roma a Ottawa. Questi i temi centrali della visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in Canada, che prende il via oggi e si concludera’ il primo luglio. Canada e Italia godono di eccellenti relazioni bilaterali basate su stretti legami commerciali, politici e culturali e sono paese simili nel loro approccio alle principali questioni globali e regionali, nonche’ partner in una serie di istituzioni multilaterali come l’Onu, G7, G20, Ocse e Nato. La grande comunita’ italo-canadese (1,5 milioni di persone hanno origini italiane) in Canada e’ impegnata in tutti gli aspetti – culturali, sociali, economici e politici – delle relazioni bilaterali.

“L’Alto Adige come heimat di un insieme di diversita’ culturali puo’ essere emblema dell’ideale europeo”. Così a Merano il governatore altoatesino Arno Kompatscher, alla presenza dei presidenti della Repubblica di Italia ed Austria Sergio Mattarella e Alexander Van Der Bellen, in occasione della cerimonia per i 25 anni dal rilascio della quietanza liberatoria. “Qui nel Kursaal di Merano, celebriamo i 25 anni dal rilascio della quietanza liberatoria. Poterlo fare alla presenza dei capi di stato dei paesi firmatari dell’Accordo di Parigi e’ un grande onore e un’attestazione dell’importanza di questo evento”, ha detto Kompatscher. L’11 giugno del 1992 il ministro degli esteri austriaco, Alois Mock consegnava all’ambasciatore italiano a Vienna, Alessandro Quaroni, la nota che chiudeva la vertenza fra Italia e Austria sulla questione altoatesina. Il 19 giugno di quell’anno la quietanza liberatoria fu consegnata alle Nazioni Unite per il via libera definitivo. Kompatscher ha ricordato “il lungo e faticoso percorso dell’autonomia altoatesina”, ma anche i successi che hanno portato l’Alto Adige a trasformarsi da “povera regione alpina a terra di benessere” e a “contribuente netto per l’Italia”. Il presidente Mattarella ha dichiarato: “Lo Statuto dell’Autonomia” dell’Alto Adige-Sud Tirol rappresenta “un autentico modello di civiltà” per la cui “difesa e valorizzazione” va profuso “l’impegno di tutte le istituzioni. E ha aggiunto: “Oggi celebriamo la capacita’ di due Paesi di superare le divisioni”. Per Mattarella: “Il Brennero e’ per italiani e austriaci emblema di vicinanza e di libera circolazione”.

Nell’ambito della celebrazione della Giornata della Marina al Porto Storico di Civitavecchia, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sale oggi a bordo di Nave Italia, il brigantino più grande al mondo che la Fondazione Tender To Nave Italia Onlus mette a disposizione per lo sviluppo della cultura del mare e della navigazione come strumenti di educazione, formazione, riabilitazione, inclusione sociale e terapia. Fondazione Tender To Nave Italia è una onlus costituita nel 2007 dalla Marina Militare e dallo Yacht Club Italiano che quest’anno festeggia il decimo anno di attività. Con Mattarella saliranno a bordo di Nave Italia il presidente della Camera Laura Boldrini e il ministro della Difesa Roberta Pinotti, il capo di Stato Maggiore della Difesa generale Claudio Graziano, il capo di Stato Maggiore MM ammiraglio di Squadra Valter Girardelli, il comandante in Capo Marina Nord ammiraglio di Divisione Giorgio Lazio, i capi di Stato Maggiore di Forza Armata (Ca. SMA, Ca. SME, C.te Gen CC e Com. Gen. GdF), l’ammiraglio Sergio Biraghi, il presidente dello Yacht Club Italiano, Nicolò Reggio e il presidente della Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti.

“Piu’ passano i giorni ed emergono gli errori contenuti nella legge elettorale voluta da Pd, Fi e M5S. Dei veri e propri bug che rischiano di far saltare il sistema democratico, come l’ipotesi che il vincitore del collegio uninominale possa rimanere fuori dal Parlamento a beneficio dei capilista inseriti nella quota proporzionale. Questi bug si spiegano con la fretta imposta dai vertici renziani del Pd che, colti da ictus referendario, puntano a confezionare subito una legge per trascinare il Paese alle urne, sperando cosi di riprendersi la rivincita del 4 dicembre”. Lo afferma Laura Bianconi, capogruppo di Ap-Centristi per l’Europa al Senato. “Ma – prosegue – come si sa la fretta e’ cattiva consigliera. A questo punto la saggezza indurrebbe a consigliare maggiore prudenza ai renziani, ma sarebbe come ammonire Dracula sul non bere sangue. Ma un avvertimento voglio ugualmente lanciarlo e cioe’: attenzione al controllo di costituzionalita del presidente Mattarella a legge ultimata. La figuraccia di un rinvio alle Camere sarebbe in questo caso molto piu’ grave della sconfitta referendaria. E l’abbandono della politica, stavolta si, sarebbe una scelta obbligata”.

“Fa rabbrividire l’atteggiamento dell’ecumenico Mattarella, e’ stato addirittura oltraggioso quello della Boldrini, al passaggio degli uomini della Folgore durante la parata militare in occasione del 71° anniversario della nascita della Repubblica Italiana”. Lo affermano in una nota congiunta Francesco Storace, presidente del Movimento nazionale per la sovranità, e Giovancarmine Mancini, membro dell’ufficio politico del partito. “Il primo non applaude… la seconda, oltre a non applaudire, addirittura si lascia andare alla sua solita smorfietta di disprezzo sempre presente sul suo volto quando non si glorifica l’antifascismo e quando si combattono battaglie contro l’invasione dei clandestini – aggiungono – Winston Churchill si inchinò davanti ai leoni della Folgore. Loro, invece, ignorando la storia densa di tanti episodi eroici che hanno contraddistinto gli uomini della Folgore, hanno oltraggiato la memoria di chi, con quella divisa, ha immolato la propria vita per l’onore dell’Italia e offeso chi quella divisa l’ha indossata e i nostri meravigliosi giovani che, con orgoglio, oggi la indossano Così facendo hanno offeso l’Italia intera. La brigata Folgore è Italia. La migliore. Alla Folgore, ai suoi uomini e al suo Comandante vada la nostra solidarietà e la gratitudine di ogni patriota”.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto con il quale, su proposta del ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, sono stati nominati 25 Cavalieri del Lavoro. Ecco l’elenco completo degli insigniti: Giuseppe Ambrosi (Industria alimentare – Lombardia); Luigi Aquilini (Industria edilizia, costruzioni – Estero); Catia Bastioli (Industria chimica – Piemonte); Fabrizio Bernini (Industria robotica e automazione – Toscana); Stefano Borghi (Industria impiantistica – Emilia Romagna); Urbano Roberto Agostino Cairo (Industria comunicazioni – Lombardia); Laura Calissoni (Industria tessile – Lombardia); Marisa Carnaghi (Industria lavorazioni meccaniche – Lombardia); Francesco Casoli (Industria elettromeccanica – Marche); Maurizio Cimbali (Industria macchine per l’industria alimentare – Lombardia); Giuseppe Valentino Condorelli (Artigianato prodotti dolciari – Sicilia); Juan Bautista Cuneo Solari (Commercio grande distribuzione – Estero); Cesare De Michelis (Industria editoria -Veneto); Luigi De Rosa (Industria trasporti, logistica – Campania); Pietro Di Leo (Industria prodotti da forno – Basilicata); Nicola Di Sipio (Industria accessori per autoveicoli – Abruzzo); Michael Ebner (Industria editoria giornali – Trentino Alto Adige); Francesco Maldarizzi (Commercio automobili – Puglia); Federico Marchetti (Commercio elettronico, beni di lusso – Lombardia); Licia Mattioli (Artigianato gioielleria – Piemonte); Carlo Messina (Credito – Lombardia); Francesco Mutti (Industria conserve – Emilia Romagna); Massimo Perotti (Industria nautica – Liguria); Giuseppe Recchi (Industria infrastrutture, telecomunicazioni – Lazio); Marco Zigon (Industria elettromeccanica – Campania)

“Dopo la sconfitta del 4 dicembre, questa maggioranza non e’ legittimata a stravolgere una legge elettorale che era stata raccontata nella narrazione renziana come un modello che sarebbe stato copiato in tutto il mondo”. Lo dice il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, Fabio Rampelli. “Il Capo dello Stato e la Corte Costituzionale – spiega Rampelli – avevano dato delle indicazioni. In particolare la Consulta aveva giudicato incostituzionale il ballottaggio, il premio di maggioranza e aveva auspicato maggioranze omogenee tra Camera e Senato. Ogni altra proposta che non avesse un consenso ampio suonerebbe in due modi: un tentativo di scatenare il caos- secondo Rampelli- per allontanare le elezioni e impedire agli italiani di voltare pagina o un colpo di mano del tutto incompatibile con la ridicola consistenza politica che sostiene l’esecutivo Renziloni”.