Mdp

“E’ stata un’estate drammatica. Abbiamo assistito a un pezzo di penisola che ha bruciato continuamente. Ieri la Campania, col parco de Vesuvio: oggi l’Abruzzo con il parco della Majella. Interi ettari di territorio ormai sono inceneriti con conseguenze sull’ecosistema irrimediabili. Non ci stancheremo mai di chiedere un piano di cura del territorio e risorse vere per evitare la sparizione del patrimonio ambientale del nostro paese. E poi occorre la necessaria revisione di alcune delle leggi sbagliate che sono state fatte in questi anni. A partire da quell’accorpamento tra carabinieri e forestale che si e’ rivelato disastroso. E che oggi e’ sotto la lente di ingrandimento della Corte. Un consiglio a chi governa e alla Ministra Madia – che di bocciature da parte della Consulta ormai e’ esperta – : metta mano al decreto 177 del 2016 sulle competenze alla Forestale. Discutiamone in Parlamento senza tabu’, prima che sia troppo tardi. Quando le leggi sono sbagliate e’ dovere della politica cambiarle”. Lo dichiara in una nota il deputato di Mdp Arturo Scotto.

“Ascolti Luigi Di Maio e sembra di sentire Salvini. Cambia solo l’accento. E il fatto che le sue parole risultano ancor più gravi, visto che ricopre una carica istituzionale. Entrambi sono impegnati a contendersi un po’ di spazio elettorale cavalcando le paure delle persone. Senza nessun ripensamento dopo i fatti gravissimi di ieri a Piazza Indipendenza. Gratta gratta, quando si dice oltre la sinistra e la destra si finisce sempre a destra. E’ una regola ferrea della politica dalla notte dei tempi”: così in una nota il deputato di MDP Arturo Scotto.

“Ma Martina parla di lista unica del Pd con Pisapia, Alfano e Calenda, oppure intende veramente la ricostruzione di un campo largo del centrosinistra a partire dai contenuti?”. Lo afferma il deputato di Articolo Uno – Mdp Davide Zoggia. “Voucher, Jobs Act, cancellazione dell’Imu anche ai ricchi, bonus fiscali- prosegue Zoggia-, questi i nodi politici su cui si fonda il nostro dissenso, il resto sono specchietti per le allodole”. “La disoccupazione, la crescita e lo sviluppo, l’innovazione produttiva, l’equita’, la difesa dei nostri territori e il contrasto alla poverta’ sono i punti qualificanti di una proposta politica nuova di stampo progressista”. “Se si vuole parlare di questo bene. Il tempo delle formule politiche votate all’autosufficienza e’ finito. Sarebbe ora di capirlo alla svelta a meno che non si voglia consegnare l’Italia ai venti di destra che stanno tornando a soffiare con forza. E’ ora di fare chiarezza”, conclude.

Il nostro movimento, Articolo Uno-Mdp, non si sciogliera’, ma sara’ il principale promotore di una lista unitaria composta da candidati scelti con processo democratico e consultazione popolare. Dopo il voto che consolidera’ la fondazione e la costituente della nuova forza, abbiamo il dovere di convocare un congresso per tesi: per me la sequenza e’ chiara”. Cosi’ il presidente della Regione Toscana e tra i fondatori di Mdp Enrico Rossi nella nuova edizione del libro “Rivoluzione socialista”. “Non sono uscito dal Pd per entrare in un nuovo indistinto e indefinito, ma – spiega Rossi – per costruire uno spazio di partecipazione e protagonismo per chi sino ad ora e’ stato escluso ed emarginato, sia nella politica sia nella societa’”.

“Il discrimine e’ stata l’assemblea del 19 febbraio. La minoranza chiedeva un Congresso ma soprattutto una discussione ampia all’interno del partito. Ma questo non era cio’ che voleva la maggioranza, che ambiva a una conta. Questa e’ la dimostrazione del cambiamento della natura del Pd. Un partito che non discute piu’ e’ un partito morto”. Lo ha detto ieri Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana e componente della commissione nazionale di Mdp-Articolo Uno, intervenendo alla festa del movimento politico a Marcignago (Pavia). “Mi ero candidato alla segretaria del Partito democratico per ricostruire un’area socialista – ha spiegato Rossi -. Un’area di minoranza ma a cui non e’ stata data la possibilita’ di discutere, confrontarsi. E lo dimostra l’assenza di discussione nel Congresso lampo che si e’ consumato, per incoronare un leader e non un’idea collettiva”. “Articolo Uno – ha aggiunto il governatore della Toscana – nasce come una forza a sinistra del Pd, alternativa. La sinistra trova unita’ sui contenuti, sui programmi”. Ed sul dialogo con il Pd ha dichiarato:” Col Pd bisogna dialogare, non e’ nostro nemico, ma bisogna essere consapevoli che partiamo da programmi molto diversi”.

Bisogna superare le polemiche sugli abbracci tra Giuliano Pisapia e Maria Elena Boschi e lavorare ad una “agenda radicalmente alternativa al Pd”, come deciso alla manifestazione del primo luglio. Lo dice Arturo Scoto, dopo aver partecipato questa mattina al coordinamento di Mdp: “Non ci interessa degli abbracci, ognuno abbraccia chi vuole”, premette. Quello che è emerso dalla riunione, spiega Scotto, è che la vicenda dell’abbraccio “non è oggetto di polemica. Noi pensiamo che occorra andare avanti sullo schema del primo luglio, che è molto semplice: primo, costruire un’agenda politica netta, radicalmente alternativa al Pd di Matteo Renzi; secondo, un processo democratico e popolare che accompagni la nascita di un nuovo soggetto che non deve avere barriere a sinistra. Di questo nelle prossime ore ci discuteremo con Pisapia”.

“Ci rivolgiamo prima al Pd poi a chi sta a sinistra del Pd in modo particolare a Civati e Possibile, a Sinistra italiana e anche a chi si è riunito nelle scorse settimane al Teatro Brancaccio. Rovesciamo la piramide, partiamo dall’agenda e vediamo chi ci sta, ma il nostro obiettivo non è un cartello elettorale per arrivare alle politiche e poi si sfascia tutto perché sarebbe poco credibile. L’obiettivo è una nuova, grande forza, e la scelta della direzione di oggi è che noi ci mettiamo al servizio di questo percorso per costrui una grande forza”. Così Roberto Speranza a margine della direzione nazionale di Articolo1-Mdp. “I tempi devono essere i più brevi possibili: prima serve un’agenda comune poi una specie di cabina di regia di chi vuole avviare questo percorso. Penso a un luogo vero in cui chi crede a questo progetto possa incontrarsi e condividere l’agenda. Parallelamente sui territori si deve fare lo stesso lavoro”, conclude.

“Stiamo attenti a costruire innanzitutto un programma, poi vediamo se sara’ Renzi, Pisapia, Prodi” il leader per le elezioni. Lo ha detto Enrico Rossi (Mdp), presidente della Regione Toscana, a proposito della costruzione di una coalizione di centrosinistra. “Mi pare che il palcoscenico del centrosinistra sia animato da tanti protagonisti, ma al centro deve esserci un programma, su pochi punti chiari che convincano gli italiani”, ha detto, intervistato da David Parenzo nel corso dell’assemblea annuale di Confindustria Firenze. In termini di sistemi elettorali, secondo Rossi “dovremmo trovare il modo per individuare un sistema stabile: il sistema dei sindaci puo’ essere uno, e un altro puo’ essere quello tedesco, pero’ con la sfiducia costruttiva”.

“Stiamo lavorando per creare un’alterativa. Il nostro e’ un impegno per ricostruire un centro sinistra per cambiare il Paese”. Così Massimo D’Alema a Foggia durante un incontro politico promosso dal Gruppo Parlamentare di Articolo Uno – Movimento Democratico e Progressista. “Il Paese ne ha bisogno – ha aggiunto D’Alema – perche’ il livello di disoccupazione, di disagio sociale, di difficolta’ del mezzogiorno e’ una condizione molto pesante. L’Italia ha bisogno di un cambiamento e l’attuale governo, l’attuale politica non e’ in grado di garantire il cambiamento di cui il Paese necessita e non vedo in campo alternative credibili. Il rischio e’ di andare alle elezioni avendo da un parte Grillo e Salvini e dall’altra Renzi e Berlusconi. Noi vorremmo proporre agli italiani qualcosa di diverso rispetto a queste opzioni che sono negative”.

Mps ad oggi “ha bruciato circa 20 miliardi di capitale azionario”: “La politica, quella del potere, delle nomine e del credito facile, e’ stato ed e’ un male da estirpare. Ma la politica che si preoccupa del destino di un’azienda e soprattutto di decine di migliaia di lavoratori non puo’ e non deve rimanere “muta”. Per troppo tempo una, ormai sedicente, sinistra, rimasta senza parole, ha osservato silente l’aumento delle diseguaglianze determinate anche da operazioni di macelleria sociale. E’ venuto il momento di dire basta e di cambiare rotta, mettendosi dal lato degli ultimi e non dei vincenti e dei poteri economici e finanziari”. Lo afferma in una nota il deputato di Mdp Davide Zoggia. “Peraltro, mentre altri Paesi europei salvavano le loro banche a suon di miliardi di euro dei contribuenti, l’Italia si e’ girata dall’altra parte negando i problemi e accettando ciecamente regole che chiudevano la possibilita’ di interventi del genere e introducevano per il futuro pesanti penalizzazioni, cosa che oggi ci mette in una condizione di subordinazione piena nel contesto europeo rispetto alla questione MPS e soprattutto al destino dei suoi lavoratori. Lavoratori che hanno gia’ pagato, che sono stati gli unici a pagare per una crisi divenuta ormai insopportabile e che, se si concludesse con operazioni di esuberi per migliaia di unita’ – come si legge nella girandola delle indiscrezioni giornalistiche – rischierebbe di distruggere l’azienda stessa. Una banca come MPS, delle sue dimensioni, non puo’ sperare di poter competere sul mercato senza la sua forte ed efficiente rete commerciale, vicina ai risparmiatori”. “Chiediamo che, nella specifica vicenda MPS, prevalga un’Europa sociale, che metta al primo posto anche il lavoro e non soltanto il valore del capitale. Capitale e lavoro devono trovare un nuovo equilibrio nell’Europa che dobbiamo ancora costruire. Lo Stato italiano, infine, chiamato alla ricapitalizzazione pubblica precauzionale, vigili attentamente su questi passaggi, non subisca ne’ la logica puramente finanziaria della remunerazione del capitale a breve termine, ne’ quella di un pezzo di Europa sempre piu’ lontana dai valori del lavoro”, conclude.