Paolo Romani

“Caro Presidente, grazie alle tue originali intuizioni e alla tua instancabile attivita’ e al tuo lavoro quotidiano, ci proiettiamo in una nuova stagione politica che sara’ foriera di successi”. Lo scrive il presidente dei senatori di Forza Italia, Paolo Romani, in un messaggio al presidente Silvio Berlusconi. “Serviranno al Paese, impoverito dopo lunghi anni di governi non voluti dai cittadini, e al centrodestra, nuovamente unito come ci chiedono gli italiani, per sconfiggere la sinistra e le forze dell’avventurismo. Con sentimenti sinceri e affettuosi, ti invio, anche a nome dei colleghi senatori di Forza Italia, i piu’ fervidi auguri, nella felice ricorrenza del tuo compleanno. Lo sai, presidente, che ti aspettiamo e gli italiani avranno presto l’occasione per concretizzare questo nostro augurio”, aggiunge.

Sulla crisi coreana serve dialogo, “la linea giusta è quella della Russia”, “bombardare Pyiongyang non credo sia la soluzione. Cinesi e russi consigliano agli americani di aprire un negoziato e mi sembra la strada più saggia. Negli anni Novanta la trattativa dei ‘Sei passi’ aveva portato dei buoni risultati”. E’ quanto afferma il presidente dei senatori di Forza Italia, Paolo Romani, in una intervista a Libero. “Bisogna conoscere la storia della Corea per interpretare la politica aggressiva di Kim Jon-Un – sottolinea Romani -. I coreani hanno un termine, Juche, che vuol dire ‘equilibrio’, e racconta bene la loro ideologia. Che è un po’ comunista, un po’ confuciana, un po’ nazionalista. Chiunque pregiudichi l’unità e l’indipendenza della penisola è visto come un nemico”.

“Forza Italia non fornirà alcun sostegno alla maggioranza” sul voto alla nota di aggiornamento del Def. Lo ha detto il presidente dei senatori azzurri, Paolo Romani, intervistato dal Sole 24 Ore. La necessità di avere la maggioranza assoluta di 161 voti è questione che “riguarda il governo e i partiti che lo sostengono”, ha aggiunto. “La nostra – ha spiegato Romani – è sempre stata e sarà la linea della responsabilità. Ma è evidente che provvedimenti come il Def o la manovra sono i cardini dell’azione di governo e della maggioranza, che peraltro ha i numeri, visto che oscilla tra 159 e 161 e in ogni caso con i ‘flussi migratori’ che abbiamo visto al Senato non credo sarà difficile raggiungerla”, ha concluso.

“Forza Italia ribadisce la posizione espressa in tutte le opportune sedi parlamentari: si faccia al piu’ presto una legge che funzioni e che sia applicabile a tutela degli organi dei crimini in famiglia”. Lo ha sottolineato Paolo Romani, presidente dei senatori di Fi, aggiungendo che “Forza Italia e’ indiscutibilmente a favore del rapido varo di un provvedimento che tuteli gli orfani dei crimini domestici: nessun rallentamento dunque in Commissione Giustizia al Senato, dove la mancata assegnazione in deliberante non dipende da un contrasto sui contenuti e obiettivi della norma, quanto dalla necessita’ di superare e correggere alcuni errori materiali del testo proprio al fine di una rapida approvazione”.

Le primarie del Pd, se guardiamo al “caso italiano” hanno sempre dato da un lato risultati tutti da verificare e dall’altro non esistono dei criteri precisi da poter essere di garanzia rispetto a chi partecipa ma soprattutto di chi va a votare”. E’ il commento di Paolo Romani, capogruppo di Forza Italia al Senato, in un’intervista al Tempo riguardo a questo tipo di consultazioni. “Ci sono primarie e primarie”, osserva Romani, “esistono quelle americane, collaudatissime. Ci sono state anche quelle del partito gollista, abbastanza collaudate”. E aggiunge: “Una delle proposte che noi abbiamo fatto e’ quella di introdurre le primarie codificate per legge. Quando ci sara’ la legge elettorale in Parlamento potrebbe valer la pena di inserire una regolamentazione delle primarie”.

“Come Forza Italia abbiamo ottenuto che la commissione Difesa al Senato avviasse una indagine conoscitiva sul ruolo e le conseguenze della presenza di imbarcazioni di soccorso delle Ong in prossimità delle acque territoriali libiche: un risultato importante che serve a mettere finalmente in luce le nefaste implicazioni di uno scorretto umanitarismo”. Lo ha detto Paolo Romani, presidente dei senatori di Forza Italia. “Ma oggi dopo le ennesime morti in mare di ieri, il giorno di Pasqua, – ha aggiunto Romani – non possiamo non porci come obiettivo che l’indagine conoscitiva giunga rapidamente ad un risultato: offrire una soluzione per interrompere il meccanismo infernale, avviato inconsapevolmente dalle Ong, di incentivazione del traffico di esseri umani e dell’invasione del nostro territorio da parte di un flusso migratorio del tutto incontrollato”. Per il senatore azzurro: “E’ il rapporto Frontex 2017 ad analizzare come la presenza delle imbarcazioni di soccorso delle Ong a poche miglia dalle coste libiche, in determinate circostanze si potrebbe dire ‘a vista’ sia un impulso alle partenze anche in condizioni climatiche avverse e con mezzi sempre piu’ di fortuna: un affare per le organizzazioni criminali che possono cosi’ ridurre i costi per i ‘barconi’, eliminare gli scafisti facendo guidare i gommoni da un immigrato e aumentare i viaggi; non proprio un affare per il nostro Paese che si trova a fronteggiare una vera e propria invasione di migranti con costi ingentissimi e non piu’ sostenibili; un pessimo affare per esseri umani che, in cerca di fortuna in Europa, affrontano un pericoloso e costoso viaggio, via terra e via mare, preda di trafficanti senza scrupoli, sottoposti ad abusi e torture, che li portera’ invece, se non alla morte in mare, a frontiere chiuse da gendarmi o da burocrazie europee poco solidali”.

“La nostra priorita’ e’ costruire il centrodestra”, lo dice a Repubblica Paolo Romani, capogruppo di Forza Italia al Senato, riconoscendo “La qualita’ politica, oltre che tecnica” del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. “Prima parliamo di contenuti e di programmi, poi di potenziali leadership”, ha aggiunto Romani. Il partito non e’ alla ricerca di un “papa straniero”, ne abbiamo gia’ uno indiscusso: Silvio Berlusconi”. Con il  ministro Calenda “Ci siamo visti – racconta Romani – in quell’occasione abbiamo fatto una panoramica sulla situazione politica, sulle esperienze di governo, passate e presente, sulle prospettive per il futuro. Un giro d’orizzonte, nulla di piu'”.

“Proporro’ l’uscita dall’Aula al momento del voto sulla mozione di sfiducia al ministro Lotti presentata dal M5S”, “e’ un atto in piena coerenza con quello che Fi e’ stata dalla sua nascita: una forza garantista non a corrente alternata come molti altri, che non crede a mozioni di sfiducia individuali e che non le ha mai votate. Dai tempi del voto di sfiducia al senatore Mancuso abbiamo sempre agito allo stesso modo: per noi la responsabilita’ di un governo e’ collettiva, non individuale”. Lo afferma in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’, il presidente dei senatori di Forza Italia, Paolo Romani. Quanto alla richiesta di dimissioni “Vedano loro come comportarsi”. Nel passato? Per i casi Lupi, De Girolamo,Guidi? anche di fronte ad indiscrezioni o fatti che sembravano meno gravi si e’ scelta la strada delle dimissioni. Ma riguardando quelle vicende mesi dopo, forse non c’erano i motivi per decisioni tanto gravi. Pero’ lo ripeto – precisa Romani – non entriamo in queste dinamiche, non facciamo ne’ i garantisti ne’ i giustizialisti secondo convenienza”. “A Fi oggi interessano tre cose piu’ di tutte. La prima, che purtroppo temo slittera’ visto che anche il Pd spaccato e dilaniato ora sembra mirare ad elezioni a fine legislatura, e’ che si faccia una seria legge elettorale, armonizzando i sistemi di Camera e Senato come chiede il presidente Mattarella. La seconda, cruciale, e’ che venga restituita piena agibilita’ politica al nostro leader Berlusconi. Perche’ sia chiaro, si parla tanto di leadership dei moderati, ma un leader che ha inventato il centrodestra, lo ha unito, lo ha fatto vincere? C’e’, solo che non ha agibilita’ politica” perche’ “e’ fondamentale che al voto si arrivi con tutti i protagonisti in campo. E insieme, e questo e’ il nostro terzo obiettivo, e’ importantissimo che a fronte di un Pd diviso e una sinistra frammentata e secessionista si presenti un centrodestra unito: a questo stiamo lavorando, a partire dalle Amministrative dove stiamo siglando alleanze pressoche’ ovunque”.

“Porte chiuse ad Alfano perché secondo me si è spinto troppo in là nell’appoggiare il governo Renzi”.Così Paolo Romani, capogruppo di Forza Italia al Senato, intervistato da Maria Latella a su Skytg24. “Noi non siamo taxi ma siamo qui per fare una nuova proposta che per esempio al Senato potrebbe avere già un punto di partenza”, ha detto Romani, aggiungendo che “il centrodestra si e’ evoluto, ma ha un’esperienza profondamente diversa dal centro e dalle destre della Francia e della Germania”. Per il presidente dei senatori azzurri: “La presenza di un forte centro liberale e riformista e’ una funzione che Fi continuera’ a svolgere”. Alla domanda: Federare e unire, ma chi deve guidare? Per Romani, ci sono “due modi: o con le primarie o con l’indicazione diretta degli elettori, cioe’ il partito della coalizione che ricevera’ piu’ voti esprimera’ il candidato premier. Ma le primarie in Italia non hanno funzionato perche’ non si capiva chi fossero gli elettori, quindi andrebbero regolamentate per legge”.

“Il presidente Zanda non può non considerare che siamo di fronte a un sistema tripolare, in cui il Mattarellum non può garantire piena governabilità e rappresentatività. Si deve partire dalle parole del presidente Mattarella, che chiede una legge elettorale che prenda atto della sentenza della Consulta, prevista per il 24 gennaio, che sia omogenea fra i due rami del Parlamento e che trovi condivisione anche oltre il perimetro della maggioranza di governo”. Lo dice il capogruppo di Fi al Senato, Paolo Romani. “Forza Italia é convinta che la soluzione migliore sia quella di privilegiare la rappresentatività attraverso il proporzionale, assicurando la governabilità attraverso una quota minima di maggioritario. Ognuna delle forze parlamentari ha diritto naturalmente di esprimere la sua posizione, ma il Pd non può dettare la linea, a maggior ragione alla luce di quanto è accaduto il 4 dicembre”. “Dopo la sentenza della Consulta avere subito una nuova legge elettorale sarà vitale per la nostra democrazia, ma servirà una larga convergenza su un complesso di regole che riguardano tutti e non solo gli interessi di una parte politica o di alcune sue componenti”, conclude Romani.