“Proporro’ l’uscita dall’Aula al momento del voto sulla mozione di sfiducia al ministro Lotti presentata dal M5S”, “e’ un atto in piena coerenza con quello che Fi e’ stata dalla sua nascita: una forza garantista non a corrente alternata come molti altri, che non crede a mozioni di sfiducia individuali e che non le ha mai votate. Dai tempi del voto di sfiducia al senatore Mancuso abbiamo sempre agito allo stesso modo: per noi la responsabilita’ di un governo e’ collettiva, non individuale”. Lo afferma in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’, il presidente dei senatori di Forza Italia, Paolo Romani. Quanto alla richiesta di dimissioni “Vedano loro come comportarsi”. Nel passato? Per i casi Lupi, De Girolamo,Guidi? anche di fronte ad indiscrezioni o fatti che sembravano meno gravi si e’ scelta la strada delle dimissioni. Ma riguardando quelle vicende mesi dopo, forse non c’erano i motivi per decisioni tanto gravi. Pero’ lo ripeto – precisa Romani – non entriamo in queste dinamiche, non facciamo ne’ i garantisti ne’ i giustizialisti secondo convenienza”. “A Fi oggi interessano tre cose piu’ di tutte. La prima, che purtroppo temo slittera’ visto che anche il Pd spaccato e dilaniato ora sembra mirare ad elezioni a fine legislatura, e’ che si faccia una seria legge elettorale, armonizzando i sistemi di Camera e Senato come chiede il presidente Mattarella. La seconda, cruciale, e’ che venga restituita piena agibilita’ politica al nostro leader Berlusconi. Perche’ sia chiaro, si parla tanto di leadership dei moderati, ma un leader che ha inventato il centrodestra, lo ha unito, lo ha fatto vincere? C’e’, solo che non ha agibilita’ politica” perche’ “e’ fondamentale che al voto si arrivi con tutti i protagonisti in campo. E insieme, e questo e’ il nostro terzo obiettivo, e’ importantissimo che a fronte di un Pd diviso e una sinistra frammentata e secessionista si presenti un centrodestra unito: a questo stiamo lavorando, a partire dalle Amministrative dove stiamo siglando alleanze pressoche’ ovunque”.





