Rai

‘Speravo di aiutare il giornalismo della Rai a liberarsi dalla soffocante dipendenza della politica. Vado via perche’ questa missione e’ impossibile”. Sono le parole con cui Francesco Merlo, chiamato sei mesi fa alla Rai da Carlo Verdelli e dal direttore generale Antonio Campo dall’Orto, annuncia oggi le sue dimissioni sul quotidiano La Repubblica. La lettera e’ partita ieri mattina. Collaboratore della direzione editoriale per l’offerta formativa, l’editorialista di Repubblica che alla Rai era arrivato a giugno non nasconde la sua amarezza: “Il clima – spiega – si e’ fatto irrespirabile e il progetto di Verdelli, ricchissimo e innovativo nella progettazione del futuro, e’ stato sporcato e sabotato nei sottoscala dei poteri della Rai”. “Me ne vado – aggiunge – perche’ con tenacia viene ingiuriato e calunniato il nostro lavoro, senza repliche, senza creare attorno a noi una minima solidarieta’ di squadra, con il silenzio dei vertici aziendali che dovrebbero invece rivendicare con orgoglio il nostro lavoro di questi mesi e quel progetto bandiera che e’ stato pensato al servizio della crescita culturale del paese”. “Non posso stare – continua Merlo – in un posto nel quale non ci sono piu’ le condizioni per portare a termine il lavoro che mi era stato offerto. Dico di piu’: ora temo che quelle condizioni non ci siano mai state e che il mio nome sia stato utilizzato per coprire una operazione gattopardesca, una foglia di fico sulla Rai delle clientele politiche contro la quale tanto avevo scritto”. Merlo ricorda anche gli attacchi che ha subito in questi mesi: “Non solo quelli scontati dei politici che stanno in Commissione di vigilanza, forse risentiti per gli articoli che in passato ho loro dedicato, ma soprattutto quelli pregiudiziali e sistematici, incredibili in un’azienda normale, di alcuni membri del consiglio di amministrazione, sia di maggioranza come Siddi, sia di opposizione come Diaconale”.

In occasione dello spoglio e delle analisi del risultato del Referendum Costituzionale del 4 dicembre Rai ha previsto una programmazione ad hoc con relativa variazione di palinsesti. Domenica 4 dicembre dalle 22.50 fino all’1.30/2.00 andra’ in onda su Rai1 lo Speciale Porta a porta (in collaborazione con il Tg1). Su Rai2, TG2 Speciale Referendum, dalle 0.30 alle 0.45, sui risultati della consultazione referendaria. Su Rai3 dalle 22.30 alle 1.30/2.00 lo Speciale Tg3 Referendum. RaiNews24 seguira’ in diretta lo spoglio dei voti con analisi e commenti dei risultati, che andranno in onda, oltre che sul canale 48 di RaiNews24, anche in simulcast su Rai1 (al termine dello Speciale Porta a porta) fino alle 6.30 del mattino, e in simulcast su Rai3 (al termine dello Tg3 Speciale Referendum) fino alle 7.00. Lunedi’ mattina 5 dicembre lo spoglio e l’analisi del voto proseguira’ su Rai1 dalle 6.45 alle 9.55 con Uno Mattina, dalle 8 alle 10 su Rai3 con Agora’, dalle 10 alle 11 con lo Speciale Tg2 e dalle 11 alle 12.45 con lo Speciale Tg3. Nel pomeriggio la lunga maratona del servizio pubblico riprende su Rai1 con La vita in diretta dalle 14 alle 15.30. Sempre su Rai1 dalle 15.30 alle 16.45 andra’ in onda lo Speciale Tg1, che alle 16.45 passera’ il testimone a Rai2 che andra’ avanti fino alle 18 con il Tg2 Speciale. Dalle 18.00 alle 18.55 su Rai3 #cartabianca. In serata su Rai1 dalle 21.25 alle 23.30 Porta a porta (in collaborazione con il Tg1). A seguire su Rai3 dalle 23.30 all’1.00 Linea Notte. Martedi’ 6 dicembre Martedi’ 6 dicembre la programmazione dedicata all’analisi dello spoglio referendario prevede su Rai2 dalle 10 alle 11 lo Speciale Tg2. Nel pomeriggio sempre su Rai2 ancora uno Speciale Tg2 dalle 16.45 alle 18. Nella serata di martedi’ dalle 21.15 alle 22.45 su Rai3 ci sara’ Politics. Su Rai1 alle 23.15 Porta a porta. E infine dalle 24 all’1.00 Linea Notte su Rai3.

 

“L’audizione di Maggioni e Campo Dall’Orto conferma quel che tutti sapevamo avendo letto i dati monitorati dall’Agcom: l’informazione Rai sul Referendum e’ corretta e imparziale, con la ripartizione dei tempi tra Si e No in equilibrio paritario come richiesto dal Regolamento approvato dalla Vigilanza. Oggi e’ stato chiaro come la richiesta di convocazione fosse strumentale. Brunetta, Gasparri e i parlamentari grillini nella loro ossessione contro Renzi l’hanno invece trasformata in un’appendice sguaita della campagna elettorale. E gravissime sono le dichiarazioni di Airola, che ha chiesto la ‘cacciata’ di alcuni giornalisti. Non e’ la prima volta che accade ed e’ particolarmente pericoloso. Grillo ed Airola la smettano di intimidire e stalkerizzare la Rai perche’ non gli vanno a genio alcune scalette dei Tg. E Fico smetta di coprirli. Il tempo delle epurazioni in Rai e’ una delle pagine piu’ buie della storia recente, il fatto che i grillini si atteggino a nuovi ‘Epurator’ e’ davvero inquietante”. Cosi’ Francesco Verducci, vice Presidente Commissione Vigilanza Rai, relatore del Regolamento sul Referendum costituzionale.

“La Tgr in questo ultimo periodo ha cambiato linguaggi, introdotto nuovi appuntamenti, ha innovato il suo prodotto senza stravolgere la propria identita’. E’ noto che l’interesse e l’identificazione, oltre che senso di utilita’, si attivano nei confronti delle notizie riguardanti le realta’ vicine”. Lo dice il direttore della Tgr (Testata Giornalistica Regionale), Vincenzo Morgante, durante l’audizione in commissione di Vigilanza Rai, sottolineando che la testata il 15 dicembre prossimo festeggia 37 anni. “Si tratta di una testata multi-piattaforma: tv, radio e web – spiega Morgante – con circa 150 giornalisti, compresi i cineoperatori, 80 impiegati, una direzione centrale con uno staff piuttosto leggero. Ci sono 24 redazioni regionali, una redazione italo-francese, tre redazioni per le minoranze linguistiche in lingua tedesca, ladina e slovena, tre redazioni distaccate e una direzione centrale. Quanto alle formule di informazione utilizzate, il direttore sottolinea che “dal 2009 si e’ ampliata l’offerta con l’avvio di ‘Buongiorno Regione’ e dal 2010 con ‘Buongiorno Italia’. Da due anni a questa parte – aggiunge – anche l’offerta radiofonica si e’ ampliata”. Morgante conclude con i dati: “Complessivamente nel 2015 la Testata Giornalistica Regionale ha realizzato 8.500 ore di informazione televisiva di cui circa 500 dedicate alle minoranze linguistiche e circa 300 ore di rubriche a diffusione nazionale; 6.200 ore di informazione radiofonica regionale di cui ben 2.000 dedicate alle minoranze linguistiche. E’ stato compiuto un rinnovamento dell’immagine della Tgr arricchito dal restyling, con nuovi studi e con nuove tecnologie, cercando di integrare il tutto in un’offerta multimediale gia’ ampiamente apprezzata”.

“Renzi e’ spudorato. Domenica a ‘Che tempo che fa’ ha usato il traino di un gruppo musicale come i Coldplay per andare in tv a fare propaganda. È indecente”. Cosi’ Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista al ‘Fatto Quotidiano’. “I Coldplay erano in programma a ‘Che tempo che fa’, Renzi no. Ma il presidente del Consiglio li ha usati per fare un blitz, per andare in video subito dopo la loro esibizione e sfruttare il loro picco d`ascolto. È roba da Paese sudamericano. Certo che l`ho denunciato all`Agcom, l`Autorita’ sulle comunicazioni, e anche alla Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai. Il comportamento del direttore generale Rai, Antonio Campo Dall`Orto, e del conduttore del programma Fabio Fazio, e’ indecente”, conclude.

In un momento di profonda trasformazione digitale, in Italia, la Rai si colloca come soggetto “che da “follower” deve diventare uno dei leader di questo Paese. I numeri che arrivano attraverso RaiPlay ci dicono che il Paese, e lo sapevamo, e’ pronto, quindi noi dobbiamo essere il soggetto che aiuta questa trasformazione”. Lo ha detto il direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto a margine dell’incontro “Rai. Da broadcaster a media company” questa mattina al Politecnico di Milano.

“Le sei puntate di ‘Stato civile – L’amore è uguale per tutti’ che Rai3 ha iniziato a trasmettere lo scorso 3 novembre sono interamente dedicate alla coppie omosessuali. Giusto che il servizio pubblico si occupi delle nuove realtà che vivono nel nostro paese, ma val la pena ricordare al direttore di Rai3 e al direttore generale che lo fa con i soldi di tutti i cittadini attraverso il canone. Un certo equilibrio nel rappresentare tutte le realtà affettive, proprio perché l’amore è uguale per tutti, sarebbe auspicabile. Non vediamo invece in programmazione analoghe serie sulle difficoltà quotidiane delle famiglie, sui loro problemi con la scuola, con il fisco, sugli ostacoli oggettivi per chi decida di fare un figlio. Ma al netto di queste considerazioni, ritengo sia doveroso che la Rai renda pubblici i costi di queste sei puntate, la struttura che le produce e l’incidenza di questa produzione sul budget della rete che le trasmette”. Così l’onorevole Gianni Sammarco, deputato di Area popolare.

“Dal 15 novembre la Rai dovra’ applicare per tutti i suoi dipendenti il tetto da 240mila euro agli stipendi, il limite che il Governo Renzi ha imposto per tutti i dirigenti pubblici e che ora, finalmente, grazie ad una legge voluta e votata dal Pd, sara’ esteso anche al servizio pubblico radiotelevisivo. La legge e’ stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale, e’ gia’ in vigore. E’ del tutto incomprensibile, allora, la pretesa dei vertici Rai di chiedere un parere al Governo su come il tetto vada adottato. Possibile che i tanti dirigenti assunti in Rai che sforavano il tetto, arrivando a guadagnare anche 650mila euro all’anno, e che ora dovranno scendere a 240mila euro, non siano in grado di applicare la legge?”. E’ quanto scrive su facebook il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi. “Quando e’ in vigore una legge- spiega Anzaldi- un cittadino e’ tenuto ad applicarla e non puo’ certo pensare di disattenderla, chiedendo pareri al Governo o a chissa’ chi. Perche’ in Rai dovrebbero avere un trattamento speciale? Quale e’ la deadline per dare piena applicazione alla norma? Il ministero dell’Economia e il ministero dello Sviluppo economico perche’ dovrebbero prestarsi al ruolo di consulenti della dirigenza Rai? E nel momento in cui non arrivera’ nessun parere, anche perche’ il Governo non e’ tenuto a darlo, cosa succede dal 15 di novembre in poi? La Rai quanto tirera’ avanti senza rispettare la norma?”.

La Rai presenta alla Casa del Cinema di Roma, in Largo Marcello Mastroianni, ‘Rocco Schiavone’, con Marco Giallini dai best seller di Antonio Manzini, per regia di Michele Soavi, una coproduzione Rai Fiction e Cross Productions in collaborazione con Beta. La nuova serie, in sei puntate andrà in onda su Rai2, a partire da mercoledì. La Fondazione pro Musica e Arte Sacra, alle ore 12 a Palazzo Cardinal Cesi, in via della Conciliazione 51 a Roma, presenta il XV Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra. Interverranno far gli altri il cardinale Angelo Comastri, presidente onorario della Fondazione; Hans Albert Courtial, presidente della Fondazione; Gianni Letta, comitato d’onore della fondazione. Al Teatro Quirino di Roma si tiene alle 20 la premiazione e il concerto finale dei vincitori della XXVI edizione del Concorso Pianistico Internazionale Roma.

I politici continuano a dividersi e a protestare sul ruolo dell’informazione televisiva in relazione al referendum. I detrattori del governo e del premier insistono sulla presenza preponderante delle ragioni del Sì sul quesito referendario. Adesso il leader della Lega auspica un ruolo piu’ attivo di Mediaset in senso inverso, non fosse altro che per il fatto che Berlusconi sostiene le ragioni del No. In realtà dovrebbe essere garantito spazio eguale a tutti su ogni network. Ma Salvini non la pensa così ‘Sul voto del 4 dicembre “spero ci sia l’impegno del partito Forza Italia e anche dei canali Mediaset. Alcune trasmissioni Mediaset sembrano la Rai, onore a La7 che mantiene un’aura di imparzialita’”. Lo dice Matteo Salvini, segretario della lega nord, a ‘Omnibus’ su La7.