Rai

Sfiorano i 14 milioni (13 milioni 944 mila), con uno share che vola al 54.03 per cento, i telespettatori che hanno seguito il prime time delle reti Rai di mercoledi’ 17 maggio. Grande protagonista il calcio con la finale di Coppa Italia Juventus – Lazio, in onda su Rai1: 10 milioni 260 mila telespettatori, pari al 39.2 per cento di share. Su Rai2 il film “Shall we dance?” ha segnato 1 milione 333 mila spettatori e uno share del 5.2 per cento. Su Rai3 la trasmissione di servizio “Chi l’ha visto?” ha sfiorato i 2 milioni di telespettatori: 1 milione 977 mila e il 9 per cento di share. Molto bene in seconda serata “Porta a porta” che ha segnato 1 milione 235 mila spettatori e uno share del 14.9 per cento. Sempre vincente nel preserale di Rai1 “L’Eredita’” con 3 milioni 920 mila spettatori e uno share del 26.2 per cento. Nell’access prime time di Rai3 da segnalare il “Caro Marziano” di Pif che e’ stato visto da 1 milione 471 mila spettatori con il 6.5 di share. Ancora grande attenzione per il centesimo Giro d’Italia su Rai2: “Giro all’arrivo” ha fatto registrare 1 milione 728 mila e il 17.9 di share. Per quanto riguarda i canali specializzati da segnalare i film “Quantum of Solace” su RaiMovie (537 mila e share del 2.09 per cento) e “Hugo Cabret” su Rai4 (396 mila e 1.5 per cento). Su Rai YoYo l’episodio della serie animata “Topo Tip”, in onda alle 17.49, e’ stato visto da 337 mila spettatori con il 4.09 per cento di share. Nettissima vittoria delle reti Rai anche in seconda serata con 5 milioni 222 mila spettatori e il 45.30 di share e nelle 24 ore con 4 milioni 14 mila spettatori e il 43.18 di share.

Grande apprezzamento da parte del pubblico ieri sabato 13 maggio per la trasmissione in diretta da Kiev dell’Eurovision Song Contest in prima serata su Rai1: la 62esima edizione dell’annuale concorso canoro ha raggiunto il 20.14 di share, conquistando la prima serata, e raccolto 3 milioni 741mila telespettatori. Su Rai2 il doppio appuntamento con le serie tv “N.C.I.S. Los Angeles” ha totalizzato 1 milione 329mila telespettatori (6.08 di share) per il primo episodio e 1 milione 282mila telespettatori (5.66 di share) per il secondo. Sempre molto bene su Rai3 “Ulisse, il piacere della scoperta” dedicato all’America di Via col vento, che e’ stato visto da 1 milione 730mila telespettatori pari a uno share dell’8.23. Da segnalare nella mattinata di Rai1 la trasmissione in diretta da Fatima della cerimonia di canonizzazione dei due pastorelli Francisco e Giacinta, a cura del Tg1, che ha ottenuto il 13.83 di share e 1 milione 272mila telespettatori. Continuano i grandi ascolti per il 100-¦ Giro d’Italia. L’ottava tappa su Rai2 e’ stata seguita in media da 1 milione 730mila telespettatori, per uno share del 14.11, saliti a 2 milioni 189mila, con uno share del 20.17, nella parte finale del “Giro all’arrivo”. Molto bene anche il “Processo alla tappa” con 1 milione 56mila telespettatori (11.53 di share). Sempre vincente il preserale di Rai1 con “L’Eredita’”, che ha ottenuto 3 milioni 576mila telespettatori per il 25.31 di share, saliti a 3 milioni 857mila (share 25.56) nel gioco finale della “Ghigliottina”. Tra i programmi del sabato su Rai1 “Lineablu” ha registrato 1 milione 777mila telespettatori (11.36 di share) e su Rai3 “Tv Talk” 875mila telespettatori e uno share del 6.93. Sempre su Rai3 “Le parole della settimana” di Massimo Gramellini ha raggiunto il 6.22 di share e raccolto 1 milione 233mila telespettatori. Da segnalare per lo sport su Rai2 “Novantesimo Minuto Serie B” con 650mila telespettatori (6.91 di share) e “Calcio Champagne” con 563mila telespettatori (3.11 di share). Netta vittoria delle reti Rai in prima serata con 8 milioni 74mila telespettatori pari al 37.80 di share, in seconda serata con 4 milioni 599mila telespettatori e il 36.89 di share e nell’intera giornata con 3 milioni 458mila telespettatori e il 36.44 di share.

“Insieme con il senatore Federico Fornaro, quando eravamo ancora nel Pd, votammo per Ferruccio De Bortoli come candidato nel nuovo Consiglio di amministrazione della Rai. Rispetto ai nomi circolanti per quell’incarico, in cui il Pd a trazione renziana realizzò una scandalosa lottizzazione inter-correntizia tra “renziani” di diverso rito, “Giovani turchi”‘ e “Franceschiniani” quello di De Bortoli ci sembrò un nome di indiscutibile qualità professionale che, inoltre, rispondeva, all’esigenza primaria di sottrarre la Rai dagli appetiti dei partiti e delle singole correnti”. Così il senatore Mdp Miguel Gotor. “Un obiettivo politico, culturale e civile – dice – che Bersani aveva promesso nel corso della campagna elettorale del 2013 e, per parte sua, già realizzato l’anno prima quando aveva proposto che i nomi dei precedenti consiglieri della Rai fossero proposti dalle principali associazioni civiche e professionali del settore, come di fatto avvenne. Nella circostanza, come dovrebbe essere normale, neppure consultammo De Bortoli. Vedo che oggi Renzi ha l’ardire di sostenere che le dichiarazioni di De Bortoli nei riguardi suoi e della Boschi sull’imbarazzante vicenda della Banca Etruria possano essere dipese dalla sua mancata nomina nel Cda della Rai. Anche al senso del ridicolo dovrebbe esserci un limite: un simile argomento, infatti, non è soltanto manifestamente grottesco ma rivela anche tutta la mediocrità politica dell’ex presidente del Consiglio insieme con la sua concezione e pratica del potere”.

Il nuovo programma di Virginia Raffaele, ‘Facciamo che io ero’, vuole essere un’alternativa alla satira di Maurizio Crozza? “Ma io ho molti più capelli”, scherza l’imitatrice rispondendo ai giornalisti. Quindi, più seriamente: “Per me un paragone simile sarebbe un grande complimento: Crozza è bravissimo, ma siamo ancora diversi, lui mette meno trucchi speciali, fa più satira politica, io ne faccio meno”. Per la Raffaele, il comico genovese “è un artista bravissimo, e so quanto lavora: lavora tanto, davvero tanto”.

“Per fine maggio i nuovi palinsesti Rai”. A dirlo, il direttore generale di Viale Mazzini, Antonio Campo Dall’Orto, oggi a margine della presentazione del nuovo one woman show di Virginia Raffaele, ”Facciamo che io ero”. ”Ritardo rispetto alla tabella di marcia? Siamo in un momento di difficolta’ che stiamo affrontano tutti insieme in maniera coesa – risponde Campo Dall’Orto – con i direttori di rete, i capostruttura, per cercare di arrivare per fine maggio a far convergere tutti i palinsesti. E far convergere in quel momento li’ anche la nuova policy di remunerazione per i compensi degli artisti. E’ un percorso stretto dal punto di vista dei tempi, ma siamo ancora in tabella di marcia per arrivare a completare tutto per fine maggio. A fine giugno avremo poi la presentazione agli inserzionisti pubblicitari. In genere – dice – ci diamo fine maggio-inizio di giugno per completare i palinsesti, che naturalmente necessitano di una pianificazione dei talenti”. Quanto al telemercato e al tetto sulle remunerazioni, ”non penso – prosegue – che il tema sia tanto il compenso degli artisti ma la liberta’ della nostra azienda di aver accesso a quelle risorse che ritiene importanti per generare valore per i cittadini. E’ chiaro che poi questo va contestualizzato in una policy che sia attenta nel modo in cui si usano le risorse”. Ma le polemiche di questi mesi sui tetti dei compensi hanno rallentato o creato problemi? ”Siamo in una posizione piu’ difficile – ammette – che stiamo affrontando in modo razionale e costruttivo. Pero’ sicuramente arrivare cosi’ lunghi e’ un po’ piu’ difficile”. Ieri intanto l’annuncio di Andrea Salerno, storico autore di tanti programmi Rai, come nuovo direttore a La7. C’e’ forse il rischio di una fuga di talenti dalla Rai? ”No, e’ un cosa slegata – conclude il Dg – Anzi, in bocca al lupo ad Andrea Salerno, che e’ una persona in gamba e ha lavorato molto per la Rai e anche in altri ambiti. Ma non legherei le due cose”.

“E’ un professionista della televisione, con il quale spesso non sono d’accordo, ma che conosce e sa usare lo strumento televisivo con grande ‘mestiere’. Lo dico da uomo di televisione: nessuna azienda televisiva si priverebbe di un protagonista come lui, il cui costo – in un sistema di mercato – e’ ampiamente coperto dal ritorno che da’ all’azienda in termini di audience”. Cosi’ il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, in un’intervista al settimanale “Panorama”, risponde a una domanda su Fabio Fazio. “Voglio aggiungere che Fazio, a differenza di altri giornalisti e uomini di spettacolo, ha le sue idee e non le nasconde, ma e’ un professionista corretto. Ricordo con piacere un’intervista che mi fece l’anno scorso: fu una pagina televisiva di qualita’, rispettosa anche se tutt’altro che appiattita”, aggiunge.

Un esordio da 7,5 milioni di spettatori medi ed uno share del 30,3% per ‘Maltese-Il romanzo del commissario’ con Kim Rossi Stuart e la regia di Gianluca Tavarelli, un nuovo grande risultato per Rai Fiction. Dopo gli straordinari successi di Montalbano e dei Medici, si tratta del terzo ascolto più alto della stagione fiction del servizio pubblico. Durante la serata, sono stati ben 13 milioni e 200 mila gli italiani che sono entrati in contatto con Maltese, altissimo anche il valore di permanenza che ha raggiunto il 56,4% del totale della durata. Nella specifica fascia di messa in onda, il prime time, Rai1 è la rete più vista su tutti i principali target compreso quello dei 25-54enni che ieri sera ha raggiunto il 21%. Da segnalare anche i picchi di ascolto sui laureati (lo share è stato pari al 38,6%, con una permanenza media del 60%) e l’apprezzamento degli abbonati alla pay tv per i quali lo share è stato pari al 31,7%. A livello regionale, il record è stato segnato in Sicilia, dove lo share è salito al 45,2%.

La strage di Portella della Ginestra rappresenta uno snodo importante nella storia della Sicilia e dell’Italia del Dopoguerra. È la prima manifestazione della strategia della tensione della Repubblica. Rai Cultura ricorda la ricorda con lo speciale “1 Maggio 1947: la strage di Portella della Ginestra nel vissuto dei protagonisti” di “Diario Civile”, in onda oggi alle 19.00 su Rai Storia, con un’introduzione del Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti.
Il documentario si propone di far riemergere le memorie che hanno conservato il ricordo della strage nella stessa comunità, protagonista del tragico evento, in modo da restituirle al presente. In un periodo in cui si discute molto, e talvolta impropriamente, di “uso pubblico della storia”, sottolinea l’ufficio stampa Rai, questo documentario su un “luogo della memoria,” come Portella della Ginestra permette di mostrare con maggior forza la capacità della storia di farsi discorso pubblico scientifico, intervenendo a salvaguardare e valorizzare le diverse storie di vita legate a quel terribile evento.

Trentacinque anni fa, il 30 aprile del 1982, viene assassinato a Palermo Pio La Torre. Con lui, nella macchina crivellata dai colpi dei sicari, c’è anche Rosario Di Salvo, il compagno di partito che gli faceva da autista e guardia del corpo. Nell’anniversario della morte, Rai Cultura dedica al politico e sindacalista il nuovo appuntamento con ”Diario Civile”, in onda domani alle 18.00 su Rai Storia, con un’introduzione del Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti. Il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, nominato Prefetto di Palermo immediatamente dopo quell’attentato, a chi gli chiede perché la mafia abbia ucciso Pio La Torre, risponde ”per tutta una vita”. Pio La Torre si è sempre schierato in difesa degli ultimi, e in Sicilia questo ha voluto dire battersi contro gli interessi illeciti della mafia. Da quando, appena ventenne, guida le lotte contadine per la terra, passando per l’opposizione al Sacco di Palermo, fino alla mobilitazione contro la base missilistica di Comiso, La Torre combatte contro la mafia, per la legalità, la giustizia e la pace. Nessuno come lui conosce in prima persona il fenomeno mafioso, per questo è stata fondamentale la sua presenza nella Commissione parlamentare Antimafia, di cui ha redatto, insieme tra gli altri al giudice Cesare Terranova, la relazione di minoranza; un caposaldo della lotta contro la mafia. Ed è da quell’esperienza parlamentare che nasce la sua rivoluzionaria proposta di legge, che per prima ha previsto il reato di associazione di stampo mafioso e la confisca dei beni dei condannati. Legge che il parlamento approverà, col nome di Legge Rognoni-La Torre, solo il 13 settembre 1982, dopo la morte di La Torre e l’omicidio di Dalla Chiesa. A dare volto e voce a Pio La Torre, è il giovane attore palermitano Alessio Vassallo, che ripercorre la sua vita attraverso i suoi scritti. Il documentario inoltre si avvale delle testimonianze di coloro che più da vicino hanno conosciuto La Torre; come il figlio Franco; i suoi primi compagni nel sindacato Emanuele Macaluso e Nicolò Cipolla; i suoi collaboratori nel Partito Comunista siciliano, Nino Mannino e Gioacchino Vizzini; e il giornalista dell’Unità Vincenzo Vasile e l’allora cronista de L’Ora Attilio Bolzoni.

“La Rai e’ stato il mio piu’ grande insuccesso e mi pesa”. Lo ha detto il presidente dell’Autorita’ anticorruzione, Raffaele Cantone, durante il ‘Faccia a Faccia’ di Giovanni Minoli su La7. “Abbiamo ricevuto risposte formalistiche sulle assunzioni”, e “in audizione Campo Dall’Orto ha risposto in modo parziale”, ha continuato Cantone, annunciando di aver trasmesso l’informativa sulle assunzioni di cui si sta valutando la regolarità alla Procura della Repubblica. La Rai ha replicato in una nota “di aver sempre garantito massima trasparenza e disponibilità all’Autorità anticorruzione e che “La lotta contro ogni atto contrario alla legalità è sempre stata, e continuerà ad essere, una delle principali priorità aziendali”.
“Chiederemo alla direzione generale di avere chiarimenti su queste affermazioni di Raffaele Cantone che creano inquietudine, ancorché non ci siano evidenze di reati – ha detto all’Ansa il consigliere Rai Franco Siddi – Serve un rapporto puntuale e dettagliato, perché evidentemente ci sono elementi a noi ancora ignoti rispetto alle interlocuzioni avute con l’Autorità anticorruzione”.