Referendum

“Smettiamo di legare il referendum al futuro e alla carriera di Renzi. Sul quesito della scheda non c’e’ scritto se vuoi mandare a casa Matteo Renzi”. Lo sottolinea il sindaco di Firenze Dario Nardella ospite su La 7 a “L’aria che tira”. Nel quesito, continua, “ci sono delle domande molto precise: superare il bicameralismo paritario; ridurre i parlamentari; diminuire i costi della politica; sopprimere il Cnel e rivedere il Titolo V della Costituzione. Questo e’ il tema del referendum e chi non ha il coraggio di affrontarlo nel merito trova altri argomenti”.

E’ stata fissata la data del referendum sulla riforma costituzionale. Il Consiglio dei Ministri l’ha comunicata: é il 4 dicembre. Critiche dalle opposizioni e dal comitato del NO: troppo tardi, esiste il rischio di astensioni. Ma il premier Matteo Renzi ha spiegato che in questo modo la manovra economica avrà ottenuto almeno un voto da parte della Camera prima della consultazione’. La data é stata concordata con il Colle. Si profila ora una campagna referendaria molto lunga, contrassegnata da toni forti e da tensioni politiche non indifferenti. Il premier aprirà il tour a Firenze, nel teatro dove si candidò 8 anni fa, palazzo Obihall. Il comitato del No teme che il differimento della data possa favorire l’astensione, con evidente vantaggio per il SI. Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale italiana, osserva che ‘il Paese é atteso per un importante appuntamento, il referendum sulla Costituzione. Il nostro invito é quello di informarsi personalmente, al fine di avere chiari tutti gli elementi di giudizio circa la posta in gioco e le sue durature conseguenze’.

Il Canton Ticino dice si’ ai limiti per i lavoratori frontalieri provocando dure reazioni dell’Italia. Ogni giorno oltre 60mila persone arrivano nel Cantone svizzero dall’Italia. Il referendum ‘Prima i nostri’, della destra nazionalista Udc con il sostegno della Lega dei Ticinesi, è stato approvato dai cittadini ticinesi con oltre il 58% dei voti favorevoli. Al momento dell’assunzione, dunque, le autorità del Cantone sono chiamate a garantire che sul mercato del lavoro ticinese “venga privilegiato a pari qualifiche professionali chi vive sul suo territorio”. Prima di essere resa effettiva, la modifica costituzionale approvata in Ticino dovra’ essere avallata dall’Assemblea federale di Berna, a cui spetta valutare la sua conformita’ al diritto nazionale. Critico il ministro degli esteri Paolo Gentiloni”: Il referendum anti-frontalieri non ha per ora effetti pratici, ma senza la libera circolazione delle persone i rapporti tra la Svizzera e l’Ue sono a rischio”, ha scritto su Twitter il titolare della Farnesina. Per il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, la vittoria del referendum “non risponde ad una scelta razionale ma emotiva ed ideologica, l’ideologia della chiusura nazionalista, dei muri contro lo straniero ‘a prescindere'”. Il presidente della regione Lombardia, Roberto Maroni, ha annunciato “adeguate contromisure per difendere i diritti dei nostri concittadini lavoratori”, mentre l’europarlamentare Lara Comi (Fi) ha detto di aver scritto alla commissaria Ue Marianne Thyssem per chiedere di “poter avviare urgentemente la sospensione di tutti gli accordi ad oggi in essere tra Svizzera ed Europa”.

 

“Forza Italia ha rimandato qualsiasi ipotesi di dibattito sulla modifica o la cancellazione dell’Italicum al giorno dopo il referendum. Una volta che i cittadini si saranno espressi, decretando la vittoria del No, agiremo di conseguenza prendendo in considerazione tutte le ipotesi. Terremo le mani libere, senza escludere nessuna eventualita’”. Cosi’, in una intervista a La Notizia, il deputato di Forza Italia Francesco Paolo Sisto, che smentisce “nel modo piu’ assoluto” contatti tra Forza Italia e M5S e spiega: “Bisogna ripartire dalle linee guida della sentenza con cui la Corte Costituzionale ha bocciato il Porcellum”. Quanto al prossimo referendum costituzionale, per Sisto “il No ad una riforma illiberale, confusa e pasticciata non puo’ e non deve essere prerogativa di qualcuno. Difendere la Costituzione e’ un diritto di tutti. Piu’ siamo e meglio e'”.

Sul referendum, un “arco di tempo possibile” potrebbe essere il 27 novembre o il 4 dicembre, comunque “si votera’ entro l’anno”. La data del referendum costituzionale sara’ decisa il prossimo 26 in Consiglio dei Ministri. Lo ha detto Matteo Renzi ieri a Otto e Mezzo su La7. Sulla decisione del sindaco Raggi di abbandonare l’organizzazione delle Olimpiadi a Roma, il presidente ha parlato di un capitolo chiuso. “Nessuno di noi intende fare le Olimpiadi contro l’amministrazione comunale che deve ospitarle”, ha detto Renzi sottolineando il proprio impegno, anche nei recenti momenti di difficolta’ dell’amministrazione capitolina, a “cercare di non fare polemica” con il  sindaco. “Se Roma va bene son contento, se va male mi dispiace”, ha detto il premier.

“Mi dissocio dalla facile strumentalizzazione a scopo politico, in questo periodo, della mia canzone ‘C’e’ chi dice no’! La propaganda politica stia alla larga dalle mie canzoni”. Il cantante Vasco Rossi, tramite Facebook, prende le distanze da chi utilizza la sua canzone per promuovere le ragioni del ‘No’ al referendum costituzionale. Una presa di posizione che sta spopolando sui social e, in poche ore, ha fatto registrare 3.777 condivisioni e oltre 32.000 like.

“E’ stato uno scivolone molto serio, una sgrammaticatura istituzionale. Ma con una battuta mi verrebbe da dire grazie all’ambasciatore Phillips perche’ tutte queste prese di posizione – Jp Morgan, agenzie di rating, Merkel – rendono bene il senso della partita politica che si gioca intorno alla riforma costituzionale”. Lo dice a Repubblica Nicola Fratoianni, coordinatore di Sinistra italiana-Sel, a proposito dell’intervento del diplomatico americano sul referendum. “Appare sempre piu’ evidente che il testo della riforma Boschi e’ lo strumento per rendere piu’ semplice il governo dei grandi interessi, dei grandi poteri, a discapito dei molti, dei moltissimi che in questi anni si sono impoveriti sul piano economico e su quello democratico”, dice Fratoianni. “Colpisce in questo caso come l’ambasciatore di un grande Paese come gli Stati Uniti intervenga in modo grossolano su cio’ che riguarda la sovranita’ dell’Italia e dei suoi cittadini”. “Siamo di fronte ad argomenti ridicoli e un po’ disperati. Ogni volta che siamo chiamati ad esprimerci su nodi decisivi la scelta viene presentata come una possibile catastrofe”. Bene Mattarella, invece, che “ha opportunamente ribadito che la sovranita’ spetta al nostro popolo”.

Renzi scalda i motori in vista del decisivo appuntamento referendario e se la prende con ‘quei leader del passato (come D’Alema) che “vogliono fregarci il futuro” e con i leghisti ‘non siete degni di indossare le maglie della Polizia: levatevele’. Chiude cosi Matteo Renzi a Catania la Festa nazionale dell’Unità e mette ancora una volta in campo il proprio impegno sul referendum. Il premier manda, però anche un avvertimento a tutti i Dem. “Il Pd – scandisce – non è un insieme di correnti che dalla mattina alla sera sui giornali sparano alzo zero contro gli altri e seminando il panico tra i nostri militanti. Non ci faremo trascinare nella guerra del fango al nostro interno da chi pensa che sia opportuno litigare tra di noi, dimenticando che fuori di qui non ci sono le magnifiche sorti progressive, ma destra e populismi. E se non ce ne rendiamo conto tradiamo il nostro passato e il nostro futuro”.

“Rispetto il loro travaglio e le loro dinamiche. Spetterà al centrodestra decidere cosa fare da grande”. Lo detto il presidente del Consiglio e segretario del Pd Matteo Renzi, alla Gazzetta del Mezzogiorno, rispondendo sulla possibilità di un patto del Nazareno bis centrosinistra-centrodestra di fine legislatura. “Io penso – ha affermato – che loro stiano perdendo un’occasione a fare campagna per il no al referendum. E’ una scelta incomprensibile dopo aver sostenuto quelle stesse riforme. Lega e Forza avranno difficoltà a non sostenere il quesito”.

”Renzi annuncia la sua presenza in Campania per il referendum? Noi rispondiamo annunciando che il comitato dei mille tra giovani, professionisti, donne sono gia’ pronti per le mille iniziative che verranno messe in campo. In tutto il sud abbiamo gia’ avviato la rete per difendere la Costituzione dalla “imboscata” che e’stata organizzata”. Lo dice Fulvio Martusciello, europarlamentare di Forza Italia.