Referendum

“Puo’ darsi che si vinca puo’ darsi che si perda. Ma di bello c’e’ che noi stiamo dando agli italiani la possibilita’ di decidere. E’ ora di finirla di lamentarsi soltanto. I politici di prima sono stati bravi a dire in tanti anni che bisogna fare le riforme. E poi le riforme non le hanno fatte. La sua soddisfazione di darmi ‘una legnata’ e’ cosi’ grande da segare il ramo sul quale lei e’ seduto? Contento lei. Contenti tutti”. Cosi’ il premier Matteo Renzi risponde, nel corso di Matteo risponde, a un utente twitter che pronostica per il presidente del Consiglio ‘una legnata’.

“Renzi accusa tutti quelli che si oppongono alla sua riforma di evitare i contenuti e di parlare solo di lui. Forse si e’ distratto”. Lo afferma Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana. “A fare della riforma della costituzione una questione personale, un giudizio su di lui e sul suo governo – prosegue l’esponente della sinistra- e’ stato prima di ogni altro lo stesso presidente del consiglio. E’ stato lui a raccontare che il Si avrebbe risolto ogni male e che il no avrebbe portato ogni tipo di sciagura. La verita’ e’ che le costituzioni restano mentre i governi cambiano. Per questo occorre un No forte e deciso. Per ribadire che le regole del gioco, a cominciare dalla legge fondamentale, – conclude Fratoianni- sono di tutti e tutte e non di una parte contro l’altra”.

In occasione dello spoglio e delle analisi del risultato del Referendum Costituzionale del 4 dicembre Rai ha previsto una programmazione ad hoc con relativa variazione di palinsesti. Domenica 4 dicembre dalle 22.50 fino all’1.30/2.00 andra’ in onda su Rai1 lo Speciale Porta a porta (in collaborazione con il Tg1). Su Rai2, TG2 Speciale Referendum, dalle 0.30 alle 0.45, sui risultati della consultazione referendaria. Su Rai3 dalle 22.30 alle 1.30/2.00 lo Speciale Tg3 Referendum. RaiNews24 seguira’ in diretta lo spoglio dei voti con analisi e commenti dei risultati, che andranno in onda, oltre che sul canale 48 di RaiNews24, anche in simulcast su Rai1 (al termine dello Speciale Porta a porta) fino alle 6.30 del mattino, e in simulcast su Rai3 (al termine dello Tg3 Speciale Referendum) fino alle 7.00. Lunedi’ mattina 5 dicembre lo spoglio e l’analisi del voto proseguira’ su Rai1 dalle 6.45 alle 9.55 con Uno Mattina, dalle 8 alle 10 su Rai3 con Agora’, dalle 10 alle 11 con lo Speciale Tg2 e dalle 11 alle 12.45 con lo Speciale Tg3. Nel pomeriggio la lunga maratona del servizio pubblico riprende su Rai1 con La vita in diretta dalle 14 alle 15.30. Sempre su Rai1 dalle 15.30 alle 16.45 andra’ in onda lo Speciale Tg1, che alle 16.45 passera’ il testimone a Rai2 che andra’ avanti fino alle 18 con il Tg2 Speciale. Dalle 18.00 alle 18.55 su Rai3 #cartabianca. In serata su Rai1 dalle 21.25 alle 23.30 Porta a porta (in collaborazione con il Tg1). A seguire su Rai3 dalle 23.30 all’1.00 Linea Notte. Martedi’ 6 dicembre Martedi’ 6 dicembre la programmazione dedicata all’analisi dello spoglio referendario prevede su Rai2 dalle 10 alle 11 lo Speciale Tg2. Nel pomeriggio sempre su Rai2 ancora uno Speciale Tg2 dalle 16.45 alle 18. Nella serata di martedi’ dalle 21.15 alle 22.45 su Rai3 ci sara’ Politics. Su Rai1 alle 23.15 Porta a porta. E infine dalle 24 all’1.00 Linea Notte su Rai3.

 

“Mancano davvero pochi giorni e poi gli italiani si libereranno di Renzi. Con un gesto semplice gli elettori potranno ricominciare a guardare il proprio futuro con gli occhi della speranza. Domenica vincerà il No e per l’Italia si aprirà una nuova e fruttuosa stagione”. Lo dice Daniela Santanchè, Forza Italia.

“Un Sì naturalmente rispettoso nei confronti di chi farà una scelta diversa. Dato che nella vita, anche le decisioni più sofferte debbono essere possibilmente accompagnate da un minimo di ironia, mentre scrivo queste righe mi viene in mente mia madre che, quando da bambino cercavo di volere troppo, mi guardava e diceva: ‘Romano, ricordati che nella vita è meglio succhiare un osso che un bastone'”. Lo scrive l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi in una nota in cui spiega le ragioni del suo Sì al referendum costituzionale.

“Io scelto come senatore in caso di vittoria del Si? Non credo proprio, li’ sara’ la casta che scegliera’, e se la canteranno e suoneranno tra loro. Comunque, io non ho nessuna intenzione di andare in Senato, con tutti gli impegni che ha un sindaco e’ impossibile”. Lo dice il sindaco di Napoli Luigi De Magistris al programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. Se De Luca, come Regione Campania, la indicasse, lei direbbe di no? “De Luca non mi indicherebbe, forse lo farebbe solo per togliermi da Napoli qualche giorno, ma io voglio restare qui e fare il sindaco”. Ritiene che il doppio impegno sarebbe troppo complesso da affrontare? “Se si vuole fare il senatore in modo serio, si’. Altrimenti se si vuole andare a Roma, alzare la mano, votare e  andarsene e’ un altro discorso”.

“Il referendum che si terra’ in Italia domenica non riguarda solo un paio di modifiche al funzionamento delle istituzioni del paese. La posta in gioco e’ molto piu’ alta e riguarda l’Europa intera”, scrive il ministro italiano degli Esteri, Paolo Gentiloni, in un articolo pubblicato sul “Financial Times”. “Tra le grandi potenze economiche, l’Italia e’ stata la piu’ colpita dalla recessione. Il paese ha bisogno di stabilita’ e riforme. Per troppo tempo l’Italia e’ stata troppo lenta nell’affrontare i suoi problemi e troppo frettolosa nel cambiare i suoi governi”. Tuttavia, dopo l’esito incerto delle ultime elezioni politiche, nel febbraio 2013, in cui “nessuno ha vinto”, le cose hanno preso una piega inaspettata: si e’ insediato “il governo piu’ stabile che l’Italia avesse visto da un decennio e il piu’ riformista dall’introduzione dell’euro”. L’esecutivo guidato da Matteo Renzi, ammette uno dei suoi membri, “non ha fatto miracoli ne’ ha risolto il problema del debito pubblico o molti degli altri problemi che si sono accumulati negli ultimi trent’anni, ma ha rimesso l’Italia in moto. Cio’ ha richiesto notevoli sacrifici al nostro ceto medio, ai nostri dipendenti pubblici e ai nostri pensionati”. Secondo il capo della diplomazia italiana, il processo ha dato frutti e il paese e’ tornato a crescere: “il deficit continua a scendere, la ristrutturazione del mercato del lavoro ha allentato rigidita’ vecchie di decenni e il settore bancario si sta sottoponendo a una serie di riforme, cosi’ come le istituzioni pubbliche, le scuole e il sistema della giustizia civile”. Gentiloni sottolinea che si tratta di passi rilevanti in un’Europa di “governi fragili che spesso sono tenuti in ostaggio dal populismo”. Sottolinea, inoltre, che “la stabilita’ e le riforme hanno permesso all’Italia di riguadagnare la sua voce in Europa e di incoraggiare l’Ue a concentrare di piu’ la sua strategia economica sugli investimenti e la crescita (…) e a promuovere una politica comune dell’immigrazione”. Il referendum, argomenta l’esponente di governo, “ha il potenziale di completare questo processo di riforma” o, in alternativa, di bloccarlo. Il fronte del “no”, accusa, raccoglie tutte le forze che si oppongono alle riforme: da Silvio Berlusconi alla Lega Nord, dal Movimento cinque stelle alla sinistra radicale. “Non c’e’ dubbio che siano necessarie modifiche alla nostra Costituzione per rendere le istituzioni piu’ efficienti”, afferma Gentiloni, osservando che in nessun altro paese ci sono due camere che svolgono le stesse funzioni, che il numero dei parlamentari e’ eccessivo e che non c’e’ abbastanza chiarezza sulle competenze dello Stato e delle regioni, e negando che il presidente del Consiglio guadagnerebbe ulteriori poteri. “Che cosa dovrebbe aspettarsi l’Europa la mattina del 5 dicembre? Se il ‘no’ vincesse, il cielo non crollera’”, ma “ci saranno certamente conseguenze preoccupanti”, conclude Gentiloni, confidando nella saggezza degli elettori e nella vittoria del “si'”.

“Italia: prossima fermata sulla marcia globale del populismo” e’ il titolo in prima pagina sul Wall Street Journal. “Il referendum rappresenta un voto di fiducia a Renzi e una possibile apertura per M5S” indica Wsj. “La popolarita’ di Renzi e’ in flessione – si legge – e i recenti sondaggi suggeriscono che il No prevarra’, anche se sono ancora molti gli indecisi. Un esito del genere sarebbe” una nuova vittoria “dei politici anti-establishment in un anno che ha visto la Brexit e la vittoria di Trump, e rafforzerebbe il M5S”. Nel ricordare che nel 2017 anche Francia, Germania e Olanda andranno al voto, Wsj indica che “in Europa come negli Usa gli elettori sono arrabbiati con le elite politiche e frustrati per la bassa crescita” e riassumendo la difficile situazione economica dell’Italia, in particolare al sud, si spiega che questo “profondo malessere economico ha alimentato M5S”. Inoltre, in un editoriale dal titolo “La sorpresa italiana”, (pagina 10) Wsj afferma che gli elettori italiani potrebbero esprimere “‘la sorpresa’ politica europea meno sorprendente dell’anno, se come prevedono i sondaggi” vincera’ il No. “Forse gli elettori decideranno che una costituzione riformata incoraggera’ l’emersione del giusto tipo di leader – si aggiunge – ma e’ una buona scommessa, che non sara’ la fine del mondo, se non lo fanno”.

“Il 5 dicembre dovremmo ripartire tutti insieme. Vedremo con quali responsabilita’ e dovremo partire mettendo al centro l’Italia che soffre di piu'”. Lo ha detto ieri Matteo Renzi, nel corso di ‘Matteo risponde’, la diretta che tiene su Facebook rispondendo alle domande che arrivano dal web. “Non siamo mai stati cosi’ vicino a un’impresa straordinaria. Ce la faremo”, ha dichiarato il presidente del Consiglio. E riguardo alle lettere inviate agli italiani all’estero per il referendum costituzionale ha chiarito: “Le lettere le hanno mandate il comitato del Si’ e il Pd. Non il governo”. E infatti in fondo alla lettera c’è l’indirizzo e mail del partito democratico. Il premier è intervenuto anche sul Senato, oggetto della riforma. “I cittadini eleggeranno i propri senatori. I cittadini voteranno in modo esplicito su una scheda per scegliere i senatori che vogliono mandare a Roma”. Renzi ha mostrato il facsimile della scheda elettorale. Sui comuni dell’Italia centrale colpiti dal terremoto ha detto il presidente del Cinsiglio: “In queste ore si stanno costruendo le casette ad Amatrice. Le prime 20 saranno pronte prima di Natale”.

“Di fronte all’occupazione militare da parte del presidente del Consiglio, alla disinformazione cubana di tutti i mezzi di comunicazione, da Rai a Mediaset, questa sera il segretario della Lega Matteo Salvini disdice la sua presenza a Matrix, su Canale 5”. Ne da’ notizia l’ufficio stampa del segretario della Lega. “Mi spiace per gli amici di Matrix – dice Salvini – ma questa sera per protesta ho deciso di non essere in video. Basta con questo sistema: Renzi continua a fare monologhi dappertutto e da mesi rifiuta di fare un confronto con me e nessun programma ha potuto o voluto realizzare quello che in qualsiasi paese civile e’ possibile e normale. Riportiamo un po’ di democrazia nell’informazione: ho gia’ chiesto di presentare un esposto all’Agcom anche nei confronti del Gr di Radiouno dove lo spazio e’ equamente diviso tra Cuba e Renzi. Basta con questo regime”.

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  • Novembre 29, 2016