Referendum

“Come volevasi dimostrare, i vertici Rai in audizione in Commissione di Vigilanza continuano a sostenere di aver rispettato la legge sulla par condicio. Mi dispiace doverlo dire, ma avevo ragione a chiedere l’approvazione di precisi correttivi al regolamento sulla par condicio in vista del referendum costituzionale del 4 dicembre per garantire in concreto, attraverso modalita’ e procedure coerenti con la normativa, quella parita’ di accesso agli spazi informativi sino ad oggi palesemente squilibrati a favore di una sola parte, quella del Si’, prepotentemente rappresentata in ogni dove dalla propaganda pervasiva del governo”. Lo dichiara in una nota il senatore Luigi d’Ambrosio Lettieri (CoR), componente Commissione Vigilanza Rai. “Per questo avevo presentato alcuni emendamenti orientati in questa direzione – prosegue -, ma anche convintamente sottoscritto in sede di esame del regolamento in Commissione di Vigilanza Rai, insieme ai colleghi Crosio e Brunetta, la risoluzione a prima firma del collega Gasparri, che impegnava da subito le testate del servizio pubblico e tutti gli spazi informativi della Rai a tenere fuori dalla informazione sull’attivita’ di governo la propaganda per il si’ al referendum. La consueta ripartizione dei tempi relativi alla informazione politica secondo uno schema che assegna rispettivamente a governo, maggioranza e minoranze 1/3 degli spazi, infatti, non garantisce, come si e’ visto, di per se’ parita’, considerato che tutto il governo non perde occasione per sostenere le ragioni del Si’ al referendum, di qualunque argomento si tratti. I correttivi non ci sono stati e anche per questo il mio e’ stato un voto di astensione, non condividendo in toto il merito, ma anche il metodo adottato. I fatti non mi smentiscono. Anzi”.

La presenza del ministro Angelino Alfano, leader di Ap Ncd, sarebbe stata cancellata da “L’Arena, trasmissione di Raiuno, senza una spiegazione secondo il portavoce Danila Subranni, che smentisce la comunicazione della rete. “Chiediamo formalmente di conoscere, come punto primo, le motivazioni della cancellazione della presenza di Angelino Alfano da “L’Arena” su Raiuno prevista da tempo per il 27 novembre quale leader di Ap-Ncd ed espressione del partito alleato di governo – così Subranni in una nota – E, come punto secondo – a seguito di quanto asserito nella nota di Raiuno circa la presunta comunicazione alla “segreteria” di Alfano, da me ieri categoricamente smentita – il nome e il cognome di chi, per conto del programma L’Arena, avrebbe chiamato per avvisare dell’avvenuta cancellazione e il nome e il cognome di chi avrebbe ricevuto la presunta telefonata. Questo al fine di agevolare quel percorso di chiarezza che, com’è corretto che sia, pretendiamo”.

“Questa e’ una grande occasione per semplificare il sistema, e’ il modo per la politica per essere coerente e credibile, altrimenti non ci guarderemo piu’ allo specchio. Tutti i partiti hanno sempre detto di si’ alle riforme, il merito delle riforme vede tutti i partiti dire si, poi pero’ una volta che si puo’ fare loro dicono no”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, intervenendo ad un’iniziativa per il Si a Torino. “Noi faremo l’ultima settimana sorridenti” ha aggiunto Renzi “andando casa per casa perche’ la politica non puo’ essere solo il 27 del mese per riscuotere lo stipendio”.

“I prossimi leader verranno scelti dai cittadini, non a tavolino, non nei salotti, non nelle cantine. Io dal 5 dicembre sono pronto a girare tutta l’Italia con le nostre idee, le nostre proposte, la nostra squadra”. Lo ha detto Matteo Salvini, al Tour della Sovranita’ organizzato da Fdi, commentando l’annuncio di Silvio Berlusconi di volersi ricandidare alla leadership del centrodestra, “Di Berlusconi apprezzo l’impegno nella campagna per il No. Dal 5 dicembre parleremo di tutto il resto. L’importante e’ che gli italiani sappiano che dopo la vittoria del No l’Italia riparte con una nuova squadra che sta gia’ governando Regioni importanti, come la Lombardia, il Veneto o la Liguria, e quindi mandiamo a casa Renzi che di bugie ne ha dette fin troppe”. Alla domanda se sia disposto a “venire a patti” con Stefano Parisi per unire il centrodestra, Salvini ha replicato: “scendere a patti e’ quello che ha fatto Renzi con Alfano per cambiare la Costituzione. Non scendo a patti con nessuno: ascolto, coinvolgo, allargo ma non ho nostalgie del passato, degli inciuci: Verdini, Alfano o Cicchitto non li voglio vedere nemmeno in foto”.

”Bisogna votare Sì per modernizzare il Paese, per fare crescere il Sud e la Sicilia. E una scelta che va fatta con coraggio, coscienza e con il cuore, guardando alle giovani generazioni perché questa riforma costituzionale cambia il destino dei cittadini di oggi ma anche quello delle prossime generazioni”. A dirlo a Palermo è stato il capogruppo di Ap in commissione Affari costituzionali alla Camera, Dore Misuraca, a margine di un incontro sulle ragioni del Sì al referendum. ”E una riforma che aspettiamo da 30 anni – ha aggiunto – tutti volevano che si terminasse la stagione del bicameralismo paritario, e lo abbiamo fatto con una sola camera politica che dà il voto al Governo e un Senato delle regioni e dei territori. Abbiamo diminuito i 315 senatori e, quindi, abbiamo ridotto i costi e abbiamo ristabilito le competenze legislative tra Stato e Regioni evitando il conflitto presso la Corte costituzionale per riequilibrare rapporto tra istituzioni e cittadini”. E a chi mette sotto accusa il combinato disposto di riforma costituzionale e legge elettorale, replica: ”Sulla legge elettorale abbiamo già avuto assicurazioni e noi di Area popolare abbiamo già presentato e depositato alla Camera una modifica”.

“Qualche minuto fa, venendo qui, mi hanno dato un volantino del No. Uno dei punti che si leggono e’ che la riforma sarebbe stata scritta sotto dettatura del Governo. La verita’ ha un limite. Questa riforma e’ stata votata ben sei volte in Parlamento”, “chi dice che e’ scritta sotto dettatura, dice una bugia, diciamoglielo. A tutto c’e’ un limite”. Cosi’ il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Luca Lotti, ad un’iniziativa per il Si’ a Borgo San Lorenzo (Firenze). “Vorrei – ha aggiunto – che gli ultimi sette giorni di campagna fossero spesi nel racconto che cosa dice la riforma, leggendo cosa dice la riforma, non le bugie”.

“Non e’ certamente colpa nostra se i toni della campagna elettorale sono troppo accesi, e’ colpa di chi fa propaganda per il si’ e dice che ci sarebbe un caos se vincesse il no, anche sui mercati. Nulla di tutto questo, se vince il no si apre lo spazio per sedersi a un tavolo per studiare una nuova riforma condivisa e una nuova legge elettorale”. Lo ha detto il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, intervistato da Rai Parlamento Settegiorni, su Raiuno. Per l’ex premier e’ necessario votare no “perche’ questa riforma non porta nessun risparmio, nessuna efficienza ed e’ pericolosa, porta a una deriva autoritaria che ci preoccupa molto. E con l’attuale legge elettorale una forza politica con una maggioranza molto piccola diventerebbe il padrone dell’Italia e degli italiani. Molti italiani, soprattutto moderati, sono disgustati da questi politici e non vanno a votare – ha aggiunto -. Si rischia di dare il potere a una forza politica che prende i voti solo di un italiano su sei”. “Secondo me serve una legge elettorale proporzionale – ha detto ancora Berlusconi -, con una riforma della Costituzione che sia positiva, con un limite alla pressione fiscale, una diminuzione importante del numero dei parlamentari, 300 deputati e 150, l’introduzione del vincolo di mandato. E poi e’ ora di far si’ che siano gli elettori a scegliere il presidente della Repubblica e non i partiti”

Leader politici in campo per l’ultimo week end di campagna elettorale referendaria in vista del 4 dicembre. Il premier Matteo Renzi è a Venezia, Genova, Savona e a Roma, alla ‘Nuvola’ per una serie di iniziative per il Sì. Il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi sarà in piazza Montecitorio, alle 10, per una manifestazione di Idv. A Roma ci sarà un corteo dei cinque stelle con Beppe Grillo e i suoi parlamentari. Silvio Berlusconi sarà intervistato da Emilio Carelli a Skytg24 per spiegare le ragioni del No. Oggi si terrà la manifestazione nazionale ‘Non una di meno’ contro la violenza sulle donne con la partecipazione della presidente della Camera, Laura Boldrini.

“Ieri pomeriggio, nella trasmissione ‘La vita in diretta’, si e’ consumato l’ennesimo sopruso da parte del governo Renzi. In spregio delle norme sulla par condicio, il ministro Boschi ha avuto un palcoscenico eccezionale per fare la sua propaganda. Anche se l’argomento trattato era la violenza contro le donne, non sfuggira’ a nessuno che tra una settimana si andra’ a votare proprio per dire Si o No alla riforma costituzionale che porta la firma della Boschi. Ma chi credono di prendere in giro? Ho presentato un nuovo esposto all’Agcom perche’ questi abusi sono diventati intollerabili. L’Autorita’ prenda iniziative immediate per equilibrare gli spazi informativi soprattutto nei programmi extra tg in sostegno del No. Non bastano richiami. Servono sanzioni, perche’ le raccomandazioni sin qui fatte dall’Agcom, che ha riscontrato lo scandaloso sbilanciamento in favore del Si in quasi tutte le testate di tutte le reti pubbliche e private, nonche’ un’eccessiva presenza del governo, non hanno avuto sufficiente seguito. Chi ci sara’ in questa settimana a ‘ La vita in diretta’ in sostegno del No? La Rai lo dica subito e l’Agcom deve pretendere di saperlo per tempo come e’ stato fatto per la trasmissione di Fazio. O i vertici Rai per primi ne risponderanno in tutte le sedi anche giudiziarie”. Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri (FI)

“Questa riforma non è la riforma del governo Renzi o di Renzi”. Lo ha detto alla trasmissione ‘Agorà’ su Rai3 il ministro della Difesa Roberta Pinotti. La riforma, ha continuato il ministro, “tiene presente il lavoro fatto dai saggi di Letta o punti del programma dell’Ulivo”. E sulla idea di andare al voto, lanciata dai sostenitori del No al referendum costituzionale in caso di vittoria, Pinotti dichiara: “Se vince il No si va ed elezioni? Si va dal presidente Mattarella e decide lui”.