Russia

“Dividere l’Europa dalla Russia e’ da parte degli Stati Uniti un errore storicamente incomprensibile e oggi ci troviamo schiacciati da una politica che non abbiamo deciso noi”. Lo ha detto il presidente della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli, Romano Prodi, al Forum economico Eurasiatico di Verona. “Non sono per niente soddisfatto dei rapporti che abbiamo con la Russia e l’Eurasia – ha aggiunto l’ex premier ed ex presidente della Commissione Ue -, la Russia ha bisogno di noi e noi di loro”. “La politica americana oggi offre un senso di insicurezza, anche se la tensione con la Russia c’e’ non solo oggi con Trump, ma c’era pure con Bush e Obama Per questo – ha concluso – dobbiamo riflettere sulle difficolta’ a rovesciare questo tipo di approccio”.

La Russia non crede che la collaborazione con l’Arabia Saudita possa in qualche modo danneggiare i suoi contati con l’Iran, in quanto si tratta di due binari paralleli. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, rispondendo ai giornalisti che, alla vigilia della visita in Russia di re Salman, gli hanno chiesto se Mosca ritiene possibile una cooperazione con Ryad e Teheran, considerati rivali geopolitici. “I rapporti tra Mosca e Ryad sono assolutamente autosufficienti. – ha dichiarato – Si tratta di un vettore distinto della nostra politica estera, e che si basa sul fatto che l’Arabia Saudita occupa un posto importare nella regione e nel mondo arabo in generale”. A quanto riferito dal Cremlino, il re saudita arrivera’ a Mosca giovedi’. Atteso l’incontro con il presidente Vladimir Putin, ma anche quello – il 6 ottobre – con il premier Dmitri Medvedev, con cui si parlera’ di rapporti economico-commerciali, energia e di progetti di infrastrutture. La visita di re Salman arriva a un mese di distanza dalla prossima riunione dell’Opec, in cui si discutera’ di un prolungamento dei tagli alla produzione, che scadono a marzo. L’accordo del novembre scorso prevede taglio per 1,8 milioni di barili e include anche la Russia.

Hillary Clinton potrebbe contestare la legittimità della vittoria di Donald Trump alle presidenziali del 2016. L’ex first lady, in una intervista alla rete televisiva pubblica Npr, ha spiegato che potrebbe agire in questo modo se dalle indagini in corso dovesse emergere l’influenza della Russia sul voto più profonda di quanto immaginato finora. La Clinton è intervenuta su questo argomento dopo l’audizione davanti alla commissione intelligence del Senato di John Podesta, l’ex presidente della sua campagna elettorale

La compagnia energetica russa Gazprom prevede di investire complessivamente 850 miliardi di rubli (14,1 miliardi di dollari) nella costruzione delle condutture Power of Siberia nel 2018-2019. Lo ha annunciato oggi il capo della divisione politica economica e finanziaria dell’azienda, Alexander Ivannikov. “Abbiamo una cifra globale per il programma di investimenti 2018-2019, quindi la cifra di 850 miliardi di rubli e’ senza breakdown”, ha detto ai giornalisti. Il gasdotto Power of Siberia percorre 3.000 chilometri (1.864 miglia) ed progettato per trasferire gas dai centri produttivi della regione Irkutsk della Russia e della Repubblica di Sakha ai consumatori che vivono nell’Estremo Oriente russo e in Cina.

L’Fbi nel 2016 ha indagato sui rapporti tra l’allora consulente di politica estera di Trump, Carter Page, per verificare eventuali rapporti con la Russia che avrebbero potuto influenzare la campagna elettorale. E’ il Washington Post a rivelarlo. Per il Post, il Federal Bureau of Investigation ha ottenuto un mandato, il Fisa (Foreign Intelligence Surveillance Act). Dalla Corte di Sorveglianza per l’Intelligence straniera, mandato che di prassi non viene rivelato. L’autorizzazione sarebbe stata data perchè l’Fbi sosteneva che c’erano motivi per sospettare che Carter, consulente finanziario in Russia, stava lavorando per Mosca con obiettivi elettorali negli Usa. L’Fbi ha indagato anche su possibili interferenze russe nell’elezione presidenziale dello scorso novembre, interferenze poi confermate dall’intelligence Usa anche se non è stato stabilito che queste possano aver determinato l’esito delle elezioni. Page era stato nominato da Trump membro del suo team di consiglieri di politica estera a marzo 2016 e dopo poco tempo gli fu tolto l’incarico. Page ha dichiarato al Post di non avere “alcunchè da nascondere”.

Ci sono dei “margini” per una nuova cooperazione con la Russia nel settore del trasporto del gas in Europa, con tuttavia una serie di ma e di se. Secondo il ministro degli Esteri Angelino Alfano. Il ministro ha segnalato “interesse strategico in questa forma di cooperazione: vogliamo accentuare ogni cooperazione che va in questa direzione nel pieno rispetto di quanto la Russia possa fare in piena autonomia per quanto riguarda le scelte industriali”, ossia i dossier già in essere con la Turchia. “Vediamo dei margini per individuare dei punti di incontro industriali: vogliamo far sì che ci sia un approfondito dialogo dal punto di vista politico e industriale per realizzare una proficua cooperazione”. Il capo della Farnesina rispondeva alla stampa italiana, alla fine di un incontro con il vicepremier russo Arkadij Dvorkovich a Mosca. Quest’ultimo ha specificato che “per quanto riguarda il North Stream 2 e la realizzazione del corridoio Sud, ossia il Turkish Stream, siamo interessati alla partecipazione della compagnie italiane ovviamente attraverso delle aste o concorsi. La decisione viene presa ovviamente su base commerciale, ma le relazioni su base politica danno speranza. Concretamente le vie energetiche in Europa e in particolare la seconda linea Sud, dipende dalle consultazioni della Commissione europea, e da un regime legislativo affidabile per le forniture”. Dvorkovich ha ribadito poi che la parte commerciale e quindi una eventuale scelta di Snam per il futuro, dipende da Gazprom.

La Russia considera l’Italia fra i suoi principali partner. Lo sottolinea il ministero degli Esteri di Mosca, citato dall’agenzia di stampa Tass, nel giorno in cui si trova nella Federazione il titolare della Farnesina Angelino Alfano per un incontro con il collega Sergey Lavrov. “Il ministero degli Esteri russo – si legge in una nota – attribuisce grande importanza allo sviluppo del dialogo ed al mantenimento di un alto livello di cooperazione con l’Italia, uno dei principali partner politici ed economici della Russia in Europa occidentale”. Secondo il ministero, nel corso dei colloqui tra Alfano e Lavrov si parlerà dell'”attuale stato e delle prospettive delle relazioni italo-russe in politica, economia, scienza e tecnologia”. “I due ministri – ha detto la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova – discuteranno anche dei principali temi internazionali, tra cui la situazione in Siria, Libia e Ucraina, degli sforzi contro il terrorismo internazionale, della cooperazione con l’Italia nel Consiglio di sicurezza dell’Onu e delle relazioni tra Russia e Ue”.

Il direttore dell’Fbi, James Comey, conferma ufficialmente che “sono in corso indagini su possibili collegamenti tra lo staff della campagna di Donald Trump e le interferenze della Russia nel processo elettorale”. È la prima volta che Comey conferma ufficialmente e pubblicamente questa attività investigativa. Lo ha fatto nell’audizione della Commissione Intelligence della Camera dei rappresentanti, cominciata alle 10 di mattina del 20 marzo e seguita in diretta tv da milioni di americani.

“Guardiamo all’obiettivo di un ritorno al G8, ma non è detto che ci sia la possibilità di arrivarci entro maggio”, lo ha detto il ministro degli esteri, Angelino Alfano, parlando con i giornalisti a margine del suo intervento al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a New York e riferendosi al mese in cui si svolgerà il G7 a Taormina e al quale Mosca non parteciperà. Alfano ha sottolineato che l’Italia spera in un miglioramento nei rapporti tra Stati Uniti e Russia, che oggi si trovano nel periodo più difficile dalla fine della Guerra fredda. Il ministro ha ripreso le parole del premier Paolo Gentiloni che nel corso della sua visita a Parigi, dove ha incontrato il presidente Francois Hollande, ha ribadito che è sbagliato andare verso una contrapposizione da guerra fredda. Sulle sanzioni sulla Russia per la questione ucraina Alfano ha affermato che “devono essere un mezzo e non il fine”.

Beppe Grillo è entrato nel “club dei simpatizzanti del Cremlino in Occidente” che diventa sempre più numeroso. Il “Guardian” di oggi dedica un articolo all'”importante cambio di posizione” riguardo alla Russia da parte del leader del Movimento 5 Stelle. Dieci anni fa, l’allora comico, ricorda il giornale britannico in una corrispondenza da Roma, dopo l’uccisione della giornalista anti-Putin Anna Politkovskaya, scriveva: “La Russia è una democrazia basata sull’esportazione di gas e petrolio. Se non li esportassero più, tornerebbero a essere la buona, vecchia dittatura di una volta”. Da allora, “la posizione di Grillo sulla Russia è radicalmente cambiata”, osserva la corrispondente del “Guardian”, ricordando come il responsabile per la politica estera dl M5s, Manlio Di Stefano, sia un grande sostenitore delle politiche del presidente russo ed abbia salutato il bombardamento di Aleppo da parte delle forze di Mosca e del regime siriano come “la liberazione” della città.