Silvio Berlusconi

“Non e’ certamente colpa nostra se i toni della campagna elettorale sono troppo accesi, e’ colpa di chi fa propaganda per il si’ e dice che ci sarebbe un caos se vincesse il no, anche sui mercati. Nulla di tutto questo, se vince il no si apre lo spazio per sedersi a un tavolo per studiare una nuova riforma condivisa e una nuova legge elettorale”. Lo ha detto il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, intervistato da Rai Parlamento Settegiorni, su Raiuno. Per l’ex premier e’ necessario votare no “perche’ questa riforma non porta nessun risparmio, nessuna efficienza ed e’ pericolosa, porta a una deriva autoritaria che ci preoccupa molto. E con l’attuale legge elettorale una forza politica con una maggioranza molto piccola diventerebbe il padrone dell’Italia e degli italiani. Molti italiani, soprattutto moderati, sono disgustati da questi politici e non vanno a votare – ha aggiunto -. Si rischia di dare il potere a una forza politica che prende i voti solo di un italiano su sei”. “Secondo me serve una legge elettorale proporzionale – ha detto ancora Berlusconi -, con una riforma della Costituzione che sia positiva, con un limite alla pressione fiscale, una diminuzione importante del numero dei parlamentari, 300 deputati e 150, l’introduzione del vincolo di mandato. E poi e’ ora di far si’ che siano gli elettori a scegliere il presidente della Repubblica e non i partiti”

 

Silvio Berlusconi non si fida dell’impegno di Renzi a modificare l’Italicum. Ha spiegato il perché a Bruno Vespa nella trasmissione Porta a Porta su RaiUno: “Se questo accadrà benissimo, ma oggi è soltanto una promessa e questo governo di promesse ne ha fatte tante e non le ha mantenute – ha detto l’ex cavaliere –  Magari l’intenzione c’è, ma poi possono succedere tante cose. Magari uno scioglimento delle camere, si andrebbe a votare con questa legge, e ci troveremmo dentro una dittatura, di Renzi e del Pd o di Grillo e del M5s”. L’ex presidente del Consiglio ha rilanciato la necessità del proporzionale: “Serve una legge proporzionale con sbarramento, per esempio al 5% per i partiti più piccoli”. Berlusconi dichiara di essere di nuovo alla ricerca di un successore dopo la ‘separazione’ da Stefano Parisi che ha scelto una strada diversa da quella immaginata per lui dal Cavaliere per rilanciare il centrodestra.  “Occorre che il centrodestra trovi qualcuno che contrasti Renzi”, ha ribadito.

“No, perchè io sto dentro il centrodestra”. Stefano Parisi, intervistato dal quotidiano “il Dubbio” rifiuta seccamente l’etichetta di nuovo Corrado Passera del centrodestra, eclissatosi dalla scena politica dopo il fallimento del movimento politico da lui fondato e della campagna elettorale alle Comunali per palazzo Marino. “Non sono nè rammaricato, nè offeso con Silvio Berlusconi”, dice Parisi sulla scomunica ricevuta dall’ex Cav. Convinto che “Forza Italia ha un bivio davanti: farsi guidare da Salvini oppure stare con i liberali popolari che è il nostro mondo”. Un mondo che Parisi è convinto essere rappresentato da lui e al quale chiama anche “i leghisti moderati”. “Si devono – dice di loro- farsi sentire”. Perchè “la Lega che io conosco ha un’anima riformista ed è composta da gente di governo, da amministratori con lunga esperienza”. Infine, ha precisato Parisi, “non  ho mai detto che farò come Trump ma di guardare a Trump che vinto senza l’appoggio del partito repubblicano”, restando convinto che “i partiti non hanno futuro”.

“Solo con una vittoria del No, che elimini questa finta riforma, ci sara’ spazio per lavorare ad una riforma vera. E naturalmente il Presidente del Consiglio, per sua stessa ammissione, dovra’ trarre le conseguenze del fallimento di un progetto al quale ha legato la sua intera azione politica”. E’ quanto si legge nel messaggio del presidente Silvio Berlusconi, inviato agli organizzatori e ai partecipanti alla ‘Festa Azzurra di Forza Italia a Corato (Bari). “Noi non diciamo No alla riforma per ostilita’ preconcetta a Renzi e al Pd- aggiunge Berlusconi- Se la riforma fosse utile agli italiani la appoggeremmo anche se siamo profondamente contrari a questo governo e alle sue politiche. Pero’ e’ innegabile che il voto del 4 dicembre sara’ anche un voto sul governo e sul Presidente del Consiglio”. Dunque, conclude il leader di Fi, “ci sono tutte le condizioni per una svolta, sul piano istituzionale e politico. Una svolta non verso la confusione e l’ingovernabilita’, come dice Renzi, ma al contrario verso governi che siano finalmente espressione vera degli elettori”.

“L’alleanza con Berlusconi e’ ancora la chiave di volta della vostra strategia? Dopo l’operazione al cuore mi pare tornato in campo alla grande. E’ ancora lui che da’ le carte, insomma. Per me far politica ha senso se l’impegno conduce a cambiare le cose, altrimenti si rimane nel campo della nobile testimonianza. E se vogliamo vincere, da li’ bisogna passare. Non e’ detto che basti, ma e’ condizione necessaria. L’alleanza va estesa anche ai centristi di Area popolare? Il vero discrimine in questo momento e’ il No al referendum. E non solo in chiave anti Renzi: le modifiche della Boschi mortificano il ruolo delle Regioni e umiliano ogni idea di federalismo. I centristi hanno gia’ detto che voteranno Si’ al referendum. Non so… Ho sentito Maurizio Lupi spendersi per il Si’, ma tanti di loro in privato mi fanno sapere che si comporteranno diversamente. Il congresso della Lega quando si fara’? Da quanto si terra’ a dicembre, ma la data non e’ un problema. E comunque io non faro’ niente per danneggiare il nostro segretario. Salvini e’ il leader e deve continuare a esserlo. Cosa faro’ da grande? Io nel 2018 mi ricandido in Lombardia. Devo completare l’opera, e soprattutto finire la Pedemontana. Con Salvini nessuna frizione: abbiamo solo opinioni diverse’. Cosi Roberto Maroni.

Terminato l’intervento al cuore a cui è stato sottoposto Silvio Berlusconi. Nessuna complicazione all’operazione di sostituzione della valvola aortica. L’intervento durato 4 ore è stato eseguito all’Ospedale San Raffaele di Milano dall’equipe chirurgica guidata dal professore Ottavio Alfieri. L’ex presidente del Consiglio è stato trasferito in terapia intensiva.

Silvio Berlusconi sembra ringalluzzito dopo la virata su Alfio Marchini alle amministrative di Roma e, sulla scorta di sondaggi non del tutto negativi, torna alla ribalta e lancia messaggi molto chiari ai partner dello schieramento di centrodestra, piu’ esattamente Matteo Salvini e Giorgia Meloni che avevano lanciato un’Opa su Forza Italia. ‘Serve un uomo del fare – spiega l’ex Cavaliere – uno che venga dalla trincea del lavoro. Serve un leader per il centrodestra moderato che venga dal mondo del lavoro e non politico di professione’. Questo il pensiero di Berlusconi, che si dice convinto ‘ che Alfio Marchini arriverà al ballottaggio per il Campidoglio’. L’uomo di Arcore torna a sperare anche a Milano dove il suo candidato Stefano Parisi affiancherebbe nei sondaggi l’uomo Expo Giuseppe Sala, candidato del  Pd. E comunque per Berlusconi ‘il leader del centrodestra lo fara’ chi ha piu’ consensi’. Matteo Salvini é avvisato, ma anche Renzi definito da Berlusconi ‘uno che ha una spaventosa bulimia di potere’