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Gli elettori italiani della sinistra non potranno di certo lamentarsi: l’offerta politica e’ la piu’ varia e in grado di soddisfare i palati piu’ esigenti. Di partiti o di aree politiche, di movimenti o di contenitori che si rifanno alla sinistra, con varie tonalita’ di rosso, da quello porpora al rosso veneziano: Partito Democratico, Sinistra Italiana, Partito comunista italiano, Democratici e Progressisti, Sinistra Ecologia Libertà, L’Altra Europa con Tsipras, Rifondazione Comunista, i Verdi, Azione Civile, a DemA (gli arancioni) di Luigi De Magistris, ‘Possibile’ di Pippo Civati, a ‘Coesione sociale’ di Landini. Venghino compagni, venghino….

“La scissione che a me fa piu’ paura e’ quella delle persone dalla politica. Mi auguro si capisca la necessita’ di riacquistare la fiducia delle persone che non vanno piu’ a votare o votano per protesta”. Lo ha detto il presidente della Camera Laura Boldrini, a Rimini al congresso fondativo di Sinistra italiana. “Mi auguro che dopo la fase del dibattito e l’affermazione delle differenze le forze progressiste riescano a fare una buona sintesi”, ha aggiunto. Boldrini, che ha partecipato anche al lancio del movimento di Pisapia ha spiegato: “e’ doveroso da parte mia fare di tutto per far dialogare le tante anime della sinistra punto”.

‘La sinistra deve stare molto attenta perche’ c’e’ il rischio che una ondata anti sistema si impadronisca del Paese e possa fare peggio di quello che possiamo fare noi”: l’avvertimento e’ arrivato dal sindaco di Milano Giuseppe Sala parlando della situazione politica del Paese nel corso di una intervista con Paolo Maggioni all’evento di fondazione del movimento politico Sinistra per Milano, lista che lo ha sostenuto alle elezioni comunali. “E’ un momento delicato per il nostro Paese c’e’ la tendenza a dividersi in sistema e anti sistema” ha spiegato il sindaco aggiungendo che “e’ un rischio che si e’ concretizzato anche negli Stati Uniti con la vittoria di Trump. Io sono per un sistema, ma modificato e che possa funzionare”. “Credo che il rischio di una ondata anti sistema c’e’ forte anche nel nostro Paese”, ha concluso.

“Proprio non capisco le ragioni dei leader riformisti schierati per il No. Capisco Salvini, Grillo, De Mita e Cirino Pomicino, ed e’ una foto di gruppo che non puo’ non suscitare qualche sorriso, ma D’Alema e Bersani proprio no. Le loro argomentazioni mi sono parse cariche di un allarme non spiegato e, anche stilisticamente, fuori dalla loro cifra”. Per il regista Paolo Virzi’, intervistato da Repubblica, “l’alternativa, per chi e’ di sinistra, non puo’ essere organizzare i girotondi del No con un teppista come Salvini, con un totale irresponsabile come Grillo e dulcis in fundo con quella lenza di Berlusconi. Attenzione – avverte – il vecchio Caimano e’ pronto a riemergere e a spalancare le sue fauci”. “Non mi piace quello che sta succedendo a sinistra, troppo astio”, dice Virzi’. “Vedo da una parte i seguaci del premier invocare espulsioni e, dall’altra, persino un signore pacato come Bersani, uno che da ministro le riforme le ha fatte davvero e che ha sempre incarnato la figura dello zio bonario e spiritoso, impegnarsi in una battagliuccia stizzita che non e’ da lui. Intanto – osserva – imperversano le tragedie del nostro tempo: immigrazione, poverta’, guerre, barbarie. La mucca e’ nel corridoio, altroche’: sta muggendo per disperazione, perche’ nessuno si occupa di lei”. “Renzi non lo conosco e ho la sensazione che non debba avere un buon carattere, ma questo mi sembra piu’ un problema per sua moglie che per l’Italia”, afferma Virzi’. “Lo trovate insolente e un po’ bullo? Anch’io, pero’ se uno da’ un’occhiata al panorama fuori dalla sinistra trova una gaglioffaggine e una violenza che fanno sembrare Renzi un boy-scout”. Se Bersani pensa davvero che Renzi stia alterando il Dna del Pd, “allora dichiari apertamente che il No serve a cacciarlo e si dedichi a un progetto alternativo. Non so se sottoscriverei, ma lo capirei. Altrimenti e’ difficile sfuggire alla sensazione che le ragioni di questa contrapposizione siano piu’ psicanalitiche che politiche”.

Come puo’ un oscuro presidente di Provincia, in pochi anni, diventare Premier? E’ semplice se sei un fuoriclasse e Matteo Renzi lo e’. L’ex sindaco di Firenze ha scelto il Pd perche’ era il partito che gli consentiva una piu’ rapida ascesa al potere. ‘Renzi-House of Cards’ non ha alcun afflato di sinistra. Non gliene frega nulla. La sua cultura e il suo background sono quelli degli anni 80-90, del disimpegno e dell’edonismo reaganiano, del pragmatismo aziendale, della tv commerciale e della pubblicita’. Renzi ha capito che non era difficile sembrare ‘nuovi’ e ‘originali’ in una politica come quella italiana dove tutto e’ vecchio e stantio. Ha puntato tutto sulla narrazione e sulla comunicazione: positiva ed entusiasmante la prima, veloce e pervasiva la seconda. E’ entrato nel teatrino sempre uguale della politica italiana a gamba tesa, con guasconeria e coraggio. Non aveva nulla da perdere, ha vinto tutto. E vincera’ ancora. La sua azione di governo e’ improntata al decisionismo e all’interventismo in economia; al centralismo nella gestione del potere statuale, al compromesso e al trasformismo con gli alleati. La sua riforma costituzionale mira ad uno Stato leggero; e’ contro la politica finanziaria dell’austerity; e’ europeista sino a quando conviene esserlo. E’ a favore dell’impresa, contro i sindacati, i poteri intermedi e le forze sociali. Matteo Renzi e’ un uomo di centrodestra, alla guida di un partito, il Pd che, con lui ha portato a termine la sua mutazione genetica. Qualcuno informi gli elettori di sinistra che il Pd non rappresenta piu’ la sinistra e le sue istanze, e che il segretario Democratico nonche’ Premier, Renzi, alla vista di una bandiera rossa, diventa un toro. Scatenato.

“Inutile girarci intorno: i voti di destra saranno decisivi al referendum. La sinistra, ormai, e’ in larghissima parte con noi”. A dirlo e’ il presidente del consiglio Matteo Renzi, intervistato da Il Foglio. “Direi che la stragrande maggioranza e’ con noi. La questione vera oggi e’ la destra. E l’ elettore di destra oggi si trova di fronte a due scelte: votare sul merito, non votare sul merito. Se la scelta diventa votare sul merito vota Si’ e sono certo che alla fine andra’ cosi’. Sulla scheda elettorale in fondo non c’ e’ scritto volete voi cancellare dalla faccia della terra il governo Renzi. Il governo Renzi puo’ essere cancellato ogni giorno in Parlamento, in qualsiasi momento, o alle elezioni politiche, dai cittadini. Oggi si discute di altro. Oggi si discute di Italia, non di una persona”, aggiunge il premier.

Il Movimento 5 Stelle perde consenso dopo il caso “Roma” con le nomine della giunta Raggi. In una settimana, il movimento di Beppe Grillo perde 4,4 punti percentuali a livello nazionale, secondo il sondaggio Swg all’8 settembre, pubblicato oggi sul quotidiano il Messaggero. I grillini passano dal 29,5% del primo settembre al 25,1%. Consensi perduti che si spostano verso la Lega e la sinistra. Il Pd aumenta lievemente il consenso e dal 30,4% sale al 31,0% staccando di 6 punti l’M5S che gli contendeva il podio. Forza Italia sale al 13,9% (era al 13,6% il primo settembre), la Lega accresce il consenso al 14,1% (12,8% il primo settembre).