Siria

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha affermato che e’ interesse del suo Paese avere buone relazioni con gli Usa malgrado le divergenze con il presidente Donald Trump su importanti questioni. In un’intervista con un media locale, Funke, Merkel ha aggiunto che i colloqui avuti con il presidente Usa durante la sua visita a Washington e successivamente in un telefonata con il tycoon sono stati “buoni”, ma “questo non esclude che noi abbiamo opinioni diverse su alcuni punti, tra cui importanti questioni”. Merkel ha riconosciuto che l’azione militare contro l’Isis il gruppo Stato islamico era necessaria, ma ha precisato che per la Siria e l’Iraq e’ necessaria una soluzione politica e che un aumento dell’impegno della Germania nella lotta contro i gruppi estremisti “non e’ in discussione”.

Tre bombe sono esplose davanti al bus del Borussia Dortmund mentre la squadra si dirigeva verso lo stadio per la partita di Champions League contro il Monaco. Gli ordigni erano nascosti in una siepe. Ma altri oggetti sospetti sono stati rinvenuti nei pressi dell’hotel del Borussia Dortmund, durante i controlli. La polizia sta verificando se ci sia una pista islamica radicale ma sta anche valutando una rivendicazione di ambienti antifascisti. Il match è stato rinviato, si terrà oggi alle 18.45. Secondo Sueddeutsche Zeitung, NDR e WDR, nella lettera di rivendicazione ritrovata vicino l’autobus si fa riferimento all’attentato contro un mercatino di Natale a Berlino e alle missioni dei Tornado tedeschi in Siria. Fonti vicini agli inquirenti citate dalla Sueddeutsche Zeitung definiscono l’episodio molto insolito e ritengono possibile anche l’ipotesi che i responsabili delle esplosioni abbiano voluto fornire una pista falsa. Gli inquirenti tedeschi stanno pero’ verificando anche una seconda rivendicazione, proveniente probabilmente da ambienti antifascisti. La rivendicazione è comparsa martedì sera su internet ed è scritta in uno stile simile a quello dell’Antifa, una sigla che raccoglie gruppi di autonomi, anarchici ed esponenti della sinistra radicale extraparlamentare. Nel testo si spiega che l’autobus è stato attaccato in quanto “simbolo della politica” del Borussia Dortmund, che non si impegnerebbe abbastanza contro razzisti, nazisti e populisti di destra.

“Dopo l’intervento americano si e’ aperta una finestra di opportunita’ per costruire una nuova condizione positiva per il processo politico in Siria, che riteniamo essere l’unica soluzione”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Angelino Alfano, al termine della riunione straordinaria sulla Siria, a margine del G7 di Lucca, allargata ai Paesi del Golfo ed alla Turchia.

Il presidente siriano Bashar Assad e la sua amministrazione dovrebbero lasciare per il bene della transizione politica nel paese arabo. Lo ha dichiarato alla stampa ad Antalya il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu. “Inizialmente abbiamo avuto divergenze di opinioni con la Russia su Assad. Il regime continua a uccidere i suoi cittadini, e le recenti indicazioni degli Stati Uniti, secondo cui dovrebbero essere i cittadini siriani a decidere il futuro della Siria, non hanno fatto che dare ad Assad maggiore sicurezza. La Federazione russa deve smettere di garantirne la permanenza al potere”, ha dichiarato il ministro turco, aggiungendo che Ankara “continua ad impegnarsi per il rispetto della tregua in Siria”. (Immagine: @CorriereWeb)

“Ieri Direzione Italia e’ stato l’unico movimento politico di centrodestra a dire ciò che dicevano – ciascuno a proprio modo – i principali leader del centrodestra occidentale: un sostegno agli Stati Uniti chiaro, unito ovviamente all’auspicio di un negoziato”. Così Raffaele Fitto leader di Direzione Italia. “Ho invece letto dichiarazioni, nell’ambito del centrodestra -aggiunge- che forse per la prima volta nella storia, da settant’anni, lo collocherebbero in una posizione non chiara rispetto al perimetro occidentale. Un conto e’ auspicare che pure il governo di Mosca, pragmaticamente, prenda atto della realtà, non difenda il dittatore Assad, e contribuisca al negoziato”. “Altro conto -prosegue- e’ rilasciare dichiarazioni che sembrano quelle del Pci degli anni Cinquanta per aderire alle tesi sovietiche. Le primarie nel centrodestra servirebbero anche a questo: per discutere seriamente anche di politica internazionale e del ruolo dell’Italia nel mondo”.

‘Credo sia un’azione limitata, circoscritta e in gran parte prevedibile. Dopo tutte queste settimane di presidenza, Trump ha parlato tanto e realizzato poco. La sua credibilita’ sulla politica internazionale, se non fosse intervenuto dopo le parole di ieri, sarebbe stata gravemente scossa”. Cosi’ Pier Ferdinando Casini, presidente della commissione Esteri del Senato, ad Agora’ (RaiTre), ha commentato l’attacco degli Stati Uniti in Siria. “Gli Stati Uniti hanno fatto un’azione dimostrativa – ha aggiunto il leader di Centristi per l’Europa – non credo avra’ piu’ di tante conseguenze sulla Siria”. “I primi che Trump avra’ avvertito saranno stati i russi, i quali hanno reagito secondo una commedia annunciata – ha osservato Casini – ma in realta’ i russi sapevano dell’azione e gli americani si sono ben guardati dal colpirli”. “E’ chiaro che oggi Trump si e’ fatto carico anche di un crescente malumore dei turchi. Probabilmente – ha concluso – questo e’ un segnale anche di ripresa di una certa intesa con la Turchia che negli ultimi mesi era stata problematica”.

Sdegno, stupore, approvazione. Così i principali leader del mondo reagiscono alla notizia dell’attacco missilistico americano in Siria sulla base aerea di Shayrat, nella provincia di Homs, da dove, secondo l’intelligence Usa, sarebbero partiti i raid con le armi chimiche che hanno ucciso decine di civili nella provincia di Idlib. Il raid americano e’ scattato alle 20:40 ora statunitense, in Siria le 04:40, le 03:40 in Italia. “Bambini bellissimi, uccisi brutalmente. Nessun bambino dovrebbe soffrire un simile orrore”. Con queste parole il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato il raid americano lanciato con 59 missili. Il Cremlino parla di “aggressione contro uno Stato sovrano, in violazione del diritto internazionale e con un pretesto inventato”. Per Mosca questa “aggressione porterà “danni considerevoli” alle relazioni tra Russia e Stati Uniti”. La Russia ha anche chiesto l’immediata riunione del Consiglio di sicurezza Onu. L’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Federica Mogherini,
“ha ricevuto nella notte, tra le altre, la chiamata del presidente del consiglio Paolo Gentiloni ed è in contatto con Usa e Onu”, hanno detto fonti di Bruxelles. Alle Nazioni Unite, prima dell’azione militare decisa da Trump si cercava una risoluzione sull’attacco chimico di martedì, poi è arrivata la notizia dei missili Usa sulla Siria. La decisione degli Usa ha ricevuto il plauso di Gran Bretagna, Turchia, Israele, e Arabia Saudita. Il ministro della Difesa siriano, Fahd Yasem al Freich, ha detto che l’azione decisa da Trump mette gli Stati Uniti sullo stesso piano dei terroristi dell’Isis. Sostegno del governo polacco al raid americano, secondo quanto riferisce il portavoce del governo di Varsavia, Rafal Bochenek (immagine @CorriereWeb)

La verità? E’ la prima vittima della guerra. Lo pensava Eschilo, tanti secoli addietro. E non è cambiato nulla da allora. Se oggi il Cremlino, a seguito dell’attacco in Siria che è costato la vita ad 86 morti di cui 30 bambini, si permette di definirlo una ‘fake news’, ossia una notizia destituita di ogni fondamento, allora possiamo dire tranquillamente che nell’era della informazione in tempo reale e delle interconnessioni planetarie, i progressi che sono stati ottenuti sul fronte dell’accertamento della verità dei fatti, soprattutto in politica estera e nei teatri di guerra, non sono poi cosi efficaci. In realtà i progressi sono stati fatti e sono quelli che permettono di sbaragliare la propaganda di regime e l’oltraggio sistematico ai fatti. L’attacco con il gas Sarin che è registrato in Siria nella provincia di Idlib, è purtroppo una triste realtà. Si tratta di un vero affronto alla dignità dell’uomo, una lesione profonda della nostra coscienza che si interroga su cosa poteva e doveva essere fatto per scongiurare la morte di ben 30 bambini e 20 donne. Sorprende e indigna, in tale contesto, l’affermazione del ministro degli Esteri russo che ha bollato l’attacco come una fake news’. L’asse Siria-Russia è cosa ben nota ed era prevedibile che Mosca prendesse le difese di Assad. Tutto questo conferma come oggi più che mai la guerra che si combatte non è purtroppo solo quella delle armi, convenzionali o chimiche che siano, ma anche e soprattutto quella delle opposte verità, della propaganda di guerra, dell’informazione, degli attacchi informatici sul web, dei servizi di intelligence e tutti attentano alla verità delle cose, e cercano di manipolarla, insieme alle nostre coscienze e alla nostra sensibilità. La guerra di oggi si combatte con armi chimiche e con la propaganda di sempre. E uccide tanto i bambini quanto la verità.

Gli Usa hanno presentato una bozza di risoluzione al Consiglio di Sicurezza Onu in cui si chiede al governo di Assad di collaborare nell’inchiesta su quanto avvenuto. Ma il ministero degli Esteri russo ha bollato i resoconti sull’attacco chimico a Idlib, in Siria, come “fake”. “Gli Usa hanno presentato una risoluzione al consiglio di sicurezza dell’Onu basandosi su dei rapporti falsi”, ha detto la portavoce del ministero citata dalle agenzie. “Non vediamo un particolare bisogno di adottare una risoluzione” dopo l’attaccoin Siria, ha detto il vice rappresentante russo all’Onu durante la riunione del Consiglio di Sicurezza. Mosca “ha condannato l’uso di armi chimiche in ogni circostanza e affermato che gli autori devono essere ritenuti responsabili”, sottolineando però che “la campagna anti-Damasco deve essere cestinata nella discarica della storia”. Inoltre, ha ribadito come “ogni volta che ci sono progressi nei colloqui politici sulla Siria avvengono strani incidenti, come l’attacco di ieri”.

“La soluzione in Siria non potra’ mai essere trovata attraverso mezzi militari, la sola via d’uscita alla crisi e’ attraverso una soluzione politica inclusiva”: lo ha detto l’ambasciatore Sebastiano Cardi, rappresentante permanente all’Onu, durante la riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza sulla Siria. L’Italia in questo modo, ‘sposa’ la via diplomatica per la risoluzione del conflitto, in un contesto nel quale predomina l’orientamento a favore di un intervento militare.