Siria

“Più di 3,7 milioni di bambini siriani sotto i 5 anni non conoscono altro che fughe, violenze e insicurezza. Circa 306.000 sono nati come rifugiati nei Paesi vicini.” Lo ha detto Christophe Boulierac, portavoce dell’Unicef, che stima la necessità di aiuti umanitari in Siria e nei paesi vicini per 8,4 milioni di bambini. Peggiorata per i civili la situazione nella parte orientale di Aleppo dove le famiglie hanno rubinetti a secco e non accedono alla rete pubblica di acqua. Molte di queste la cercano nei pozzi con rischio di malattie. Dall’Unicef un appello alle parti in conflitto affinché consentano l’accesso sicuro ai tecnici per riparare le reti elettriche in modo da ripristinare la fornitura d’acqua in città.

La Russia è il primo Stato ad accogliere la proposta Onu di sospendere i bombardamenti ad Aleppo per consentire l’invio di aiuti umanitari nella città sotto assedio. Per la Russia la tregua sarebbe possibile di 48 ore su base settimanale. A comunicarlo è il generale Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa russo. Il cessate il fuoco temporaneo dovrebbe iniziare la prossima settimana. La richiesta era stata avanzata dall’Onu. L’inviato speciale per la Siria, Staffan de Mistura, ieri aveva annunciato la sospensione della task force umanitaria per i combattimenti continui che ostacolano gli aiuti ai civili. De Mistura aveva chiesto una tregua di almeno 48 ore, in particolare ad Aleppo. Uno “stop immediato ai combattimenti” ha chiesto l’Alto rappresentante Federica Mogherini a nome dell’Ue, sottolineando che l’Unione europea “condanna fortemente l’escalation della violenza ad Aleppo”, e in particolare “gli attacchi contro i civili” e quelli “eccessivi e sproporzionati da parte del regime siriano”.

“L’asse russo-iraniano, che ha agganciato anche la Turchia, dal quale io però non prevedo nulla di buono per quello che riguarda gli equilibri internazionali. Siamo in una situazione assolutamente non facile, accentuata poi dal fatto che le elezioni presidenziali americane fanno sì che gli Stati Uniti stanno in campo con una mano sola. Direi che c’è una situazione di stallo totale sia della politica estera dell’Unione, sia per certi aspetti della stessa politica estera americana, almeno per quello che riguarda il Medio Oriente”. Così Fabrizio Cicchitto, deputato di Area Popolare e Presidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari intervenuto questa mattina alla trasmissione ‘Ma cos’è questa estate’ su Radio 24 a proposito della situazione mediorientale. Il pallino ce l’ha in mano la Russia di Putin che ha giocato spregiudicatamente una carta decisiva: quella di sostenere a tutti i costi una dittatura, quella dittatura di Assad, che è poi alle radici di tutta la crisi umanitaria che stiamo oggi misurando. Per sostenere una realtà che ha prodotto finora 250mila / 300mila morti e milioni di emigrati, rifugiati e così via, l’Iran in comune intesa con la Russia sta appoggiando Assad con conseguenze umanitarie che sono davanti a noi”.

Il vice inviato speciale delle Nazioni Unite in Siria, Ramzy Ezzeldin Ramzy, ha invitato oggi ufficialmente il regime di Bashar al Assad a prendere parte a una nuova tornata di colloqui Asaddi pace con l’opposizione alla fine di agosto, incassando risposta positiva da Damasco. Lo riporta l’emittente satellitare “al Arabiya”. L’avvio del terzo round di negoziati a Ginevra era stato preannunciato in settimana dall’inviato speciale Onu Staffan de Mistura. “Ho informato il ministro e il suo vice dell’intenzione di de Mistura di organizzare nuovi colloqui inter-siriani alla fine di agosto”, ha dichiarato Ramzy alla stampa al termine di un incontro con il ministro degli Esteri di Damasco, Walid Muallem, e con il suo vice Faisal Muqdad. “Ho spiegato che intendiamo rendere credibile il processo di transizione politica gia’ appoggiato dal Consiglio di sicurezza e ci siamo confrontati su questo tema”, ha aggiunto il diplomatico Onu. Muallem, da parte sua, ha confermato “l’intenzione del governo siriano di partecipare ai colloqui una volta organizzati”, a patto che siano “senza precondizioni e senza interferenze straniere”.

Un kamikaze arrivato in bicicletta si è fatto saltare in aria fuori da una panetteria nella provincia settentrionale siriana di Hassakeh,controllata dai curdi, uccidendo da 10 a 16 persone e ferendone 27. Lo ha riferito la televisione di Stato. L’attacco non è stato rivendicato ma secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani è opera dell’Isis. Tra le varie fonti, l’Osservatorio dà il numero più alto di morti, 21 vittime.