Ue

Il primo ministro inglese Theresa May nonché leader del partito conservatore dissipa i dubbi e le incertezze e fissa i tempi della effettiva Brexit, ossia della definitiva uscita della Gran Bretagna dalla Unione europea ‘saremo sovrani entro marzo. C’é un piano per la Brexit, che eviti contraccolpi e sovrapposizioni’. La posta in palio é molto alta: la fase di transizione potrebbe causare delle perdite economiche ma anche essere motivo di una confusione legislativa oltre che finanziaria. L’articolo 50 del Trattato di Lisbona che darà il via a due anni di negoziazioni sui modi e sui termini del distacco dall’Unione, verrà richiamato nel primo trimestre del 2017 ‘non ci saranno ritardi non necessari – ha assicurato la May – e le modalità che sceglieremo per la Brexit saranno nell’interesse del Regno Unito. Diventeremo un paese indipendente e sovrano e faremo ciò che fanno i paesi indipendenti e sovrani: decideremo noi come controllare l’immigrazione, decideremo noi quali leggi varare. La Gran Bretagna del dopo Brexit sarà un paese realmente globale, sicuro e libero di guardare alle possibilità economiche e diplomatiche con un’ottica internazionale’

“L’aggiornamento delle linee guida di fatto creano un far west nella nostra aviazione a vantaggio in sostanza delle solite compagnie già presenti nel mercato, e ci riferiamo soprattutto a Ryanair”. A sostenerlo è il deputato M5S Diego De Lorenzis, capogruppo in Commissione Trasporti, che questa mattina ha discusso un’interpellanza urgente in Aula. Per il parlamentare si tratta di linee guida emanate “senza ascoltare l’Autorità di regolazione dei Trasporti e l’Enac, e a dispregio della leale concorrenza e del principio di trasparenza”. Spiega De Lorenzis: “In sostanza l’aggiornamento delle linee guida emanato ad agosto consente alle compagnie aeree già presenti in Italia di aggirare la valutazione europea sul divieto di aiuti di Stato. È quello che chiedeva Ryanair per non abbandonare rotte essenziali per la nostra economia turistica. Anche se, ottenuto l’obiettivo, la compagnia ha comunque abbandonato Alghero”. Per il deputato la risposta del governo non è stata considerata “assolutamente sufficiente”. Il sottosegretario De Filippo ha fatto sapere che si starebbe aprendo un tavolo con la Ue. “Non serve – dice De Lorenzis – l’Ue ha già condannato il nostro Paese per queste forme di finanziamento. Quindi, per evitare di rimetterci altre decine di milioni di euro, bisognerebbe cancellare le nuove modifiche e impedire a soggetti come Ryanair di piegare le leggi nazionali a discapito di quelle europee”.

A Bratislava si parla dell’attuazione del Piano d’azione sulla difesa, che “non significa esercito europeo, ma vuol dire rafforzare la cooperazione per una più efficace difesa europea, complementare alla Nato”. E’ quanto ha puntualizzato l’Alto rappresentante per la politica estera europea, Federica Mogherini, al suo arrivo a Bratislava per una riunione informale dei ministri della Difesa dell’Unione Europea. “Non parliamo di un esercito europeo, ma di usare gli spazi e gli strumenti già esistenti e previsti dai Trattati a beneficio della sicurezza dei cittadini e dei nostri partner”, ha insistito Mogherini, anche replicando a quanto detto dal ministro della Difesa britannico Michael Fallon, che ha ribadito il suo “a ogni idea di esercito europeo”. “Tutti i documenti che ho ricevuto, quello franco-tedesco, quello italiano e anche di altri Paesi – ha detto ancora – vanno tutti nella stessa direzione, che non è la creazione di un esercito europeo”. Quello di cui si parla, ha concluso, “non è qualcosa di ipotetico o di ideologico, ma qualcosa di concreto che possiamo fare”.

‘Lezione’ di Mario Draghi, presidente della Bce in audizione al Parlamento europeo ‘Concentrarsi più sulla qualità che sulla quantità della spesa, perché di flessibilità già ce n’è molta, sebbene nelle regole Ue ci sia un’asimmetria. E soprattutto “andare incontro alle aspettative dei cittadini”, concentrandosi sui loro bisogni reali, ristabilendo la fiducia tra i 28 e completando l’Unione economica e monetaria. Perché anche se la Bce è intenzionata a fare uso di “tutti gli strumenti”, la politica monetaria da sola non è sufficiente. Questo il suo messaggio lanciato all’Europarlamento, rafforzato dal monito del collega Benoit Coeuré a Roma a proseguire le riforme e a non forzare le regole. “Nelle regole esistenti c’è già molta flessibilità”, per questo “i Paesi che non hanno spazio fiscale dovrebbero pensare di più alla composizione del bilancio piuttosto che alla sua dimensione”, ha detto Draghi senza giri di parole rispondendo a all’eurodeputato Marco Valli (M5S) su investimenti e regole del Patto di stabilità. “Se guardiamo, molti di questi Paesi negli ultimi 10-15 anni prima della crisi hanno aumentato la spesa ma la crescita è rimasta stagnante o molto molto piccola”, ha ammonito ‘tranchant’. Nessun riferimento diretto, ma il messaggio va in tandem con quello di Coeuré: “servono ulteriori riforme strutturali, in Italia come in altri Paesi dell’eurozona”. E quelli “che hanno margini di bilancio dovrebbero usarli saggiamente; ma altri, che non hanno questo spazio di manovra, non devono forzare le regole”. Queste, però, ha riconosciuto lo stesso Draghi, hanno “un’asimmetria intrinseca”, in quanto i Paesi che non hanno margine non sono autorizzati a fare nuova spesa mentre “chi ce l’ha non è obbligato a usarlo se non vuole”, leggi la Germania.

L’Italia accetta la sfida lanciata da Barack Obama visto che “staremo sempre dalla parte della democrazia, dei valori, degli ideali, con la concretezza di chi ha il grande sogno di fare della politica un’attività nobile e concreta assumendosi in toto il senso di una sfida che dalle nostre parti chiamiamo umanità’. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, conclude cosi’ la sua due giorni alle Nazioni Unite, parlando dall’assemblea generale, l’ultimo capo di stato del primo giorno, con un discorso fortemente simbolico. Il premier cita il mito di Enea, come metafora dell’Italia di oggi. L’eroe infatti “si mette in viaggio con il padre sulle spalle, segno di una generazione che non ha paura delle proprie responsabilita’ e assicura al figlio Ascanio la possibilita’ di continuare a vivere e fondare la grande storia di Roma”. Ma soprattutto Enea e’ portatore di pietas, “quell’umanita’ che fa di una comunita’ una comunita’”. Certo, continua Renzi, il mondo e’ pieno di minacce (dal terrorismo, ai cambiamenti climatici fino alle catastrofi naturali come quella di Amatrice), ma l’Italia guarda al “futuro con speranza, seguendo la strada della speranza”.

L’Europa del Sud dice no alle politiche dell’austerity che tantol’hanno penalizzata. Per Renzi ‘occorre una Europa sociale, basta solo regole.’ Si consolida la consapevolezza che sia necessaria, dopo la Brexit, una vera e propria rivoluzione nel modo di concepire l’istituzione europea come un nuovo modo di concepire i rapporti tra gli stati. Ma la Germania non ci sta e Berlino attacca i leader anti austerity. Per il premier Renzi “La dichiarazione di Atene è importante perché offre una visione diversa di Europa da quella vista fino a oggi”. Il ministro delle finanze tedesco, Wolfang Schaeuble abbandona ogni approccio diplomatico sulla vicenda “Credevo fosse una riunione di leader di partito e non commenterò su questo. Quando i leader socialisti si incontrano, per lo più non viene fuori nulla di molto intelligente”, commentando a margine dell’Eurogruppo e dell’Ecofin la riunione di Atene organizzata da Tsipras. Nulla di buono in prospettiva sulle possibilità di un accordo. Rimangono sul campo due idee diverse di Europa. Renzi ha sottolineato la necessità, in questa fase, che l’Europa sia un’Europa “sociale, della bellezza, degli ideali”. “Gli americani usano al riguardo un’espressione che è ‘soft power’: potere gentile, il potere di svolgere un ruolo rilevante nel formare l’identità culturale”, sottolinea il presidente del Consiglio. “Se qualcuno si rivolgesse con lo sguardo al Mediterraneo vedrebbe uno straordinario pezzo di Europa ma la stragrande maggioranza dei commentatori oggi ritiene che sia solo il passato dell’Europa. Non è così”. “La scommessa di questo incontro è tentare di rinnovare un’idea di Mediterraneo come luogo dove l’Europa tira fuori la parte migliore di sé”, spiega. “Occorre ridare valore all’ideale di bellezza”, a partire da quella “dell’eroe greco che mi piace pensare sia l’uomo europeo di domani quello che unisce il bello e il buono”, il concetto di “kalos kai agathos, dove il bello non è estetica ma etica”. La diffidenza dell’Europa del Nord rimane invariata. Come la crisi politica della Ue.

“Certamente sono deluso, ma di fronte al fatto inevitabile che l’America, la Cina ci stritoleranno, il disegno ritornerà. Oppure scompariremo, perché il senso della storia non lo possiamo cambiare”. Lo ha affermato l’ex premier Romano Prodi, presidente della Commissione europea dal 1999 al 2004, a colloquio con il direttore della rivista di geopolitica internazionale Eastwest Giuseppe Scognamiglio. Per Prodi il post Brexit segna il momento più basso nel cammino dell’Unione europea verso il processo di armonizzazione tra gli stati membri che lui stesso aveva contribuito ad accelerare con la nascita dell’Euro. “Solo un altro duro colpo come Brexit -secondo Romano Prodi- potrebbe svegliare l’Europa impaurita dalla crisi economica e dal terrorismo e sostituirsi alla mancanza di una forte leadership politica. “Pensavo che sarebbe stata abbastanza – rimarca l’ex presidente della Commissione europea -. Oggi vedo che il materasso ha assorbito tutto. Dare un tempo indefinito per affrontare la post Brexit mi dice che la ricetta è arretrare ancora un po’. Perché si inneschi una reazione?”.

Rallenta la crescita del pil in Europa: dopo l’aumento di 0,5% registrato nel primo trimestre 2016, nel secondo la crescita è stata di 0,3% nella zona euro e 0,4% nella Ue-28. Lo comunica Eurostat, che per l’Italia conferma la crescita zero già diffusa dall’Istat. Su base annuale il pil dell’Eurozona è salito di 1,6% e quello dell’Ue-28 di 1,8%, rallentando anche in questo caso sull’1,7% e 1,9% del trimestre precedente. In Italia la crescita annuale è confermata a 0,8%. Italia, Francia e Finlandia sono gli unici Paesi europei con la crescita ferma nel secondo trimestre del 2016. Sotto la media Ue (+0,4%) anche Austria (+0,1%), Grecia e Lituania (+0,2%), mentre volano i Paesi dell’Est: Romania (+1,5%), Ungheria (+1%), Slovacchia, Polonia e Repubblica Ceca (+0,9%). Bene anche la Spagna (+0,8%), mentre rallenta anche la Germania (+0,4% dopo lo 0,7% del primo trimestre).

Sonora batosta elettorale per Angela Merkel in Germania: i dati definitivi di Meclemburgo confermano sorpasso: la Cdu ferma al 19% e i populisti al 21%; vince la Spd col 31%. Anche i risultati definitivi diffusi dall’agenzia Dpa confermano che nelle elezioni regionali in Meclemburgo il partito Cdu della cancelliera Angela Merkel, col 19,0% dei voti, e’ stato superato dai populisti di destra anti-migranti dell’Alternativa per la Germania (Afd) che hanno ottenuto il 20,8%. A vincere e’ stato il partito socialdemocratico col 30,6% dei voti. Si tratta di un dato elettorale che non mancherà di provocare effetti politici in chiave europea, dove la leadership della cancelliera comincia ad essere messa in discussione non solo da parte dei paesi membri che non hanno condiviso la politica dell’austerity ma anche dagli avversari politici interni della Merkel

Il primo ministro britannico Theresa May vuole lasciare l’Unione europea senza l’avallo del Parlamento. Lo scrive il Daily Telegraph. Secondo il quotidiano, che non cita la fonte, May vorrebbe aggirare il voto dei deputati che erano contrari alla Brexit. A ottobre sarà comunque l’Alta corte di Giustizia di Londra che dovrà decidere sulla possibilità di attivare l’articolo 50 del trattato di Lisbona, per avviare la procedura di divorzio da Bruxelles, senza previo voto del Parlamento.