Ue

Donato Monaco, generale di Brigata del Corpo Forestale dello Stato, su proposta del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, e’ stato nominato dal Consiglio dei ministri Commissario unico per le discariche abusive, a rischio di infrazione da parte dell’Unione europea.
“Il 2 dicembre 2014 – si legge in una nota del ministero dell’Ambiente – la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha condannato l’Italia al pagamento di una sanzione forfettaria di circa 40 milioni di euro e di una penalita’ semestrale di oltre 42 milioni di euro per la mancata esecuzione della sentenza di condanna del 26 aprile 2007 da parte delle Amministrazioni comunali e regionali, all’interno del cui territorio ricadono le discariche non in regola con la direttiva rifiuti”. Ad oggi, prosegue la nota, “in attesa degli esiti della verifica della documentazione che l’Italia ha trasmesso il 2 dicembre di quest’anno su 40 discariche per le quali e’ avviata la sostanziale chiusura di infrazione, rimangono in procedura di infrazione 133 discariche abusive pari a una sanzione semestrale di 27.800.000 euro. Delle 133 discariche abusive oggetto di diffida, i termini sono infruttuosamente decorsi per 58 discariche per le quali oggi si e’ nominato il Commissario”.
Commenta il ministro Galletti: “La nomina del Commissario unico per la bonifica delle discariche abusive, lungi dal voler essere punitiva nei confronti delle Regioni, molte delle quali hanno fatto notevoli passi in avanti per la risoluzione del drammatico e annoso problema delle discariche abusive, vuole essere uno strumento di accelerazione per riconsegnare ai cittadini aree mortificate da anni di abbandono e incuria”. E spiega: “Il commissario accompagnerà le amministrazioni comunali e regionali verso una definitiva soluzione del problema, rappresentando, inoltre, un forte segnale dell’impegno italiano nei confronti dei cittadini italiani e delle istituzioni europee che hanno pesantemente sanzionato l’Italia”.

Il suo Natale con il papa’ prete, i 90 anni della regina Elisabetta e, naturalmente, la Brexit. Sono stati tanti gli argomenti toccati dalla premier britannica Theresa May nel suo primo messaggio di Natale che, quasi tutti i media del Regno, definiscono “il piu’ religioso degli ultimi anni”. Il primo ministro conservatore ha invitato i cittadini britannici a “celebrare con le nostre famiglie la nascita di Cristo e il suo messaggio di perdono, amore e speranza”. May poi ha ricordato i cristiani perseguitati nel mondo e ha affermato “la determinazione a difendere la liberta’ di religione”. Nella parte piu’ politica del suo messaggio la premier ha rivolto un appello all’unita’ della Gran Bretagna in vista della Brexit. “Dal momento che ci apprestiamo a lasciare l’Unione europea dobbiamo cogliere la storica opportunita’ di ritagliarci un nuovo determinante ruolo nel mondo e restare uniti verso il nostro futuro”, ha dichiarato May all’indomani delle rivelazioni del Times su un certa “frustrazione e delusione” da parte della regina Elisabetta nei confronti della premier che vorrebbe mantenere segreti per quanto riguarda i piani della Brexit. Domani sara’ la volta della sovrana parlare ai sudditi nel tradizionale messaggio Natale registrato nei giorni scorsi.

La Commissione europea ha inviato una comunicazione a Facebook per aver fornito informazioni inesatte o fuorvianti nel corso del 2014, nel corso dell’indagine della stessa Commissione sull’acquisizione di WhatsApp, in merito al regolamento Ue sulle concentrazioni. La Commissione ritiene in via preliminare che, contrariamente alle affermazioni di Facebook, la possibilità tecnica di corrispondenza automatica tra utenti WhatsApp e utenti Facebook ci fosse già nel 2014. Facebook ha ora ora fino al 31 gennaio 2017 per rispondere alla comunicazione degli addebiti. Il commissario Margrethe Vestager, responsabile della politica di concorrenza, ha dichiarato: “Le aziende hanno l’obbligo di fornire informazioni precise alla commissione nel corso indagini sulle concentrazioni, e devono prendere sul serio tale obbligo. In questo caso specifico, Facebook ci ha dato informazioni errate o fuorvianti durante le indagini l’acquisizione di WhatsApp. Facebook ha ora la possibilità di rispondere”.

Frontex, l’agenzia delle frontiere dell’Unione europea, punta il dito contro le organizzazioni non governative che operano nel Mediterraneo accusandole di collusione con i trafficanti di esseri umani. A rivelarlo è il quotidiano britannico “Financial Times”, sulla base di un documento interno dell’Agenzia, a cui ha avuto accesso. Tra le accuse riguardo alle rotte migratorie tra l’Italia e la Libia, la collusione con i trafficanti di uomini, che prima di mettere in mare le imbarcazioni fornirebbero ai migranti l’esatta posizione delle navi delle ong; le istruzioni alle persone ripescate dal mare di non collaborare con le autorità di polizia. In un caso una ong non specificata è stata accusata di aver preso a bordo alcuni migranti direttamente da un barcone di trafficanti. Interpellata da Avvenire, si legge sul quotidiano online, “Frontex ha rifiutato di commentare le rivelazioni del Financial Times, ma anche di smentirle”. Ha dichiarato Ewa Moncure portavoce dell’Agenzia: “Noi non commentiamo su rapporti interni”, sottolineando che “il numero medio di persone trasportate su singoli gommoni dalla Libia è passato da 90 a 160 tra il 2015 e il 2016” e che “proprio il sovraffollamento sui barconi sta provocando più decessi”, arrivati a 4.700 quest’anno.

Le relazioni con Cuba, il migration compact e la Siria: saranno questi alcuni punti del Consiglio Affari esteri (Cae) del 12 dicembre che discutera’ anche, piu’ in generale, delle relazioni tra Ue e Africa. Sara’ proprio questo il primo punto in agenda dell’incontro di lunedi’ prossimo, che verra’ presieduto dall’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini. Secondo quanto riferito oggi a Bruxelles da un funzionario Ue, tra i punti in agenda anche l’ipotesi di introdurre sanzioni alla Repubblica democratica del Congo. Bruxelles ha gia’ espresso la sua preoccupazione per la “deteriorata situazione politica e di sicurezza” del paese, e nel Cae di ottobre i 28 avevano condannato i violenti scontri tra polizia e manifestanti del 19 e 20 settembre a Kinshasa, che avevano causato oltre 50 morti.

Si terra’ il prossimo novembre a Bruxelles il vertice dell’Ue con i paesi del Partenariato orientale. Lo ha confermato oggi l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, in conferenza stampa al termine del Consiglio di associazione Ue-Georgia. “Stiamo entrando in una fase del nostro Partenariato orientale – ha spiegato Mogherini – nella quale abbiamo un’agenda specifica con ognuno dei nostri partner, su misure e politiche realmente concrete che possono andare a beneficio dei cittadini”. Il capo della diplomazia Ue ha aggiunto che si trattera’ di un vertice “basato sui risultati concreti per i cittadini, piu’ che su ampie dichiarazioni politiche”. I paesi del Partenariato orientale, oltre alla Georgia, sono Azerbaigian, Armenia, Bielorussia, Moldova e Ucraina.

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, parlando al Tg2 del giudizio dell’Ue sulla manovra ha dichiarato: “Sono fiducioso che non ci sarà un problema di aggiustamento in futuro”. Padoan ha detto che la Commissione “riconosce molti spazi per migranti e ricostruzione post-terremoto”. Ha aggiunto il ministro: “Ci dice che siamo sotto osservazione, ma io sono fiducioso”. Intanto, per il raggiungimento degli obiettivi di politica fiscale Padoan creerà un tavolo permanente tra diversi Enti che presiederà, assicurando allo stesso tempo l’autonomia. La novità, come riporta l’Ansa, è contenuta nell’atto di indirizzo sul fisco per gli anni 2017-2019 appena firmato dal ministro. Si punta anche alla “riduzione dell’invasività dei controlli” nei confronti dei contribuenti “a basso rischio”.

Nonostante la qualità dell’aria in Europa stia migliorando, l’inquinamento atmosferico resta il principale fattore ambientale di rischio per la salute umana, abbassa la qualità della vita ed è la causa stimata di 467mila morti premature l’anno in tutto il continente. Sono i dati del Rapporto “Qualità dell’aria in Europa 2016”, pubblicato ieri dall’Agenzia europea per l’ambiente (Eea). Lo studio presenta una panoramica aggiornata e l’analisi della qualità dell’aria in Europa per il periodo 2000-2014 sulla base di dati provenienti da stazioni di monitoraggio ufficiali, tra cui più di 400 città in tutta Europa. Tra gli altri risultati, risulta che nel 2014 circa l’85% della popolazione urbana nell’Ue sono stati esposti a particolato fine (PM2.5) a livelli ritenuti dannosi per la salute dalla Organizzazione Mondiale della Sanità. “E’ chiaro che i governi locali e regionali svolgono un ruolo centrale nella ricerca di soluzioni” al problema, ha commentato il commissario europeo all’ambiente Karmenu Vella, auspicando per oggi un voto positivo del Parlamento europeo sui nuovi tetti alle emissioni inquinanti (Nec). Il commissario ha accennato alla necessità di “aiutare i diversi livelli di governo a lavorare meglio insieme” alludendo al fatto che a volte le istituzioni locali hanno strategie più ambiziose dei governi in tema di riduzione delle emissioni.

I leader europei e il presidente degli Stati Uniti Barack Obama nell’incontro a Berlino hanno discusso della situazione in Siria, Libia e Iraq e della lotta contro i gruppi militanti islamici. A riferirlo è stata la cancelliera tedesca Angela Merkel. “Abbiamo parlato intensamente di sviluppo della cooperazione con i paesi africani sulle questioni migratorie e sul fatto che dobbiamo fare tutto il possibile per ottenere un governo stabile in Libia – ha detto Merkel in conferenza stampa con il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy – Abbiamo discusso questi problemi nel corso della riunione bilaterale, cosi’ come nei colloqui con i nostri colleghi e Barack Obama”.

“Io credo che l’Italia abbia diritto di essere aiutata per l’esodo che arriva solo in Italia, per il resto facciamo parte di una Unione in cui siamo anche responsabili”. Lo ha detto Romano Prodi, a ‘Cartabianca’ su Raitre, parlando del braccio di ferro tra Italia e Europa sui bilanci e sui migranti. “E’ una questione di misura che tenga conto di un avvenimento imprevisto come il terremoto, ma non c’è dubbio che il problema della messa in sicurezza di lungo periodo dobbiamo risolverlo noi”, ha detto l’ex premier. Alla domanda se il braccio di ferro Renzi-Juncker sia influenzato dal clima elettorale, Prodi ha poi risposto: “Certamente non è un caso che viene fatto adesso, i problemi li abbiamo da tanti anni. Io credo ci dovrebbe essere più solidarietà per il problema dei profughi, per il resto facciamo parte di una Unione con regole che sono tali da anni”.