108 mila euro in tre anni. Spese di viaggio. Ora, questo i suoi avversari, interni al Movimento ed esterni ad esso, lo usano contro di lui. Ma lui, Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera si difende: non solo si tratta di “spese trasparenti” ma, sottolinea, “rinuncio al doppio stipendio, alle spese di rappresentanza, all’auto blu, al telepass gratuito, alle spese di tipografia e al cellulare di servizio”. Sarà, ma tutte le volte che un uomo politico o un partito si spacciano per ultimo avamposto di onestà e di correttezza amministrativa, accade che l’immagine, cosi sapientemente costruita con anatemi e slogan, si sporca perché vengono fuori irregolarità e stranezze. Chi di scontrini ferisce, di scontrini perisce. I grillini per questo si sono imposti e su questo hanno ottenuto il consenso degli elettori: trasparenza, onestà, taglio dei costi della politica. E’ normale ed è giusto che se fai le pulci agli altri, devi essere immacolato e irreprensibile. Non basta non rubare, ma occorre anche non approfittare di un euro, altrimenti perdi la tua ragion d’essere e la tua credibilità. E al Movimento 5 Stelle sta accadendo proprio questo….
Chissa’ cosa c’e’ dietro, la fatica, la questua per entrare in contatto con il potente, sfidando security e controlli, cercando di spiegare la propria sconosciuta identita’. Perche’ Clinton e Trump non sanno neanche chi siano rispettivamente Fabrizio Ferrandelli e Matteo Salvini, ma tant’e’. Una foto non si rifiuta a nessuno. E cosi via al sorriso di circostanza, all’abbraccio di plastica: clic, scatto. Urra’. Missione compiuta. Perche’ la mission del viaggio e’ proprio quella, e solo quella: la fotografia, in modo da poter millantare un’amicizia, uno scambio di opinioni con il famoso politico, per accreditarsi, per far crescere le proprie quotazioni agli occhi degli elettori piu’ sprovveduti che a queste cose ci fanno caso. Per quelli piu’ avveduti e’ solo pochezza politica, provincialismo, tristezza.
Fingiamo di volare alto e di osservare la circostanza da un punto di vista sociologico, come fatto di costume. E allora possiamo dire che l’eleganza e la classe di cui i due attori sono stati interpreti in questa occasione va a farsi benedire. Reciproco lo scambio di accuse ‘abusa di alcol e droghe’ dice lei, ‘impone i suoi modelli educativi ai figli’ dice lui. Chissà dove sta la verità. Ciò che é rilevante é la somiglianza di questa lite familiare, di questa separazione a quelle a cui siamo ormai abituati. Amici, familiari, conoscenti, si separano allo stesso modo. La coppia non regge piu’, ci si lascia per motivazioni serie e, molto piu’ spesso, per futili motivi. Anche una coppia che sulla carta ha tutto, fama, denaro, successo, sensibilità nei confronti delle cause umanitarie, amore, affinità elettive, può fallire come tante altre che hanno meno ‘oneri’ ed onori. Nulla di nuovo sotto questo cielo: Angelina Jolie e Brad Pitt, sogno di miliardi di persone per uomini e donne, sono come tutti noi. Almeno in questa nefasta occasione.


