centrodestra

“Il centrodestra deve essere unito”. Lo ha detto Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato e senatore di Forza Italia, a margine di un evento tenutosi nella sede dell’Ugl a Roma. “Gli elettori ci cercano e poi magari votano la lista civica, Forza Italia o la Lega – ha spiegato – pero’ cercano una rappresentanza che sia unita: questo e’ il messaggio che ci arriva dagli elettori che sono sempre piu’ avanti degli eletti o aspiranti tali”. Ed ha aggiunto: Oggi ci ripropongono il cammino verso l’unita’ con tutte le forze alternative alla sinistra e sta a noi cogliere questo messaggio”.

“C’è un centrodestra vivace. Qualcuno lodava per morto e invece, sorpresa: è in ottima forma. E dal 26 giugno scriverà il suo programma”. Lo afferma Matteo Salvini in una intervista al Corriere della Sera. E commenta il voto: “Abbiamo tanti e tanti sindaci e consiglieri in più. Non soltanto in Lombardia: ora sosteniamo il nostro primo sindaco nel Lazio, a San Felice Circeo. In Sicilia abbiamo 25 nuovi consiglieri comunali” e “la Lega è particolarmente in forma ma tutta la squadra ha giocato un buon primo tempo. Dal 26 giugno, il giorno dopo i ballottaggi, costruiamo insieme il programma del centrodestra” e “queste elezioni hanno dimostrato che non è necessario incontrarsi tutti i lunedì intorno al caminetto. Il punto è avere le idee chiare e lavorare seriamente. Come in Lombardia e Veneto, io sono orgoglioso delle nostre politiche di governo”. Sarà Salvini la guida del centrodestra? “Io l’ho detto: mi sento pronto per la squadra e il programma che abbiamo. Ma questa non è affatto un’imposizione, né una pretesa, né niente di simile. Ripeto: se ne parla tutti insieme dal 26”. Ma esclude una lista unica con Forza Italia: “No. No. No. Si può andare d’accordo ma ognuno ha la sua identità”. E precisa: “Io il piede in due scarpe non lo tengo, non è la politica come la intendo io. Non posso andare a dire ‘prima votatemi, poi forse mi alleo con Berlusconi o forse mi alleo con Grillo’. Non apprezzo questo tipo di ambiguità della politica”.

“Ero più che fiduciosa. Alla faccia delle tante previsioni nefaste sul centrodestra. Uniti siamo vivi, vitali e pronti a governare. La ricetta del centrodestra è vincente forse perché dopo tante falsità e calunnie si è finalmente certificato che il governo di Silvio Berlusconi è stato l’unico ad avere aumentato le pensioni minime, ad avere eliminato la tassa sulla casa ed avere diminuito il tasso di disoccupazione. Però mi faccia una dire cosa: se fosse confermato il dato sull’affluenza il primo compito della politica dovrà essere quello di riportare la gente ad avere fiducia nella politica. I cittadini sono delusi. Servono persone oneste che conoscono la macchina pubblica e che sappiano governare”. Così Mariastella Gelmini, deputata di Forza Italia, intervistata dalla Stampa sulle elezioni amministrative.

“Il Macron che cerca Berlusconi si chiama Berlusconi. Se c’è un leader che è stato un catalizzatore del centrodestra e ha predicato il moderatismo, quello è lu”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a Il Mattino. “La leadership non può essere che la sua – osserva Brunetta – E sulla sua candidabilità, poi, resto ottimista e non pongo limiti alla provvidenza. Se ci sarà una coalizione, a Palazzo Chigi andrà chi ha preso più voti. Perché è quello che è sempre successo. Perché Forza Italia ha sempre preso più voti degli alleati”. E sull’unità del centrodestra Brunetta risponde: “In una logica inclusiva c’è spazio per tutti, tranne che per i traditori che hanno appoggiato Renzi. Anche perché con i Fitto, i Quagliariello, i Mario Mauro, gli Storace e Alemanno, la Democrazia cristiana di Rotondi, i socialisti di Caldoro, i repubblicani di Nucara e i liberali di De Luca e le tante personalità del civismo territoriale oscilliamo tra il 32 e il 35 per cento. E con il voto utile si può arrivare anche al fatidico 40 per cento”.

“Berlusconi come Salvini, Meloni e tutte le dirigenze hanno l’obbligo politico e morale di lavorare a un centrodestra unito, compatto e vincente perche’ questo chiedono gli elettori dalla Valle d’Aosta alla Sicilia”. Lo dice il presidente della Regione Liguria e consigliere politico di Forza Italia, Giovanni Toti commentando la sempre piu’ ampia distanza tra le posizioni di Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. “Non ho mai sentito Berlusconi parlare di arginare la Lega – sostiene il governatore- ho sentito Berlusconi che ha valorizzato gli alleati che hanno governato con lui per 22 anni e che ritiene che il centrodestra possa essere la reale alternativa al populismo di Grillo e all’inconcludenza del governo del Pd in preda a un’ulteriore confusione dopo il congresso”. Toti si augura, dunque, che “la Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, i movimenti cattolici di centro abbiano lo spirito di saper costruire un centrodestra unito che qui a Genova c’e’, in Regione Liguria c’e’, cosi’ come in Lombardia. Un centrodestra che sa governare bene, come ha dimostrato negli anni passati e lo fara’ negli anni futuri, mettendo sul tavolo le proprie convinzioni con decisione, ma sapendole confrontare e mediare con quelle degli altri”.

“In queste elezioni amministrative abbiamo una grande occasione. Il centrodestra si presenta unito come non mai. A Venezia, nel Veneto, in tutte le realta’ nelle quali si vota in Italia abbiamo una grande compattezza all’interno del centrodestra. E questa e’ una strategia che sta pagando, partita dal livello nazionale e che e’ stata ben recepita anche a livello locale”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, durante un incontro pubblico organizzato dagli azzurri con amministratori e attivisti, a Mestre (Venezia). Brunetta ha osservato che il Pd “è in grande crisi. Ha subito una dolorosa scissione, con praticamente tutti gli ex segretari che sono andati via”. E riguardo al futuro del centrodestra: “In Italia da qualche mese tutti i sondaggi segnalano che il Movimento 5 stelle è in forte calo, stanno tornando a quel 25% preso nel 2013. Nel centrodestra, invece, dopo la vittoria del referendum costituzionale dello scorso dicembre, si segnala la crescita di Forza Italia che ha superato la Lega ed è la terza forza a livello nazionale”. Ha concluso il presidente dei parlamentari azzurri a Montecitorio: “Dobbiamo ripartire da qui, dai numeri positivi che ci indicano la strada da seguire. E a queste amministrative abbiamo una grande occasione: vincere in tutte le realtà chiamate al voto. In futuro, ne sono certo, ci sarà una grande ricomposizione del centrodestra, dobbiamo essere pronti”.

“A proposito di primarie: mentre si svolgono quelle del Pd, ormai consolidate come prassi e come rituali, anche la vasta area del centro con aperture a destra si interroga sul tema della leadership. Si resta tuttora sorpresi davanti alla polverizzazione con cui una importante classe politica, rappresentativa della maggioranza del Paese, ha reagito all’improvviso oscurarsi della leadership di persone come Berlusconi, Casini o Monti. Da ognuno dei soggetti politici da loro creati, sviluppati e portati alla attenzione delle cronache nazionali ed internazionali, sono scaturiti una miriade di partiti e partitini, ognuno con il suo leader di giornata, con una rappresentativita’ tutta da verificare e con sigle variabili, che fanno impazzire la stampa, che si vendica definendone la maggioranza sotto la voce: altri…”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti, Udc. “La domanda, la sfida che ieri sera Renzi lanciava a questo universo cosi’ variegato, e’ molto semplice: Ce la fara’ a fare primarie? A verificare chi potrebbe essere il leader designato dalla base a rappresentare tutti? Io credo che francamente non sia ne’ possibile ne’ conveniente. Le primarie di un ipotetico rassemblement, cosi’ vasto ed eterogeneo, non sono possibili, perche’ comunque non impegnerebbero la gente a sostenere successivamente un leader cosi’ designato alle elezioni. In un contesto cosi’ complesso serve un accordio collegiale, capace di definire con chiarezza responsabilita’ ed impegni di ognuno, prima ancora che pensare a spartirsi brandelli di potere, come accade in altri luoghi politici”, continua. “Lo stesso esperimento Renzi, sorto da primarie eccezionali che sfioravano i 3 milioni di votanti, non ha affatto dato i risultati attesi. Un eccesso di presenzialismo, che in alcuni momento e’ diventato vero e proprio narcisismo; scarsa tolleranza al dissenso interno che ha prodotto, almeno scissioni e migrazioni; e soprattutto un clima costante di campagna elettorale. Negazione dei problemi, enfatizzazione di micro-risultati positivi, strategie mutevoli e non sempre efficaci. Un’area come quella del Centro, alternativa al Pd e al M5S, non ha bisogno di giocarsi la sua identita’ sulla faccia di o sul nome di un leader: ha bisogno di presentare un modo diverso di fare politica, con una responsabilita’ diffusa in tutta la classe dirigente, con valori condivisi e stili politici diversi ma convergenti nelle priorita’ chiare del Paese, che sono: lavoro per i giovani e ripresa economica per famiglie ed aziende; tutela delle fasce piu’ fragili: anziani, oltre a cronicita’ e disabilita’. Rispetto per l’Europa e rispetto dall’Europa; capacita’ di accoglienza e senso della legalita’. Fatti e non parole”, conclude.

“La nostra priorita’ e’ costruire il centrodestra”, lo dice a Repubblica Paolo Romani, capogruppo di Forza Italia al Senato, riconoscendo “La qualita’ politica, oltre che tecnica” del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. “Prima parliamo di contenuti e di programmi, poi di potenziali leadership”, ha aggiunto Romani. Il partito non e’ alla ricerca di un “papa straniero”, ne abbiamo gia’ uno indiscusso: Silvio Berlusconi”. Con il  ministro Calenda “Ci siamo visti – racconta Romani – in quell’occasione abbiamo fatto una panoramica sulla situazione politica, sulle esperienze di governo, passate e presente, sulle prospettive per il futuro. Un giro d’orizzonte, nulla di piu'”.

Comincia a Milano dalla sua prima sede ufficiale la “corsa” alle prossime elezioni politiche di Energie Per l’Italia di Stefano Parisi, con 120 circoli e una piattaforma web. La presentazione della struttura e dell’organizzazione del movimento politico è avvenuta ieri, con l’inaugurazione dei locali di viale Scarampo. “E’ presto per noi per partecipare alle amministrative, siamo appena nati, ma in 5 mesi abbiamo fatto un lavoro straordinario e oggi nessun partito e’ in grado di sviluppare il volume di attivita’ che abbiamo sviluppato noi. L’entusiasmo aiuta molto e vogliamo certo essere presenti alle prossime politiche, che siano a ottobre o nel 2018”. Con al centro le “idee per riaccendere il Paese”, sono “tre le gambe” indicate da Parisi per la corsa di Energie Per l’Italia: “territorio, web e comunita’”, quindi i circoli, il sito internet e le associazioni. “Stiamo ricostruendo una rappresentanza politica per chi l’ha persa, dobbiamo ricostruire un rapporto e gli strumenti per farlo sono la presenza fisica sul territorio unita alla capacita in rete di informare tutto movimento con trasparenza”, perche’ “il web deve essere un luogo della politica di qualita’, non per urlare e far parlare la pancia ma per dire quello che si ha nel cervello e fare emergere l’esperienza delle persone”. Una “chiave molto importante per la costruzione di un nuovo soggetto politico” e’ anche per Parisi il campo dell’associazionismo, ovvero “i luoghi sani dove le persone si impegnano e fanno politica, che vanno intercettati” perche’ “l’associazionismo non e’ solo di centrosinistra”. Un esempio “i Comitati cittadini che si occupano della sicurezza nei quartieri. Penso debbano essere messi in rete, cosi’ come chi si occupa di servizi sociali o del decoro”. “Forte” gia’ in alcune regioni come “Lombardia, Veneto, Piemonte, Sicilia, Abruzzo”, mentre “i partiti sono bloccati dalla incapacita’ democratica di rigenerarsi”, ha detto Parisi “noi vogliamo costruire un soggetto nuovo capace nel tempo di rigenerarsi”. Per questo, ad esempio, in Energie Per l’Italia si daranno “dei premi, dei bond, ai circoli che promuovono iniziative, perche’ la logica della premialita’ sostituisca la logica delle tessere”. Niente “recinti per i giovani” e “noi non avremo capilista bloccati. Su 100 collegi dell’Italicum, noi avremo solo 10 capilista: in nove casi su dieci, tocchera’ a chi prende voti, saranno scelti dai territori e non calati dall’alto”. Ancora “no all’uomo al comando. Nei partiti come Forza Italia non prevale la logica del confronto ma l’idea che da persone dall’alto arrivi la linea: questo va cambiato, bisogna costruire una discussione politica”. Per Parisi “il tema non e’ partecipare alla fase finale di una esperienza politica nata nel ’94 ma ricostruire un soggetto politico nuovo, perche’ siamo in una nuova epoca in cui non si puo’ rispondere con le categorie del ’94. Non servono piu’ i partiti come li conosciamo ma movimenti aperti che partano dai bisogni”. Quanto ai programmi, di fronte a “politiche che non hanno funzionato” per la ripresa del Paese, “il problema e’ cambiare completamente passo”, ha ribadito quindi Parisi: “finche’ non aggrediamo la spesa pubblica e la burocrazia inefficiente, la ripresa non ci sara’ mai. E’ il debito italiano quell che ci toglie la liberta’, non l’Europa. Ci sono politiche di austerita’ sbagliate, come quelle di Monti, e quelle giuste come il taglio della spesa pubblica, della burocrazia e delle tasse”.

Alla luce di una mia possibile partecipazione alle primarie del centrodestra siciliano, in vista delle elezioni regionali che si svolgeranno in autunno, ho raccolto sul territorio oltre 8 mila firme e informato il presidente Silvio Berlusconi della mia disponibilita’ a prendere parte alla competizione dalla quale uscira’ il candidato della coalizione per Palazzo d’Orleans”. Lo dichiara il senatore Vincenzo Gibiino di Forza Italia. “Concordo con Berlusconi nel ritenere che le primarie siano uno strumento estremamente delicato e che debbano essere adeguatamente normate, per non ricalcare il triste e dannoso copione del Partito democratico – aggiunge Gibiino – ma considerando al tempo stesso i risultati di un recente sondaggio di un accreditato istituto di ricerca, che rivela che gli elettori siciliani di centrodestra gradirebbero condividere la scelta del candidato alla presidenza della Regione, ritengo sia doveroso riflettere sull’opportunita’ di dare vita a quello che diverrebbe un vero e proprio laboratorio politico”. “Al contrario di quanto accade in casa Dem, dove chiunque dall’esterno puo’ condizionare il risultato della consultazione – sottolinea il senatore di Fi – il regolamento delle primarie siciliane di centrodestra prevede, tra le buone norme introdotte, la preregistrazione dei votanti – conclude Gibiino – sd essere insufficienti sono invece gli spazi, previsti dal regolamento, destinati al confronto tra i candidati e tra questi e i cittadini sui programmi e sulle idee di sviluppo”.