Hillary Clinton

Sono pochissime le persone che sono state informate da Hillary Clinton della diagnosi di polmonite. Lo rivela il ‘New York Times’, citando fonti prossime alla candidata democratica alla Casa Bianca. Dopo essere stata informata dal medico della causa della sua tosse persistente, Hillary ne ha parlato con i familiari e i più stretti collaboratori, convinta com’era del fatto che la malattia non fosse una questione di cruciale importanza per gli elettori e che gli avversari avrebbero invece potuto usare la notizia contro di lei. I pochi informati si sono sentiti ribadire l’intenzione della candidata di procedere con la campagna e con gli impegni già fissati. Hillary chiaramente contava di potersi riprendere nel fine settimana, quando aveva in programma solo due impegni minori, secondo le fonti citate dal giornale. Ma il modo in cui la malattia è diventata di dominio pubblico, ha ravvivato i timori tra i suoi sostenitori e le critiche tra i suoi detrattori per la tendenza della ex first lady a trincerarsi in una sfera di privacy non appena avverte una minaccia politica. Il suo desiderio di controllare in modo rigido le informazioni riguardanti la sua persona si è rafforzato durante gli anni ’90, l’ha condizionata nell’uso del server di email private quando era segretario di stato e ora rischia di farla sembrare un’altra volta una persona che ha qualcosa da nascondere, commenta il quotidiano.

Hillary Clinton è ancora alle prese con la vicenda “emailgate”. Un giudice federale statunitense ha ordinato al Dipartimento di Stato americano di pubblicare altre 15 mila email che l’Fbi ha raccolto nel corso della sua indagine sull’ex segretario di Stato. La vicenda è nota come “emailgate”, ovvero il fatto che un segretario di Stato, in questo caso la candidata alla presidenza della Casa Bianca per i democratici, ha usato un server privato per inviare posta elettronica anche per la corrispondenza professionale. Il Dipartimento sta esaminando le email per verificare che non contengano informazioni sensibili o private. Secondo il New York Times, le email di lavoro dovranno essere pubblicate da ottobre, poche settimane prima del voto previsto per il prossimo 8 novembre.

Hillary Clinton ha sorpassato il candidato repubblicano Donald Trump in alcuni sondaggi pubblicati in seguito alla convention democratica che l’ha nominata prima donna candidato alla Casa Bianca. Secondo il sondaggio del sito di informazione politica, Clinton è avanti con il 43% delle preferenze rispetto al 40% di Trump. Secondo un sondaggio della Cbs, invece, Hillary spinta dalla convention ha il 46% delle preferenze contro il 39% del magnate.

L’Fbi sta esaminando segnalazioni di possibili intrusioni da parte di hacker di sistemi informatici legati alla campagna della candidata democratica per la presidenza Hillary Clinton. Lo riferiscono media americani, tra cui la Cnn e il New York Times, sottolineando che la cyber-intrusione in dati della campagna di Hillary potrebbe essere opera di hacker russi. Dallo staff della candidata democratica si conferma che l’intrusione ha interessato un sistema informatico collegato alla campagna della aspirante presidente, ma nell’ambito di una più vasto attacco alla rete dei computer del comitato nazionale democratico. La portavoce della campagna elettorale di Clinton ha affermato inoltre che da verifiche condotte finora non sono emerse indicazioni che il sistema interno della campagna stessa sia stato compromesso. L’Fbi ha confermato in una nota che sta esaminando segnalazioni di “cyber-intrusioni riguardanti diverse entità politiche” senza tuttavia identificare i 9 destinatari dell’attacco.

Il candidato repubblicano alla Casa Bianca, Donald Trump, ha conquistato 34,9 milioni di teleascoltatori nel suo discorso di accettazione alla Convention Repubblicana e ha superato nell’audience di oltre un milione la sua rivale, la democratica Hillary Clinton, che ha fatto sedere davanti allo schermo 33,8 milioni di persone. Da notare, pero’ che, secondo i dati diffusi dall’agenzia di rilevazione Nielsen, giovedi’, giornata in cui hanno parlato entrambi i candidati a distanza di una settimana l’uno dall’altro, e’ stato l’unico in cui la Convention Repubblicana ha avuto piu’ audience che quella Democratica. Tra lunedi’ e mercoledi’ ‘pezzi da novanta’ Democratici come il presidente e la ‘first lady’, Barack e Michelle Obama, l’ex presidente Bill Clinton e il senatore Bernie Sanders, tra gli altri, hanno attratto maggiore attenzione degli statunitensi che gli oratori repubblicani.

La candidata democratica alle presidenziali Usa, Hillary Clinton, e’ determinata a distruggere le barriere del pregiudizio e ad aumentare la possibilita’ per tutti di garantire il futuro degli Stati Uniti. Lo ha affermato il presidente Usa, Barack Obama, nel suo intervento alla Convention Nazionale dei Democratica (Dnc) a Philadelphia. “C’e’ un solo candidato in questa corsa che crede in quel futuro, e ha dedicato la sua vita a esso – ha sottolineato Obama -; un leader con veri piani per abbattere le barriere, far saltare i soffitti di vetro e allargare la cerchia delle possibilita’ di ogni singolo americano: il prossimo presidente degli Stati Uniti, Hillary Clinton”

Hillary Clinton conquista la nomination democratica alla Convention di Philadelphia ed è la prima donna a correre per la presidenza degli Stati Uniti. “Dedicato alle bambine che sognano in grande”, ha detto la candidata alla Casa Bianca. Grande passione nel discorso del marito, ex presidente Bill Clinton, che ha sottolineato le qualità professionali e politiche della moglie, ricordando anche la loro storia d’amore iniziata nel primo incontro del 1971. “Hillary – ha detto – è la ‘game changer’, cambia le cose, lo fa sempre, lo ha sempre fatto e continuerà a farlo, lo ha dimostrato in mille incarichi”.

“Mi sveglio ogni giorno in una casa che è stata costruita dagli schiavi….”. Si commuove Michelle Obama, e commuove tutta l’America, in uno dei passaggi più toccanti del discorso della scorsa notte alla convention in cui ha rivendicato la grandezza del suo Paese che ha permesso al primo presidente afroamericano di arrivare alla Casa Bianca ed ora permetterà alla prima donna di diventare presidente. “Questa è la storia di questo Paese, la storia che mi ha portato su questo palco questa notte, la storia di generazioni di persone che hanno sentito le sferza della frusta, la vergogna della schiavitù, la sofferenza della segregazione ma hanno continuato a crescere e sperare e fare quello che dovevano fare perché oggi io mi svegliassi ogni giorno in una casa costruita da schiavi….” ha detto tra gli applausi la prima first lady afroamericana. “E guardo le mie figlie, due belle, intelligenti giovani donne nere, che giocano con i cani sul prato della Casa Bianca e grazie ad Hillary Clinton, le mie figlie, e tutti i nostri figli, ora ritengono scontato che una donna possa diventare presidente degli Stati Uniti”, ha aggiunto. “Non lasciate che nessuno vi dica dobbiamo rendere l’America grande di nuovo – è stato l’affondo finale a Donald Trump – perché questo è il più grande Paese del mondo”.

Il senatore Tim kaine dovrebbe fare coppia con Hillary Clinton. Lo ha annunciato la stessa Clinton in un tweet. E’ un politico di lunga esperienza, senatore democratico, ex governatore della Virginia, gesuita e figlio di operaio. Sarebbe Kaine il vice scelto dalla candidata alla corsa della Presidenza alla Casa Bianca. L’annuncio ufficiale dovrebbe arrivare oggi in Florida. La motivazione, sostengono i media, si troverebbe nella scelta della Clinton di un uomo rappresentante del moderatismo democratico, che si è sempre impegnato contro le povertà, la xenofobia, il razzismo e le armi. Molti dei temi sono una risposta all’isolazionismo invocato dal rivale Trump, candidato dei repubblicani.

Arriverà probabilmente domani nel corso di un evento, in programma nel New Hamshire, l’endorsement di Bernie Sanders alla rivale democratica Hillary Clinton. Secondo quanto ha confermato lo staff della campagna elettorale del senatore del Vermont e quello dell’ex segretario di Stato, la coppia sarà domani a Portsmouth, dove “parleranno del loro impegno a costruire un’America che è più forte insieme e di un’economia che funzioni per tutti, non solo per i ricchi”. Nel fine settimana, Sanders si era congratulato con Clinton per le sue proposte per il sistema sanitario, che hanno l’obiettivo di garantire le cure a tutti gli americani.