migranti

“L’Italia dà l’esempio e indica la strada all’Europa realizzando, in ambito nazionale, ciò che da tempo l’intergruppo europarlamentare sui diritti dei minori da me co-presieduto chiede alla Commissione Europea su scala sovranazionale: predisporre una specifica strategia dell’UE con misure concrete per la protezione dei bambini e degli adolescenti migranti che arrivano in Europa senza genitori o altri adulti che ne abbiano la responsabilità legale. Misure con cui porre al centro delle politiche europee sulla migrazione il principio del superiore interesse del minore, affermato dalla convenzione Onu sui diritti del fanciullo, recepito nella Carta europea dei diritti fondamentali e ribadito dalla Corte europea di giustizia”. Lo ha detto l’eurodeputata siciliana di S&D Caterina Chinnici, co-fondatrice dell’organismo che nel Parlamento Europeo promuove i diritti dei minori, commenta l’approvazione della legge che disciplina l’accoglienza per i minori migranti soli in Italia. “Questa importante legge – ha continuato Caterina Chinnici – afferma fra l’altro un principio essenziale, quello della parità di trattamento tra minori migranti non accompagnati e minori di cittadinanza italiana o europea. Anche in Europa, dopo tanto discutere, occorre adesso attivare con urgenza un sistema di tutela dei minori che non discrimini in base allo status di migrante, che garantisca indistintamente a tutti i bambini, in ogni momento e luogo, l’effettivo godimento dei diritti loro riconosciuti dalle norme internazionali”.

“Con l’approvazione in Aula del Dl Migranti si compie un passo importante per una migliore regolamentazione di un fenomeno, cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi anni, ricorrendo a un piu’ chiaro e rapido iter giurisdizionale”. Lo ha detto il senatore Lucio Romano (democrazia solidale), vicepresidente della commissione Politiche dell’Unione europea, commentando il voto favorevole per la conversione in legge del Dl recante disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonche’ per il contrasto della immigrazione illegale. Per Romano: “Il provvedimento da’ una risposta sui temi della sicurezza senza eludere gli impegni di accoglienza e integrazione, assunti dall’Italia”.

“Dobbiamo cambiare la Bossi-Fini. La politica deve governare, non agitare paure. I figli di migranti in Italia sono 800mila. Senza di loro avremmo 65mila insegnanti in meno. Le badanti sono 800mila. Se domani lasciassero l’Italia, cosa succederebbe ai nostri figli e genitori? La verita’ e’ che abbiamo sempre piu’ bisogno di immigrati. Li dobbiamo andare a cercare”. Lo afferma Emma Bonino al congresso del Psi. Bonino prosegue: “E’ strumentale evocare un rapporto tra migranti e criminalita’. Questo e’ un tema delle forze xenofobe. Il rapporto casomai c’e’ tra clandestinita’ e criminalita’”.

Gli accordi bilaterali tra i Paesi europei e gli Stati africani sui flussi migratori hanno “l’obiettivo della politica cinica dell’esternalizzazione delle frontiere”. Lo ha dichiarato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, nel corso della presentazione del libro “Padre Mose'” di Mussie Zerai e Giuseppe Carrisi a Roma. “Con l’alibi della cooperazione otteniamo due risultati: diritti umani dimenticati e aiuteremo i Paesi pagandoli a riprendersi le persone e a violare diritti umani”. Quello che Amnesty chiede all’Unione europea e’ “assumersi un onere solidale: ripartirsi un fenomeno che numericamente e’ irrilevante. Parliamo di arrivi marittimi di 170mila persone l’anno, nulla in proporzione alla popolazione europea”. All’Italia invece “chiediamo di superare il sistema hotspot” perche’ “mettersi di fronte a persone che decidono della tua vita dopo quel viaggio e’ inumano”, ma il quadro sul futuro “non e’ ottimista”.

“In Italia viviamo una condizione tale che ci costringe a lavorare soprattutto sull’emergenza e in emergenza”: cosi’ mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, nel corso dell’incontro ecumenico con la delegazione della Chiesa evangelica della Vestfalia (Germania) sull’accoglienza dei migranti. “A chi arriva, noi, come uomini e come donne prima ancora che come credenti, dobbiamo dare anzitutto aiuto e accoglienza – ha detto mons. Galantino -. Questo nonostante un certo malumore che si respira in alcune frange della politica e della societa’ che non vorrebbero assolutamente sentir parlare di immigrazione e speculano su questo dramma sottolineandone solo gli aspetti problematici”. Per il vescovo, vanno contrastati gli stereotipi, come “il fatto che alcuni immigrati siano coinvolti in episodi di criminalita’. Episodi che, va detto, risultano del tutto minoritari. Oppure, l’associare i migranti ai terroristi, quando sappiamo bene che i terroristi non arrivano sui barconi perche’, purtroppo, hanno ben altri mezzi”. Un contesto in cui “la Chiesa in Italia si trova a dover far fronte a due livelli di difficolta’ – ha sottolineato il segretario generale -. Il primo e’ l’emergenza, il secondo e’ rappresentato dalla cattiveria e dalla volgarita’ con cui uomini e donne di Chiesa sono ‘accusati’ di accogliere. Vi sono minoranze chiassose per le quali la Chiesa e’ ‘colpevole’ di immigrazione. Ma tutto questo non ci ha fermato”.

Il presidente dell’Associazione dei Comuni e sindaco di Bari, Antonio Decaro, a margine di “Anci ascolta”, in corso a Firenze, e’ intervenuto sul tema immigrazione: “I decreti Minniti possono rappresentare un modo nuovo per affrontare l’emergenza migranti, secondo una gestione non piu’ emergenziale ma strutturale”. “Nell’ultimo anno – ha ricordato a proposito Decaro – abbiamo registrato circa 181 mila presenze di prima accoglienza su cui i sindaci hanno messo la faccia”. Ma il flusso, secondo il presidente Anci “va gestito tramite il sistema dello Sprar e distribuito su tutto il territorio nazionale, con un numero di migranti controllato che e’ di circa tre per ogni mille abitanti. Questo per evitare concentrazioni di arrivi come a Cona, dove la prefettura ha inviato mille migranti in una comunita’ di tremila residenti. La concentrazione e’ un problema per i migranti e per i residenti e puo’ sfociare in episodi di intolleranza oltre a gravare sulla qualita’ dei servizi per chi ospita e per chi e’ ospitato”. Secondo il sindaco di Bari quindi “le prefetture non possono gestire questo fenomeno perche’ non hanno il rapporto quotidiano con la comunita’ che ha un sindaco: i cittadini e’ al sindaco che ricorrono per lamentare questo tipo di problemi”. “Per questo – ha concluso Decaro – e’ giusto che siano i sindaci a gestire il fenomeno, su base volontaria e con la clausola di salvaguardia prevista dall’accordo Anci-Viminale, clausola che ha permesso al sindaco di Vitulano di respingere altri migranti inviati dalla prefettura, proprio in virtu’ dell’adesione allo Sprar e quindi del limite di migranti stabilito”.

“Lo scenario mondiale e’ caratterizzato da chiusure e ingiustizie che generano migrazioni. Migrazioni ora in grande rilievo come uno dei problemi fondamentali”. Lo ha detto il segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, al Forum sulle migrazioni e la pace, promosso a Roma dal nuovo dicastero per lo Sviluppo umano integrale, dallo Scalabriniani International Migration Network (Simn) e dalla Fondazione Konrad Adenauer. Sulle migrazioni, ha osservato Parolin, si registra “Una apprensione presa a pretesto per scopi elettorali e di calcoli di vario genere, caratterizzati da manipolazioni di notizie e da un nuovo totalitarismo ideologico che concepisce l’uomo solo come agente economico e che come tale lo puo’ scartare se non serve. Di qui ostacoli e barriere alle migrazioni che favoriscono il ricorso a vie alternative piu’ pericolose di migrazione irregolare”. Ha continuato il segretario di Stato Vaticano: “Nell’attuale quadro mondiale – e’ sempre piu’ evidente la forte interdipendenza tra pace, sviluppo e rispetto dei diritti fondamentali. Gli Stati sembrano pero’ rifugiarsi in ristrette aree di interesse e chiusure nazionalistiche piu’ o meno nascoste”, mentre “Le posizioni piu’ lungimiranti e coraggiose” restano “isolate in una crescente frammentazione”.

“Non puo’ un gruppetto di individui controllare le risorse di mezzo mondo. Non possono persone e popoli interi aver diritto a raccogliere solo le briciole”. È l’accorato appello contenuto nella parte finale del discorso rivolto dal Papa ai partecipanti al Forum su migrazioni e pace. “Nessuno puo’ sentirsi tranquillo e dispensato dagli imperativi morali che derivano dalla corresponsabilita’ nella gestione del pianeta, una corresponsabilita’ piu’ volte ribadita dalla comunita’ politica internazionale, come pure dal Magistero”, ha tuonato Francesco, spiegando che “tale corresponsabilita’ e’ da interpretare in accordo col principio di sussidiarieta’, che conferisce liberta’ per lo sviluppo delle capacita’ presenti a tutti i livelli, ma al tempo stesso esige piu’ responsabilita’ verso il bene comune da parte di chi detiene piu’ potere”. “Fare giustizia – ha spiegato il Papa – significa anche riconciliare la storia con il presente globalizzato, senza perpetuare logiche di sfruttamento di persone e territori, che rispondono al piu’ cinico uso del mercato, per incrementare il benessere di pochi”. Citando Benedetto XVI, Francesco ha ricordato che “il processo di decolonizzazione e’ stato ritardato sia a causa di nuove forme di colonialismo e di dipendenza da vecchi e nuovi Paesi egemoni, sia per gravi irresponsabilita’ interne agli stessi Paesi resisi indipendenti”. “A tutto cio’ bisogna riparare”, il monito all’insegna del “dovere di giustizia”: “Non sono piu’ sostenibili le inaccettabili disuguaglianze economiche, che impediscono di mettere in pratica il principio della destinazione universale dei beni della terra. Siamo tutti chiamati a intraprendere processi di condivisione rispettosa, responsabile e ispirata ai dettami della giustizia distributiva”.

In tema di ricollocamenti “siamo ancora lontani dall’obiettivo di 1.000 ricollocati mensilmente dall’Italia”. Lo ha detto il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano, a margine dei lavori della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, nell’incontro con il ministro degli Esteri dell’Austria, Sebastian Kurz. Lo riferisce la Farnesina, spiegando che il colloquio ha consentito al capo della diplomazia italiana di soffermarsi a discutere con il collega austriaco il tema dei rifugiati e dell’emergenza migratoria. “Ci attendiamo il più forte impegno possibile dell’Ue in questo senso” ha affermato Alfano.

Tempi più brevi per l’esame delle domande di asilo, creazione di nuovi Centri permanenti per il rimpatrio. Questi alcuni dei punti essenziali del decreto legge legge per l’accelerazione delle procedure amministrative e giurisdizionali in materia di protezione internazionale, approvato ieri dal Consiglio dei ministri su proposta dei ministri dell’interno Marco Minniti e della giustizia Andrea Orlando. “Sono norme, ha spiegato il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, “che attrezzano il Paese alle nuove sfide. “L’obiettivo strategico non e’ chiudere le nostre porte ma trasformare sempre piu’ i flussi migratori da fenomeno irregolare a fenomeno regolare, in cui non si mette a rischio la vita ma si arriva in modo sicuro nei nostro paesi e in misura controllata”. Tra i punti principali del provvedimento sono istituite, presso i tribunali di Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Catanzaro, Firenze, Lecce, Milano, Palermo, Roma, Napoli, Torino e Venezia, 14 sezioni specializzate in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione europea. Le sezioni avranno competenza relativamente a: mancato riconoscimento del diritto di soggiorno sul territorio nazionale in favore di cittadini Ue; impugnazione del provvedimento di allontanamento nei confronti di cittadini Ue per motivi di pubblica sicurezza; riconoscimento della protezione internazionale; mancato rilascio, rinnovo o revoca del permesso di soggiorno per motivi umanitari; diniego del nulla osta al ricongiungimento familiare e del permesso di soggiorno per motivi familiari; accertamento dello stato di apolidia. Si introducono inoltre misure per la semplificazione e l’efficienza delle procedure innanzi alle commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale e di integrazione dei richiedenti, nonche’ per la semplificazione dei procedimenti giudiziari di riconoscimento dello status di persona internazionalmente protetta e degli altri procedimenti giudiziari connessi ai fenomeni dell’immigrazione.