migranti

“Tutti devono rispettare gli impegni presi. I Paesi dell’Est devono rispettare gli accordi sui ricollocamenti dei rifugiati dall’Italia e dalla Grecia. Il Parlamento europeo si e’ espresso in modo chiaro e dopo il suo intervento la Commissione Ue ha aperto le infrazioni a Polonia, Rep. Ceca e Ungheria”. Cosi’ il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, che aggiunge “se veramente c’e’ la voglia di contribuire ad una soluzione europea della questione migratoria, i Paesi del patto di Visegrad accettino la proposta del Parlamento di usare i 6,5 miliardi di fondi della coesione inutilizzati per ricollocare o riaccompagnare i migranti nei Paesi di origine”. Tajani all’Italia ricorda come “non e’ l’Europa a non volere una soluzione, ma i Paesi, perche’ Parlamento e Commissione Ue si sono schierati in modo netto”. Quindi invita a “non parlare di Europa in modo generico”, ma ad indicare “i Paesi che non vogliono risolvere il problema”. “Il Parlamento Ue ha fatto la sua parte in modo chiaro e fermo”, anche con “una strategia articolata per la crescita dell’Africa. Ora dipende dagli Stati membri compiere risolutivi passi avanti” conclude.

“Quando c’e’ un sindaco che va in televisione a dire ‘noi non li vogliamo’ questa e’ una violazione del rispetto delle regole. Le leggi si possono cambiare ma intanto si rispettano e questo vale anche per chi ha la fascia tricolore e per chi ha responsabilita’ politica”. Cosi’ la leader della Cgil Susanna Camusso, concludendo la presentazione sul rapporto sull’immigrazione nella sede del sindacato

“Il presidente dell’Inps Boeri non va coinvolto nella lotta politica, ma non gli si puo’ chiedere, come fanno i leghisti e quanti si trovano in disaccordo con le sue idee, di tacere la realta’ evidente del mondo del lavoro e della previdenza, che egli con competenza e misura ha evidenziato anche oggi. La fotografia di Boeri rappresenta le cose come sono, non come i ‘sovranisti etnici’ vorrebbero che fosse. Punto. Il resto e’ cinica propaganda sulla pelle sia degli stranieri che degli italiani, a partire dai futuri pensionati”. Lo scrive su Facebook il senatore e sottosegretario agli esteri Benedetto Della Vedova, promotore di Forza Europa. “Senza immigrati l’economia italiana non sarebbe in ripresa e senza immigrati i conti dell’Inps andrebbero in sofferenza e mancherebbero le risorse per pagare di qui in poi le pensioni degli italiani. La struttura della popolazione di un Paese- prosegue Della Vedova- e’ un fattore fondamentale del suo dinamismo economico e della sostenibilita’ dei suoi conti pubblici. Un’Italia che aggravasse il suo tasso di dipendenza demografica sarebbe destinata al declino e al default finanziario. Anche per i rifugiati il punto dovrebbe essere esattamente questo: abbandonare il falso argomento dei pull factor e, mentre ci si occupa dei push factors e di come stroncare i flussi irregolari gestiti dalla criminalita’, anche aprendo canali legali, creare le condizioni per consentire a quanti sono arrivati negli ultimi semestri di lavorare regolarmente fino a che resteranno in Italia. E sappiamo- conclude Della Vedova- che questo non ‘porterebbe via il lavoro agli italiani’, ma rafforzerebbe l’economia e le prospettive di crescita, anche dal punto di vista occupazionale”.

“Ma come si può pensare di gestire l’immigrazione di massa con il Pd? Questa è la domanda politica di oggi dopo il tentativo di accoltellamento di un agente in stazione Centrale. Una domanda che riguarda Milano come tutta Italia. Il fatto di cronaca – l’ennesimo, allarmante e gravissimo – pone un serio problema politico. Il Pd, minoranza compresa, non è in grado di analizzare la realtà perché la confonde con l’ideologia. Majorino e Sala hanno fatto una marcia pro immigrazione quando tutta Europa chiudeva le frontiere: e oggi eccoci qui, con un’altra aggressione”. Lo ha detto Stefano Parisi, consigliere comunale a Milano e leader di ‘Energie per l’Italia’.

“Se finanza, economia e migranti – realta’ piu’ legate di quanto non sembri – non verranno governate da una politica che realmente miri al bene comune, allora finanza, economia e migranti diventeranno terre di conquista da parte di schegge impazzite della politica o da lobby di diverso tipo”. Così ieri il patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, in uno dei passi dell’omelia per la celebrazione della festa del Redentore. Se cio’ avvenisse, “saremo costretti a rivedere cose gia’ viste, con la differenza che, oggi, sono a disposizione mezzi molti piu’ potenti che alcuni decenni fa non esistevano e ora consentono, attraverso la rete, di compiere in tempo reale operazioni, una volta, impensabili”, ha aggiunto. Dopo un riferimento alla crisi delle banche venete, Moraglia e’ passato alla questione epocale degli migranti; tema dove la politica “non puo’ piu’ balbettare”.
“La gente – ha affermato – sente l’urgenza di politiche che non siano degli slogan degli inconcludenti annunci ma espressione di un impegno reale da parte di tutti- Italia, Europa, Onu – con animo solidale e, insieme, fondato su un concreto e sano realismo”.

“Leggo che il “signor” Salvini vorrebbe venire ad aiutare i civitavecchiesi contro una supposta invasione. Informo il Salvini che l’unica invasione di cui Civitavecchia ha paura e’ quella di razzisti, approssimativi e qualunquisti che fondano la loro politica sulla paura di una teorizzata diversita’ che dovrebbe, secondo loro, spaventare e portare a reazioni scomposte”. Lo ha scritto in un lungo post il sindaco di Civitavecchia, Antonio Cozzolino guardando all’annunciata visita del leader leghista in citta’ di domani sera. “Abbiamo paura – ha aggiunto – dell’invasione di ignoranti dalla dialettica volutamente banale che sperano di fare presa sulla gente senza dire assolutamente niente o portare argomenti alle proprie tesi… anche perche’ non hanno possibilita’ di essere sostenute se non con slogan xenofobi e indegni di un essere umano”. “Abbiamo paura – ha insistito – dell’invasione di chi cerca di spostare l’attenzione perche’ gli e’ piu’ facile gridare “all’immigrato!!!” che adoperarsi per elevare la consapevolezza della popolazione”. “Qui da noi questa consapevolezza l’abbiamo gia’. Lo sappiamo gia’ che il problema non e’ l’immigrato ma una politica dell’immigrazione fondata sull’emergenza e l’approssimazione. Abbiamo gia’ inquadrato la falsa accoglienza del ministro Minniti fondata su un modello fallimentare che non ha fatto altro che rinfoltire quelle masse di invisibili, da marginalizzare e sfruttare, frutto di scelte palesemente sbagliate. Quindi caro Salvini, comincia a correre…ma lontano da Civitavecchia”, ha concluso.

“Non abbiamo fatto una rivolta ma una protesta per evidenziare alcune criticità”. Lo ha spiegato ai microfoni di Rainews 24 Vincenzo Lionetto Civa, il sindaco di Castell’Umberto paese nel messinese, che ieri insieme ad alcuni concittadini ha bloccato l’ingresso ad una struttura che ospita una trentina di migranti. Ha continuato il sindaco: “Noi vogliamo un accoglienza che segue alcuni requisiti non siamo razzisti e non siamo violenti”. Ed ha aggiunto: “Tutti i sindaci della comunità dei Nebrodi sono disponibili a fare le cose in modo serio e non improvvisato”. Alcuni sindaci dei Nebrodi si sono dati appuntamento per “un’assemblea pubblica” insieme ai cittadini “per confrontarsi e discutere sulla questione dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti.

“L’emergenza migratoria ha raggiunto ormai livelli insostenibili. Ieri sono sbarcati sulle coste italiane circa 5.000 migranti”. Lo afferma Gregorio Fontana, deputato di Forza Italia e membro della Commissione migranti. E il flusso non si fermera’, certo, questo fine settimana. L’Europa, infatti, ha risposto picche alle richieste del governo italiano: no all’accoglienza dei migranti “economici” (ovvero alla quasi totalita’ di quelli che arrivano da noi) e porti chiusi alle navi (che invece continueranno a scaricare migranti sulle nostre coste). I governi della sinistra hanno gestito in maniera caotica e superficiale l’arrivo e la presenza dei migranti sul territorio, perdendo, inoltre, ogni credibilita’ nei confronti dei partner europei. Ormai bisogna muoversi subito per arginare, almeno in parte, il disastro”. Dice Fontana: “Il Governo, dichiari subito lo stato di emergenza, al fine di mobilitare ogni possibile risorsa per affrontare con strumenti idonei questa catastrofe, figlia della colpevole sottovalutazione della sinistra di governo”

“L’energia e’ una leva lunga, aiuta l’affermarsi di una cultura industriale e dello sviluppo”. Inoltre “per far rimanere le persone nella propria terra occorre farle studiare e formarle. Un 20% dei fondi vanno destinati ai giovani, 2-3 anni in cui tutti possano seguire una fase di preparazione che li porti ai mestieri che, nel frattempo, vengono creati”. Per l’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi, intervistato dalla Stampa, e’ questa la ricetta per frenare l’esodo dall’Africa. “Nessun africano ha voglia di lasciare l’Africa. Quando scappano e’ perche’ non possono farne a meno”, rileva Descalzi, secondo cui “in Europa c’e’ chi sottostima il problema delle migrazioni. Manca una sufficiente sensibilita’ del fatto che gli esodi siano un problema esistenziale gravissimo, cosi’ serio da poter far cadere qualunque struttura politica. Da noi – osserva – governo e Parlamento bussano a un’Europa che sembra non sentire”. “L’Europa ha messo tanti soldi a disposizione dell’Africa, centinaia di miliardi in mezzo secolo. Ma sono state iniziative piu’ umanitarie che altro”, rileva Descalzi. “Poche volte sono stati dati contributi per sviluppare accesso all’energia e formazione in ambiti specifici con il necessario accompagnamento”. Per il manager occorre un salto di qualita’, “pensando al lungo termine quando si investe. Nel momento in cui estraggo gas, posso scegliere di esportarlo tutto, oppure solo una parte e lasciare il resto nel Paese come investimento per la stabilita’. L’Eni sta facendo questo, riducendo in parte il profitto di oggi, ma aumentando valore, sostenibilita’ e credibilita’ per il futuro”.

Mettere in contrapposizione poveri e migranti “e’ fuori posto, vuol dire continuare ad alimentare una guerra tra poveri e le guerre tra poveri in genere servono soltanto ai furbi”. Lo dice Mons. Nunzio Galantino, segretario generale Cei, a margine della tavola rotonda “Da mani pulite a Cantone: il valore delle regole”, organizzata da Gianluca Maria Esposito professore di diritto amministrativo e direttore della scuola anticorruzione e appalti dell’universita’ di Salerno. La Chiesa ribadisce ufficialmente la sua posizione contro chi, politicamente, si scaglia contro il migranti additando il pericolo della sicurezza e contrapponendoli ai poveri del nostro Paese.