migranti

“Conosco la Libia meglio della mia natia Calabria”, lo ha detto il ministro dell’Interno, Marco Minniti, in un’intervista al New York Times. Sulla questione libica il titolare del Viminale spiega che la questione principale da capire è che si tratta “di un paese instabile” ma, allo stesso tempo, “abbiamo iniziato un percorso”.

“Mentre emergono prove inconfutabili sui contatti tre le Ong e gli scafisti dalle indagini delle procure siciliane, il Pd con Renzi insiste con lo ius soli e con idee risibili tipo il numero chiuso per gli immigrati. Sono scollegati dalla realta’. Ci troviamo di fronte a un’autentica emergenza sul fronte immigrazione, a gravi indizi di reato per queste sedicenti organizzazioni che, ammantate dallo spirito umanitario, hanno solo aiutato i trafficanti di persone, senza considerare il risvolto criminale che ha accompagnato anche in Italia l’accoglienza di questi disperati, e ancora hanno il coraggio di parlare di cittadinanza facile e integrazione. Questa politica demagogica ci ha portato al disastro attuale. La sinistra e’ nemica degli italiani se continua a negare l’evidenza. Il governo piuttosto pensi a far rispettare il codice di condotta alle Ong. Controlli a tappeto, fermi dei sospetti e chiusura dei nostri porti a chi non rispetta le regole. Chi aiuta scafisti e trafficanti di persone deve andare fuori dal Mediterraneo. Deve essere arrestato”. Lo dichiara in una nota il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri (FI)

Per la prima volta nel 2017 il gli sbarchi dei migranti in Italia sono in calo. E’ quanto emerge dai dati diffusi dal Viminale secondo cui il numero di persone sbarcate in Italia fra il 1 gennaio e il 2 agosto è stato inferiore allo stesso periodo dell’anno scorso. In particolare negli ultimi sette mesi sono arrivate via mare 95.215 persone rispetto alle 97.892 del 2016 (-2,73%). Intanto sono già partite le azioni di controllo sulle Ong dopo la firma del Codice di condotta al Viminale. L’attività è basata su verifiche delle navi che chiedono di attraccare nei porti italiani e con a bordo migranti raccolti dai barconi nel Mediterraneo centrale.

Medici senza frontiere non ha accolto il documento del Viminale sul codice di condotta per le organizzazioni umanitarie nel salvataggio in mare. Ieri si è tenuto il vertice al ministero dell’Interno tra le ong e il capo di gabinetto Mario Morcone, per verificare la posizione delle organizzazioni in merito al Codice di condotta, elaborato dal ministero. Il no è arrivato anche dalla ong tedesca Jugend Rettet. Medici senza frontiere nei giorni scorsi aveva diffuso un documento in cui elencava i punti critici e le modifiche da apportare. Le organizzazioni umanitarie avevano ricevuto un testo in cui erano state recepite alcune delle richieste avanzate. “Abbiamo deciso di non firmare, ma tutti quei punti che non sono problematici per noi continueremo a rispettarli”. Save the children ha deciso di accettare il Codice di condotta perche’ come ha spiegato il Direttore generale Velerio Neri “gran parte delle cose che il Codice prevede, gia’ le facciamo da sempre. Inoltre laddove c’erano degli articoli che ci preoccupavano, come nel caso dei trasbordi, abbiamo risolto bene e seguiremo le indicazioni della Guardia costiera”.
Ha firmato anche Moas. “La nostra missione e’ da sempre quella di salvare piu’ vite possibili in mare, e questo documento ci permette di continuare a farlo” ha spiegato il fondatore Christopher Catrambone. Sono 13 gli impegni chiesti dal Viminale alle Organizzazioni non governative col Codice di condotta sottoscritto ieri al ministero.
La mancata sottoscrizione del documento o l’inosservanza degli impegni previsti “puo’ comportare – si legge nel documento – l’adozione di misure da parte delle autorita’ italiane nei confronti delle relative navi, nel rispetto della vigente legislazione internazionale e nazionale, nell’interesse pubblico di salvare vite umane, garantendo nel contempo un’accoglienza condivisa e sostenibile dei flussi migratori”. Tra gli impegni, non entrare nelle acque libiche, “salvo in situazioni di grave ed imminente pericolo”; non spegnere o ritardare la trasmissione dei segnali di identificazione, non fare comunicazioni per agevolare la partenza delle barche che trasportano migranti; informare lo Stato di bandiera dell’attivita’ intrapresa dalla nave; dichiarare le fonti di finanziamento alle autorita’ dello Stato in cui l’ong e’ registrata.

“Per celebrare degnamente la giornata dell’Onu contro la tratta di esseri umani bisogna stroncare nel Mediterraneo le attività delle Ong che, recandosi nelle acque della Libia a prelevare i clandestini, incrementano i guadagni dei mercanti di schiavi che operano sul continente africano, alimentano una speculazione vergognosa e fanno crescere anche il numero delle morti”. Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri (FI). “Le Ong si ammantano di ragioni umanitarie – aggiunge – ma finiscono per aiutare i criminali ovunque, anche in Italia. Ricordiamo gli scandali del Cara di Mineo, di Isola Capo Rizzuto e di Roma, dove cooperative rosse e organizzazioni criminali di varia estrazione hanno speculato sulla disperazione degli immigrati mettendo le mani sui miliardi che vengono sperperati in Italia per l’accoglienza. Basta con le Ong per stroncare la tratta di persone”.

“Forza Italia da tempo chiede un impegno anche militare del nostro Paese nella lotta al traffico di esseri umani che si sta svolgendo nel Mediterraneo. Questo traffico clandestino, compiuto da organizzazioni criminali senza scrupolo, non pone solo una questione umanitaria e di accoglienza senza precedenti (che non può essere sostenuta unicamente dall’Italia) ma pone soprattutto una enorme questione di sicurezza nazionale ed internazionale”. Lo dichiarano Renato Brunetta e Paolo Romani, Capigruppo di Forza Italia alla Camera ed al Senato, Maurizio Gasparri ed Elio Vito, responsabili della Consulta sicurezza di Forza Italia e Laura Ravetto, presidente del Comitato Schengen. “Alle nostre proposte ed alle nostre critiche – osservano – il governo ha risposto in maniera insufficiente tanto da produrre la insostenibile attuale situazione di crisi ed emergenza. Forza Italia in Parlamento e di fronte al Paese si assumerà comunque la responsabilità di rappresentare fino in fondo l’interesse dell’Italia con rigore e coerenza”. E concludono ”Se l’intervento di cui si parla in queste ore prevederà il blocco delle partenze di migranti dalla Libia l’immediato ritorno e sbarco sulle coste libiche dei barconi intercettati, regole di ingaggio degli assetti militari impiegati chiare ed efficaci noi saremo favorevoli. È infatti quello che chiediamo da tempo ed è quello che andava fatto da tempo”.

Le organizzazioni non governative che criticano il Codice di autoregolamentazione “o lo accettano o gli sarà imposto”. Lo afferma il presidente della commissione Esteri del Senato Pier Ferdinando Casini in una intervista al Quotidiano Nazionale. “Se le ong dichiarano di non volere a bordo ufficiali della polizia italiana e se insistono in comportamenti sospetti come chiudere i transponder quando sono a salvare vite umane in Libia allora ha ragione il procuratore di Catania. Non è normale. Vuol dire che hanno qualcosa da nascondere”. E se le ong non accettano il nuovo codice “Vadano da un’altra parte” conclude Casini.

“Chapeau a Macron! Nel giro di un paio di mesi il presidente francese e’ riuscito a fare quello che prima Renzi e ora Gentiloni non sono stati capaci di fare in oltre tre anni e mezzo di inutili ‘bla bla’, ovvero mettere allo stesso tavolo Serraj e Haftar e trovare una soluzione concordata per il controllo della Libia. In questo modo la Francia avra’ il petrolio libico e all’Italia resteranno gli immigrati. Complimenti davvero a Renzi e a Gentiloni che con la loro politica di balbuzie e inchini a Berlino hanno ridotto l’Italia ad una provincia marginale dell’Europa, un’Europa che peraltro ci ha isolato, sigillando i nostri confini e abbandonandoci con il nostro ‘tesoretto’ di 600 mila immigrati clandestini da mantenere. A noi gli immigrati, a chi sa fare politica, alla Francia, il petrolio”. Lo afferma Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato e responsabile organizzazione e territorio della Lega Nord.

“Oggi l’agenda di Martin Schulz leader dei socialdemocratici tedeschi, e candidato alla cancelleria, riporta un solo impegno: una conversazione con Paolo Gentiloni per parlare dell’emergenza immigrazione, che nell’intervista di cui nell’intervista a ‘Bild am Sonntag’ definisce ‘altamente esplosiva’ (‘hochbrisant’). Nella stessa intervista, l’antagonista di Angela Merkel annuncia che giovedi’ verra’ addirittura in Italia per approfondire la questione con il presidente del consiglio”. Cosi’ Lucio Malan, senatore Forza Italia e Questore del Senato. “Insomma- spiega- il leader del Partito socialdemocratico tedesco e’ assai piu’ preoccupato della situazione italiana degli esponenti del Partito gemello, il PD. Quando Schulz dice che chi ignora il problema sperando di rimandarlo a dopo le elezioni, piu’ che alla signora Merkel, obiettivo delle sue accuse, sembra parlare proprio del partito di Renzi. Anzi, gli esponenti del PD versano benzina sulla situazione ‘altamente esplosiva’ sbandierando come priorita’ lo ius soli, che facilitera’ un ulteriore boom di arrivi. Certo- sottolinea Malan- le proposte di Martin Schulz sono del tutto inadeguate e, soprattutto, volte a sottolineare che la Germania non accogliera’ neppure uno degli immigrati ora in Italia, ma l’aspirante Cancelliere ha il merito di capire la gravita’ della crisi. Spero che i sostenitori dello ius soli- conclude Malan- approfittino della sua visita a Roma per farsi dare una lezione di senso della realta’ da chi, pur lavorando a Berlino ed essendo nella stessa famioglia politica a livello europeo, capisce cio’ che accade in Italia meglio di loro”

“Orban e Kurz sono i nuovi eroi della destra nazionalista e sovranista italiana. Sanno poco di mare e di porti, come me che sono alpino, ma danno istruzioni su chi salvare e soprattutto chi non salvare in mare, come se il diritto internazionale e le convenzioni sul soccorso fossero opzionali. Per loro, magari, il diritto e’ opzionale, anche quello costituzionale e quello dell’Unione europea: ma se il diritto fosse opzionale, l’Unione europea svanirebbe e con essa le opportunita’ del mercato unico e dei fondi di coesione pagati dai contribuenti, anche italiani, con cui Orban fa quadrare i suoi bilanci”. Lo scrive su Facebook il senatore e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, promotore di Forza Europa. “Kurz- continua Della Vedova- propone di sbarcare tutti a Lampedusa e di lasciarli li’: una assurdita’ politica incommensurabile, demagogica e spietata. Kurz e’ sulla via autoritaria di Orban: un’Europa che si chiude, un’Europa reazionaria delle patrie contro l’Europa dell’integrazione. Ma l’Europa delle patrie la vediamo ogni giorno dove ancora non c’e’ una cornice giuridica per un’azione dell’Unione Europea proprio sull’immigrazione: ognuno per se’, anzi ognuno contro i vicini. L’Europa della prima meta’ del secolo scorso, ne’ piu’ ne’ meno. Se vogliono ributtare i migranti in mare, loro paladini delle radici cristiane del vecchio continente – sottolinea Della Vedova – lo dicano, magari col plauso dei sostenitori italiani che non propongono nulla. Ma altrimenti smettano di cavalcare i peggiori fantasmi della storia europea per raccogliere consenso dalla paura che alimentano e aiutino l’Italia nel soccorso e nell’accoglienza di chi arriva stremato a Lampedusa per l’immediato, e nel lavoro duro e quotidiano, economico e politico, per dare risposte strutturali ai flussi irregolari verso l’Europa. L’Italia e’ un paese forte, che sta ritrovando la crescita economica, che deve continuare a fare riforme e controllare i conti pubblici. Evitiamo – conclude Della Vedova – che la campagna elettorale si svolga nel fango della retorica anti immigrati”.