“E’ molto triste che nel nostro Paese, che, molto prima di altri, ha abolito le classi differenziali individuando nuovi modelli didattici in cui attivare forme di integrazione trasversale e in cui l’inclusione riguarda tutta la classe, si verifichino episodi di questo genere”. Lo dichiarano la responsabile Scuola del PD Simona Malpezzi e la deputata della VII Commissione Laura Coccia, a proposito del regolamento approvato dal Consiglio della Scuola Svizzera di Milano, una delle 18 Scuole Svizzere all’estero, sottoposta alla sorveglianza del Dipartimento Federale degli Interni di Berna.
Secondo il regolamento, “essendo la Scuola Svizzera impegnativa e multilingue, non e’ ottimale per studenti affetti da disturbi dell’apprendimento, quali: dislessia, discalculia, ADHS, Sindrome Asperger, autismo, e disturbi comportamentali”.
“Precisiamo che le scuole svizzere in Italia non sono paritarie e non beneficiano di alcun finanziamento da parte dello Stato – affermano Malpezzi e Coccia – tuttavia dal 1999 il certificato di maturita’ che rilasciano e’ riconosciuto in tutta Italia allo stesso livello di un diploma di scuola secondaria superiore secondo un accordo tra il nostro governo e quello svizzero. Il Pd, nel biasimare questa scelta, ribadisce il suo impegno per promuovere l’inclusione di tutti i bambini e ragazzi senza alcuna distinzione. Ci dispiace per gli studenti della scuola svizzera che non potranno beneficiare della straordinaria esperienza di una scuola accogliente e inclusiva. Il successo formativo degli studenti dipende anche dalla capacita’ di comprendere le diversita’ e interagire con tutti, nessuno escluso”.






















