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“La norma che fissa il tetto massimo ai compensi degli artisti che lavorano in Rai viola la Costituzione”. E’ questo in sintesi il parere espresso dall’avvocato Giorgio Assumma, su richiesta di artisti, conduttori e produttori preoccupati “anche perché secondo una interpretazione di Viale Mazzini il tetto va applicato anche a coloro che partecipano a programmi prodotti all’esterno della Rai, come le coproduzioni o i contratti dati in appalto”, spiega all’Adnkronos Assumma, che è anche presidente dell’Istituto giuridico dello Spettacolo e dell’Informazione. “La Rai – sottolinea l’avvocato ed ex presidente della Siae – quando agisce nel mercato della produzione audiovisiva, pur essendo una concessionaria di un pubblico servizio, è comunque considerata un normale imprenditore. Come tale, non può ottenere dalla legge privilegi in grado di collocarla in una posizione di favore rispetto ai produttori concorrenti. Ma non può, neppure, subire limitazioni idonee a diminuire la sua possibilità di operare in condizioni di parità con tali concorrenti. Questo principio emerge da due articoli della costituzione: l’articolo 3 e l’articolo 41. L’articolo 3 sancisce il criterio che tutti i cittadini, intendendosi tra questi anche le società industriali e commerciali, sono uguali di fronte alla legge. Quindi se si pongono in contesa con altri, per la conquista del mercato, debbono poterlo fare ad armi pari”.

“Apprezzamento per l’iniziativa di Lucia Annunziata che, con estrema correttezza e con grande linearita’ professionale, ha ufficializzato – con una lettera ai vertici di Viale Mazzini e indirizzata anche ai membri della Commissione di Vigilanza Rai – la richiesta di adeguare il suo compenso al tetto di 240 mila euro, prima dell’1 aprile e indipendentemente da qualunque decisione che verra’ presa in merito all’applicazione della legge che prevede il tetto per gli stipendi stabilito – per giornalisti, manager, collaboratori, star e artisti – dalla legge n. 198 del 2016. Bene Lucia Annunziata, molto meno bene i silenzi sull’argomento del direttore generale Campo Dall’Orto e della presidente Maggioni”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “In queste ore e in questi giorni – prosegue – si inseguono voci sgradevoli in merito a possibili trucchetti che i vertici di Viale Mazzini potrebbero utilizzare per aggirare in modo inaccettabile la legge, e sforare impunemente il tetto previsto di 240 mila euro. Diffidiamo preventivamente chiunque abbia a mente l’uso di simili porcherie. Vigileremo, anche dalle parti del Mef, e denunceremo eventuali violazioni delle norme in vigore”, conclude Brunetta.

L’Aula del Senato ospitera’ lunedi’ 27 marzo, a partire dalle ore 17 e in diretta su Rai 3, la cerimonia di inaugurazione delle celebrazioni per il bicentenario della nascita di Francesco De Sanctis (1817-2017). In apertura, l’Orchestra del Festival Puccini e il Mezzosoprano Laura Brioli, diretti dal Maestro Alberto Veronesi, eseguiranno i Wesendonck-Lieder di Richard Wagner. La cerimonia proseguira’ con gli interventi del Presidente del Senato, Pietro Grasso, del Presidente Emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, della Ministra dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca, Valeria Fedeli, e del Presidente della Fondazione De Sanctis, Francesco De Sanctis. Il programma prevede poi gli interventi critici di Eugenio Scalfari e del critico letterario Giorgio Ficara. La conclusione e’ affidata alle letture dell’attore Fabrizio Bentivoglio. Storico della letteratura, scrittore e docente universitario, Francesco De Sanctis fu anche deputato e Ministro della Pubblica Istruzione nei governi guidati da Cavour e Ricasoli. La diretta televisiva sara’ curata da Rai Parlamento.

La Rai ha deciso la chiusura di Parliamone sabato: lo annuncia una nota ufficiale di Viale Mazzini, dopo le polemiche sollevate dalla puntata del programma pomeridiano di Rai1 in cui si è discusso dei motivi per i quali scegliere una fidanzata dell’Est. “Gli errori si fanno, e le scuse sono doverose, ma non bastano”, dichiara il Direttore Generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto, parlando di “contenuti che contraddicono la mission di servizio pubblico”. “Occorre agire ed evolversi”, spiega Campo Dall’Orto. “La decisione di chiudere Parliamone sabato non è infatti solo la semplice e necessaria reazione ai contenuti andati in onda lo scorso sabato, contenuti che contraddicono in maniera indiscutibile sia la mission del servizio pubblico che la linea editoriale che abbiamo indicato sin dall’inizio del mandato. E’ anche – prosegue il dg – una decisione che accelera la revisione del daytime di Rai1 sulla quale peraltro stavamo già lavorando da tempo. Questo al fine di rendere i contenuti Rai sempre più coerenti ai valori che ne ispirano la missione”. Il direttore di Rai1, Andrea Fabiano, aggiunge: “Rinnovo le mie scuse più sincere per quanto accaduto e ribadisco l’impegno per un’offerta sempre ispirata ai valori del servizio pubblico”.

Vittorio Sgarbi, contattato da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, conduttori di Ecg su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Universita’ degli Studi Niccolo’ Cusano, dice la sua sulla polemica del giorno, la lista sulle donne dell’est andata in onda su Raiuno. Vittorio Sgarbi e’ categorico: “Direi alla Maggioni che forse per istituzione lei sentiva come un dovere intervenire, ma le osservazioni o considerazioni della Perego erano persino favorevoli al mondo rumeno, per dire di non escludere una donna perche’ come rumena la considerano pericolosa. Se anche la descrizione delle donne dell’est fosse falsa, e’ una cosa che potrebbe dire un buon medico per tenere in forma una paziente. La predisposizione naturale ad un certo tipo di forma fisica non mi pare un insulto. Sono disposte a far comandare il loro uomo? E’ un aspetto meraviglioso per cui si rovescia questo luogo comune banale di questa finta uguaglianza. Le donne sono superiori agli uomini, quindi una molto intelligente lo fa sentire superiore. C’e’ su questa storia un grosso fraintendimento”. Lo studioso d’arte prosegue: “Ho avuto decine di donne dell’est. Il punto 2, ‘sono sempre sexy e non mettono tute o pigiami’, e’ un buon consiglio a che le donne non pensino di mettersi in modo trasandato evitando con cio’ di piacere agli uomini. Perdonano il tradimento? Meglio! Una donna che perdona il tradimento e’ meglio di una donna che ti rompe i coglioni. Questi sei punti sono quasi un consiglio ad essere cosi’. Io poi ho simpatia per la Maggioni, ma queste sono cose banali e poi facendo questo intervento ha creato un caso che altrimenti non ci sarebbe stato”. Secondo Sgarbi le polemiche delle femministe sono fuori luogo: “Certi casi nascono perche’ c’e’ chi si scandalizza. Le femministe usano solo retorica, ogni uomo spera che una donna gli perdoni i tradimenti, non gli rompa i coglioni e lo faccia sentire superiore. La descrizione fatta dalla Perego e’ da un lato ironica, dall’altro indica che una rumena e’ talmente furba che fa quello che vuole e ti fa sentire superiore. Che la Maggioni debba reagire si capisce, ma la povera Perego, che ora chiamero’, ha fatto una cosa divertente. Le rumene sono belle, e’ vero, quando fanno un figlio poi tornano in forma, e’ vero, fanno sentire gli uomini superiori ed e’ vero, cosa c’e’ di male? La rumena ti fa sentire superiore perche’ e’ intelligente! Perche’ la Rai deve dire che si dissocia? Da chi si deve dissociare?”

“Il servizio mandato in onda dalla trasmissione di Raiuno ‘Parliamone Sabato’ sta, giustamente, suscitando lo scalpore e l’incredulità dell’opinione pubblica e presso i nostri sportelli stiamo ricevendo numerose segnalazioni in merito”. Ad affermarlo in una nota congiunta sono Adusbef e Federconsumatori. E’ gravissimo, sostengono le due associazioni dei consumatori, “che i professionisti dell’informazione che curano i contenuti di un programma realizzato dal servizio pubblico creino uno spazio di dibattito televisivo sulla presunta preferenza degli uomini italiani per le donne originarie di Paesi dell’Europa orientale. Nel giro di pochi minuti i telespettatori si sono trovati ad assistere ad un concentrato di sessismo e razzismo: uno spettacolo politicamente scorretto ed eticamente inaccettabile, nonché un pesante affronto a tutte le donne”. Si tratta, sottolineano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef, “di un episodio inaudito e quasi stentiamo a credere che gli autori abbiano elaborato contenuti tanto offensivi. Apprezziamo comunque che almeno il Presidente Rai Monica Maggioni abbia espresso il proprio rammarico e si sia scusata”.

“La Rai deve poter essere presente sul mercato senza limitazioni, questo e’ fondamentale anche per dare forza alla nostra missione”. Lo ha affermato il dg della Rai, Antonio Campo Dall’Orto, sulla questione dei tetti alle retribuzioni in vigore da aprile, nel corso dell’audizione davanti alla commissione di Vigilanza dove si è trattato il rinnovo della convenzione di servizio pubblico. “Oltre alla risorse – ha inoltre sottolineato – per noi e’ importante avere una coerenza tra missione, risorse e modalita’ di azione”. E sulle risorse ha dichiarato: Per “organizzare e pianificare la trasformazione, l’importante e’ avere una prospettiva pluriennale delle risorse dentro quadri certi di riferimento: tanto piu’ gli obiettivi sono chiari, tanto e’ piu’ facile verificarne l’adempimento”.

Con il rinnovo della concessione Rai il governo fissa gli obiettivi all’interno dei quali l’azienda deve predisporre un piano industriale ed editoriale che preveda efficientamento dei costi, valorizzazione delle risorse interne e rimodulazione dei canali non generalisti. E’quanto ha illustrato il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giuacomelli, ai parlamentari in audizione in commissione di Vigilanza Rai. “Io avrei qualche timore a coinvolgere la politica nella discussione su quante reti e canali la Rai debba avere e su quale tipo di mission spetti all’una o all’altra. Il nostro compito e’ fissare gli obiettivi, poi tocca a chi ha la responsabilita’ predisporre uno strumento editoriale e industriale per realizzarli”, ha detto Giacomelli. La concessione Rai giunge alla fine di un percorso iniziato a marzo 2015, che inglobava riforma della governance, canone in bolletta e nuova concessione. In tema di compensi agli artisti, il sottosegretario ha definito “impropria e sbagliata” la scelta del cda della Rai di estendere agli artisti il tetto agli stipendi di 240mila euro così come per i dipendenti . Per Giacomelli,riguardo ai costi e ai risparmi, “deve essere valutato il computo per risultato, non hanno alcun significato le singole voci”.

“Lo sport sulle tv generaliste si identifica con novantesimo minuto. La trasmissione di Rai uno è la più seguita della domenica con quasi il 9.9% di share e una media di un milione e 522mila spettatori. Anche novantesimo minuto – tempi supplementari ha un seguito importante con il 5.8% di share e una media di un milione e 61mila telespettatori. La trasmissione di Paola Ferrari rivitalizza di fatto una rete che in quella fascia prima raggiungeva a malapena il 2% di share”. Lo dice Paola Ferrari, in una nota.

“Dopo 22 anni approvata la nuova concessione Stato-Rai. Una occasione per rilanciare il servizio pubblico”. Lo ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, ha deliberato la concessione in esclusiva alla Rai, per una durata decennale, dell’esercizio del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale sul territorio nazionale e ha approvato l’annesso schema di convenzione, recante le condizioni e le modalita’ di tale esercizio, che sara’ successivamente stipulato tra il Ministero dello sviluppo economico e la societa’ concessionaria. Questi atti, unitamente alla relazione del Ministro dello sviluppo economico sugli esiti della consultazione pubblica avviata a maggio relativamente agli obblighi del servizio pubblico, saranno trasmessi alla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, che dovra’ rendere il parere entro trenta giorni. “Alla Rai – si legge in una nota del sottosegretario allo sviluppo economico con delega alle Tlc, Antonello Giacomelli – e’ chiesto un nuovo piano editoriale con la riforma dell’informazione, piu’ sostegno alle produzioni italiane e alla loro valorizzazione internazionale, una razionalizzazione necessaria di reti e canali, produzioni e programmi in lingua inglese e per tutte le piattaforme. Su questi punti che riprendono le linee guida approvate nel 2015 dal governo Renzi deve finalmente prender corpo un nuovo progetto editoriale che punti ad un servizio pubblico innovativo e universale. Non meno importanti i precisi richiami ad un piu’ attento efficientamento dei costi, alla valorizzazione delle professionalita’ e delle risorse interne, ad un uso leale e corretto della pubblicita’”.