Renzi

“Matteo Renzi deve immediatamente mettersi alla guida del ‘Popolo del Sì’, del Sì alle riforme e alla modernizzazione del Paese, come ha chiesto di fare oggi Enrico Zanetti in una intervista rilasciata ad Avvenire”. Così Mariano Rabino, portavoce di Scelta Civica – Ala per la Costituente liberale e popolare. “Noi di Scelta Civica – Ala ci siamo – dichiara Rabino – anche se abbiamo deciso di non sostenere il governo Gentiloni, proprio perché non aveva e non ha senso un governo fotocopia, senza Renzi”. Per il parlamentare: “Gli ultimi sondaggi pubblicati dal Corriere della Sera, secondo i quali il M5S supera il PD e diventa il primo partito italiano, nonostante i disastri della Raggi a Roma, gli arresti, il pasticcio combinato a Bruxelles con l’Alde, dimostrano che il malessere degli italiani non tiene conto delle ideologie e quasi più neppure dei programmi dei partiti politici”. E quindi “bisogna dimostrare di sapere e volere fare poche cose, semplici, immediate, vicine alle esigenze dei cittadini”. Rabino illustra il programma dei prossimi giorni: “Lavoreremo nelle prossime settimane per mettere insieme le forze liberali e moderate che hanno sostenuto le riforme del governo Renzi e che, senza ambiguità, si considerano alternative alla destra populista e lepenista di Salvini, e ritengono ineludibile, per il bene dell’Italia, un’alleanza con un rinnovato partito guidato da Matteo Renzi”.

“Renzi non credo voglia fare il Congresso Pd, ha paura di perdere, in generale, non solo contro di me”. Lo dice Michele Emiliano, governatore della Puglia, al programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. Che auguri di Natale farei a Renzi? Gli auguro di aver vicino tante persone che gli vogliano bene e che gli dicano la verità. Si spieghi meglio. “Per una persona come lui che, mi auguro, anche in futuro possa avere delle responsabilità, avere intorno gente che ti dice la verità può esser fastidioso. Io per esempio – ha spiegato a Rai Radio1 Emiliano – mi rendo conto che gli ho dato fastidio e me ne scuso, ma è necessario, anzi è un dovere costituzionale, dire la verità ad una persona che ricopre un incarico come il suo”.

“Dieci mesi fa i giornalisti della stampa estera si misero a ridere. Avevo appena annunciato che la Salerno – Reggio Calabria sarebbe stata inaugurata il 22 dicembre 2016. Grazie al lavoro del Ministero, dell’Anas, dei tecnici e degli straordinari lavoratori questo impegno domani diventerà realtà”. Lo ha scritto ieri l’ex premier Matteo Renzi su Facebook, annunciando il completamento dell’arteria. Oggi il presidente del consiglio Paolo Gentiloni inaugurera’ la strada. “Sono felice per gli utenti di questa travagliata strada. Ma sono felice soprattutto perché ridere CON gli italiani è bellissimo. Ma ridere DEGLI italiani, No”, ha sottolineato Renzi, che ha aggiunto: “Un abbraccio affettuoso a chi ha riso di noi: domani (oggi ndr) non avranno motivo per farlo. E ricordiamoci che l’Italia ha mille difetti. Ma è comunque il Paese più bello del mondo. E non dobbiamo permettere a nessuno di riderle dietro. Viva l’Italia”.

“Renzi, ancora tu, non mi sorprende lo sai. Ancora tu, ma non dovevamo vederci piu’? Avevi detto il 12 gennaio ‘Con un gesto di coraggio e dignita’ ho detto che se si perde il referendum smetto di fare politica’ e poi il 15 ‘Ho gia’ preso il solenne impegno, se perderemo il referendum lascio la politica’. E poi invece ancora tu. E ci scappa da ridere”. Lo scrive sul suo blog Beppe Grillo in un post dal titolo ‘Ma non dovevamo vederci piu’? #RenziFattiDaParte’, citando una celebre canzone di Lucio Battisti.

“Se si dovesse andare a votare con il Consultellum mi candidero’ al Senato e in prospettiva presidente del Cnel”. Lo ha detto con una battuta il segretario del Pd, Matteo Renzi, aprendo l’Assemblea nazionale del Pd. “Al referendum abbiamo perso sui giovani, abbiamo perso in casa, e’ una cosa che fa male, la nostra generazione non e’ arrabbiata e’ disincantata”. E Abbiamo perso nelle periferie” ha aggiunto Renzi.
“Il leader non si mette al riparo dal vento e offre uno dei suoi come capro espiatorio alla folla ululante. La sconfitta fa parte della vita e ciascuno di noi puo’ imparare senza inseguire vendette o ritorsioni”. Lo dice Matteo Renzi in assemblea Pd. Poi il premier scherza e spiega di aver deciso di non “piegare le regole alle esigenze che sentivo” per andare subito a congresso, “perche’ siamo in fase zen”. “Non e’ facile lasciare. Non e’ bellissimo perdere, gli scatoloni li ho fatti di notte per non farmi vedere e quando pero’ sono uscito da Palazzo Chigi, ho pensato ai miei figli: quello che dovevo fare ho cercato di farlo ma la sconfitta fa parte del gioco della politica e tu devi essere in grado di caricartela”, aggiunge. “Pensare che alcune persone del mio partito festeggiavano non gli exit poll ma le mie dimissioni, ha ferito il senso di comunita’ e di appartenenza. Ho dato quattro volte le dimissioni. Ho esaurito in una settimana le dimissioni che un democristiano fa in un millennio. “Facciamo un accordo, amici dei 5 stelle: voi smettete con le bufale e noi non diciamo chi siete, una azienda privata che firma contratti con tanto di penali. Ne parleremo alle prossime elezioni”.

“Ripartiamo dall’Italia” è il titolo dell’Assemblea nazionale del Partito democratico di domenica 18 dicembre. “Abbiamo subito una sconfitta dura nel referendum. E io mi sono dimesso da premier. Domenica discuteremo di molte cose, in modo trasparente e chiaro, come deve fare chi ama la politica e crede nel servizio per il bene comune”. Così su Facebook il segretario del Pd ed ex presidente del Consiglio Matteo Renzi lancia l’Assemblea nazionale.
“Non avendo più gli obblighi istituzionali di governo mi piacerebbe tornare a usare questa pagina soprattutto per ascoltarvi, più che per raccontare le cose fatte – scrive Renzi – E allora proviamoci: abbiamo a lungo discusso dei mille giorni del nostro governo. Ma ditemi voi: quale scelta vi ha colpito di più in positivo e quale vi è sembrato l’errore più grande di questi tre anni? Delle tante riforme dalla scuola al lavoro, dal sociale ai diritti, dall’Expo alle tasse cosa cambiereste? E soprattutto qual è la priorità secondo voi per i prossimi mille giorni? Perchè la politica non è mai Amarcord, ma sempre paziente costruzione di futuro. Vi leggo volentieri”. L’Assemblea si svolgerà a Roma, all’Hotel Ergife, dalle 10. I lavori saranno trasmessi in diretta streaming sul sito del Pd www.partitodemocratico.it e su www.unita.tv

“Il voto referendario, con il 60 a 40 per il No, ha non solo certificato il fallimento della riforma costituzionale ma anche di quella elettorale ad essa connessa. Il voto referendario e’ stato soprattutto il voto sui 1000 giorni di Renzi e sulla sua occupazione brutale della vita politica italiana, del potere, della nostra democrazia”. Lo dice il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, intervenendo nell’Aula della Camera durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia al governo. “Ricordiamo l’occupazione notturna dell’Aula durante la discussione ed il dibattito sulla riforma costituzionale, ricordiamo i tre voti di fiducia sull’Italicum, gli insulti che Renzi ha rivolto a chi gli si opponeva, anche su materie delicate come quella del terremoto – prosegue -. Quando un governo mette al centro della sua azione politica delle riforme che diventano, per la loro connotazione, per il significato che si da’ loro e per la volonta’ che ci si mette, eversive e che vengono fatte solo per il potere, non per semplificare, non per risparmiare, non per migliorare, ma solo per potare un uomo solo al comando. Nonostante i media asserviti, tutti, nonostante l’occupazione militare della Rai. Non era mai successo nella nostra storia repubblicana un fatto di questo genere. Il 60 a 40 ha bocciato il Pd di Renzi, ha bocciato il renzismo e questo e’ un bene, mi fa gioire, respiro con piu’ gioia – conclude Brunetta -. Non ha solo bocciato una cattiva riforma costituzionale e una cattiva legge elettorale ma ha bocciato un modo deteriore di intendere la politica”.

Finita la partita finita per un Renzi-bis. Il presidente del consiglio Matteo Renzi tornato nella notte a Pontassieve, scrive su Facebook: una confessione che chiude le porte anche all’ipotesi del reincarico. “Torno a Pontassieve, come tutti i fine settimana. Entro in casa, dormono tutti. Il gesto dolce e automatico di rimboccare le coperte ai figli, un’occhiata alla posta cartacea arrivata in settimana tanto ormai con internet sono solo bollette, il silenzio della famiglia che riposa. Tutto come sempre, insomma. Solo che stavolta e’ diverso. Con me arrivano scatoloni, libri, vestiti, appunti. Ho chiuso l’alloggio del terzo piano di Palazzo Chigi. Torno a casa davvero”, scrive il premier dimissionario. “Riparto da capo, come e’ giusto che sia”, riflette. Renzi ripercorre l’esperienza a capo dell’esecutivo. “Sono stati mille giorni di governo fantastici. Qualche commentatore maramaldo di queste ore finge di non vedere l’elenco impressionante delle riforme che abbiamo realizzato, dal lavoro ai diritti, dal sociale alle tasse, dall’innovazione alle infrastrutture, dalla cultura alla giustizia. Certo c’e’ l’amaro in bocca per cio’ che non ha funzionato. E soprattutto tanta delusione per la riforma costituzionale. Un giorno sara’ chiaro che quella riforma serviva all’Italia, non al Governo e che non c’era nessuna deriva autoritaria ma solo l’occasione per risparmiare tempo e denaro evitando conflitti istituzionali. Ma quando il popolo parla, punto. Si ascolta e si prende atto. Gli italiani hanno deciso, viva l’Italia”, scrive il premier che torna sulla sua vicenda personale. “Io pero’ mi sono dimesso. Sul serio. Non per finta. Lo avevo detto, l’ho fatto. Di solito si lascia Palazzo Chigi perche’ il Parlamento ti toglie la fiducia. Noi no. Noi abbiamo ottenuto l’ultima fiducia mercoledi’ – sottolinea Renzi- con oltre 170 voti al Senato. Ma la dignita’, la coerenza, la faccia valgono piu’ di tutto. In un Paese in cui le dimissioni si annunciano, io le ho date. Ho mantenuto l’impegno, come per gli 80 euro o per l’Imu. Solo che stavolta mi e’ piaciuto meno”.

“Ci auguriamo possa esserci un nuovo governo istituzionale subito” ma “è difficile metterlo insieme”. Lo ha detto Rocco Buttiglione, deputato della componente Udc del gruppo Misto alla Camera, al termine delle consultazioni al Colle. “Se questo non dovesse nascere – ha aggiunto – non si deve andare subito al voto perché questo consegnerebbe un Parlamento ingovernabile. Serve un governo che continui il percorso riformatore del governo Renzi e per la legge elettorale bisogna creare un tavolo di trattativa a cui tutti partecipino”. “Bisogna fare maturare – ha sottolineato Buttiglione – anche una nuova cultura politica del dialogo e della mediazione. Il governo deve completare le riforme avviate, il tema delle povertà emergenti, mettere in sicurezza il sistema bancario, condurre in Europa l’importantissima fase negoziale. Se siamo seri questo è il momento di chiedere i cambiamenti. Serve una cultura di mediazione, di dialogo per arrivare a una sintesi politica”. L’Udc “è disponibile a sostenere questo governo che deve avere la funzione di decantazione e deve completare le riforme e offrire una mano tesa all’opposizione sulla legge elettorale”.

Sono piu’ di uno i pretendenti alla guida del partito Democratico. Enrico Rossi e Michele Emiliano sicuramente. Lo hanno fatto intendere piu’ o meno velatamente nei mesi scorsi e ora vogliono approfittare di questo passo falso di Renzi. “Nessuno vuole andare al voto: Pd, Centrodestra e nemmeno M5S”. Lo dice ad Agorà su Rai3 il Governatore della Regione Puglia Michele Emiliano. “Renzi e’ andato a schiantarsi contro un muro a 300 all’ora, ma milioni di italiani hanno scelto di fermare il suo progetto”. Se Renzi vuole gestire la transizione al congresso, dopo le dimissioni da premier dovrebbe presentare anche quelle da segretario del Pd”.