Mattarella ci ricorda che siamo una comunità. Occorrono coesione sociale e solidarietà

Discorso molto scarno ed essenziale quello di fine anno del presidente Sergio Mattarella. Nessuna enfasi, nessun gioco retorico. Contenuti e semplicita’. Ha ricordato che siamo una comunita’ e che le insidie contro di essa sono tante: terrorismo, disuguaglianze, poverta’ delle famiglie, divisioni tra Nord e Sud, tra Centro e periferie. Il Capo dello Stato ha toccato il tema della crescita economica, ancora debole e della necessita’ di un circuito positivo di fiducia. Si e’ poi scagliato contro la corruzione, l’evasione fiscale e l’illegalita’, ricordando l’etica dei doveri. Attualissimo accenno infine ad un ‘nemico insidioso della convivenza’: l’odio e la violenza verbale che allignano sul web, luogo di libera espressione e grande rivoluzione democratica. Riferimenti di Mattarella al terrorismo, alla disoccupazione giovanile, alla violenza contro le donne, ad una Europa unita, alla necessita’ di una legge elettorale e alla inopportunita’ di un voto anticipato. Augurio finale a papa Francesco ‘promotore della pace nel mondo’.

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