M5S

“Io e Beppe Grillo siamo stati entrambi aiutati nelle nostre prime esperienze politiche di comunicazione di massa da Casaleggio. Era una persona estremamente competente nel campo dell’informazione. Ha visto l’errore che ho fatto io e non l’ha fatto fare a Beppe Grillo”. Così Antonio Di Pietro è intervenuto questa mattina ai microfoni di ECG, il programma condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano.”L’esperienza con l’Italia dei Valori – continua – è stata fondamentale per Casaleggio e quindi anche per il Movimento Cinque Stelle, perché io dalla sera alla mattina mi sono ritrovato ad avere un consenso incredibile, ero arrivato al 10%, avevo la necessità di costruire una classe dirigente e feci la scelta di trovare sul territorio persone che avevano già fatto politica. Così ho trovato tante persone perbene, ma anche tanti faccendieri. Avendo visto la mia esperienza, Casaleggio ha consigliato Grillo dicendogli che chi aveva già fatto politica in altri partiti non poteva iscriversi al Movimento Cinque Stelle”.

La capacità di governo e quella di mediazione tra le parti, utile per reggere le sorti di un paese, non sono doti che una forza politica può mutuare dal semplice consenso elettorale. Si tratta infatti di quel bagaglio culturale e politico che ogni partito politico può o meno detenere in ragione della sua esperienza amministrativa. Non é un caso che il M5S e la Lega non riescano a trovare una sintesi per la composizione del governo e che si debba assistere al proliferare di veti e di diktat. Governare, cosi come raggiungere un compromesso per la formazione di una giunta di governo, richiede la capacità di andare oltre i propri interessi di parte, rinunciando ad una parte di essi, ed é questo un elemento che deve riguardare tutti i soggetti coinvolti. La situazione di empasse alla quale assistiamo, non é casuale ed é il risultato di una certa politica, incapace di ascoltare le ragioni dell’altro.

“Per me non c’e’ stata una guerra tra politica e magistratura, ma c’e’stata un’offensiva unilaterale contro una piccola parte della magistratura che ha prodotto, purtroppo, i suoi effetti su una parte della magistratura che, credo, stia contribuendo alla progressiva marginalizzazione di quei magistrati non graditi al potere politico”. Lo ha detto il magistrato antimafia, Nino Di Matteo, durante il convegno in Campidoglio ‘Mafia 2.0. “Su oltre 50mila detenuti, solo dieci stanno scontando una pena definitiva per reati legati alla corruzione. Con le riforme penitenziarie approvate di recente, usciranno immediatamente pure loro. Possiamo dire con coraggio che nel nostro Paese il fenomeno della corruzione e’ sostanzialmente impunito, e questa impunita’ e’ un’induzione a delinquere. “Nonostante in una sentenza definitiva ci sia scritto che Silvio Berlusconi ha mantenuto e rispettato almeno dal 1974 al 1992 i patti stipulati con Cosa Nostra grazie all’intermediazione di Dell’Utri, ancora oggi questa persona esercita un ruolo assolutamente importante e assume ruoli decisivi nella politica nazionale anche di stretta attualita’”. “Come si fa a pensare- si chiede il magistrato- che la questione mafiosa sia solo locale quando abbiamo avuto delle conclusioni anche di sentenze passate in giudicato in ordine ai rapporti significativi del 7 volte presidente del Consiglio Andreotti con le famiglie mafiose palermitane o all’intermediazione assicurata per almeno venti anni dal senatore Dell’Utri e alla stipula dei patti a cui ha contribuito il senatore Dell’Utri tra l’allora imprenditore Silvio Berlusconi e i capi delle famiglie mafiose siciliane? Come si fa a relegare a questioni marginali questioni che hanno riguardato ad altissimo livello l’esercizio del potere non solo in Sicilia ma in tutto il Paese? Ecco perche’ il silenzio mi preoccupa”. La conseguenza di questo atteggiamento della politica e’ che nonostante quello che e’ stato accertato si e’ assistito alla santificazione di personaggi come Andreotti o alla ricandidatura nel 2008 del senatore Dell’Utri e del senatore Cuffaro. Il mio apprezzamento al codice etico del Movimento 5 Stelle fu considerato al tempo, un’apertura al Movimento. In realta’ rappresentava un momento in cui veniva concepita una separazione tra la responsabilita’ penale dalla responsabilita’ politica, nei reati di corruzione mi auguro che quello sia il fattore ancora piu’ apprezzabile DI quel codice”. “La magistratura- ha aggiunto DI MATTEO- accerta le eventuali responsabilita’ penali e la sussistenza di reati”, ma “ci sono dei comportamenti che ancor prima di essere descritti in una sentenza definitiva sono accertati e dovrebbero fare scattare delle responsabilita’ di tipo politico che invece nel nostro Paese troppo poche volte sono state azionate”.

“Avendo escluso ogni dialogo con le forze di centrodestra, quelle progressiste sono quelle che rimangono. Se il Movimento 5 Stelle affronta certi temi in un certo modo, non potremo che dare il nostro sostegno, perché in fondo sono i nostri temi, non quelli del Movimento 5 Stelle. Noi puntiamo sui contenuti, non sulle coalizioni precostituite”. Lo ha detto Emma Bonino, di +Europa, al termine delle consultazioni al Quirinale.

”Il M5S è arrivato secondo alle elezioni, dietro alla coalizione di centrodestra, e non ha i numeri per governare da solo. È difficile quindi che possa essere Di Maio il premier. Sicuramente non lo sarà fintanto che avallerà questo bullismo politico del ‘o io o niente’, un metodo fondato sulla sopraffazione di un partito sugli altri”. Così Mara Carfagna, vicepresidente della Camera dei deputati di Forza Italia, in un’intervista a Qn. ”Non accettiamo veti, da parte di nessuno – mette in chiaro l’azzurrra – Il concetto di ‘veto’ non si addice alla politica, oltre che al buon senso. Visto che ciascun politico è tale perché scelto dagli elettori, in democrazia non esistono elettori di serie A ed elettori di serie B. Forza Italia – prosegue- è il cuore del centrodestra, un partito forte e vitale guidato da Silvio Berlusconi e che sarà centrale nel quadro politico attuale e in quello delle prossime settimane”. Quanto alle consultazioni al Colle, i forzisti chiederanno ”che si tenga conto del risultato elettorale che ha visto la coalizione di centrodestra arrivare prima. La seconda richiesta è che si arrivi presto ad un governo che possa affrontare e risolvere i problemi del Paese”.

Diciamolo chiaramente e una volta per tutte, la demagogia del M5S e l’ostentazione interessata della loro frugalità sono oltremodo indecenti. Le rispettiamo perché in democrazia vanno rispettati i comportamenti di tutti, se leciti e rispettosi delle leggi, ma questa continuata esibizione delle loro virtù suona offensiva per il buon senso, per l’intelligenza di milioni di italiani. Il neopresidente della Camera, Roberto Fico, puntualmente immortalato in bus per recarsi al ‘luogo di lavoro’ é cosa che fa sorridere. Mi si potrà obiettare, ‘ma 11 milioni di italiani hanno votato per il M5S!’, e che ci possiamo fare? Rispettiamo il loro voto, perché la volontà popolare é sacra, ma sino a quando sarà possibile esprimere la propria opinione, il sottoscritto ribadirà che il M5S é essenzialmente abuso della credulità popolare, che la loro pelosa semplicità di comportamento politico-istituzionale é perpetrata ai danni di persone ingenue e senza spirito critico che li hanno votati per pura reazione modello muoiasansonecontuttiifilistei. Tant’é.

“In una delle prime dichiarazioni dopo il voto del 4 marzo, Luigi Di Maio ha detto che ‘non si può fermare il vento con le mani’. Il MoVimento 5 Stelle, infatti, è un vento inarrestabile che continuerà a crescere, perché appartiene al futuro. I cittadini chiedono una vera democrazia, esprimono direttamente la loro voce e non sono più ostacolati dall’establishment”. Così Davide Casaleggio in un lungo intervento sul Washington Post rilanciato dal blog delle Stelle. “Il MoVimento 5 Stelle, fondato nel 2009 – scrive il presidente dell’associazione Rousseau – ha raggiunto un successo storico tra le democrazie occidentali grazie all’utilizzo di Internet. Il MoVimento è oggi la prima grande compagine politica digitale al mondo. È nato e cresciuto in Rete, sostenuto esclusivamente dalle donazioni dei comuni cittadini. I suoi obiettivi sono definiti dai cittadini, non dai vecchi partiti moribondi, con la missione di porre fine alla corruzione, combattere l’evasione fiscale, ridurre le tasse, proteggere l’ambiente, migliorare l’istruzione e accelerare l’innovazione”. Per Casaleggio, “la nostra esperienza è la prova di come la Rete abbia reso obsoleti e diseconomici i partiti e più in generale i precedenti modelli organizzativi”. Dopo essersi soffermato sulla piattaforma Rousseau, “che ha permesso il successo del MoVimento 5 Stelle”, e che “consente ai cittadini di partecipare alla vita politica, il figlio del cofondatore del M5S rivendica come “la democrazia diretta, resa possibile dalla Rete”, abbia “dato una nuova centralità del cittadino nella società. Le organizzazioni politiche e sociali attuali saranno destrutturate, alcune sono destinate a scomparire. La democrazia rappresentativa, quella per delega, sta perdendo via via significato. E ciò è possibile grazie alla Rete”.

“Non sono preoccupato, non credo ci sia un interesse comune. I due partiti hanno detto cose diverse. La Lega è nostra alleata. Fa parte del centrodestra e punta sullo sviluppo del Paese, sulle infrastrutture e sull’abbassamento delle tasse. Il Movimento 5 Stelle invece ha una ricetta diversa punta sul reddito di cittadinanza, blocco dei valichi ferroviari. Mi pare che da un punto di vista politico le posizioni siano troppo distanti e sarebbe una confusione che non aiuta nemmeno la politica di questo Paese in generale”. Lo ha detto Giovanni Toti, Presidente della Regione Liguria alla presentazione del primo collegamento FrecciaRossa tra Milano e Genova alla stazione Centrale, parlando del possibile avvicinamento tra Lega di Salvini e M5S. “Poi penso che le forze politiche debbano dialogare civilmente su tutto – ha aggiunto Toti – ma una cosa sono le istituzioni e un’altra è il Governo. Abbiamo fatto una campagna dicendo agli elettori certe cose, io credo che a questo punto ci voglia la serietà di dire a quegli elettori se quelle cose si possono fare, con chi è in quali termini” ha aggiunto, ribadendo di fidarsi “da molti anni della Lega. Ci governo molto bene tutti i giorni. Mi pare che Lombardia e Veneto facciano la stessa cosa, così come centinaia di comuni. Quindi siamo forti alleati, poi com’è noto, a me piacerebbe anche stringerla di più questa alleanza”. Per il PD, ha anche detto Toti, “valgono le stesse cose che ho detto per il Movimento 5 Stelle. Credo che non abbia nulla a che spartire con la coalizione di centrodestra che ha vinto queste elezioni, con programmi lontanissimi: ius soli, immigrazione, sicurezza, legge sulla legittima difesa, sviluppo. Temo che un governo tra PD e centrodestra sarebbe un governo come quelli che abbiamo visto in questi ultimi cinque anni, non efficace per le ricette che servono a questo Paese”.

In un post sul blog delle stelle Luigi Di Maio aggiunge che l’attribuzione a M5s della presidenza della Camera “permettera’” al M5s “di portare avanti, a partire dall’Ufficio di Presidenza, la nostra battaglia per l’abolizione dei vitalizi e tanto altro”. La battaglia politica sulla abolizione dei vitalizi ai parlamentari é stata una di quelle che più hanno contraddistinto l’impegno in politica dei grillini e rappresenta uno dei punti qualificanti del loro programma.

A Luigi Di Maio, candidato premier del M5S, non fa difetto la faccia tosta ma forse fa parte del copione che la Casaleggio Associati lo obbliga a recitare. Tra le sue ultime esternazioni quella relative alla formazione della nuova compagine di governo ‘non siamo disponibili a una squadra di governo diversa da quella espressa dalla volontà popolare’. E allora, ci sarebbe da chiedergli ‘perché il M5S vuole a tutti i costi come partner di governo il Pd, uscito sconfitto dalle urne?. Ma c’é dell’altro: delle sue lacune grammaticali, dei suoi strafalcioni, dei suoi congiuntivi a sorpresa sappiamo tutto ma alla luce delle posizioni assunte da cotanto statista viene da chiedersi quali fossero i suoi voti in matematica. Perché secondo le tabelline del M5S il 32% é un numero superiore al 37%. Dev’essere così, non si spiega altrimenti. Perché lo stesso Di Maio ripete da giorni che un governo che dovesse prescindere dal M5S ‘sarebbe un insulto alla democrazia’. E il 37% conseguito dalla coalizione di centrodestra? Quello possiamo trascurarlo senza pericolo di lesione della democrazia? L’arroganza del M5S e dei suoi adepti é tale da pretendere che le altre formazioni politiche debbano immolarsi a fare da stampella a un governo grillino, senza nulla a pretendere. Ma il M5S non era contrario a ogni tipo di alleanza con ogni altro partito tradizionale considerato brutto, sporco, cattivo e corrotto? Cosa é cambiato nel frattempo? Ah, si, certo: vogliono sedersi al governo. Poltrone. Tutto chiaro