M5S

Proclamarsi diversi e migliori degli altri è molto facile. Un po’ più difficile e’ esserlo e dimostrarlo. La gara che i dirigenti del M5S disputano è sempre al rialzo: loro hanno sempre un modo per ribattere allo scempio delle loro nefaste prassi. ‘Noi ci mettiamo la faccia’, oppure ‘noi le mele marce le buttiamo fuori dal cesto’, o ancora ‘gli altri sono peggiori di noi’ ecc ecc. Ciò’ che stupisce e indigna è il fatto che i vertici del M5S abbiano sempre una spiegazione e una risposta per tutto. E molto spesso questa risposta risiede nel complottismo ai loro danni. C’è tutto un universo che cospira contro il M5S. E’ quasi sempre colpa dell’evidenza dei fatti contro i quali non hanno nulla da ribattere. Come accade ai fanatici, come succede nelle sette.

“Non esiste nessun accordo possibile tra Pd, così come lo concepiamo io, Emiliano, Orlando e tanti altri, ed il centrodestra. E non è un tabù dialogare coi Cinquestelle”. Lo ha detto Francesco Boccia, candidato Pd in Puglia, al programma di Radio1 Un Giorno da Pecora. “Non ci può essere nessun accordo, né col centrodestra né con Fi ed è chiaro che non ci sta tutto il Pd”, ha continuato Boccia. Meglio un’alleanza coi i pentastellati che con Fi? “Non ho dubbi che si farebbero gli interessi del Paese, più di quanto non si pensi ad una grande melassa, quella destra-sinistra, che in questo momento storico può solo far male all’Italia”, ha risposto Boccia.

“Voglio comunicare a tutti una mia scelta personale. Resto sempre convinto che il mio partito si chiama Palermo pero’ ho deciso di comunicare la scelta di votare per il Partito Democratico e di aderire al Pd”. Cosi’ il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, a pochi giorni dalla chiusura delle liste per le Politiche, nel corso di una conferenza stampa, a Palazzo delle Aquile. “Il Pd – sottolinea Orlando – e’ un partito contro i populismi, al contrario ovviamente del M5S e di Berlusconi. Chiedo a tutta la squadra di dare un seguito agli impegni presi a giugno”. “Si apre un dibattito sul programma – aggiunge il sindaco -. Puo’ anche essere che qualcuno non si senta attrezzato per questa sfida politica e quindi da’ un contributo da cittadino, da tecnico. Se la domanda e’ se ci puo’ essere una rimodulazione della giunta la risposta e’ si’, ma non lo faremo stasera – precisa il primo cittadino di Palermo – abbiamo tempo per lavorare serenamente e bene”. Assieme a Leoluca Orlando c’e’ Fabio Giambrone, il presidente di Gesap conferma la sua scelta di aderire al Pd: “La scelta l’ho fatta anch’io – dice Giambrone – sono a disposizione per fare tutto cio’ che serve. Io aderisco oggi al Partito democratico. Il resto non lo decido io ma altri”.

Antonio Razzi contro Luigi Di Maio sull’uso corretto della grammatica. Alla domanda durante un’intervista a Radio Padova se la mancata ricandidatura dell’esponente di Forza Italia sia dovuta anche alla fatica a coniugare correttamente i verbi, Razzi controbatte: «Non sono l’ultimo della classe – spiega – sa quante ne sento io di fregnacce, da certi professori, ed anche dai Cinque stelle che ce ne sono parecchi qui al Senato, che poi si mettono a ridere tutti. Almeno io sono andato a lavorare da bambino perché avevo altre sorelle a cui dare da mangiare, anche se a me mi piaceva studiare. Ma in compenso conosco tre o quattro lingue». «Mi vergognerei – rincara riferendosi a Di Maio del Movimento 5 stelle – a voler fare il leader del Paese, quando sa l’italiano peggio di me. Almeno io ho fatto 41 anni di lavoro in Svizzera, quello quando cazzo ha lavorato?». Sulla sua esclusione dalle liste il senatore non nasconde la delusione. «Nella vita io ho imparato l’educazione, anzi i miei genitori che non ci sono più mi hanno imparato sempre il rispetto. Io quando non voglio dire una cosa a uno, gli vado personalmente e gli dico: guarda mi dispiace questo non si può fare – sottolinea -. Mi piacerebbe sapere il motivo, come mi hanno chiesto il voto nel 2010 potevano dire guarda che adesso non ti possiamo ricandidare per tanti motivi». Alla domanda se abbia parlato con Silvio Berlusconi o con Niccolò Ghedini, Razzi aggiunge: «ho il telefono, lo chiamo, ma non te lo passano e quindi è inutile che lo chiamo. Ho lavorato così bene che mi sentivo orgoglioso di fare ancora una legislatura».
(corriere.it)

“Io sono disponibilissimo: ci sono i 20 punti nostri e gli altri partiti ci devono dire perche’ non sono d’accordo sui nostri 20 punti, anche perche’ la maggioranza dei nostri 20 punti ce li hanno copiati negli ultimi 5 anni e li hanno messi nei loro programmi. Detto questo, se le forze politiche vorranno aggiungere altri temi, trovare la quadra, convergere su altri temi e metterci a lavorare per gli italiani, io sono d’accordissimo, l’unica cosa su cui non sono disponibile e’ lo scambio di poltrone e a reclutare voltagabbana”. Lo ha detto il candidato premier Luigi Di Maio, ospite di Agora’ su Rai Tre.

“E’ brigatismo internazionale condizionare con il terrorismo le elezioni libere dei Paesi, come hanno fatto il 4 dicembre anche se ha sortito l’effetto opposto”. Cosi’ Elio Lannutti, candidato del Movimento Cinque Stelle alle prossime elezioni politiche, ai microfoni di Agora’, Rai Tre, condotto da Serena Bortone, riferendosi alle politiche del Fondo monetario internazionale.

“Sul tema dei vaccini ci sono politici e professionisti della disinformazione che hanno creato ad arte un clima infame. Questi soggetti sono totalmente privi di scrupoli e cercano di far passare per pericoloso il nostro disegno di legge, a mia prima firma, che si fonda sull’approccio della raccomandazione; approccio che trova applicazione in moltissimi paesi avanzati dove le coperture vaccinali sono assolutamente ottimali. La nostra proposta, inoltre, ricalca il modello vigente in Italia prima del decreto Lorenzin. Un modello che pero’ era sostanzialmente disapplicato, tanto che il calo della copertura vaccinale nel paese si e’ accentuato proprio nel corso degli ultimi anni, quando alla guida del Ministero della Salute c’era la Lorenzin”. Cosi’ la senatrice del MoVimento 5 Stelle Paola Taverna.

Silvio Berlusconi non ha usato mezzi termini: il M5S é una setta. 10notizie lo spiega da tanto tempo e quindi questa affermazione non suscita alcuna sorpresa. Il movimento di Grillo e Casaleggio non garantisce alcuna democrazia al suo interno se non una di tipo formale che serve a mascherare la supremazia indiscussa dei vertici. In seconda analisi, il movimento e i suoi rappresentanti non osano nemmeno mettere in discussione le posizioni dei capi e chi lo ha fatto ne é stato estromesso. La guida carismatica di Beppe Grillo e di Casaleggio senior prima e quella del figlio Davide in un secondo tempo, rivela che le dinamiche, la segretezza, l’assenza di dissenso e l’uniformità di pensiero che viene richiesta a quanti aderiscono al movimento ne fanno proprio una setta nei confronti della quale non si mettere in discussione nulla. Altra caratteristica delle sette é quella di additare tutti coloro che non ne fanno parte come dei nemici. Extra ecclesiam nulla salus, verrebbe da dire. La purezza é garantita solo a chi fa parte della setta, a quanti fanno parte del M5S. Tutti gli altri sono nemici che tramano e complottano contro la missione sacra del movimento. Per il M5S ci sono complotti dovunque, e tutti a loro danno. Ci sarebbe da riderne e invece c’é da esserne preoccupati.

“Da cittadino e non da portavoce del Movimento cinque stelle mi chiedo come dopo 20 anni di Berlusconi, dopo che è stato condannato per frode fiscale, dopo 4 governi Berlusconi, si possa umanamente credere a Berlusconi. Oddio, umanamente lo trovo quasi simpatico, fa ridere, forse dovrebbe aggiornare le battute. Detto questo come si fa a credergli?”. Lo ha detto l’esponente del Movimento cinque stelle Danilo Toninelli intervistato da Rainews 24. “Berlusconi è incandidabile per il Parlamento, se votate quel simbolo dove c’è scritto ‘Berlusconi presidente’ dovete sapere che lui non potrà mai essere premier, vi sta prendendo per i fondelli” ha concluso Toninelli lanciando un appello agli elettori.

“Non so se la proposta del M5S di eliminare Vespa e Fazio dai programmi della campagna elettorale faccia piu’ ridere o piangere”. Lo Ha detto Pier Ferdinando Casini (CpE – Civica popolare), presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario. Ha aggiunto Casini: “Se questa e’ la nuova politica tra un po’ la nostalgia si moltiplichera’”.