Pd

“Siamo alla definitiva dissociazione tra parola e politica. In politica ormai la parola non conta più nulla. Si può andare in campagna elettorale dicendo mai alleanze e poi fare il contrario il giorno dopo. Si può dire che Alfano, eletto con la coalizione di centro destra, è un voltagabbana se governa con il Pd e dire che Salvini, eletto con la coalizione del centro destra, è un politico responsabile che avvia la terza Repubblica se governa con il M5s”. Lo scrive Matteo Richetti del Pd su Facebook. “Si può dire – aggiunge – che quando gli avversari formano un Governo il premier non è eletto dal popolo. Se con la stessa dinamica il Governo lo fai tu, allora è voluto e amico del popolo. Si può dire che la Lega nord è incompatibile con la tua forza politica per tutti i soldi che si è intascata e farci un Governo il giorno dopo perché limportante è arrivare al potere”. “Si può continuare a dire agli italiani che tutto sta cambiando, proprio nel momento in cui nulla, ma proprio nulla, è diverso dai peggiori giochini che la politica ci ha offerto in passato. Le parole non contano più nulla. Si possono usare a piacimento. Che tanto, in fondo, domani è un altro giorno. Con le sue nuove, incoerenti parole”, conclude.

“Sulle questioni piu’ delicate, piu’ difficilmente realizzabili, stanno annacquando un po’ i contenuti della proposta. Si parla di aliquote fisse invece che la flat tax, e mi chiedo, rispetto alla situazione attuale, cosa cambi sulla fiscalita’. Si parla di un reddito di cittadinanza che non si realizza fino a quando non c’e’ la riforma per i centri per l’impiego. Mi pare che gradualmente ci sia la consapevolezza che tutto cio’ che si era promesso costituisce indebitamento importante e quindi si alleggerisce, e cio’ che puo’ diventare bandiera viene messo come contenuto principale. È una feroce operazione di potere, questo e’ evidente”. Lo ha detto a Sky TG24 Mattina il responsabile della comunicazione del Pd Matteo Richetti, in merito all’accordo di governo tra M5S e Lega. Rispondendo alla domanda se il Pd abbia fatto bene a interrompere il dialogo con il M5S per la formazione di un nuovo esecutivo, Richetti ha spiegato: “La discussione di questi giorni sembra sempre piu’ una discussione tra aziende che devono costruire un piano industriale e non una discussione tra forze politiche che devono condividere un’alleanza su valori e proposte. Anche questo e’ un elemento che allontana la nostra parabola politica, che spero sia di ripresa al piu’ presto, da quello che stiamo vedendo”.

“Secondo il sondaggio Index per Piazzapulita, il 40% degli italiani pensa che la colpa dello stallo in cui da oltre 60 giorni si trova l’Italia sia di Luigi Di Maio, seguito da Berlusconi (30%). E’ il leader M5s il principale responsabile della palude che blocca il parlamento da due mesi, con mille deputati pagatissimi per non fare nulla”. Lo scrive su Facebook il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi. “La credibilità di Di Maio – prosegue Anzaldi – da giorni processato sui social dai suoi militanti e in caduta libera nel gradimento dei sondaggi, è stata spazzata via oltre che dalle continue bugie anche da settimane di riti da Prima Repubblica, tra politica dei due forni, inciuci mascherati, spartizioni e arrivismo di chi è pronto a rinunciare a tutto, anche alle idee del proprio programma elettorale, pur di arrivare alla poltrona di Palazzo Chigi. Dopo il fallimento totale della sua strategia, in un partito normale e democratico avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni”.

“Non si e’ mai trattato di decidere con un si’ o un no, se fare un’alleanza o votare la fiducia a un governo Di Maio. Si trattava di lanciare con il confronto una sfida politica e culturale diretta a quel Movimento che tanto ha eroso il nostro consenso anche il 4 marzo”. Lo ha detto il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, aprendo la direzione nazionale del Pd. “Dovevamo sfidarli proprio sul terreno del cambiamento – ha aggiunto Martina -. Nessuna rinuncia ai nostri valori, non una resa ma un rilancio”. Martina si fa cosi promotore di quella iniziativa sostenuta da parte del Pd di un confronto con il M5S, in contrapposizione ai renziani che hanno detto no a qualsiasi forma di dialogo con i grillini

Il PD incontrera’ di Maio come da lui richiesto per un confronto sui programmi? “Noi incontriamo tutti e incontreremo tutte le forze politiche ma mi sembra che Di Maio non voglia costruire le condizioni per un incontro”. Cosi’ il vice presidente della Camera del Pd, Ettore Rosato commenta con i cronisti a Montecitorio le parole del leader del Movimento Cinque Stelle, e conclude: “Se pensa di scegliere chi incontrare sbaglia di grosso. In politica ci vuole rispetto anche per gli avversari”.

Monica Cirinnà del Partito democratico è intervenuta questa mattina ai microfoni di ECG, il programma condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano. Sull’attuale situazione politica dice: “Siamo in una stagione complicata, gli italiani hanno dato il benservito ai partiti più tradizionali, più legati alla stabilità e al governo. Duramente punita Forza Italia, duramente punito il mio Partito Democratico. Premiati il Movimento Cinque Stelle, che ancora non si è ben capito dove sta e cosa vuole fare, e la Lega, che invece purtroppo si è ben capito dove sia, partito di destra estrema con venature xenofobe e nazionaliste. Il Fatto Quotidiano scrive che stiamo dialogando con M5S? Se si vuol capire bene cosa il Pd non bisogna leggere il Fatto, uno dei giornali che più duramente ci ha colpito negli ultimi cinque anni. Il punto è un altro. Il Pd ha un rappresentante istituzionale che non si può lasciare solo. Il Presidente della Repubblica. E’ lui che dà le carte. E’ chiaro che ci possa essere un tentativo di ascoltare il suo grido d’allarme davanti all’impossibilità di comporre un Governo. Decideranno i nostri iscritti, andiamo sulla via della democrazia piena. Io rappresento una gran parte di persone nel Pd che mai e poi mai vorrebbero andare con M5S. Sono personaggi in cerca d’autore, il coltello nella schiena di Alberto Airola ce l’ho ancora piantato. Sta lì. Poi non dimenticate l’arroganza, gli insulti, come ci hanno trattato in questi anni”.

“Prima di dire le cose bisognerebbe approfondire: il sostegno esterno al M5S non si può fare, dovremo votare la fiducia ma penso che il M5s non la vuole nemmeno la nostra fiducia”. Lo ha detto Ettore Rosato allo speciale Gr1 su Radio 1 Rai. Smentita una delle ipotesi di governo ritenute più probabili nello scenario politico nazionale alla luce dello voto dello scorso 4 marzo

Nicola Zingaretti segretario del Pd “non l’ho escluso, e’ uno dei nomi che puo’ dare un contributo per la riscossa del Pd, ma non e’ il momento della scelta dei nomi. Stavolta per arrivare a scegliere un segretario dobbiamo prima rifondare il Pd, prima dei nomi dobbiamo riposizionare il partito”. Cosi’ il ministro uscente della Giustizia e componente della minoranza del Pd Andrea Orlando ad Agora’ sui Rai Tre.

“Non temiamo un ritorno al voto; se si torna al voto presenteremo le nostre proposte. Basta non fare un pasticcio. Sarebbe un pasticcio se il Pd governasse con M5S. Meglio che Lega e M5S governino visto che hanno avuto il mandato”. Andrea Romano, deputato Pd, neoeletto nel collegio di Livorno, ai microfoni di ‘6 su Radio 1′ rifiuta l’ipotesi di un esecutivo targato Pd-M5S. “La maggior parte dei militanti del Pd e’ contraria ad un accordo con il M5S. Molti elettori del Pd- aggiunge- sono migrati verso la Lega, come e’ normale che accada; gli elettori devono scegliere cio’ che ritengono piu’ giusto. Alcuni dirigenti hanno auspicato un accordo con i 5 Stelle ma sarebbe delirante dopo anni di governo Pd con i 5 Stelle all’opposizione. Un passante che vede due partiti che sono stati all’opposizione, mettersi d’accordo per una poltrona, penserebbe che la politica sia un teatrino. Io auspico che i 5 stelle governino e che governino bene nell’interesse dell’Italia”, termina.

“Se gli esponenti di Casapound sono impresentabili in politica? Dal mio punto di vista assolutamente si’, parliamo di gruppi neofascisti che in alcune realta’ – almeno della mia citta’ – hanno avuto e hanno rapporti pericolosi e discutibili”. Cosi’ Matteo Orfini, presidente del Partito Democratico, a Radio Radio. “La politica ha tutte le sue responsabilita’ ma mesi fa, quando denunciai il fatto che a Ostia Casapound era collegata esplicitamente al clan Spada, non era un’ossessione mia. Era chiaro tutto, si sapeva chi fossero e lo sapeva anche Casapound. Allora non e’ che io abbia trovato grande solidarieta’ dal resto delle forze politiche ne’ grande attenzione dai media”, ha concluso Orfini.