Ue

“La missione europea in Libia deve partire. Abbiamo avuto un problema di sicurezza. Abbiamo dovuto rinviare la missione dei parlamentari europei per questioni di sicurezza. Ma continuiamo a vigilare perche’ si rispettino i diritti umani. E’ uno strumento fondamentale per ridurre il fenomeno migratorio. L’Africa e’ un problema che l’Europa deve affrontare con investimenti importanti”. Cosi’ il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, questa mattina a Radio 1 Rai in concomitanza del voto oggi sulla missione in Niger in programma oggi alla Camera. “Il problema migratorio e’ un problema di tutta l’Europa- dice Tjani- Serve piu’ solidarieta’. Il parlamento europeo e’ stato molto chiaro”.

“Il nostro compito e’ quello di tenere uniti quattro aspetti che rifondano una cultura politica: costruire una democrazia federale europea; riformare gli Stati nazionali, rafforzando la partecipazione dei cittadini e dando nuove forme di autonomia a Regioni e Comuni, per avvicinare verso il basso il processo decisionale, senza far venire meno la coesione nazionale; mettere al centro della nostra integrazione la sussidiarieta’”. Lo ha detto Vannino Chiti, presidente della commissione Politiche Ue del Senato, a Vienna, nel suo intervento all’8ª conferenza ‘Convertire la sussidiarieta’ in azione’.
“È un’impostazione fondamentale”, ha aggiunto Chiti. “A livello istituzionale, non si puo’ seguire la strada di un supercentralismo. È da affermare non solo nel rapporto tra le istituzioni, ma nella cultura quotidiana. La sussidiarieta’ va valorizzata anche nella dimensione ‘orizzontale’. Dobbiamo uscire dalla logica che vede associazionismo, volontariato come sostitutivi dell’assenza dello Stato. Saper valorizzare l’impresa sociale rappresenta un collante tra i cittadini che fa progredire anche la democrazia sovranazionale. L’articolo 5 del Trattato sull’Ue fornisce una definizione della sussidiarieta’ che tiene conto delle autonomie locali e regionali. La cooperazione tra la nostra commissione e la Conferenza delle Assemblee legislative regionali e’ diventata proficua in questa legislatura. Mi riferisco soprattutto alla partecipazione delle Assemblee regionali nella verifica del principio di sussidiarieta’. A maggio una delegazione comune, insieme a europarlamentari italiani e rappresentanti delle commissioni Affari Europei di 20 parlamenti, ha visitato l’hotspot di Pozzallo per contribuire a creare una maggiore presa di coscienza sulle migrazioni. Inoltre e’ stato approvato dall’Assemblea generale della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee regionali europee il progetto ‘Minori stranieri non accompagnati’. La partecipazione dei cittadini e delle loro associazioni e’ fondamentale in questo tempo anche per rafforzare e far essere vincente la democrazia contro populismi e forze reazionarie”.

“Non c’è una sola mafia, la lotta alla mafia non riguarda solo il Sud o solo l’Italia”, ha detto in un videomessaggio agli Stati Generali della lotta alle Mafie, Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione europea. “Non può esserci lotta senza guardare fuori dai nostri confini, anche per questo è importante il lavoro fatto di unire le forze: quando aiutiamo i Paesi del Sahel a unire le forze contro ogni tipo di traffico o addestriamo la polizia dei Balcani lavoriamo alla nostra sicurezza come alla loro”, ha continuato Mogherini spiegando che “dobbiamo essere orgogliosi degli europei che lavorano in luoghi lontani e difficili, anche questa è lotta alla mafia”. Mogherini ha quindi ricordato l’importanza di “lavorare insieme come Unione europea, mettendo la nostra politica estera in comune, e ponendo attenzione alla cooperazione internazionale’

Il Regno Unito e l’Unione Europea potrebbero raggiungere entro le prossime tre settimane un accordo di massima sulla Brexit che metterebbe da parte le questioni piu’ controverse: lo anticipa il quotidiano “The Financial Times”, secondo cui avrebbe dato nuovo slancio alle trattative la disponibilita’ mostrata dalla premier britannica Theresa May ad aumentare l’offerta finanziaria per far fronte ai costi del divorzio; i rappresentanti delle due parti starebbero lavorando ad una “road map politica” che potrebbe essere pronta gia’ nella prima settimana di dicembre e permetterebbe di rompere lo stallo. Alti diplomatici europei citati dal giornale ammettono che in questo momento ci sono le migliori chance perche’ il vertice dei capi di Stato e di governo dell’Ue, che si terra’ a Bruxelles a meta’ dicembre, riconosca che si sono fatti “progressi sufficienti” e dia il via libera ad una “seconda fase” di negoziati commerciali.

Nelle prossime settimane partira’ per l’Iraq una missione civile dell’Ue che, per la prima volta, portera’ con se’ un esperto culturale. Lo ha annunciato l’alto rappresentante della politica estera europea Federica Mogherini intervenendo al convegno intervenendo al convegno ‘Le relazioni culturali internazionali: il ruolo dell’Italia nella nuova strategia dell’Ue’. “E’ un’idea partita dall’Italia e che l’Ue ha adottato: d’ora in avanti tutte le missioni di pace europee avranno anche il compito di proteggere e preservare il patrimonio culturale”, ha spiegato Mogherini precisando che “il know-how italiano in questo settore e’ da valorizzare”. Nella difesa del patrimonio culturale “c’e’ in ballo anche la sicurezza”, ha aggiunto l’alto rappresentante sottolineando che la “politica estera non puo’ prescindere da un lavoro sulla cultura”.

“Non possiamo accettare dalla tecnocrazia europea misure che rischierebbero di deprimere la crescita”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a Bruno Vespa per il suo libro ‘Soli al comando’ in uscita il 3 novembre da Mondadori Rai Eri.
Vespa chiede al presidente del Consiglio se non abbia la sensazione che con le pressioni a freddo sui crediti deteriorati delle banche,i tedeschi vogliano metterci in difficolta’. <>. E allora perche’ si insiste? “Perche’ il mantra della tecnocrazia europea e’ la prevenzione dei rischi, l’angoscia degli accantonamenti, anche se noi stiamo procedendo rapidamente allo smaltimento dei crediti deteriorati rimasti. Sono calati del 25 per cento negli ultimi nove mesi. Non possiamo percio’ accettare misure che rischierebbero di deprimere la crescita>>.

La sfida secessionista catalana e’ entrata a pieno titolo nell’agenda politica europea. Il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron hanno dichiarato il loro inequivocabile supporto al governo del primo ministro spagnolo Mariano Rajoy. Lo riferiscono oggi i principali quotidiani spagnoli tra cui “El Pais” e “La Vanguardia”. “Siamo molto preoccupati e sosteniamo la posizione del governo spagnolo” ha dichiarato la Merkel aggiungendo che si auspica una soluzione basata sulla Costituzione spagnola. “Nessuno stato all’interno dell’Unione europea riconoscerebbe l’indipendenza della Catalogna” ha dichiarato il presidente del Parlamento europeo Antonia Tajani. Unica voce fuori coro quella del Belgio che ha esortato il dialogo tra le parti, come richiesto dal presidente della Generalitat Carles Puigdemont, e ha criticato duramente la repressione effettuata dalla Guardia Civil in occasione del referendum del 1° ottobre.

“Dividere l’Europa dalla Russia e’ da parte degli Stati Uniti un errore storicamente incomprensibile e oggi ci troviamo schiacciati da una politica che non abbiamo deciso noi”. Lo ha detto il presidente della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli, Romano Prodi, al Forum economico Eurasiatico di Verona. “Non sono per niente soddisfatto dei rapporti che abbiamo con la Russia e l’Eurasia – ha aggiunto l’ex premier ed ex presidente della Commissione Ue -, la Russia ha bisogno di noi e noi di loro”. “La politica americana oggi offre un senso di insicurezza, anche se la tensione con la Russia c’e’ non solo oggi con Trump, ma c’era pure con Bush e Obama Per questo – ha concluso – dobbiamo riflettere sulle difficolta’ a rovesciare questo tipo di approccio”.

L’economia britannica si è indebolita dopo il voto che ha sancito la decisione di lasciare l’Unione europea: mantenere stretti legami col blocco e implementare politiche per sostenere la produttività sarà cruciale per mantenere in futuro l’attuale tenore di vita. E’ quanto sostiene il nuovo report sulla situazione economica del Regno Unito realizzato dall’Ocse, che prende in considerazione gli sviluppi della situazione dal giugno 2016 e sottolinea le crescenti incertezze e i rischi legati alla Brexit. “Il Regno Unito sta affrontando tempi sfidanti, con la Brexit che crea serie incertezze a livello economico e che potrebbe soffocare la crescita negli anni a venire”, ha commentato il segretario dell’organizzazione, Ángel Gurría, presentando la ricerca insieme al cancelliere dello scacchiere, Philip Hammond. “Mantenere relazioni economiche più strette possibili con l’Unione europea sarà assolutamente una chiave, per il commercio di beni e servizi così come per la circolazione dei lavoratori”, ha proseguito Gurría, “la politica macroeconomica e fiscale può e dovrebbe continuare a essere usata a supporto dell’economia, sia durante che dopo i negoziati per l’uscita. La prosperità futura dipenderà da nuove riforme mirate a migliorare la qualità del lavoro, sostenere la produttività e assicurare che i benefici siano condivisi da tutti”.

“Non esiste un’Europa digitale se non è accompagnata da tutela e giustizia sociale per tutti i lavoratori e i contribuenti. Sappiamo bene che la tassazione dell’economia digitale è un tema che richiede ancora molto impegno e lavoro nell’Eu e nell’Ocse, ma l’Unione Europea deve procedere anticipando e incoraggiando anche i lavori Ocse. Noi Democratici e Socialisti europei sosteniamo da sempre la tassazione dei profitti dove questi sono creati. Difenderemo questo principio e ci assicureremo che ogni azienda, sia digitale che tradizionale, paghi la sua equa quota di tasse”. Così Sandro Gozi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega agli Affari e Politiche europee, al summit Consiglio Affari Generali Pes a Strasburgo, per preparare la discussione del Consiglio europeo di giovedì. Tra i temi oggi sul tavolo anche quello della complessa gestione dei flussi migratori. “Finalmente l’Ue – prosegue Gozi – sostiene in modo più concreto i paesi più esposti ai flussi e riconosce il ruolo decisivo dell’Italia, anche rifinanziando il fondo per la Libia. Dobbiamo proseguire su questa via e cominciare a costruire una vera politica condivisa europea anche sull’immigrazione economica. Preservare e potenziare l’area Schengen, inoltre, è e resta una nostra priorità”.