Sapori

“Il cioccolato di Modica di fatto è diventato IGP”. Lo ha dichiarato con soddisfazione l’assessore  per l’Agricoltura della Regione siciliana, Edy  Bandiera, trascorso  il termine di 90 giorni per le opposizioni alla richiesta di registrazione per la Igp Cioccolato di Modica, da parte dei paesi membri della Comunità europea.
Con questo adempimento si è  completato l’iter che vedrà pubblicato nella Gazzetta ufficiale europea il regolamento che riconosce l’Igp.
“Un plauso al Consorzio di Tutela del cioccolato di Modica e al suo direttore  Nino Scivoletto per l’attività svolta nel portare avanti, con grande capacità e determinazione, il riconoscimento IGP, al quale l’Assessorato agricoltura ha sempre fornito totale supporto, oltre che una costante e proficua assistenza tecnica– afferma Bandiera – Questo è un percorso che auspichiamo debba e possa
replicarsi per altre produzioni siciliane di qualità, perché la sfida sui mercati si vince soprattutto attraverso la valorizzazione dei prodotti, accompagnata da una corretta promozione”. L’arte del cioccolato fu importata in Sicilia dagli spagnoli verso il 1600 e la Contea di Modica ne fu influenzata, introducendo alcune innovazioni come zucchero vaniglia e cannella.  Aromi  e tradizioni che ne fanno un prodotto unico. Per tutelare la storia e la ricetta del cioccolato artigianale di Modica nel  2003 è nato il Consorzio di Tutela del Cioccolato Modicano, al  quale aderiscono 20 produttori locali.

TORNA A PALERMO A FINE SETTEMBRE SHERBETH, IL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL GELATO ARTIGIANALE

CINQUANTA MAESTRI GELATIERI  SI CONTENDERANNO IL TROFEO PROCOPIO CUTO’

Sherbeth 2018, la decima edizione del festival del gelato artigianale internazionale  si svolgerà a Palermo nel centro storico dal 27 al 30 settembre. L’evento è organizzato da Admeridiem Comunicazione, con la direzione tecnica dei maestri gelatieri siciliani Antonio Cappadonia e Giovanna Musumeci. Main sponsor, l’azienda italiana di componentistica Bravo.

Quattro giorni di gusto e cultura che si concluderanno l’ultima domenica di settembre con il concorso per l’assegnazione del premio dedicato al padre storico del sorbetto, il siciliano Francesco Procopio Cutò. Attorno al tema del gelato artigianale si cimenteranno 50 maestri gelatieri provenienti da tutto il mondo, incluso il Giappone, che si è aggiudicato il trofeo 2017, ma anche Messico, Stati Uniti, centro Europa, Isole Cayman, Bolivia e Brasile.Oltre ai laboratori ed ai cooking show dei maestri gelatieri, si alterneranno degustazioni guidate aperte al pubblico ed ai giornalisti di settore, attività per i bambini, talk con la partecipazione di docenti ed esperti sui temi dell’alimentazione e dell’integrazione multietnica a tavola, letteratura e sorbetti, intaglio di frutta e nuovi trend del gusto.

Il tutto, nella cornice del centro storico di Palermo capitale della cultura italiana 2018 e del cibo d’ eccellenza. La novità di quest’anno sarà un nuovo gusto inventato dal maestro palermitano Antonio Cappadonia, che porterà il nome di Procopio Cutò, la cui ricetta sarà rivelata nel corso della serata di premiazione.

Come spiega Giovanna Musumeci, il gelato di Sherbeth, rigorosamente artigianale, non è facile da definire con una formula unica, perché è affidato all’ espressione dei maggiori gelatieri del mondo che ogni anno stupiscono pubblico e giuria con la loro creatività, ingredienti ed abbinamenti a volte classici a volte imprevedibili. Un gelato artigianale che risponde comunque a rigide caratteristiche volute dalla direzione tecnica, che rispettano la freschezza delle materie prime e della frutta, l’abbattimento di zuccheri e di grassi, l’assenza di preparati industriali.

Gelati dal mondo- Ecco i nomi e le nazionalità dei cinquanta maestri ammessi al concorso per aggiudicarsi il trofeo Sherbeth 2018, selezionati su settecento richieste e proposte di gelati pervenute in questi mesi all’ organizzazione, che saranno sottoposti al vaglio di una giuria di esperti.  “Tornano a Palermo i migliori maestri gelatieri al mondo attratti dalla nostra originale competizione – spiegano gli organizzatori – che prenderanno parte a questa decima edizione del concorso intitolato a Procopio Cutò per la giornata finale del festival prevista domenica pomeriggio. Tra questi figurano moltissimi nomi di gelatieri italiani che hanno trasferito la propria attività in Europa e nel mondo, molti stranieri, tra cui i due maestri giapponesi già campioni ex equo dell’edizione scorsa, ed otto gelaterie siciliane. Ecco i nomi dei cinquanta gelatieri in concorso:

I MAESTRI GELATIERI

Santo Musumeci Sicilia, gelateria Musumeci;

Alessandro Trezza Usa, gelateria Albero dei Gelati;

Andrea Martinelli E.Romagna, gelateria Joia gelateria naturale;

Antonio Scarfone Lazio, gelateria L’officina del gelato & bakery;

Claudio Baracchi E.Romagna, gelateria Baracchi Claudio & C.;

Dario Rossi Lazio, gelateria Greed avidi di gealto;

Sergio del Favero e Mara Boscariol Veneto, gelateria Pausa gelato;

Gianni Toldo Germania, gelateria Toldo;

Elizabeth Stolz Trentino, gelateria Osteria Hubenbauer;

Fabio Pellegrino Puglia, gelateria Pellegrino;

Francesco Dioletta Abruzzo, gelateria Duomo;

Francesco Mastroianni, Calabria,  gelateria Casa Mastroianni;

Giacomo Rubagotti Lombardia, gelateria Con gelato;

Stefano Guizzetti E. Romagna, gelateria Ciacco gelato;

Isobe Hiroaki Giappone, gelateria Quattro panchine;

Laura Mesa Bolivia, gelateria Ottimo;

Luca e Guido De Rocco Germania, gelateria Eiscafè di Rocco;

Osvaldo Palermo Lombardia, gelateria Fior di panna;

Giuseppe Flamingo Sicilia, gelateria Tasta;

Davide Frainetti Lazio, gelateria Caffè del Duomo di Terracina;

Roberto Galliani Liguria, gelateria Casa del Gelato;

Satoshi Takada Giappone, gelateria Risunomori;

Simona Carmagnola Lombardia, gelateria Pavè;

Taseer Ahmad Inghilterra, gelateria Faboulus Ice Fire;

Gianfrancesco Cutelli Toscana, gelateria Dè Coltelli;

Giuseppe Laterza Puglia, gelateria Minuccio;

Nicola Papparini Marche, gelateria Basium;

Stefano Franceschini Isole Cayman, gelateria Gelato & Co.;

Vincenzo Lenci Lazio, gelateria Bar della Darsena;

Salvatore Agnello Sicilia, gelateria Opera Prima;

Lorenza Bernini Lazio, gelateria Lolla Gelato;

Fulvio Massimino Sicilia, gelateria Slurp;

Simone Vallotto e Stefano Ferrara Veneto, gelateria Da Simone;

Taizo Shibano Giappone, gelateria Malga;

Salvatore Fasolo Sicilia, gelateria L’angolo delle delizie;

Angelo Buscema Sicilia, gelateria Blue Moon;

Rosario Leone D’ Angelo Sicilia, gelateria Sikè gelato;

Renato Trabalza Lazio, Trattoria Sora Lella;

Gianni Piuccio Toscana, gelateria Puro gelato;

Mirko Tognet Germania, Cremeria Opera;

Roberto Leoni E. Romagna, gelateria Leoni;

Ilaria Scarselli Toscana, gelateria Fonte del gelato;

Alfonso Jarero Messico, gelateria Ozio;

Francesco Indelicato Sicilia, Latteria;

Fabrizio Fenu Sardegna, gelateria I Fenu;

Pierluigi D’ Ambrosio Friuli, D’Ambrosio gelateria naturale;

Daniele Taverna Inghilterra, Gelato Village;

Marcia Garnin Brasile, Gelato Boutique;

Yuri Dal Pos Veneto, gelateria Dolce Capriccio;

Barbara Bettera Lombardia, Il gelato di Barbara

 

Grande festa a Catania per il cibo di strada  dal 17 al 20 maggio. Oltre 30 street fooder provenienti da tutto il mondo proporranno al pubblico, in occasione dello Street Food Fest, le migliori ricette della cucina popolare all’interno del villaggio gastronomico che si snoderà lungo via Etnea, da Villa Bellini fino ai Quattro Canti.Una giuria di esperti premierà la migliore ricetta di cibo di strada.
Ricco e variegato il menu: panelle, fritto di pesce, carne, la cucina delle varie etnie verrà proposta dentro una cornice ricca di musica e spettacoli.
Questi gli orari di apertura del Catania Street Food Fest: Giovedì 17 e Venerdì 18: dalle 17 fino a tarda sera; Sabato 19 e Domenica 20: dalle 11. 00 fino a tarda sera. L’evento è organizzato dalla società AdMeridiem con il patrocinio del comune di Catania, dell’Università degli Studi di Catania e Ferrovia circumetnea. Anche a Palermo negli anni passati è stato celebrato il cibo da passeggio, testimone di una cultura millenaria che unisce i popoli.

Arriva l’etichetta di origine obbligatoria, che salva la pummarola Made in Italy dall’inganno dei prodotti spacciati come italiani. Lo afferma la Coldiretti che annuncia la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale 47 del 26 febbraio 2018 del decreto interministeriale per l’origine obbligatoria sui prodotti come conserve e salse, oltre al concentrato e ai sughi, che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro.
“Il decreto – spiega la Coldiretti – prevede che le confezioni di tutti i derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture: Paese di coltivazione del pomodoro: nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato; Paese di trasformazione del pomodoro: nome del paese in cui il pomodoro è stato trasformato. Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE”.
Si tratta di “una attesa misura di trasparenza per produttori e consumatori dopo che dall’estero – rileva la Coldiretti – sono arrivati nel 2017 ben 170 milioni di chili di derivati di pomodoro che rappresentano circa il 25% della produzione nazionale in equivalente di pomodoro fresco. Un fiume di prodotto che per oltre 1/3 arriva dagli Stati Uniti e per oltre 1/5 dalla Cina e che – denuncia la Coldiretti – dalle navi sbarca in fusti da 200 chili di peso di concentrato da rilavorare e confezionare come italiano poiché nei contenitori al dettaglio è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione del pomodoro”.
I derivati del pomodoro sono il condimento piu’ apprezzato dagli italiani che ne consumano circa 30 chili a testa all’anno a casa, al ristorante o in pizzeria secondo le stime della Coldiretti.

Per quasi 6 italiani su 10 (58%) la pasta e’ il vero simbolo del Made in Italy nel mondo, seguita dall’olio extravergine d’oliva (19%) e dal vino (18%). Emerge da un sondaggio Coldiretti/Ixe’ lanciato in occasione del Pasta Day organizzato a Roma all’Hotel Ergifeper celebrare l’entrata in vigore dei due decreti interministeriali sull’indicazione dell’origine obbligatoria del riso e del grano per la pasta in etichetta pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. Gli italiani sono i maggiori consumatori di pasta con 23,5 kg a testa – prosegue Coldiretti – davanti a Tunisia (16 kg), Venezuela (12 kg), Grecia (11,2 kg), Svizzera (9,2), Usa e Argentina (8,8 kg), tallonati da Iran e Cile (8,5 kg) e Russia (7,8 kg).
Non e’ un caso – precisa – che l’80% degli italiani mangia pasta o pane almeno una volta al giorno. Per quanto riguarda la qualita’ – secondo Coldiretti – la tendenza e’ verso la pasta con grani 100% italiani e con un’immagine di forte legame ai territori di origine. Una tendenza – spiega l’associazione – che ha portato al prepotente ritorno dei grani nazionali antichi. Una opportunita’ resa possibile da un milione e 350mila ettari di coltivazioni di grano duro con un raccolto che – precisa la Coldiretti – quest’anno sfiorera’ i 4 miliardi e 300 milioni di chili concentrato nell’Italia meridionale, soprattutto in Puglia e Sicilia che da sole rappresentano circa il 40% del totale nazionale. Nel mondo – evidenzia la Coldiretti – l’Italia conserva il primato sulla produzione di pasta con 3,2 milioni di tonnellate all’anno davanti a Usa, Turchia, Brasile e Russia. Ma e’ proprio sui mercati mondiali che si avvertono i primi campanelli di allarme visto che, in controtendenza rispetto all’andamento del Made in Italy all’estero che ha superato la storica cifra di 41 miliardi di euro, si riducono invece le esportazioni italiane di pasta che nel 2017 hanno fatto segnare un preoccupante calo in valore del 4% (proiezioni Coldiretti su dati Istat). Si tratta – sottolinea la Coldiretti – degli effetti della rapida moltiplicazione di impianti di produzione all’estero, dagli Stati Uniti al Messico, dalla Francia alla Russia, dalla Grecia alla Turchia, dalla Germania alla Svezia.
Il settore infatti – aggiunge – sta affrontando i pesanti effetti della delocalizzazione che dopo aver colpito la coltivazione del grano sta adesso interessando la trasformazione industriale con pesanti conseguenze economiche ed occupazionali.

Modica celebra dall’8 al 10 dicembre il cioccolato. Il prodotto più famoso della cittadina siciliana, sarà protagonista nel prossimo fine settimana con la manifestazione ChocoModica 2017. Sapori arte, musica, cultura e iniziative di solidarietà: ricco il programma che sarà offerto al pubblico. L’inaugurazione della kermesse si terrà giovedì 7 dicembre alle 11.00 in Piazza Matteotti, nella sede di ChocoLab – La Fabbrica di Cioccolato (dalla fava di cacao alla barretta).

La frutta di martorana è un tipico dolce siciliano che si prepara per la festività dei defunti a novembre

E’ realizzata con pasta di mandorle dolci, albume d’uovo e zucchero. Detta anche pasta reale, riproduce nelle forme e nei colori i prodotti della tavola come frutta, ortaggi, pesci e altri cibi che si tramutano in dolcetti di marzapane secondo la creatività del pasticcere.
Il nome martorana, di origine araba (mauthaban), indicava una moneta, poi una unità di misura e probabilmente il contenitore del marzapane.
La diffusione di questi dolci parte da Palermo, dal monastero della Martorana o Santa Maria dell’Ammiraglio fondata sotto il re Ruggiero nel 1143.
Le suore del convento preparavano i dolci in occasione della ricorrenza dei Santi e dei defunti nei primi giorni di novembre; questa fusione di dolcezza e colori in breve tempo venne apprezzata dalle famiglie che si recavano la domenica alla messa e, col tempo, incantò altre tavole imbandite fuori dalla Sicilia.
La frutta di martorana oggi è diffusa in altre regioni italiane e, all’estero, soprattutto in Francia.

Gli amanti del parmigiano reggiano si ritroveranno uniti idealmente in una notte per festeggiare il celebre formaggio Dop. Sabato 11 novembre torna la Parmigiano Reggiano Night: da Aosta a Bari, da Gorizia a Palermo, oltre 400 ristoranti in tutta Italia sono pronti per dedicare una grande serata alla cucina e ai palati che prediligono il gusto e le tradizioni.

<<Una sola serata – si legge nella nota stampa del Consorzio Parmigiano Reggiano – per celebrare il gusto unico del Re dei formaggi declinato da oltre 400 chef in tutta Italia che organizzeranno una festa a tema Parmigiano Reggiano>>.

Per partecipare basta visitare il sito e www.night.parmigianoreggiano.com e seguire tutte le procedure. Chi vorrà, potrà condividere su Facebook, Twitter e Instagram le foto della serata utilizzando l’hashtag #PRnight2017. <<Le foto più simpatiche – annuncia il comunicato – verranno pubblicate sulla pagina Facebook del Consorzio>>.

Il Parmigiano Reggiano è un formaggio Dop che richiede 550 litri di latte per realizzare ogni forma e l’impegno costante di allevatori e maestri casari secondo una tradizione che risale a 9 secoli fa.
L’assaggio del celebre formaggio, come sanno bene gli amanti del buon gusto, richiede un adeguato addestramento di vista, udito, olfatto, gusto e tatto. (Immagine: www.parmigianoreggiano.it)

Roccapalumba: 11 e 12 novembre villaggio enogastronomico dedicato all’autunno

Dalle stigliole al dolce: Roccapalumba celebra il cibo di strada con la Festa d’Autunno che si svolgerà sabato 11 e domenica 12 novembre. Due giorni dedicati al cibo tradizionale, che si potranno trascorrere in un vero e proprio villaggio enogastronomico allestito nel comune che si trova in provincia di Palermo, immerso nella natura tra la catena dei Monti Sicani e quella delle Madonie.

Roccapalumba, conosciuto per i suoi celebri fichidindia, renderà omaggio ai prodotti tipici della stagione autunnale offrendo anche l pubblico l’opportunità di conoscere il patrimonio culturale e le tradizioni contadine tramandate fino ai giorni nostri.

Festa d’Autunno: il programma

Il programma della Festa d’Autunno metterà al centro infatti i sapori della stagione promuovendo anche lo sviluppo delle aree rurali e il turismo sostenibile. Ad attendere i visitatori un menù ricco e variegato: zuppe, funghi, lumache, porchetta, salsiccia, milza e stigliole, tutto rigorosamente locale, castagne, ma anche dolci, prodotti tipici della tradizione, fichidindia, vino e birre artigianali, formaggi, conserve, olio e tanto altro.

Gli stand saranno aperti al pubblico il sabato e la domenica dal mattino. Nelle vie del centro contigue al villaggio gastronomico, saranno esposti prodotti di artigianato artistico e della tradizione locale.

In programma ci sono anche escursioni guidate alla scoperta degli antichi casali del feudo Fiaccati, spettacoli, raduni motociclistici, gare sportive.  All’interno della Festa d’Autunno sarà presentato il libro “Gustologia” di Patrizio Roversi e Martino Ragusa, conduttori e autori della trasmissione di Rai 1 “Linea Verde”.

Sabato 11 novembre dalle 21 la visita agli stand sarà animata da un Dj Set dal titolo “Solstizio d’Autunno”, mentre domenica si terrà lo spettacolo di musica siciliana “La Memoria delle Emozioni”. Un contest tra le associazioni locali per la realizzazione dello Spaventapasseri più bello, renderà ancora più interessante la scenografia degli allestimenti.

Dove andare: Musei, Casali, Osservatorio Astronomico

Durante la manifestazione sarà possibile visitare: Museo del Territorio – Mostra permanente di Origami – Museo sulla Civiltà dal Ferroviere in Sicilia – Planetario – Osservatorio Astronomico – Mulino Fiaccati (Sabato e Domenica mattina) – Cammino dei Casali del Feudo Fiaccati (Domenica Mattina) – La Stanza della Geologia, contenente uno dei più grandi diorami in 3D d’Italia dedicati al Giurassico.

Gli uffici di Bruxelles hanno approvato il regolamento ed espresso parere favorevole sulla procedura di utilizzo del marchio ‘QS – Qualità Sicura Garantito dalla Regione Siciliana‘. Qualità Sicura’ è un marchio europeo, garantito dalla Regione siciliana che punta a valorizzare i prodotti con un elevato standard qualitativo, informare i consumatori sulle caratteristiche dei prodotti agroalimentari e sostenere il marketing delle aziende che scelgono di aderire al regime di certificazione della qualità.
“Si tratta di una grande conquista per il nostro settore agroalimentare che permetterà di rafforzare la filiera della qualità – dice l’assessore all’Agricoltura Antonello Cracolici – Nelle prossime settimane verranno notificate a Bruxelles le linee guida per la stesura dei disciplinari e le prime 3 proposte di disciplinare di produzione elaborate in collaborazione con i consorzi di ricerca: Corfilcarni (carni bovine), Consorzio di Ricerca Gian Piero Ballatore (grano), Corfilac (latte e formaggi). In elaborazione anche il progetto di disciplinare di produzione sulla filiera ittica – conclude l’assessore regionale all’Agricoltura. Ogni filiera dell’agroalimentare interessata ad avviare un sistema di certificazione, potrà promuovere un proprio disciplinare di produzione nell’ambito di questo regime di qualità”.
La procedura di riconoscimento del marchio è stata predisposta dal Dipartimento Agricoltura – Area 5 ‘Brand Sicilia e Marketing Territoriale’.
Il sistema ‘Qualità Sicura’ si rivolge a tutti i produttori dell’Unione Europea che intendono rispettare parametri superiori a quelli minimi stabiliti dalle norme in vigore su benessere animale, sostenibilità ambientale, riduzione di fitofarmaci e qualità intrinseca dei prodotti, favorendo la tracciabilità delle produzioni agricole e zootecniche mediante la stesura di progetti di disciplinare che garantiscano il miglioramento degli standard di sicurezza alimentare.