Sapori

La frutta di martorana è un tipico dolce siciliano che si prepara per la festività dei defunti a novembre

E’ realizzata con pasta di mandorle dolci, albume d’uovo e zucchero. Detta anche pasta reale, riproduce nelle forme e nei colori i prodotti della tavola come frutta, ortaggi, pesci e altri cibi che si tramutano in dolcetti di marzapane secondo la creatività del pasticcere.
Il nome martorana, di origine araba (mauthaban), indicava una moneta, poi una unità di misura e probabilmente il contenitore del marzapane.
La diffusione di questi dolci parte da Palermo, dal monastero della Martorana o Santa Maria dell’Ammiraglio fondata sotto il re Ruggiero nel 1143.
Le suore del convento preparavano i dolci in occasione della ricorrenza dei Santi e dei defunti nei primi giorni di novembre; questa fusione di dolcezza e colori in breve tempo venne apprezzata dalle famiglie che si recavano la domenica alla messa e, col tempo, incantò altre tavole imbandite fuori dalla Sicilia.
La frutta di martorana oggi è diffusa in altre regioni italiane e, all’estero, soprattutto in Francia.

Gli amanti del parmigiano reggiano si ritroveranno uniti idealmente in una notte per festeggiare il celebre formaggio Dop. Sabato 11 novembre torna la Parmigiano Reggiano Night: da Aosta a Bari, da Gorizia a Palermo, oltre 400 ristoranti in tutta Italia sono pronti per dedicare una grande serata alla cucina e ai palati che prediligono il gusto e le tradizioni.

<<Una sola serata – si legge nella nota stampa del Consorzio Parmigiano Reggiano – per celebrare il gusto unico del Re dei formaggi declinato da oltre 400 chef in tutta Italia che organizzeranno una festa a tema Parmigiano Reggiano>>.

Per partecipare basta visitare il sito e www.night.parmigianoreggiano.com e seguire tutte le procedure. Chi vorrà, potrà condividere su Facebook, Twitter e Instagram le foto della serata utilizzando l’hashtag #PRnight2017. <<Le foto più simpatiche – annuncia il comunicato – verranno pubblicate sulla pagina Facebook del Consorzio>>.

Il Parmigiano Reggiano è un formaggio Dop che richiede 550 litri di latte per realizzare ogni forma e l’impegno costante di allevatori e maestri casari secondo una tradizione che risale a 9 secoli fa.
L’assaggio del celebre formaggio, come sanno bene gli amanti del buon gusto, richiede un adeguato addestramento di vista, udito, olfatto, gusto e tatto. (Immagine: www.parmigianoreggiano.it)

Roccapalumba: 11 e 12 novembre villaggio enogastronomico dedicato all’autunno

Dalle stigliole al dolce: Roccapalumba celebra il cibo di strada con la Festa d’Autunno che si svolgerà sabato 11 e domenica 12 novembre. Due giorni dedicati al cibo tradizionale, che si potranno trascorrere in un vero e proprio villaggio enogastronomico allestito nel comune che si trova in provincia di Palermo, immerso nella natura tra la catena dei Monti Sicani e quella delle Madonie.

Roccapalumba, conosciuto per i suoi celebri fichidindia, renderà omaggio ai prodotti tipici della stagione autunnale offrendo anche l pubblico l’opportunità di conoscere il patrimonio culturale e le tradizioni contadine tramandate fino ai giorni nostri.

Festa d’Autunno: il programma

Il programma della Festa d’Autunno metterà al centro infatti i sapori della stagione promuovendo anche lo sviluppo delle aree rurali e il turismo sostenibile. Ad attendere i visitatori un menù ricco e variegato: zuppe, funghi, lumache, porchetta, salsiccia, milza e stigliole, tutto rigorosamente locale, castagne, ma anche dolci, prodotti tipici della tradizione, fichidindia, vino e birre artigianali, formaggi, conserve, olio e tanto altro.

Gli stand saranno aperti al pubblico il sabato e la domenica dal mattino. Nelle vie del centro contigue al villaggio gastronomico, saranno esposti prodotti di artigianato artistico e della tradizione locale.

In programma ci sono anche escursioni guidate alla scoperta degli antichi casali del feudo Fiaccati, spettacoli, raduni motociclistici, gare sportive.  All’interno della Festa d’Autunno sarà presentato il libro “Gustologia” di Patrizio Roversi e Martino Ragusa, conduttori e autori della trasmissione di Rai 1 “Linea Verde”.

Sabato 11 novembre dalle 21 la visita agli stand sarà animata da un Dj Set dal titolo “Solstizio d’Autunno”, mentre domenica si terrà lo spettacolo di musica siciliana “La Memoria delle Emozioni”. Un contest tra le associazioni locali per la realizzazione dello Spaventapasseri più bello, renderà ancora più interessante la scenografia degli allestimenti.

Dove andare: Musei, Casali, Osservatorio Astronomico

Durante la manifestazione sarà possibile visitare: Museo del Territorio – Mostra permanente di Origami – Museo sulla Civiltà dal Ferroviere in Sicilia – Planetario – Osservatorio Astronomico – Mulino Fiaccati (Sabato e Domenica mattina) – Cammino dei Casali del Feudo Fiaccati (Domenica Mattina) – La Stanza della Geologia, contenente uno dei più grandi diorami in 3D d’Italia dedicati al Giurassico.

Gli uffici di Bruxelles hanno approvato il regolamento ed espresso parere favorevole sulla procedura di utilizzo del marchio ‘QS – Qualità Sicura Garantito dalla Regione Siciliana‘. Qualità Sicura’ è un marchio europeo, garantito dalla Regione siciliana che punta a valorizzare i prodotti con un elevato standard qualitativo, informare i consumatori sulle caratteristiche dei prodotti agroalimentari e sostenere il marketing delle aziende che scelgono di aderire al regime di certificazione della qualità.
“Si tratta di una grande conquista per il nostro settore agroalimentare che permetterà di rafforzare la filiera della qualità – dice l’assessore all’Agricoltura Antonello Cracolici – Nelle prossime settimane verranno notificate a Bruxelles le linee guida per la stesura dei disciplinari e le prime 3 proposte di disciplinare di produzione elaborate in collaborazione con i consorzi di ricerca: Corfilcarni (carni bovine), Consorzio di Ricerca Gian Piero Ballatore (grano), Corfilac (latte e formaggi). In elaborazione anche il progetto di disciplinare di produzione sulla filiera ittica – conclude l’assessore regionale all’Agricoltura. Ogni filiera dell’agroalimentare interessata ad avviare un sistema di certificazione, potrà promuovere un proprio disciplinare di produzione nell’ambito di questo regime di qualità”.
La procedura di riconoscimento del marchio è stata predisposta dal Dipartimento Agricoltura – Area 5 ‘Brand Sicilia e Marketing Territoriale’.
Il sistema ‘Qualità Sicura’ si rivolge a tutti i produttori dell’Unione Europea che intendono rispettare parametri superiori a quelli minimi stabiliti dalle norme in vigore su benessere animale, sostenibilità ambientale, riduzione di fitofarmaci e qualità intrinseca dei prodotti, favorendo la tracciabilità delle produzioni agricole e zootecniche mediante la stesura di progetti di disciplinare che garantiscano il miglioramento degli standard di sicurezza alimentare.

Chiude domani a Palermo la nona edizione dello Sherbeth, il Festival Internazionale del Gelato Artigianale che da venerdì anima il centro storico dal teatro Massimo a piazza Bologni, passando per il suo head quarter, piazza Francesco Procopio Cutò, all’interno dell’Area Quaroni di via Maqueda.
Sorbetti, granite e oltre 50 gusti di gelato preparati da 45 maestri gelatieri provenienti da tutto il mondo, dal Messico al Portogallo, dal Giappone alla Spagna hanno deliziato i palati di tantissimi turisti e cittadini alla ricerca del gusto e della qualità.
Quest’anno a piazza Bologni la novità, una nuova area gourmet, con proposte gastronomiche – dall’hamburger di asina al cous cous, dal pad thai al tonno fresco – abbinate a gusti di gelato salato – dal gelato alla birra a quello al mojito – pensate e ideate dal maestro gelatiere Antonio Mezzalira e dalla maestra Ida Di Biagio.

I grani antichi, e gli effetti che quest’ultimi esercitano sul metabolismo corporeo, sono sempre di più al centro del dibattito sulle scienze alimentari. Un tema che tocca aspetti sia scientifici che culturali, e su cui si è fatto il punto a Palermo nel corso del convegno “Grani Antichi, i cerali nella sindrome metabolica: focus su ipersensibilità al glutine”, organizzato  dall’Ordine dei Medici della Provincia di Palermo con il coordinamento scientifico di Antonio Carroccio (direttore U.O.C. medicina interna dell’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca), Giuseppe Disclafani (area Gastroenterologia Nazionale Simg) e Giuseppe Russo (biologo Ricercatore Consorzio di Ricerca Gian Pietro Ballatore di Palermo).
Al centro degli interventi, gli studi sull’effettivo valore salutistico e nutrizionale dei “grani antichi”, tipologie di cereali già diffuse in Italia prima della “rivoluzione verde” degli anni 40-70 e la cui riscoperta, da alcuni anni a questa parte, è sempre più premiata da varie fasce di consumatori che li preferiscono sia sotto il profilo economico che sotto quello del benessere fisico.
In molti, infatti, pur non soffrendo di patologie come la celiachia, accusano una variegata gamma di infiammazioni riconducibili, spesso, a delle scorrette abitudini alimentari. Ma il bombardamento di informazioni su queste problematiche, soprattutto dalla rete, a cui si è oggi esposti, spesso provoca più danni che benefici, portando a escludere del tutto i cereali dalla propria dieta.
“Oggi, una dieta totalmente priva di glutine anche in soggetti non ipersensibili, più che una necessità, è diventata una moda – ha spiegato la dottoressa Anna Sapone, del Massachusetts General Hospital Boston – molte celebrità, raccontano delle loro diete particolari e dei benefici che ne riscontrano: il tennista Novak Djokovic, per esempio, ha anche scritto un libro in proposito, e le persone comuni finiscono per emularli”.
Al contrario, la ricerca mostra come il glutine contenga tutta una serie di proteine importantissime per il nostro organismo, e di cui sono ricchi proprio i “grani antichi”, che vanno a rafforzare ulteriormente la posizione di assoluta centralità della Dieta Mediterranea come migliore soluzione alimentare possibile.
“Dieta Mediterranea significa ritorno alle nostre origini, e quindi tempo da dedicare al proprio benessere – ha spiegato Alessio Fasano, anche lui del Massachusetts General Hospital Boston – è una battaglia innanzitutto culturale: oggi, l’abitudine è sempre più quella di delegare a qualcun altro, ma il nostro scopo finale non deve essere quello di vivere più a lungo, bensì di vivere più a lungo in salute. Si tratta di acquisire un patrimonio di conoscenze di cui i depositari non possiamo essere soltanto noi studiosi e medici, ma che deve appartenere innanzitutto al destinatario finale, il consumatore.
“In Sicilia – ha sottolineato in proposito il biologo Giuseppe Russo – abbiamo finalmente applicato una normativa esistente, riattivando il fondamentale processo di certificazione della filiera produttiva dei “grani antichi”: chi acquisita, così, sa esattamente cosa sta comprando, da dove proviene e che processi produttivi ha attraversato. “Tuttavia – ha commentato Claudia Miceli, Responsabile per la Sicilia del servizio di certificazione nazionale delle sementi – si registrano a oggi soltanto 20 ettari certificati a “grani antichi” in tutta la campagna agraria siciliana, con la prospettiva che vengano aumentati fino a 60 nel corso del 2018″.
Infine, tra le varie tesi scientifiche analizzate dai relatori, sono state messe in evidenza quelle che analizzino come molte varietà “antiche” di grano registrino un glutine privo di frammenti tossici, i quali sono coinvolti sia nella risposta celiaca che nei processi delle intolleranze. “Questa affermazione –  ha concluso lo stesso Russo – è stata automaticamente estesa alle varietà locali siciliane sulle quali, sebbene sia ipotizzabile la stessa caratteristica, non possediamo ancora dati oggettivi e studi definitivi che consentano di misurare la migliore tolleranza da parte dei soggetti che manifestano la cosiddetta sensibilità al glutine, ovvero la gluten sensitivity”.

Al via venerdì 15 settembre a San Vito Lo Capo il Cous Cous Fest, Festival internazionale dell’integrazione culturale. Sarà un’edizione speciale, che celebrerà il ventesimo anniversario e si chiuderà domenica 24 settembre. Protagonista il cous cous, piatto ricco di storia ed elemento di sintesi tra culture che mette insieme chef provenienti da 10 paesi: Angola, Costa d’Avorio, Francia, Israele, Italia, Marocco, Palestina, Senegal, Stati Uniti e Tunisia all’insegna dello scambio e dell’amicizia tra i popoli.
La manifestazione è organizzata dall’agenzia di comunicazione Feedback di Palermo, producer dell’evento, che spegne 20 candeline quest’anno insieme alla manifestazione che ha ideato, in partnership con il Comune di San Vito Lo Capo.
La cittadina del trapanese darà il benvenuto ai big della musica italiana, grandi chef, giornalisti e ospiti prestigiosi per una festa di musica, gusto, pace e integrazione.
“Da rassegna di enogastronomia il Cous Cous Fest è diventato oltre dieci anni fa – ha spiegato Matteo Rizzo, sindaco di San Vito Lo Capo – festival internazionale dell’integrazione culturale, accentuando ancor di più la sua vocazione all’accoglienza. Un’intuizione di quello che sarebbe successo pochi anni dopo, quando l’emergenza legata ai fenomeni migratori sarebbe diventata una priorità internazionale. Siamo orgogliosi che oggi la rassegna sia il fiore all’occhiello del territorio, attrattore di grandi flussi turistici ed esempio di sviluppo e destagionalizazione per l’Italia intera”.
Due i campionati di cucina: quello italiano che vedrà sfidarsi 6 chef del Belpaese, sabato 16 e domenica 17 settembre, per il Campionato italiano Bia CousCous, e il Campionato del mondo che vede in campo chef da dieci Paesi, giudicati da una giuria popolare e una tecnica, guidata da Joe Bastianich.
Per i cooking show degustazioni da non perdere con gli stellati Pino Cuttaia e Claudio Sadler, l’oste e cuoco Filippo La Mantia, Giorgione da Gambero Rosso Channel e Sergio Barzetti dalla “Prova del cuoco”. Novità di quest’anno sono i Celebrity Cous Cous, due momenti sorprendenti in compagnia di Nino Frassica e Mario Venuti che vestiranno i panni degli chef e presenteranno al pubblico le loro ricette. Per i bambini c’è l’appuntamento con la blogger Chiara Maci mentre per lo shopping c’è l’expo village, tra artigianato ed eccellenze del territorio. L’edizione di quest’anno sarà patrocinata dal World Food Programme Italia, la più grande organizzazione umanitaria impegnata nella lotta alla fame nel mondo: Filippo La Mantia firmerà un cous cous “solidale” il cui ricavato andrà ai bambini più bisognosi del mondo, venerdì 22 settembre alle ore 16. Tra le altre novità di quest’anno la possibilità di acquistare, on-line sul sito couscousfest.it, i ticket di degustazione e dei cooking show, un’applicazione da scaricare su Google Play per vivere appieno l’evento e la realizzazione di un libro che celebra i 20 anni di storia dell’evento.
Domani si comincia con i cooking show della blogger Sonia Peronaci (ore 13) ideati per Mutti, e dello chef Natale Giunta (ore 14:30), volto noto della trasmissione La Prova del cuoco. La sera alle ore 20 debutta il giovane chef marsalese Federico Alagna per “Metti una gara a cena”, una delle novità di quest’anno: una sfida tra chef under 30 sotto l’insegna di Electrolux Professional.
Nelle “Case del cous cous”, i tradizionali punti di degustazione, ci saranno oltre 30 ricette di cous cous da assaggiare, tra le versioni più stravaganti, i sapori della tradizione e una ricetta anche senza glutine. Il biglietto per la degustazione costa 10 euro e comprende anche una bevanda e un dolce. Quest’anno un nuovo punto di degustazione in paese, la Casa del cous cous trapanese, in via Nino Bixio, che proporrà le ricette della tradizione locale.
La sera, gli approfondimenti con “Café le cous cous”, i talk show condotti da Marzia Roncacci, giornalista del Tg2, e dieci grandi concerti e spettacoli da non perdere. Domani alle 22:30 in piazza Santuario si comincia già alla grande con Jarabe De Palo (15 settembre), il gruppo spagnolo che festeggia, insieme al Cous Cous Fest, il ventennale della sua carriera facendo tappa a San Vito Lo Capo con il tour mondiale dal titolo “20 años”. La band approderà a San Vito Lo Capo – dopo tappe dagli Usa all’Europa passando per Messico, Argentina, Perù, Cile, Uruguay, Ecuador, Colombia, Venezuela, Porto Rico e Repubblica Dominicana- per la seconda tappa italiana del tour dopo Napoli. Sarà una festa speciale che celebrerà anche i 50 anni del suo leader, Pau Dones, cantautore e chitarrista, con un concerto unico che vedrà sul palco una band di 6 elementi che ripercorrerà i più grandi successi della carriera contenuti nell’ultimo doppio album dal titolo 50 Palos, reinterpretati in una nuova veste piano, archi e voce: dalla prima grande hit, La Flaca, tormentone dell’estate 1997, a Depende, Aqua, Grito, Somos, Bonito, Mi piace come sei. Quest’ultimo lavoro discografico consolida il rapporto speciale degli Jarabe de Paolo con l’Italia dove Kekko dei Modà, Francesco Renga, Noemi e Jovanotti sono ospiti in 4 bellissime featuring. I nuovi arrangiamenti nascono dalla voglia di mostrare i brani nella loro essenza, per lasciare spazio alle sottigliezze e all’immaginazione, per presentarle al pubblico nel loro stato più puro. L’album contiene anche inediti ed è accompagnato anche da un libro scritto da Pau Dones dove vengono raccontati aneddoti legati all’attività del gruppo, esperienze personali e anche riflessioni legate alla malattia appena affrontata.
Il calendario dei concerti prosegue poi con Levante (16 settembre), Nino Frassica & Los Plaggers band (17 settembre), Mario Venuti (18 settembre), Niccolò Fabi (19 settembre), Fabrizio Moro (20 settembre), Samuel (21 settembre), Francesco Gabbani (22 settembre), Joe Bastianich Project e dee-jay Fargetta (23 settembre) e Paolo Migone (24 settembre). Tutti i concerti si svolgeranno in piazza Santuario, ad eccezione dei live di Samuel e Gabbani che, su indicazione della Questura di Trapani, saranno ospitati all’interno del Campo sportivo di San Vito Lo Capo, sulla spiaggia all’altezza di via Faro. “Da oltre un mese lavoriamo, in collaborazione con la Questura, le forze dell’ordine e i presidi sanitari – spiegano gli organizzatori – per garantire la piena sicurezza ai visitatori della rassegna, considerata uno dei maggiori grandi eventi di richiamo turistico del Mezzogiorno”.

Si terrà dal 7 al 10 settembre il Festival Internazionale dell’Uva da Tavola IGP di Mazzarrone. Giunto all’undicesima edizione, è promosso dal Comune di Mazzarrone (Catania) in collaborazione con la Pro Loco di Mazzarrone guidata da Salvo Guastella e patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali; Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo; dalla Regione Sicilia – Assessorato all’Agricoltura e Assessorato allo Sport, Turismo e Spettacolo; da Slow Food Sicilia, da Abiomed, dall’Unione dei Comuni “Terre del Verga” e dal Consorzio di Tutela dell’Uva da Tavola di Mazzarrone IGP.
Le favorevoli condizioni climatiche della zona oltre al duro lavoro dell’uomo consentono una produzione dell’Uva da Tavola di Mazzarrone IGP, risorsa preziosa nella vita economica locale e apprezzata oltre che per la sua qualità anche per le sue proprietà nutrizionali.
“Sono orgoglioso di rappresentare una popolazione di lavoratori che con il proprio impegno e i tanti sacrifici permettono ad un prodotto come l’Uva da Tavola di guadagnarsi un posto di rilievo nei mercati nazionali ed internazionali – dichiara il sindaco Giovanni Spata – e ci permette di realizzare questo importante evento di promozione dell’Uva da Tavola e le peculiarità del nostro territorio”.
La manifestazione offrirà degustazioni di prodotti tipici, come le classiche “mustate” e i “cuddureddi”, la distribuzione della gustosissima Uva da Tavola, le straordinarie sculture realizzate con gli acini dell’Uva da sapienti maestri, percorsi eno-gastronomici, attività ludico-ricreative, spettacoli, musica, conferenze. All’interno della manifestazione sarà assegnato il premio “Grappolo D’Oro” alle personalità siciliane distintesi nel mondo in vari ambiti, accrescendo così l’identità culturale dell’Isola.
L’edizione del Festival Internazionale dell’Uva da Tavola IGP di Mazzarrone sarà ripresa e trasmessa su Rete 4 all’interno della trasmissione “Parola di Pollice Verde” di Luca Sardella; dall’emittente Tele Ubea, mentre Radio Prosound curerà intervisre e e intrattenimento, seguendo tutte le fasi della manifestazione.

La raccolta del sale, con i canti dei salinai, in uno scenario dove eleganti fenicotteri rosa affollano le vasche delle saline insieme a tante altre varietà migratorie e nidificanti. Tradizioni e bellezze paesaggistiche saranno al centro della nona rassegna “Rosso Aglio e Bianco Sale” che si svolgerà sabato 9 e domenica 10 settembre nella riserva naturale orientata delle saline di Trapani e Paceco. Due giorni all’insegna della valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico e gastronomico della via del sale con la possibilità di visitare alcuni dei luoghi più interessanti per fauna e flora dell’oasi Wwf. Durante gli orari della manifestazione, inoltre, l’ingresso al Museo del sale resterà gratuito.
Suggestiva la raccolta del sale al tramonto, con i canti dei salinai, che si svolgerà ogni giorno con inizio al tramonto e chiusura in notturna. La celebrazione di un mestiere antico secoli, ma tutt’oggi praticato, rappresenta un elemento inconfondibile della costa occidentale siciliana, da Trapani a Marsala, patrimonio della cultura locale da preservare e valorizzare. Presso il Museo del Sale di Nubia verrà allestito il villaggio gastronomico, con prodotti tipici e il mercato dei sapori a km zero. Su tutti due prodotti d’eccellenza della Sicilia occidentale: il sale marino di Trapani e l’aglio rosso di Nubia, entrambi presìdi Slow Food, che saranno protagonisti di cooking show, dimostrazioni ed approfondimenti che ne esalteranno il valore culinario e nutrizionale.
L’iniziativa è organizzata dal Comune di Paceco in collaborazione con l’associazione “Trapani Welcome”, la riserva naturale orientata delle saline di Trapani e Paceco, l’Associazione “Saline e Natura”, il consorzio Aglio Rosso di Nubia, l’Associazione “Salviamo i mulini”, la ProLoco di Paceco e il centro di Cultura gastronomica “Nuara”. Per informazioni visitare il sito: www.rossoaglio.it. (immagine: raccolta sale al tramonto. Fonte: ufficio stampa)

Al suo fianco ci sono cocktail storici come il Manhattan, il Singapore Sling o il French 75. L’Etna Spritz, celebre interpretazione in chiave siciliana di un classico da bar, conquista il Condé Nast Traveler Usa e entra di diritto, come unico drink italiano, nella sua classifica degli otto miglior cocktail del mondo. A modificare la ricetta del noto aperitivo è stato il bar manager del Grand Hotel Timeo di Taormina Alfio Liotta, lo stesso che durante il G7 si è ‘occupato’ degli aperitivi offerti ai grandi della Terra durante la cena di gala voluta dal presidente Mattarella. Ad ispirare Liotta e la sua ricetta dell’Etna Spritz è stata la potente eruzione dell’Etna che nel 2014 ha incantato gli ospiti del Timeo sulla Terrazza letteraria. Gli ingredienti che lo caratterizzano sono: Amara, un amaro prodotto sull’Etna a base di arance rosse, spumante siciliano, Soda e Bitter Campari. A completare tutto la maestria di Alfio Liotta. “Sono molto orgoglioso di questo riconoscimento così importante che ha portato il Bar del Grand Hotel Timeo ad ottenere una visibilità internazionale senza pari – ha detto all’Adnkronos – Questo risultato è frutto della passione e dell’impegno di tutto il mio team che da 4 anni lavora insieme a me per rendere questo luogo un punto di riferimento nel mondo del bartending italiano”.