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I teenager dovranno chiedere il permesso dei genitori per compiere alcune azioni su Facebook, come vedere inserzioni sulla base dei dati dei partner e includere nel loro profilo opinioni politiche e religiose. “Le persone di eta’ compresa tra i 13 e i 15 anni in alcuni paesi Ue hanno bisogno del permesso di un genitore o tutore per compiere azioni specifiche su Facebook”. Lo rende noto la società in un documento ufficiale, in vista dell’entrata in vigore della nuova normativa europea sulla privacy (Gdpr) dal 25 maggio. “Questi adolescenti vedranno una versione meno personalizzata del social con condivisione limitata e annunci meno rilevanti, fino a quando non otterranno il permesso da un genitore o tutore di usare tutti gli aspetti di Facebook”, viene spiegato nel documento.
Facebook comunica che disabiliterà anche “il riconoscimento facciale per chiunque abbia meno di 18 anni” e che farà “più educazione per rispondere alle loro domande più comuni sulla privacy”. Le limitazioni, informa il social network, riguarderanno tutti gli adolescenti, senza distinzioni geografiche.

Il direttore della Cia, Mike Pompeo, in attesa della conferma in Senato della sua nomina a segretario di Stato, avrebbe incontrato segretamente il leader nordcoreano Kim Jong-un. La notizia è stata diffusa dal Washington Post, secondo quanto riporta l’Ansa, con la precisazione che la visita di Pompeo a Pyongyang sarebbe avvenuta nel fine settimana di Pasqua. L’incontro dovrebbe aprire la strada ai colloqui che si terranno tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e Kim Jong-un. Al centro dell’incontro la soluzione sul programma nucleare di Pyongyang. Si tratta di un faccia a faccia di più alto livello tra i due Paesi dal 2000, quando l’ex segretario di Stato Madeleine Albright si incontrò con Kim Jong-Il, il padre di Kim Jong-un. Un incontro tra Trump e il leader coreano è dato per probabile a giugno.

In Italia ci sono più di oltre 5 milioni di caregiver familiari, persone che si occupano direttamente, in casa, dell’assistenza ad un parente bisognoso di cure. Quella dell’assistenza fai da te è però una scelta spesso obbligata: in sei casi su dieci, infatti, le cure domestiche dirette, senza l’aiuto di una figura esterna, sono le uniche economicamente sostenibili. Il dato emerge da un’indagine condotta da Swg su un campione di 3mila persone in occasione della Settimana della buona salute 2018, la campagna di sensibilizzazione per l’invecchiamento attivo promossa dal sindacato dei pensionati autonomi Fipac Confesercenti. Quest’anno la Settimana – che prevede come sempre un ricco carnet di attività sul territorio tra oggi e domenica 22 aprile, giorno di conclusione – è idealmente dedicata al tema dell’assistenza. Complessivamente, un cittadino su sette deve farsi carico di seguire, in vario modo, una persona con rilevanti problemi di assistenza. Il dato è volutamente di natura generale per non entrare nel privato delle persone ma riguarda l’insieme dei problemi posti dalle persone non autosufficienti, in toto o parzialmente, per anzianità o disabilità, dai cronicizzati, da invalidità a temporalità medio-lunga. Si tratta, pertanto di una platea di circa sette milioni di cittadini, dato di riferimento e con delle variazioni nel tempo. Queste persone hanno problemi differenziati e di varia intensità ma richiedono attenzione e un’azione di cura. Il dato che emerge dall’indagine è leggermente superiore alle cifre ufficiali su questa realtà che, però, non tengono conto degli aspetti a temporaneità protratta e di situazioni particolari che richiedono comunque forme di assistenza. Occorre anche osservare che il crescente invecchiamento della popolazione rende continuamente più ampia la platea degli interessati da responsabilità di cura, spesso a loro volta anziani e privi delle risorse economiche necessarie. Come segnalato, infatti, l’alta incidenza dell’assistenza familiare diretta – scelta dal 71% dei prestatori di cure – è dovuta nel 59% dei casi a motivazioni di tipo economico. Pesa, però, anche una certa preferenza per le cure domestiche: il 32% degli assistenti familiari, infatti, ammette di seguire personalmente il proprio parente perché preferisce non affidarne la cura ad estranei. Una scelta dettata da fattori culturali, ma anche da una diffusa sfiducia nelle strutture private, di cui si avvale solo il 4%. Basso anche il ricorso al pubblico (4%), ma c’è una quota di circa 200mila persone che segnala la mancanza di disponibilità nelle strutture del proprio territorio. Tra chi può permetterselo, invece, si consolida la preferenza per le badanti: il 16% le impiega, per un esercito di circa un milione di addetti all’assistenza, uno su tre (il 35%) in servizio per oltre 18 ore a settimana. Anche la ricerca della badante è improntata al ‘fai da te’: il 72% ottiene il contatto attraverso il passaparola, mentre il 12% tramite lo sportello comunale o un’altra struttura pubblica. Il 9% si avvale dell’aiuto di associazioni e cooperative sociali, mentre il 5% attraverso la comunità religiosa. “L’aumento dell’aspettativa di vita ed il progressivo invecchiamento della popolazione – spiega il Presidente di Fipac Sergio Ferrari – richiedono un maggiore sostegno per il settore del lavoro domestico, da parte della politica. Da tempo come FIPAC proponiamo la deducibilità di questo tipo di assistenza. Oggi gli incentivi per assumere legalmente un lavoratore domestico sono ancora troppo scarsi. L’offerta di un vantaggio fiscale apprezzabile potrebbe indurre anche 350-400 mila famiglie a regolarizzare i rapporti sommersi, con notevoli benefici anche in termini occupazionali. Abbiamo esempi virtuosi di questo tipo di politiche sociali in paesi europei come Francia e Germania: potremmo prenderne spunto e organizzare una coalizione di forze a sostegno di proposte che possono essere messe a punto tra chi è interessato”.

La Turchia non sta dalla parte di alcun Paese in Siria e la sua posizione è diversa da quella di Iran, Russia e Stati Uniti. Lo ha dichiarato il vice primo ministro turco Bekir Bozdag in risposta al presidente francese Emmanel Macron, che ha di recente affermato che il sostegno della Turchia ai raid coordinati dagli Stati Uniti in Siria dimostra che il Paese ha preso ”le distanze” dalla Russia. “La nostra politica in Siria non equivale a stare con un Paese o in opposizione a un altro”, ha dichiarato Bozdag, affermando che la Turchia è disposta a collaborare con qualsiasi Paese che è favorevole a difendere ”i principi corretti” in Siria.

“Bisogna riconoscere che dalla fine dell’ultimo governo Berlusconi, l’Italia non ha più una POLITICA estera degna di questo nome ma rincorre le posizioni degli altri partner occidentali”. Lo afferma Elvira Savino, deputata di Forza Italia. “Sono lontanissimi i tempi di Pratica di Mare, quando – aggiunge Savino – Berlusconi pose l’Italia al centro della scena internazionale, facendosi promotore degli accordi fra Stati Uniti e Federazione russa che posero fine alla guerra fredda. L’Italia ha bisogno di recuperare credibilità a livello europeo e mondiale e non può certo farlo con i Cinque stelle che hanno dimostrato evidenti ambiguità, con i vertici del movimento sballottati dagli umori mutevoli della base grillina”.

“Io e Beppe Grillo siamo stati entrambi aiutati nelle nostre prime esperienze politiche di comunicazione di massa da Casaleggio. Era una persona estremamente competente nel campo dell’informazione. Ha visto l’errore che ho fatto io e non l’ha fatto fare a Beppe Grillo”. Così Antonio Di Pietro è intervenuto questa mattina ai microfoni di ECG, il programma condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano.”L’esperienza con l’Italia dei Valori – continua – è stata fondamentale per Casaleggio e quindi anche per il Movimento Cinque Stelle, perché io dalla sera alla mattina mi sono ritrovato ad avere un consenso incredibile, ero arrivato al 10%, avevo la necessità di costruire una classe dirigente e feci la scelta di trovare sul territorio persone che avevano già fatto politica. Così ho trovato tante persone perbene, ma anche tanti faccendieri. Avendo visto la mia esperienza, Casaleggio ha consigliato Grillo dicendogli che chi aveva già fatto politica in altri partiti non poteva iscriversi al Movimento Cinque Stelle”.

Oggi, nella Sala Pistelli di Palazzo Medici Riccardi, a Firenze, sarà presentato il nuovo “Polo Umanistico delle Arti per un nuovo Rinascimento”, proposto dalla rete costituita dal Liceo artistico Alberti e dal Liceo classico e musicale Dante, gli Istituti Comprensivi Pieraccini, Poliziano, Verdi. Interverranno: Giampiero Mongatti, consigliere della Città Metropolitana di Firenze delegato alla Rete scolastica; la Vice Sindaca del Comune di Firenze Cristina Giachi; Rosa Bruna De Pasquale, capo dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Miur; Domenico Petruzzo, direttore Usr Toscana; Claudio Bacaloni, direttore Usp Firenze; Maria Rita Urciuoli, dirigente Licei Alberti-Dante; Alessandro Bussotti, dirigente i.c. Poliziano; Giacomo Forti, dirigente i.c. Verdi-Pieraccini; rappresentanti istituzionali della Regione Toscana. In occasione della presentazione del Polo saranno illustrate le proposte formative avanzate dalla Rete che prevederanno l’attivazione di laboratori territoriali di studio, approfondimento, produzione, fruizione e scambio in ambito: artistico, musicale, teatrale, cinematografico, coreutica, Architettonico, paesaggistico, linguistico, filosofico, storico, archeologico artigianale.

“Per me non c’e’ stata una guerra tra politica e magistratura, ma c’e’stata un’offensiva unilaterale contro una piccola parte della magistratura che ha prodotto, purtroppo, i suoi effetti su una parte della magistratura che, credo, stia contribuendo alla progressiva marginalizzazione di quei magistrati non graditi al potere politico”. Lo ha detto il magistrato antimafia, Nino Di Matteo, durante il convegno in Campidoglio ‘Mafia 2.0. “Su oltre 50mila detenuti, solo dieci stanno scontando una pena definitiva per reati legati alla corruzione. Con le riforme penitenziarie approvate di recente, usciranno immediatamente pure loro. Possiamo dire con coraggio che nel nostro Paese il fenomeno della corruzione e’ sostanzialmente impunito, e questa impunita’ e’ un’induzione a delinquere. “Nonostante in una sentenza definitiva ci sia scritto che Silvio Berlusconi ha mantenuto e rispettato almeno dal 1974 al 1992 i patti stipulati con Cosa Nostra grazie all’intermediazione di Dell’Utri, ancora oggi questa persona esercita un ruolo assolutamente importante e assume ruoli decisivi nella politica nazionale anche di stretta attualita’”. “Come si fa a pensare- si chiede il magistrato- che la questione mafiosa sia solo locale quando abbiamo avuto delle conclusioni anche di sentenze passate in giudicato in ordine ai rapporti significativi del 7 volte presidente del Consiglio Andreotti con le famiglie mafiose palermitane o all’intermediazione assicurata per almeno venti anni dal senatore Dell’Utri e alla stipula dei patti a cui ha contribuito il senatore Dell’Utri tra l’allora imprenditore Silvio Berlusconi e i capi delle famiglie mafiose siciliane? Come si fa a relegare a questioni marginali questioni che hanno riguardato ad altissimo livello l’esercizio del potere non solo in Sicilia ma in tutto il Paese? Ecco perche’ il silenzio mi preoccupa”. La conseguenza di questo atteggiamento della politica e’ che nonostante quello che e’ stato accertato si e’ assistito alla santificazione di personaggi come Andreotti o alla ricandidatura nel 2008 del senatore Dell’Utri e del senatore Cuffaro. Il mio apprezzamento al codice etico del Movimento 5 Stelle fu considerato al tempo, un’apertura al Movimento. In realta’ rappresentava un momento in cui veniva concepita una separazione tra la responsabilita’ penale dalla responsabilita’ politica, nei reati di corruzione mi auguro che quello sia il fattore ancora piu’ apprezzabile DI quel codice”. “La magistratura- ha aggiunto DI MATTEO- accerta le eventuali responsabilita’ penali e la sussistenza di reati”, ma “ci sono dei comportamenti che ancor prima di essere descritti in una sentenza definitiva sono accertati e dovrebbero fare scattare delle responsabilita’ di tipo politico che invece nel nostro Paese troppo poche volte sono state azionate”.

“Chi ha vinto le elezioni adesso si assuma l’onore di governare il Paese magari sfumando, me lo auguro per il Paese, alcune posizioni non sostenibili assunte in campagna elettorale. Noi abbiamo perso le elezioni, la vicenda è chiusa”. E’ la posizione di Emma Bonino, leader di +Europa, espressa al termine delle consultazioni con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella insieme al resto del gruppo del Misto del Senato.

“Avendo escluso ogni dialogo con le forze di centrodestra, quelle progressiste sono quelle che rimangono. Se il Movimento 5 Stelle affronta certi temi in un certo modo, non potremo che dare il nostro sostegno, perché in fondo sono i nostri temi, non quelli del Movimento 5 Stelle. Noi puntiamo sui contenuti, non sulle coalizioni precostituite”. Lo ha detto Emma Bonino, di +Europa, al termine delle consultazioni al Quirinale.