agricoltori

Un gruppo di agricoltori ha manifestato oggi nel centro di Tunisi per denunciare il deterioramento delle loro condizioni di lavoro e protestare contro la politica economica del governo. Gli agricoltori accusano l’esecutivo di aver marginalizzato il settore, adottando politiche che hanno provocato un calo dei loro redditi. La manifestazione e’ stata organizzata dal Sindacato degli agricoltori tunisino. L’agricoltura e la pesca rappresentano circa il 10 per cento del Pil della Tunisia.

A spingere il carrello della spesa e’ l’aumento del 9,7% dei prezzi al dettaglio della frutta e del 7,7% dei vegetali freschi rispetto allo stesso mese dello scorso anno ma nelle campagne e’ crisi per l’effetto congiunto di speculazioni e condizioni climatiche avverse con quotazioni che in molti casi non coprono i costi di produzione delle aziende. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti a commentare i dati Istat sull’inflazione che scende a maggio ad un valore tendenziale dell’1,4%. Proprio nel momento in cui si assiste ad un aumento dei consumi, importante per fronteggiare il grande caldo, pratiche commerciali sleali lungo la filiera stanno provocando situazioni di crisi diffuse per i coltivatori di frutta estiva – sottolinea la Coldiretti – che chiede interventi per prevenire e perseguire tali pratiche, in una situazione in cui nelle campagne le anomalie climatiche della prima parte del 2017 hanno gia’ provocato danni stimati in oltre un miliardo di euro. Nel campi coltivati lungo tutta la Penisola con il grande caldo gli agricoltori – continua la Coldiretti – devono ricorrere all’irrigazione di soccorso per salvare le produzioni, dagli ortaggi alla frutta, dai cereali al pomodoro, ma anche i vigneti e il fieno per l’alimentazione degli animali per la produzione di latte per i grandi formaggi tipici dal grana padano al parmigiano reggiano fino alla mozzarella di bufala. Se l’Emilia Romagna ha richiesto addirittura al Governo lo stato di emergenza la situazione e’ preoccupante dal Veneto al Piemonte, dalla Lombardia alla Liguria, dalla Toscana al Lazio, dall’Umbria alla Calabria, dalla Campania alla Puglia, dalla Basilicata fino in Sicilia e Sardegna. Sono gli effetti – conclude la Coldiretti – di un primo semestre del 2017 in cui le precipitazioni in Italia sono praticamente dimezzate provocando una situazione di grave siccita’ dopo che l’inizio dell’anno e’ stato segnato dal rincorrersi di nubifragi, grandine, siccita’ e gelate fuori stagione.